Se fai un cerchio
Con la matita,
in un attimo
hai tutto il mondo,
e gli spazi ti sembrano
solo puntini,
e con la fantasia lo
puoi girare
in lungo e in largo;
se chiudi gli occhi
un momento,
il tempo
passa d’incanto,
è già festa,
e senti odore di dolci
e di cioccolato;
un bambino cammin a sognando,
e se chiude gli occhi,
il futuro è
già lì davanti a lui;
e il futuro,
è un treno,che non
ha tempo né pietà,
và alle porte della notte,
và dove vuole,
niente e nessuno lo fermerà;
e tutto passa prima o poi,
e bisogna capirlo,
altrimenti
la vita
vola via,
in un momento,
un momento ,appena.
Con la matita,
in un attimo
hai tutto il mondo,
e gli spazi ti sembrano
solo puntini,
e con la fantasia lo
puoi girare
in lungo e in largo;
se chiudi gli occhi
un momento,
il tempo
passa d’incanto,
è già festa,
e senti odore di dolci
e di cioccolato;
un bambino cammin a sognando,
e se chiude gli occhi,
il futuro è
già lì davanti a lui;
e il futuro,
è un treno,che non
ha tempo né pietà,
và alle porte della notte,
và dove vuole,
niente e nessuno lo fermerà;
e tutto passa prima o poi,
e bisogna capirlo,
altrimenti
la vita
vola via,
in un momento,
un momento ,appena.
3 commenti
Visto che stamo tutti a parlà der Natale
ve prego, nun famosi più der male.
Scrivemo tutti quanti na poesia
nun ce mettemo ‘nsieme a filosofia.
Che poi stamo a parlà
di un evento di gran semplicità.
Na grotta con il bue e l’asinello,
na pora donna, er marito e er bimbo bello.
Quer che a da succede sempre in corsia
tranne per quelli che trovano altra via.
La via pe evità er freddo e er gelo,
pianificando a nascita lontani dar vangelo.
E noi che semo solo spettatori
freddi e a vorte aridi peccatori,
cerchiamo d’apparir
gli unici onesti.
E meno male che non si è ancor stancato
de nasce armeno una vorta all’anno !
Si sentirà il nostro gran mercato,
ce tornerà ma con un granne affanno.
Signore mio, volemo solo amore
quello che conservi dentro er tuo immenso cuore,
donalo a tutti anche a chi non crede
ma, senza polemiche, dentro sé ogni anima lo chiede.
ve prego, nun famosi più der male.
Scrivemo tutti quanti na poesia
nun ce mettemo ‘nsieme a filosofia.
Che poi stamo a parlà
di un evento di gran semplicità.
Na grotta con il bue e l’asinello,
na pora donna, er marito e er bimbo bello.
Quer che a da succede sempre in corsia
tranne per quelli che trovano altra via.
La via pe evità er freddo e er gelo,
pianificando a nascita lontani dar vangelo.
E noi che semo solo spettatori
freddi e a vorte aridi peccatori,
cerchiamo d’apparir
gli unici onesti.
E meno male che non si è ancor stancato
de nasce armeno una vorta all’anno !
Si sentirà il nostro gran mercato,
ce tornerà ma con un granne affanno.
Signore mio, volemo solo amore
quello che conservi dentro er tuo immenso cuore,
donalo a tutti anche a chi non crede
ma, senza polemiche, dentro sé ogni anima lo chiede.
Campanelli, tintinnii, profumi al vento,
aprono un cassetto nella mente.
Lontano una zampogna,
bambini a correr verso quel suono.
Natale: nel cuore, nel cosmo,
parla di bontà e amore.
Una bambina gioiosa,
la sera del cenone, ascolta
incantata la preghiera della mamma.
La letterina al babbo, sotto il piatto,
preparata a scuola, legge commosso,
negli occhi, diamanti a
brillar di lacrime.
Sermone in piedi sulla sedia,
silenzio,tutti ad ascoltare, voce a risuonar lieta.
Nonno ogni ruga un anno, ricurvo sul camino,
dona un pensiero alla nonna.
Due mandarini, torrone bianco,
due spiccioli di mancia.
Natale: Tombola, gioco dell’oca,
risa e gridolini, attimi felici.
Abete allestito a festa, piccolo presepe che amo tanto.
Profumo di maccheroni cioccolato e noci,
pan pepato, nocciole, mandorle, pinoli, spezie dal buon sapore.
Ricordi di cuore a viver oggi come ieri,
con voi respirerò sempre.

La fede accresce
in spazio rigoglioso
perenne orgoglio.
<=> <=> <=>
Riflessione poetica (Accenti ritmici 2-4-6) nata da un aforisma di Mahatma Gandhi, politico, filosofo, avvocato indiano del 1900:
“L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.”
Son caduto !
Rialzato.
Mi son pure spaventato
a trovarmi li d’emblèe
faccia a terra sul pavè.
Dopo essermi accertato
di aver subito il fato,
mi son chiesto se, ahimè
capitassero tutte a me !
Ma poi fui consolato
riverito e coccolato,
tornai in fretta a casa mia
e iniziò la sinfonia.
Chi la sedia mi porgeva,
chi il pianto non fingeva,
chi spiava le mie mosse,
atmosfera mi commosse.
Finsi un poco di dolore
per sentire ancor calore
riversato su di me
sempre a causa del pavè.
Or poiché son birichino
coccolone e un po’ cretino,
ho pensato…di tanto in tanto
di cader sul pavimento.
Ma una cosa m’ha fermato,
lo scherzare mi ha frenato,
che qualcuno che è cascato
non s’è più rialzato.
Non aveva il poverino
un affetto assai vicino.
Se ti devi rialzare
su qualcuno hai da contare.
Altrimenti farai fatiche
…a contare le formiche.
Rialzato.
Mi son pure spaventato
a trovarmi li d’emblèe
faccia a terra sul pavè.
Dopo essermi accertato
di aver subito il fato,
mi son chiesto se, ahimè
capitassero tutte a me !
Ma poi fui consolato
riverito e coccolato,
tornai in fretta a casa mia
e iniziò la sinfonia.
Chi la sedia mi porgeva,
chi il pianto non fingeva,
chi spiava le mie mosse,
atmosfera mi commosse.
Finsi un poco di dolore
per sentire ancor calore
riversato su di me
sempre a causa del pavè.
Or poiché son birichino
coccolone e un po’ cretino,
ho pensato…di tanto in tanto
di cader sul pavimento.
Ma una cosa m’ha fermato,
lo scherzare mi ha frenato,
che qualcuno che è cascato
non s’è più rialzato.
Non aveva il poverino
un affetto assai vicino.
Se ti devi rialzare
su qualcuno hai da contare.
Altrimenti farai fatiche
…a contare le formiche.
Sono qui,
sono proprio me,
mi sono riconosciuto subito,
un po’ poeta maledetto,
un po’ barbone,
un po’ filosofo
e molto ribelle,
sempre in alto mare,
sempre in rotta,
con la società
fetente che c’è;
soldi pochi e sogni tanti,
e quelli,
ti posso dare,
nelle poesie che scrivo,
e lo farò per te,
se vorrai.
sono proprio me,
mi sono riconosciuto subito,
un po’ poeta maledetto,
un po’ barbone,
un po’ filosofo
e molto ribelle,
sempre in alto mare,
sempre in rotta,
con la società
fetente che c’è;
soldi pochi e sogni tanti,
e quelli,
ti posso dare,
nelle poesie che scrivo,
e lo farò per te,
se vorrai.
Strada 66 ,
stò seduto
nel sedile dell’auto,
e come Kerouac,
guardo il traffico cittadino;
strada che conduce
all’imbocco autostradale;
movimento continuo di mezzi;
la striscia grigia della strada,
linea bianca in mezzo,
cartelli di ristorazione,
insegne e reclame,
un supermercato in vista;
la cittadina,
come nelle strade 66,
auto di varie forme e cilindrate,
mezzi bisonteschi e massicci,
furgoni frettolosi,
macchine lente di sfaccendati
che vogliono mettersi in mostra;
traffico caotico,
tanta vita che passa,
ognuno verso il suo destino;
strada 66.
stò seduto
nel sedile dell’auto,
e come Kerouac,
guardo il traffico cittadino;
strada che conduce
all’imbocco autostradale;
movimento continuo di mezzi;
la striscia grigia della strada,
linea bianca in mezzo,
cartelli di ristorazione,
insegne e reclame,
un supermercato in vista;
la cittadina,
come nelle strade 66,
auto di varie forme e cilindrate,
mezzi bisonteschi e massicci,
furgoni frettolosi,
macchine lente di sfaccendati
che vogliono mettersi in mostra;
traffico caotico,
tanta vita che passa,
ognuno verso il suo destino;
strada 66.
Sono un poeta notturno,
a cavallo di una scopa da strega,
cammino per sentieri
invisibili,solo miei,
alle porte dell’aurora,
tra la notte e l’alba,
il momento proficuo
per un poeta;
non voglio padroni,
né comandi o regole,
come i gatti randagi,
e ti do quello che ho,
i miei pensieri,
una poesia,
e la mia confusione,
e il cammino difficile,
per la libertà,
che si insegue sempre,
ma non è facile avere;
sono un animale poetico,
notturno.
a cavallo di una scopa da strega,
cammino per sentieri
invisibili,solo miei,
alle porte dell’aurora,
tra la notte e l’alba,
il momento proficuo
per un poeta;
non voglio padroni,
né comandi o regole,
come i gatti randagi,
e ti do quello che ho,
i miei pensieri,
una poesia,
e la mia confusione,
e il cammino difficile,
per la libertà,
che si insegue sempre,
ma non è facile avere;
sono un animale poetico,
notturno.
Precipita il funereo velo
soffocando moltitudini di destini
bolle di sapone
piume d'oca da cuscini
già definiti
d'eventi scritti d'odio
raptus schizofrenici
storie soffocate
Raccolto a pezzi
distribuito alle famiglie
esauste
fuori casa
donato a piccoli altari
fra incensie candele
per le visite di molti
con i fiori in mano
colpevoli
della loro innocenza
soffocando moltitudini di destini
bolle di sapone
piume d'oca da cuscini
già definiti
d'eventi scritti d'odio
raptus schizofrenici
storie soffocate
Raccolto a pezzi
distribuito alle famiglie
esauste
fuori casa
donato a piccoli altari
fra incensie candele
per le visite di molti
con i fiori in mano
colpevoli
della loro innocenza

La falsità?
Prender per mano… e buttar
in un dirupo.
<=> <=> <=>
Considerazione in versi (1-4-6) formulata scorrendo un aforisma del filosofo olandese Baruch Spinoza, del 1600:
“Falso è il vanto di chi pretende di possedere , all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità”.
La pazzia di erasmo,
ognuno di noi,
ha in se stesso,
un lato di pazzia e
di follia,
anche se spesso,
lo nascondiamo ;
è necessario per vivere,
essere sempre in bilico,
tra follia e normalità,
e un po’ di pazzia,
aiuta a tirare a vanti,
a sognare,
a staccare,
a non pensare troppo;
molte cose che realizziamo,
sono spesso frutto di pazzie,
di ribellioni,
colpi di testa,
di scelte contro tutto e tutti;
come dice Erasmo,
siamo spesso un po’ pazzi,
e un po’ savi, o tutte e due le cose,
messe insieme.
ognuno di noi,
ha in se stesso,
un lato di pazzia e
di follia,
anche se spesso,
lo nascondiamo ;
è necessario per vivere,
essere sempre in bilico,
tra follia e normalità,
e un po’ di pazzia,
aiuta a tirare a vanti,
a sognare,
a staccare,
a non pensare troppo;
molte cose che realizziamo,
sono spesso frutto di pazzie,
di ribellioni,
colpi di testa,
di scelte contro tutto e tutti;
come dice Erasmo,
siamo spesso un po’ pazzi,
e un po’ savi, o tutte e due le cose,
messe insieme.
Le nuvole sono le rughe
e i dolori del mondo
appallottolati nel cielo,
cercano pace…
Palle di neve rubate al pupazzo
che t’inventavi da bambina.
S’ammassano,
stanno vicine,
si sciolgono al tuo calore
e piovono nel cuore
come ricordi.
Sono briciole di pane tuffate nel latte,
pane profumato
che sbriciolavi
al caldo di un fuoco
mentre favole
nutrivano fantasia.
… Sono favole le nuvole,
tutte quelle non scritte e volate via,
favole che il mondo non sa più raccontare…
Le nuvole sono pieghe
che non riesco a stirare,
orme della mia vita
ch’è passata
e che accarezzo
ricordando qualche favola….
e i dolori del mondo
appallottolati nel cielo,
cercano pace…
Palle di neve rubate al pupazzo
che t’inventavi da bambina.
S’ammassano,
stanno vicine,
si sciolgono al tuo calore
e piovono nel cuore
come ricordi.
Sono briciole di pane tuffate nel latte,
pane profumato
che sbriciolavi
al caldo di un fuoco
mentre favole
nutrivano fantasia.
… Sono favole le nuvole,
tutte quelle non scritte e volate via,
favole che il mondo non sa più raccontare…
Le nuvole sono pieghe
che non riesco a stirare,
orme della mia vita
ch’è passata
e che accarezzo
ricordando qualche favola….
Sul colle
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Cantastorie
In fondo cos’è un poeta;
è nessuno,
uno,centomila,
tutti e niente;
è un cantastorie,
un raccontatore,
un narratore
della favola
della vita;
un umano,
che ti fa
pensare,
sognare,
sbadigliare,
a volte;
uno che non vedi,
magari è brutto,
grasso,
vecchiotto,
lupo solitario.
In fondo cos’è un poeta;
è nessuno,
uno,centomila,
tutti e niente;
è un cantastorie,
un raccontatore,
un narratore
della favola
della vita;
un umano,
che ti fa
pensare,
sognare,
sbadigliare,
a volte;
uno che non vedi,
magari è brutto,
grasso,
vecchiotto,
lupo solitario.






