Annaspano ore,
vortice ad inghiottir vita,
stanca, nebulosa bruma a
incendiar l'anima di fuoco..
Bramose ore a volteggiar nell'aria
attimi alla deriva..
Drappi ad intonar colori e
dalla finestra il paesaggio muta silenzioso,
fin raggiunger l'apice del creato..
Viali di parole a comporre cespugli di more,
acqua a rinfrescar memoria..
Melma nel fondale,
ricordi a confonder passato..
Qui.. il vento tace e ali non hanno piume,
qui... frasi volan al vento e
foglie a concimar terra,
cenere a coprir radici d'erba.
Qui ogni foglia giace inerte e
fra ugual foglie confonde...
3 commenti

Non risentire
d’amico, il suo penare…
Addentra n’onta!
<=> <=> <=>
Poesia (Accenti ritmici 2-4-6) seguita da un pensiero di Johann Wolfgang Goethe, Scrittore, poeta e drammaturgo tedesco del 1800:
"Ciò che non si comprende non lo si possiede".
d’amico, il suo penare…
Addentra n’onta!
<=> <=> <=>
Poesia (Accenti ritmici 2-4-6) seguita da un pensiero di Johann Wolfgang Goethe, Scrittore, poeta e drammaturgo tedesco del 1800:
"Ciò che non si comprende non lo si possiede".
Vuota di me,
sento il richiamo dell’anima,
eterna compagna,
a render vividi
celate emozioni.
Occhi lontani
catturano infuocate albe.
Mani colme pronte a dare
maturi frutti
e leste accarezzano
un volto, icona di solitudine
e di profonda tristezza.
Braccia stringono
il desiderio più nobile,
bello, buono, amabile.
Cuore, che dal suo ritmo stanco,
si desta, sussulta, va,
viaggia, vola su variopinto aquilone
spinto da aliti e brezze.
La mente spazza via,
come le foglie l’autunno,
ricordi velati di tristi rimpianti
e come edera aggrappata
al suo sostegno,
difende gli attimi di giubilo.
Vuota di me
sento il richiamo tuo oh Poesia
colmare la mente e chetare l’animo
simile a sorgente d’acqua,
tu plachi la mia arsura.
sento il richiamo dell’anima,
eterna compagna,
a render vividi
celate emozioni.
Occhi lontani
catturano infuocate albe.
Mani colme pronte a dare
maturi frutti
e leste accarezzano
un volto, icona di solitudine
e di profonda tristezza.
Braccia stringono
il desiderio più nobile,
bello, buono, amabile.
Cuore, che dal suo ritmo stanco,
si desta, sussulta, va,
viaggia, vola su variopinto aquilone
spinto da aliti e brezze.
La mente spazza via,
come le foglie l’autunno,
ricordi velati di tristi rimpianti
e come edera aggrappata
al suo sostegno,
difende gli attimi di giubilo.
Vuota di me
sento il richiamo tuo oh Poesia
colmare la mente e chetare l’animo
simile a sorgente d’acqua,
tu plachi la mia arsura.
Roccia a scolpir volti d'altri tempi,
musa ispiratrice e
pensieri a rotear al centro della terra..
Anima, vestir di luce chiara e
cuore a scioglier sangue umano.
Tempo andato..
Roccia scalfita, goccia d'acqua a far buca,
frastagliate coste a diromper sul mare e
gabbiano gridar dolore in dolore e
sorvolare mare.
Povera anima a sputar sudore
mani impolverate e piedi nudi.
Buco nero e vortice di vento a
succhiar nettare di ape,
freddo a intirizzir ossa e
fievol sospiro a
soffocar parole buone..
Roccia, sasso a cader dal monte.
Roccia sgretolata fin divenir polvere..
Scende sera, si allungano le ombre.
Lì, alla finestra, silenziosi pensieri danzano alla luna.
La notte non ha colori tra le grigie nuvole.
Solo gocce d’acqua scivolano giù dai vetri,
iridescenti perle, al fievole bagliore lunare.
Occhi lucidi, non trovano prospettiva
tra sguardi assenti.
Il cuore non cessa il suo forte pulsare,
respingendo il sonno e i suoi sogni.
Assordante e fastidioso, paradossale,
il silenzio circostante.
Si accendono i ricordi,
scatti di immagini mai catturate,
di vita spensierata, serena, vissuta.
Gesti e calde carezze, allegra infanzia.
Nostalgica aria di Natale,
suoni, addobbi e doni.
Viavai di tanta gente indaffarata.
Serate calde d’estate
allietate d’amichevole compagnia.
Bensì pur acri rimorsi,
sbagli e incompiuti gesti, carezze,
momenti e sorrisi in nessun attimo offerti.
Gote umide di lacrime mai terse.
Dove si celano ora gioie ed emozioni?
Dove la lieta vita?
Oh voi, non lasciate ancora brillare quest’anima,
come stella sola, tra le nere nuvole.
Silenti fategli compagnia,
nutritela col calore, pari a fuoco
vivo pur celato dalla cenere.
Quando poi la Casta Diva,
al sole cocente, l’alto trono cederà,
allora, essa guardare persa, potrà i vostri occhi
e all’aurora vi abbraccerà per sempre.
Ricordi, l'inverno fu primavera, l'estate autunno,
ombrello di fiori a contornar testa,
diadema d'amore.
Passi ad impronte naturali,
sensualità in parole.
Ricordi?
Cristo; con noi nell'abitacolo dei valori.
Anima or svanisci,
ad apparir mucchio di macerie,
inchiostro a macchiar spirito e
sensazioni a svanir nel cielo...
Ricordi?
Sentimenti, gioie e dolori,
fuochi di paglia ad incendiar cuore.
Cenere ad annebbiar mente e
miscuglio di anime ad aggirar nell'abitacolo morale,
Dove sei anima vagabonda?
Odo sospirar la morte all'angolo della sorte...
Specchio dei valori or offuscato da veleni.
Ricordi anima?
O vuoi dimenticare?
Male,
perché esisti?
Occupi tutto
il nostro orizzonte
visivo,
linee
che s'intersecano
e si confondono
nel grigio livore
del mondo,
impedendoci
di scorgere
la tanto agognata
emozione
del bene,
che poco si vede
e poco si sente
ma c'è,
ascolta il suo
silenzio...
perché esisti?
Occupi tutto
il nostro orizzonte
visivo,
linee
che s'intersecano
e si confondono
nel grigio livore
del mondo,
impedendoci
di scorgere
la tanto agognata
emozione
del bene,
che poco si vede
e poco si sente
ma c'è,
ascolta il suo
silenzio...
Mi son svegliato
ed il sogno era già finito,
ero ancora in questo mondo
pieno di odio e poco rispetto.
Mi son guardato allo specchio
ho visto il solito aspetto
quello di una persona
come tante,
quello che finchè non ci siamo dentro
vada come deve andare.
Certo che era bello il mio sogno
montagne verdi, cielo azzurro
e sentieri infiniti.
poi d'un tratto un boato,
l'asfalto emanava un calore insolito.
No...Non era un sogno,
era la cruda realtà
di un mondo pieno d'odio
ed io ho pianto per questo
vergognandomi tanto,
ho anche pregato
donando rispetto a chi dorme per sempre.
Mi son svegliato così:
all'improvviso.
Ricordo solo il silenzio
e la vita che muore
senza nessuna ragione...
ed il sogno era già finito,
ero ancora in questo mondo
pieno di odio e poco rispetto.
Mi son guardato allo specchio
ho visto il solito aspetto
quello di una persona
come tante,
quello che finchè non ci siamo dentro
vada come deve andare.
Certo che era bello il mio sogno
montagne verdi, cielo azzurro
e sentieri infiniti.
poi d'un tratto un boato,
l'asfalto emanava un calore insolito.
No...Non era un sogno,
era la cruda realtà
di un mondo pieno d'odio
ed io ho pianto per questo
vergognandomi tanto,
ho anche pregato
donando rispetto a chi dorme per sempre.
Mi son svegliato così:
all'improvviso.
Ricordo solo il silenzio
e la vita che muore
senza nessuna ragione...
Andiamo cercandoci
ma ci perdiamo nei mali del mondo.
Cerchiamo carezze,
intanto
ci prestiamo ad infinite
violenze
e,
se speriamo in un abbraccio,
sputi in faccia troviamo…
Cerchiamo la pace
e ci dichiariamo guerra
e il tempo stringe,
la vita passa…
Vogliamo amore
e nuotiamo nell’odio.
Se questa è vita
tu dimmi
cosa sarà l’inferno!
… Forse
un piccolo Paradiso…
ma ci perdiamo nei mali del mondo.
Cerchiamo carezze,
intanto
ci prestiamo ad infinite
violenze
e,
se speriamo in un abbraccio,
sputi in faccia troviamo…
Cerchiamo la pace
e ci dichiariamo guerra
e il tempo stringe,
la vita passa…
Vogliamo amore
e nuotiamo nell’odio.
Se questa è vita
tu dimmi
cosa sarà l’inferno!
… Forse
un piccolo Paradiso…
Amore,
intenso sentimento
d'affetto;
dolore,
condizione di sofferenza
morale e fisica:
due stati d'animo
che si intersecano,
che si stampano
nel cuore.
Essi scandiscono il tempo
dell'esistenza umana,
più da vivere
che da ricordare.
C'è chi bara?
Non si ama a comando,
non si piange a comando,
altrimenti saremmo
una compagnia d'attori
sul palcoscenico della vita.
intenso sentimento
d'affetto;
dolore,
condizione di sofferenza
morale e fisica:
due stati d'animo
che si intersecano,
che si stampano
nel cuore.
Essi scandiscono il tempo
dell'esistenza umana,
più da vivere
che da ricordare.
C'è chi bara?
Non si ama a comando,
non si piange a comando,
altrimenti saremmo
una compagnia d'attori
sul palcoscenico della vita.
Quel puntino dell'uomo
tratteggiato a matita
nell'immenso;
dalla cruda realtà
dei diseredati
all'ostentata opulenza
degli abbienti.
Due mondi a confronto
nel deserto del cuore,
quando v'è un mare
d'amore.
Le tragedie s'incrociano;
la ferocia
che scalfisce l'anima
dia strada all'oblio;
non si cancelli
quel puntino,
fu vergato per amare.
tratteggiato a matita
nell'immenso;
dalla cruda realtà
dei diseredati
all'ostentata opulenza
degli abbienti.
Due mondi a confronto
nel deserto del cuore,
quando v'è un mare
d'amore.
Le tragedie s'incrociano;
la ferocia
che scalfisce l'anima
dia strada all'oblio;
non si cancelli
quel puntino,
fu vergato per amare.
Bandiera svèntola
chi n’astio non matura.
Sparlare lede!
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Terzina nata (Stile haiku 5-7/5) a considerazione della riflessione lasciata dall’insigne Emil Cioran, filosofo, saggista et aforista rumeno del XX secolo:
“Il miglior mezzo per sbarazzarsi di un nemico è dirne bene ovunque. Glielo riferiranno, e lui non avrà più la forza di nuocervi: avete spezzato la sua molla... Sarà sempre in guerra contro di voi ma senza vigore né costanza, giacché inconsciamente avrà smesso di odiarvi. È vinto, e ignora la propria disfatta”.





