Osservo le rondini
volare in alto
in un cielo assai grigio.
Sono tante
volano tutte insieme
senza disunirsi.
Come sarebbe stato il mondo
senza di loro
piccoli esseri viventi.
Vorrei essere una rondine
libero di volare
nel cielo
senza disunirmi…
2 commenti
Silenzioso
deturpato da canti acuti scoraggiati
dai clamori insulsi
dall'osservare del cuore
si mostra distrutto
già nel pronunciare
uscendo da uno schermo
da un cortile
da un balcone
dalla stazione
dall'aperitivo serale
dal pianerottolo vicino
dalla casa di fronte
dal lavoro
da una festa
anche fra conoscenti
fra parenti
fra amici
fra colleghi
fra pochi
s'infila improvviso
lascia inermi volutamente
creando scompiglio
disagio
non aiuta, complica
non ama
chi lo pratica, chi lo avvicina a sè, chi se lo tiene, chi lo subisce, chi lo innalza
il pericolo del silenzio è il più grande
tutti i giorni s'incontra
in tutti i momenti ci circonda
il pericolo del silenzio è il colpo che stende al tappeto
bruciando anche il più piccolo cenno di salvezza.
deturpato da canti acuti scoraggiati
dai clamori insulsi
dall'osservare del cuore
si mostra distrutto
già nel pronunciare
uscendo da uno schermo
da un cortile
da un balcone
dalla stazione
dall'aperitivo serale
dal pianerottolo vicino
dalla casa di fronte
dal lavoro
da una festa
anche fra conoscenti
fra parenti
fra amici
fra colleghi
fra pochi
s'infila improvviso
lascia inermi volutamente
creando scompiglio
disagio
non aiuta, complica
non ama
chi lo pratica, chi lo avvicina a sè, chi se lo tiene, chi lo subisce, chi lo innalza
il pericolo del silenzio è il più grande
tutti i giorni s'incontra
in tutti i momenti ci circonda
il pericolo del silenzio è il colpo che stende al tappeto
bruciando anche il più piccolo cenno di salvezza.
Un ego troppo pieno di sé
ricopre se stesso di lauta ignoranza.
Ascoltare non sa,
né sa leggere ed osservare
chi intorno troppe volte
cede a tentazioni di rivalsa.
Ciò che è nostro appartiene all'anima
in una sfera che si ricopre di trasparenza,
perché a pochi piace condividerla
e ai più intimi piace destinarla.
ricopre se stesso di lauta ignoranza.
Ascoltare non sa,
né sa leggere ed osservare
chi intorno troppe volte
cede a tentazioni di rivalsa.
Ciò che è nostro appartiene all'anima
in una sfera che si ricopre di trasparenza,
perché a pochi piace condividerla
e ai più intimi piace destinarla.
Vicende umane
solcano l’universo,
come l’aratro
d’un destino ammansito,
tra verità e cospirazioni.
Noi temerari,
licenziosi e folli,
ricerchiamo codici sbiaditi
nella vertigine esistenziale
d’una sommessa equità.
Brindisi, auguri e doni,
musica e intrallazzi,
canti, urla e balli,
scolpiti dal guizzo d’una fiammella
e dal vento della memoria.
Sdraiati sui cuscini,
densi di piacere,
affini e liberi,
impasteremo l’aria d’ombre,
tra scomposti abbracci e copule.
E il freddo
aggraverà l’esilio,
la solitudine e la penuria.
Noi testardi e arroganti,
superstiti d’eccidi e d’insanie,
spasimeremo nella compiutezza
di fragili amicizie,
vagheggiando amore e fecondità,
tra brame d’uguaglianza.
Ci saranno altri giorni
e la festa continuerà nei secoli,
tra alberi spogli
e grida dei miseri
nel silenzio delle notti.
solcano l’universo,
come l’aratro
d’un destino ammansito,
tra verità e cospirazioni.
Noi temerari,
licenziosi e folli,
ricerchiamo codici sbiaditi
nella vertigine esistenziale
d’una sommessa equità.
Brindisi, auguri e doni,
musica e intrallazzi,
canti, urla e balli,
scolpiti dal guizzo d’una fiammella
e dal vento della memoria.
Sdraiati sui cuscini,
densi di piacere,
affini e liberi,
impasteremo l’aria d’ombre,
tra scomposti abbracci e copule.
E il freddo
aggraverà l’esilio,
la solitudine e la penuria.
Noi testardi e arroganti,
superstiti d’eccidi e d’insanie,
spasimeremo nella compiutezza
di fragili amicizie,
vagheggiando amore e fecondità,
tra brame d’uguaglianza.
Ci saranno altri giorni
e la festa continuerà nei secoli,
tra alberi spogli
e grida dei miseri
nel silenzio delle notti.
Galoppo veloce
in sella ad un cavallo
nero e bianco.
Sento il vento
trapassare
il corpo.
L’odore dei prati
gli alberi quasi spogli
sta per arrivare l’inverno.
Nel silenzio della campagna
solo il rumore degli zoccoli
del cavallo che galoppa.
Sensazione
di libertà
di solitudine.
La pace
dopo tanto rumore
e tante parole.
Ricostruiamo
i colori
del mondo.
Galoppiamo verso la libertà
in questa società
in bianco e nero.
Forse
rivedremo
l’arcobaleno.
in sella ad un cavallo
nero e bianco.
Sento il vento
trapassare
il corpo.
L’odore dei prati
gli alberi quasi spogli
sta per arrivare l’inverno.
Nel silenzio della campagna
solo il rumore degli zoccoli
del cavallo che galoppa.
Sensazione
di libertà
di solitudine.
La pace
dopo tanto rumore
e tante parole.
Ricostruiamo
i colori
del mondo.
Galoppiamo verso la libertà
in questa società
in bianco e nero.
Forse
rivedremo
l’arcobaleno.
S'arresta il tempo,
cigola il respiro
chiuso a chiave
dal silenzio.
Il passo
ha la gravità del piombo
e la vita
una giostra
troppo veloce
per attendere...
ad una ad una
cadono le parole
da croci gelate
nel dubbio
e la paura
si aggrappa
ad una livida preghiera.
Per descrivere i drammi
che ogni giorno leggiamo sui giornali.
Non trovo le parole per gli attentati
ormai all’ordine del giorno.
Per le guerre nel mondo
è per i morti che essi ne scaturiscono.
Non capisco
la maleducazione della gente.
Sono felice per la nascita
di una vita.
La gioia di una famiglia attorno ad un tavolo
dopo una lunga attesa per un’adozione.
Non trovo le parole per la tristezza di una donna
per la lontananza del suo uomo.
che ogni giorno leggiamo sui giornali.
Non trovo le parole per gli attentati
ormai all’ordine del giorno.
Per le guerre nel mondo
è per i morti che essi ne scaturiscono.
Non capisco
la maleducazione della gente.
Sono felice per la nascita
di una vita.
La gioia di una famiglia attorno ad un tavolo
dopo una lunga attesa per un’adozione.
Non trovo le parole per la tristezza di una donna
per la lontananza del suo uomo.
Sensualità rattenuta
nella tumefazione di gesti arcani.
Uomini imbrattati di virilità,
rozza e umbratile.
Pazienza e rassegnazione
scritte sui loro volti,
foschi e grifagni,
e nella desolazione del paesaggio.
Desiderio d’evasione nell’aria,
disilluso nel miraggio bolso
e nell’eterna speranza.
nella tumefazione di gesti arcani.
Uomini imbrattati di virilità,
rozza e umbratile.
Pazienza e rassegnazione
scritte sui loro volti,
foschi e grifagni,
e nella desolazione del paesaggio.
Desiderio d’evasione nell’aria,
disilluso nel miraggio bolso
e nell’eterna speranza.
Nascosi per un attimo il sorriso
rifiutando ogni emozione
alimentando il fuoco dei ricordi
già pronto, a bruciare i pensieri.
Ho abbattuto ogni speranza
camminando orfano, nel buio
sui sentieri lontano dalla poesia
ma, mai stanco di ogni respiro.
Mi sono dissetato di acqua amara
affacciato alla finestra della malinconia
sprofondando attimo dopo attimo
tra freddi marmi e foto sbiadite.
Ora, soffia il vento ed è, una carezza
che tra gli alberi mi spoglia, di nova alba
accompagnando quei giorni stanchi e naufraghi
verso la mesta fine dei versi assopiti.
rifiutando ogni emozione
alimentando il fuoco dei ricordi
già pronto, a bruciare i pensieri.
Ho abbattuto ogni speranza
camminando orfano, nel buio
sui sentieri lontano dalla poesia
ma, mai stanco di ogni respiro.
Mi sono dissetato di acqua amara
affacciato alla finestra della malinconia
sprofondando attimo dopo attimo
tra freddi marmi e foto sbiadite.
Ora, soffia il vento ed è, una carezza
che tra gli alberi mi spoglia, di nova alba
accompagnando quei giorni stanchi e naufraghi
verso la mesta fine dei versi assopiti.
Fronde spinose sono le lunghe attese
di un tempo
che sazierà i sentimenti,
in cerca di luoghi
dove si dilateranno i sospiri
oltre i venti di queste stagioni,
dove l'ultma barriera
tra il sogno e la materia
sarà un sorriso incredulo.
Quì un cigolio di lamiera
denso di solitudine
fa da sponda alle domande,
quì il vuoto e la bellezza
si incontrano per un destino inevitabile
mentre volteggiano sulle lacrime
i petali dei ricordi
di tutti i cari amati.
di un tempo
che sazierà i sentimenti,
in cerca di luoghi
dove si dilateranno i sospiri
oltre i venti di queste stagioni,
dove l'ultma barriera
tra il sogno e la materia
sarà un sorriso incredulo.
Quì un cigolio di lamiera
denso di solitudine
fa da sponda alle domande,
quì il vuoto e la bellezza
si incontrano per un destino inevitabile
mentre volteggiano sulle lacrime
i petali dei ricordi
di tutti i cari amati.
Il sole aureola le nuvole
di una luce diffusa
e la chiarezza del giorno
soverchia ulivi e perastri dirupati.
Le colline affondano
in una polvere azzurrigna
che ne sfuma i profili.
Il borgo sonnecchiante
affiora dalla sua eterea stanchezza
e s’immerge nella campitura
del cielo giallastro,
come un intonaco vecchio
e sfinito dalle piogge,
sovrastando campi
di mais e grano,
gelsi e pioppi,
quasi soffocati
nelle prime foschie.
di una luce diffusa
e la chiarezza del giorno
soverchia ulivi e perastri dirupati.
Le colline affondano
in una polvere azzurrigna
che ne sfuma i profili.
Il borgo sonnecchiante
affiora dalla sua eterea stanchezza
e s’immerge nella campitura
del cielo giallastro,
come un intonaco vecchio
e sfinito dalle piogge,
sovrastando campi
di mais e grano,
gelsi e pioppi,
quasi soffocati
nelle prime foschie.
Terreno arido, secco
segnato dalla siccità, senza speranza
mai darà frutti.
Il contadino
con amore e passione
lavora giorno dopo giorno.
Dopo molto tempo e lavoro
quello stesso terreno
diventa un prato.
Il colore
verde
smeraldo.
Ricoperto quasi interamente
da un tappeto
di margherite bianche.
Quel terreno arido
e secco
darà dei frutti
segnato dalla siccità, senza speranza
mai darà frutti.
Il contadino
con amore e passione
lavora giorno dopo giorno.
Dopo molto tempo e lavoro
quello stesso terreno
diventa un prato.
Il colore
verde
smeraldo.
Ricoperto quasi interamente
da un tappeto
di margherite bianche.
Quel terreno arido
e secco
darà dei frutti
Tra tanti banchi
i più belli sono con i fiori
Richiamano l’attenzione i venditori
Fanno cornice intorno
bar bistrò ristorantini
Giordano al centro
Pensoso
Osserva in silenzio
tutta quella vita
che lì lo abbandonò
Sembra avvolto ancora dalle fiamme
di una passione antica
per il pensiero libero
e l‘infinito cosmo
S’avvolge nel mantello
mentre si spegne il sole
e la notte avanza
con le sue follie
i più belli sono con i fiori
Richiamano l’attenzione i venditori
Fanno cornice intorno
bar bistrò ristorantini
Giordano al centro
Pensoso
Osserva in silenzio
tutta quella vita
che lì lo abbandonò
Sembra avvolto ancora dalle fiamme
di una passione antica
per il pensiero libero
e l‘infinito cosmo
S’avvolge nel mantello
mentre si spegne il sole
e la notte avanza
con le sue follie
Al di fuori di strepiti appenninici
e di cinture di selve
svaniscono i pensieri coerenti,
fusi in fievoli ombre
di colline.
Aspri sentieri,
venuzze di bronzo,
selci celesti,
si sciolgono in turgidi calanchi
e affiorano, come da un caleidoscopio,
in filettature verdazzurre,
nella buccia rutilante
di fichi e mandorle.
Diradiamo dubbi
con sgomenti sospiri,
consegniamo al tempo
l'incapacità d'attendere.
Squarci di sole nel cielo,
ticchettando
sulla clessidra del vivere.
--
We dissipate doubts
with dismayed sights,
we commit to time
our inability to wait.
Sun breaks in the sky,
ticking
on life sandglass.
con sgomenti sospiri,
consegniamo al tempo
l'incapacità d'attendere.
Squarci di sole nel cielo,
ticchettando
sulla clessidra del vivere.
--
We dissipate doubts
with dismayed sights,
we commit to time
our inability to wait.
Sun breaks in the sky,
ticking
on life sandglass.







