Un tempo era un carcere
di massima sicurezza,
posava sull'omonima isola
orribile finire la propria vita se pur
contro la legge vissuta
Tu violato leggi non hai,
privato della vita violentemente
alcuno … giammai …
padre amorevole, marito devoto
lavoratore volenteroso,
questi i tuoi “crimini”
Giudizio in omne tempus
“condannato a vita a risiedere
nel penitenziario di Alcatraz”
Qui il tuo corpo avvolto
in una spirale di fil di ferro
e muoverti più non puoi,
la voce rubata dal vento,
Gli occhi estuari di lacrime senza fine,
lacrime ad alleviare vanno la sete di vita
da te piu non ritenuta tale
Ma libero hai il cuore da cui
donare ancora tanto amore
quanto immenso è l'universo,
libera hai la mente, per ricordare,
inventare metodi nuovi di vivere
Libera hai l'anima, bella e nivea
come la neve a primavera,
unita alla mia da sempre
per far crescere anche ad Alcatraz
un giardino di fiori dai mille profumi
Fuggirai un dì dalla prigione
avrai ricompensa celeste ed eterna
Alcatraz sarà rasa al suolo
7 commenti
Quante parole
per non dir niente
nel sentirci vivi
in una casa sotterrata
a due metri dal cuore
che non vede e non sente
nulla, separando anime
sole, senza poter vedere
le stelle, e adagiandosi
su morbidi cuscini, i nostri
salvatori vicini
Quante vite dubitano
di resistere a bufere di neve
dove segni donare alla cenere
dissolta al vento
per non dir niente
nel sentirci vivi
in una casa sotterrata
a due metri dal cuore
che non vede e non sente
nulla, separando anime
sole, senza poter vedere
le stelle, e adagiandosi
su morbidi cuscini, i nostri
salvatori vicini
Quante vite dubitano
di resistere a bufere di neve
dove segni donare alla cenere
dissolta al vento
Amari giorni
in corpi che non voleranno
più, dispersi fra detriti
di menti stanche
che non comprendono
le piene del mistero
di uomini evoluti
almeno così sembra
Escono ed inondano
primavere finite
ai prossimi inverni
per certi saltati
trovandosi al buio
nell'infinito tramonto
oltre le stelle, innamorate
in corpi che non voleranno
più, dispersi fra detriti
di menti stanche
che non comprendono
le piene del mistero
di uomini evoluti
almeno così sembra
Escono ed inondano
primavere finite
ai prossimi inverni
per certi saltati
trovandosi al buio
nell'infinito tramonto
oltre le stelle, innamorate
Anche se il vento tira forte,
vento gelido di maestrale
ci ha forgiate,
dure come la roccia,
che si staglia imponente
e sovrasta il mare
come una regina.
Non ci pieghiamo
nella tempesta,
come giunchi balliamo
e ci chiniamo
con radici ben salde
alla madre terra,
e poi ci rialziamo fiere
con la schiena dritta e il muso
rivolto al cielo,
in segno di sfida.
Noi donne sarde
abbiamo lo sguardo
sempre
rivolto ad est,
e vediamo il sole
anche attraverso
le nuvole.
Il tempo non aiuta
nel cielo non c'è sole,
un vecchio sta seduto
nessuno più lo vuole.
Il fiore oramai seccato
viene solo calpestato,
un foglio stropicciato
dalla pioggia vien bagnato
e tutto ha cancellato.
Il tempo è inesorabile
per fare confusione,
trasforma il cuore in odio
dimenticando l’amore.
Un ramo s’è spezzato
il freddo lo ha seccato,
poi il tempo ha fatto il resto.
Un pò di polvere nell’aria
e quel che stato è stato….
un vecchio sta seduto
nessuno più lo vuole.
Il fiore oramai seccato
viene solo calpestato,
un foglio stropicciato
dalla pioggia vien bagnato
e tutto ha cancellato.
Il tempo è inesorabile
per fare confusione,
trasforma il cuore in odio
dimenticando l’amore.
Un ramo s’è spezzato
il freddo lo ha seccato,
poi il tempo ha fatto il resto.
Un pò di polvere nell’aria
e quel che stato è stato….
Tonalità di colori lievi
in un cielo vasto.
Ritocchi di fredda brezza
annunciano l’autunno
nella casualità della sera.
Caduta di foglie ingiallite
e vaga angoscia
accompagnano le mie sensazioni
come umida tristezza
di giorni passati.
Nell’atrio dell’invisibile
tutto è ombra
e polvere agitata,
anche il rumore annoiato
di poche foglie sollevate dal vento.
Luci senza sorriso
orlano di giallo spento
la rotondità confusa
di scarse nuvole.
Immondizia residuale
di stelle e di anime.
E il cuore mi duole
come un corpo estraneo.
Nella coscienza chiara
di anonima insufficienza
ristagna la fatica anticipata
di ogni gesto
e la disillusione preannunciata
di tutti i sogni.
Nell’orbita insensata del nulla
produco fremiti di vita
su lastricate viuzze
che un sole obliquo
indora di smorzate fobie.
in un cielo vasto.
Ritocchi di fredda brezza
annunciano l’autunno
nella casualità della sera.
Caduta di foglie ingiallite
e vaga angoscia
accompagnano le mie sensazioni
come umida tristezza
di giorni passati.
Nell’atrio dell’invisibile
tutto è ombra
e polvere agitata,
anche il rumore annoiato
di poche foglie sollevate dal vento.
Luci senza sorriso
orlano di giallo spento
la rotondità confusa
di scarse nuvole.
Immondizia residuale
di stelle e di anime.
E il cuore mi duole
come un corpo estraneo.
Nella coscienza chiara
di anonima insufficienza
ristagna la fatica anticipata
di ogni gesto
e la disillusione preannunciata
di tutti i sogni.
Nell’orbita insensata del nulla
produco fremiti di vita
su lastricate viuzze
che un sole obliquo
indora di smorzate fobie.
Cara amica mia
l'ho sentito il tuo dolore
trapassarmi il fianco
e fermarsi nello stomaco
come una lancia sanguinante.
Li ho visti
i tuoi occhi spenti
e la tua voce
gridare al vento muta.
Ti ho vista
persa
mentre con le unghie
cercavi un appiglio
per non cadere
nelle fauci del'inferno.
L' ho visto il tuo passo silente
nell'erta via della sofferenza,
perché sai
le madri che piangono un figlio
hanno tutte
lo stesso vestito!
l'ho sentito il tuo dolore
trapassarmi il fianco
e fermarsi nello stomaco
come una lancia sanguinante.
Li ho visti
i tuoi occhi spenti
e la tua voce
gridare al vento muta.
Ti ho vista
persa
mentre con le unghie
cercavi un appiglio
per non cadere
nelle fauci del'inferno.
L' ho visto il tuo passo silente
nell'erta via della sofferenza,
perché sai
le madri che piangono un figlio
hanno tutte
lo stesso vestito!
La mia anima
passeggia coscientemente
per le strade notturne
della città.
Viuzze e stradicciole
labirinti di sensazioni,
dolorosa nozione d’irrealtà
e finta esistenza.
Lunghe file di lampioni,
finestre illuminate e buie,
portoni chiusi e aperti,
sagome imprecise.
S’imbattono nel mio udito
frammenti verbali d’invidia,
lussuria e trivialità.
Come mormorii sussurrati
spiragli di luce
ondeggiano dentro la mia coscienza.
passeggia coscientemente
per le strade notturne
della città.
Viuzze e stradicciole
labirinti di sensazioni,
dolorosa nozione d’irrealtà
e finta esistenza.
Lunghe file di lampioni,
finestre illuminate e buie,
portoni chiusi e aperti,
sagome imprecise.
S’imbattono nel mio udito
frammenti verbali d’invidia,
lussuria e trivialità.
Come mormorii sussurrati
spiragli di luce
ondeggiano dentro la mia coscienza.
Non ebbe futuro
il fiore rosso sbocciato
tra i sassi dei binari.
Fu polverizzato
dalla violenza
di un treno in corsa
verso una meta
già scomparsa nel nulla.
.
Della sua sorte
nessuno si accorse.
Neppure quegli appassiti
sogni di gloria
che ormai ostaggio
di idee confuse
viaggiavano ignari
nel bagaglio del tempo.
Dopo, tutto passa
e quel che ci lega
ai sentimenti
se sono sbagliati
nessuno li potrà
sostituire con quelli
veri, ridarceli indietro
per amore o desiderio
Niente e nessuno
potrà restituirci
quello che a cuore ci stà
che avremmo desiderato
per non sentir parlare
di noi, come persone
sbagliate
e quel che ci lega
ai sentimenti
se sono sbagliati
nessuno li potrà
sostituire con quelli
veri, ridarceli indietro
per amore o desiderio
Niente e nessuno
potrà restituirci
quello che a cuore ci stà
che avremmo desiderato
per non sentir parlare
di noi, come persone
sbagliate
Non cercare più
di fermare il vento
perché lui è più forte
ti può fare male.
Non dimenticare quelle parole
son state delle frecce
han trafitto il cuore.
Non cercare più
un sole oramai sparito
dietro una montagna
alta più del cielo.
Dentro questa nebbia
di un autunno strano
cade silenzioso ogni tuo pensiero.
Non cercare più
le parole al vento
lui le soffia via
oltre la muraglia...
di fermare il vento
perché lui è più forte
ti può fare male.
Non dimenticare quelle parole
son state delle frecce
han trafitto il cuore.
Non cercare più
un sole oramai sparito
dietro una montagna
alta più del cielo.
Dentro questa nebbia
di un autunno strano
cade silenzioso ogni tuo pensiero.
Non cercare più
le parole al vento
lui le soffia via
oltre la muraglia...
Guardati, nel silenzio
di una sera, spoglia
i pensieri
e di, specchiandoti
se hai sbagliato
se la tua voce è stata
ferma
a compiere passi
a non ferire
un cuore riflesso in uno
specchio, che piange
per il passo tra rotaie
arrugginite, di lacrime
perdute sull'immagine
tua, ove il vento
se ne è andato via
e più non tornerà
andandosene
senza perdonarti
di una sera, spoglia
i pensieri
e di, specchiandoti
se hai sbagliato
se la tua voce è stata
ferma
a compiere passi
a non ferire
un cuore riflesso in uno
specchio, che piange
per il passo tra rotaie
arrugginite, di lacrime
perdute sull'immagine
tua, ove il vento
se ne è andato via
e più non tornerà
andandosene
senza perdonarti
Stavo per scrivere una poesia bellissima, e lo sapevo.
L'alba maestosa all'orizzonte
sussurrava racconti antichi
e parole calde di conforto,
mi avvolgevano come coperta di miele caldo
mentre io, immobile contemplavo il paradiso
e mi meravigliavo.
Le onde erano sorelle maggiori
che potenti ed eleganti, vigilavano silenti la mia protezione,
per mantenermi complice nella loro dimensione mistica.
La sabbia era dolce mentre scivolava tra le dita.
Chiudendo gli occhi
sentivo la terra in festa gioire di musiche nuove,
sottofondo ideale per la mia esplorazione.
Ho viaggiato il mondo quella mattina.
E l'ho riconosciuto. Davvero
L'alba maestosa all'orizzonte
sussurrava racconti antichi
e parole calde di conforto,
mi avvolgevano come coperta di miele caldo
mentre io, immobile contemplavo il paradiso
e mi meravigliavo.
Le onde erano sorelle maggiori
che potenti ed eleganti, vigilavano silenti la mia protezione,
per mantenermi complice nella loro dimensione mistica.
La sabbia era dolce mentre scivolava tra le dita.
Chiudendo gli occhi
sentivo la terra in festa gioire di musiche nuove,
sottofondo ideale per la mia esplorazione.
Ho viaggiato il mondo quella mattina.
E l'ho riconosciuto. Davvero





