Gelo, solito passare
anche ora
appoggiato ad un mobile
seguendo il vetro nel suo grondare di sudore
pianto di voci
colori fuori momento
nei rumori di aerei impazziti
suonatori di fisarmonica dall'est
nella piazza
molte volte camminata
ricordo fra le cose normali
dei volti spariti, dalla terra ripresi
risucchiati nelle fotografie
colmanti cuori tranciati d'increduli familiari
di quanti partiti
Nessun miracolo
cambierà l'umore di questa stanza
sveglierà gli occhi
asciugherà i vuoti
prenderà per mano
cancellerà il pulsare
passerà il gelo con il mantello aperto
alzando la cenere
trasformando la chiara luce
in un'infetta ferita
già cicatrice.
anche ora
appoggiato ad un mobile
seguendo il vetro nel suo grondare di sudore
pianto di voci
colori fuori momento
nei rumori di aerei impazziti
suonatori di fisarmonica dall'est
nella piazza
molte volte camminata
ricordo fra le cose normali
dei volti spariti, dalla terra ripresi
risucchiati nelle fotografie
colmanti cuori tranciati d'increduli familiari
di quanti partiti
Nessun miracolo
cambierà l'umore di questa stanza
sveglierà gli occhi
asciugherà i vuoti
prenderà per mano
cancellerà il pulsare
passerà il gelo con il mantello aperto
alzando la cenere
trasformando la chiara luce
in un'infetta ferita
già cicatrice.
Sorpresa
senza aver pensato
aver deciso
son qui con stupore
senza fermarmi fra se e ma
nell'immaginario come sarebbe stato
nel non senso e senza fine
o come sempre sperato
pretendendo di stare meglio
per cancellare quanto fu
fermandomi
toccandomi
realizzando che non è un sogno
che sono
Surrender grazie di tutto.
senza aver pensato
aver deciso
son qui con stupore
senza fermarmi fra se e ma
nell'immaginario come sarebbe stato
nel non senso e senza fine
o come sempre sperato
pretendendo di stare meglio
per cancellare quanto fu
fermandomi
toccandomi
realizzando che non è un sogno
che sono
Surrender grazie di tutto.
Stille di silenzio,
scabre e difformi,
come umili emblemi,
si diffondono
in tenui vicoli
di reietta armonia.
Il silenzio è nelle cose
e negli uomini.
Il silenzio si riempie
di un brulichio di pensieri.
Il silenzio accompagna il pianto,
difende una lenta agonia,
e penetra, dimesso, nelle gioie.
Il silenzio circoscrive
la solitudine
e la morte dell’anima,
divenendone condizione e misura.
scabre e difformi,
come umili emblemi,
si diffondono
in tenui vicoli
di reietta armonia.
Il silenzio è nelle cose
e negli uomini.
Il silenzio si riempie
di un brulichio di pensieri.
Il silenzio accompagna il pianto,
difende una lenta agonia,
e penetra, dimesso, nelle gioie.
Il silenzio circoscrive
la solitudine
e la morte dell’anima,
divenendone condizione e misura.
Ombra errante
in foresta impossibile:
gli alberi sono case,
idee, religioni, filosofie.
La vita è come
un granello di polvere
che il vento solleva
e fa ricadere, cautamente,
sulla collina.
L’ora è sempre incerta,
il cielo sempre lontano,
l’esistenza sempre estranea,
il gesto sempre assurdo.
in foresta impossibile:
gli alberi sono case,
idee, religioni, filosofie.
La vita è come
un granello di polvere
che il vento solleva
e fa ricadere, cautamente,
sulla collina.
L’ora è sempre incerta,
il cielo sempre lontano,
l’esistenza sempre estranea,
il gesto sempre assurdo.
Del sonno di Morfeo
da tempo sogno
su questa landa di vermi
e randagi spicchi di senso
lasciandomi accompagnare
dai suoni di onde dorate
effluvi forzosi
ghigni e frammenti
poggiando con poco sollievo la vista
l'udito stanco
le parole ferme
pago delle notti
guardando i soffitti rifrangere
indefiniti segni
bianchi di vuoti
specchi di chiarori artificiosi
veglie di comprensione
dell'essenza ultima, di tutto
dove senza sogni
un sonno non è dormire.
da tempo sogno
su questa landa di vermi
e randagi spicchi di senso
lasciandomi accompagnare
dai suoni di onde dorate
effluvi forzosi
ghigni e frammenti
poggiando con poco sollievo la vista
l'udito stanco
le parole ferme
pago delle notti
guardando i soffitti rifrangere
indefiniti segni
bianchi di vuoti
specchi di chiarori artificiosi
veglie di comprensione
dell'essenza ultima, di tutto
dove senza sogni
un sonno non è dormire.
Scrive senza sosta, il tempo.
Intreccia trame, forgia destini.
Talvolta indugia sulle crepe dei muri
e sulle rughe dei volti,
poi prosegue inesorabile,
accumulando e incrociando storie,
creando immense scenografie
di cui non è più possibile vedere l'inizio
né immaginarne l'esito.
Scrive senza sosta, il tempo,
cinico e indifferente,
uccidendo e partorendo creature,
generando speranze e tradendo illusioni,
provocando fiumi di lacrime e talvolta
illuminando di sorrisi i visi.
Anche di noi si è preso gioco
facendoci incontrare ed innamorare.
Ci siamo affidati alla sua invisibile corrente
come fosse la via maestra verso la sospirata felicità.
Ma il tempo gaglioffo gioca con le contingenze,
si trastulla con gli imprevisti, si balocca con le distrazioni.
D'improvviso, come fiume che trascina inesorabile
ogni cosa verso spaventevoli cateratte ,
così il flusso del tempo
ci ha condotto dentro un tragico vortice,
dove la storia che stava dipanando su di noi
ha trovato la parola fine.
E' precipitata nel gorgo,
ad accrescere in quel fondale
la catasta di resti e macerie
d'attimi infinitesimi e di storie lunghissime,
d'appuntamenti mancati e di progetti falliti.
Si disferà rapidamente
e tornerà ad essere semplice molecola,
sparpagliata nel vento,
per diventare semente di nuove, effimere storie
nel ventre instancabile del tempo
Intreccia trame, forgia destini.
Talvolta indugia sulle crepe dei muri
e sulle rughe dei volti,
poi prosegue inesorabile,
accumulando e incrociando storie,
creando immense scenografie
di cui non è più possibile vedere l'inizio
né immaginarne l'esito.
Scrive senza sosta, il tempo,
cinico e indifferente,
uccidendo e partorendo creature,
generando speranze e tradendo illusioni,
provocando fiumi di lacrime e talvolta
illuminando di sorrisi i visi.
Anche di noi si è preso gioco
facendoci incontrare ed innamorare.
Ci siamo affidati alla sua invisibile corrente
come fosse la via maestra verso la sospirata felicità.
Ma il tempo gaglioffo gioca con le contingenze,
si trastulla con gli imprevisti, si balocca con le distrazioni.
D'improvviso, come fiume che trascina inesorabile
ogni cosa verso spaventevoli cateratte ,
così il flusso del tempo
ci ha condotto dentro un tragico vortice,
dove la storia che stava dipanando su di noi
ha trovato la parola fine.
E' precipitata nel gorgo,
ad accrescere in quel fondale
la catasta di resti e macerie
d'attimi infinitesimi e di storie lunghissime,
d'appuntamenti mancati e di progetti falliti.
Si disferà rapidamente
e tornerà ad essere semplice molecola,
sparpagliata nel vento,
per diventare semente di nuove, effimere storie
nel ventre instancabile del tempo
La sera scende monotona
e senza pioggia,
con tonalità di luce
avvilente e incerta.
Il colore dei fiori,
nell’ombra diffusa degli alberi,
sfuma e si ritrae
oltre l’allineamento di viottoli e aiuole.
Vivo tra resti masticati di sensazioni
nell’involontarietà dei sogni
e in croste umide di desideri.
I miei pensieri vagano,
tra briciole d’allegria,
nell’imbrunire della coscienza
e nella vanità di spettacoli intervallati.
E la malinconia
dispiega brunite vele,
tra intrigo e maldicenza,
nell’orrenda consapevolezza
della propria insignificanza.
e senza pioggia,
con tonalità di luce
avvilente e incerta.
Il colore dei fiori,
nell’ombra diffusa degli alberi,
sfuma e si ritrae
oltre l’allineamento di viottoli e aiuole.
Vivo tra resti masticati di sensazioni
nell’involontarietà dei sogni
e in croste umide di desideri.
I miei pensieri vagano,
tra briciole d’allegria,
nell’imbrunire della coscienza
e nella vanità di spettacoli intervallati.
E la malinconia
dispiega brunite vele,
tra intrigo e maldicenza,
nell’orrenda consapevolezza
della propria insignificanza.
L'aureo vascello avanza glorioso
sulle cremisi onde dell'aurora,
Eolo china il suo capo e spegne il soffio,
beve la terra i raggi fecondi. E' giorno
E' giorno e piove la luce sui tristi destini,
anche oggi il sole scalderà
il santo e l'assassino,
ignaro delle umane miserie, il sole,
dispenserà i suoi doni alla Terra.
E' giorno ma, lorde del sangue versato,
le oscure coscienze dei reprobi
vorranno altro oro e altra guerra.
E' giorno, la muta fiumana dei diseredati
opressa da fame e ingiustizia,
cammina stanca verso la notte dell'Uomo.
sulle cremisi onde dell'aurora,
Eolo china il suo capo e spegne il soffio,
beve la terra i raggi fecondi. E' giorno
E' giorno e piove la luce sui tristi destini,
anche oggi il sole scalderà
il santo e l'assassino,
ignaro delle umane miserie, il sole,
dispenserà i suoi doni alla Terra.
E' giorno ma, lorde del sangue versato,
le oscure coscienze dei reprobi
vorranno altro oro e altra guerra.
E' giorno, la muta fiumana dei diseredati
opressa da fame e ingiustizia,
cammina stanca verso la notte dell'Uomo.
Percorsi
vie
tante strade
dove si affretta il passo
o si sosta
per scoprir la direzione del vento
spezzoni di dialoghi
persone
cose
immagini
si accalcano
quando è ora
di distrarsi
e aspettano te
frettolosi
di riempire
quella stanza
E le pareti
diventano enormi lavagne
e ognuno di esso
è un gessetto
matite colorate
pennelli
impazienti di mostrare
In simbiotico movimento
prendono forma
quadri senza cornici
componimenti grafici
qualche scarabocchio
altri sono frasi marcate
punti interrogati
punti esclamativi
e le immagini
che raccontano
storie fantastiche
eroiche
allegoriche
o giornaliere
come pagine di libri infiniti
e dipingono emozioni
di ogni tipo
attingendo
dai se
ma
realtà
Non ci sono più
muri vuoti
colori e inchiostri
quotidiani
hanno saturato
spazi ampi
che osservi
scomponi
riprendi
e sposti
Accade quando ti fermi
momenti
in cui tutto torna
quando ti circonda il silenzio
e in penombra
ti perdi così
... in lunghi viaggi
mentali
vie
tante strade
dove si affretta il passo
o si sosta
per scoprir la direzione del vento
spezzoni di dialoghi
persone
cose
immagini
si accalcano
quando è ora
di distrarsi
e aspettano te
frettolosi
di riempire
quella stanza
E le pareti
diventano enormi lavagne
e ognuno di esso
è un gessetto
matite colorate
pennelli
impazienti di mostrare
In simbiotico movimento
prendono forma
quadri senza cornici
componimenti grafici
qualche scarabocchio
altri sono frasi marcate
punti interrogati
punti esclamativi
e le immagini
che raccontano
storie fantastiche
eroiche
allegoriche
o giornaliere
come pagine di libri infiniti
e dipingono emozioni
di ogni tipo
attingendo
dai se
ma
realtà
Non ci sono più
muri vuoti
colori e inchiostri
quotidiani
hanno saturato
spazi ampi
che osservi
scomponi
riprendi
e sposti
Accade quando ti fermi
momenti
in cui tutto torna
quando ti circonda il silenzio
e in penombra
ti perdi così
... in lunghi viaggi
mentali
Dietro di me sempre
sorvegli tutto
e tutti
chiudo
gli occhi
non ci sei più
l’anima resta
suggestioni
indefinite
sei qua
nessuno ti sente
nessuno ti vede
ma ci sei
o sei bianco
o sei nero
percepisci il dolore
la gioia
le vivi con me
sorridendomi
parlandomi
soffia il vento
spingendoti
verso la linea
del tempo indefinito.
Scorre il tempo tra le mani
quasi impazzito
non ti ascolta
non sa che vorresti fermarti
un attimo in più
a guardare
l'ultimo raggio di sole.
Scorre il tempo
cambiano le stagioni
ma tu in questa corsa
sei la stessa donna
che si emoziona
davanti a un sorriso
donato con il cuore
sei la stessa che
in questo pazzo mondo
senza pudore
rincorre quella lacrima
dove si soffre
per dolore regalato.
quasi impazzito
non ti ascolta
non sa che vorresti fermarti
un attimo in più
a guardare
l'ultimo raggio di sole.
Scorre il tempo
cambiano le stagioni
ma tu in questa corsa
sei la stessa donna
che si emoziona
davanti a un sorriso
donato con il cuore
sei la stessa che
in questo pazzo mondo
senza pudore
rincorre quella lacrima
dove si soffre
per dolore regalato.
M’incammino lentamente
per le strade della città.
Brandelli di frasi cadono
come elemosine dell’ironia
nella scuola invisibile
della mia meditazione.
Tra rovine d’edifici,
piedistalli grezzi e insudiciati,
superba e unica
s’innalza la statua del tedio.
Sembianze d’impenetrabili sorrisi
oscurano i volti
glorificandoli vagamente di segreto.
L’infelicità si blocca
sulle mie labbra
in un pozzo di gesti abbozzati.
E le tenebre si rischiarano
nei fuochi fatui dell’infedeltà.
per le strade della città.
Brandelli di frasi cadono
come elemosine dell’ironia
nella scuola invisibile
della mia meditazione.
Tra rovine d’edifici,
piedistalli grezzi e insudiciati,
superba e unica
s’innalza la statua del tedio.
Sembianze d’impenetrabili sorrisi
oscurano i volti
glorificandoli vagamente di segreto.
L’infelicità si blocca
sulle mie labbra
in un pozzo di gesti abbozzati.
E le tenebre si rischiarano
nei fuochi fatui dell’infedeltà.
E qui
che mi ritrovo
in un sospiro di vento
e un tappeto
di foglie ingiallite
in attesa
di fessure fiorite
aspetto
nugoli di margherite
e papaveri a iosa.
Sordo
è il ruscello
giù nella valle,
non più s'immergono
cuculi e usignoli
qualche stella riflessa
nel cielo
e pennellate sbiadite
hanno
i pendii erbosi
in attesa.
Un piccolo paese di poche anime tutti si vogliono bene,
si aiutano nel momento del bisogno come fratelli.
Al centro del paese un piccolo forno gestito da marito
e moglie inizialmente senza insegna solo una porta.
Dopo un pò di anni è comparsa una scritta illuminata
( Il cuore del pane )
Mai da nessuna parte ho mangiato
un pane cosi buono.
Tutte le mattine si faceva a gara
per chi andava a prendere il pane.
Non poteva mai mancare un pezzo di cioccolata
per tutti quelli che entravano.
Tutti i bambini del paese siamo cresciuti con loro
per noi erano i nostri nonni acquisiti.
Dopo molti anni la porta
dell’antico forno è rimasta chiusa.
Tutto il paese ad attendere
che la porta si aprisse... ma invano.
L’attesa... sembrava fosse eterna
in cinque minuti arrivarono i soccorsi.
Ma purtroppo era troppo tardi i nonni dell’antico forno
furono portati via insieme nella stessa notte dal monossido di carbonio.
In paese fu lutto per una settimana
non fu più riaperto il forno dei nonni.
Da quel giorno il pane
lo portarono da fuori paese.
Ma non era buono
come quello dei nonni.






