a un filo
mentre una danza
mi vibra nella pelle
accarezzandomi.
Dolcemente
mi sussurra
"lasciati amare
da questa musica"
che bacia
il tuo pensiero.
Un pensiero
dentro il mio
strapazza
d'amore il cuore
che scaccia anche
l'ultimo ricordo.
Ritagli
piccoli ricordi incancellabili nella memoria,
vorrei guardare il cielo,
e disperderli nel vento,
nel mare dell'oblio,
vorrei andar con essi,
ma il cielo non m'accoglie
il peso del fardello è troppo grande
mi affaccio alla finestra,
voglio vedere il sole,
le nuvole, le stelle,
vorrei poter parlare, dialogare
ridere e scherzare,
apro uno spiraglio,
tanto per non soffocare,
prendo un po' d'aria pura,
troppa può far male,
troppo sole può accecare.
cerco di trovare uno spazio
per poter meditare,
voglio restarmene sola
per ricordare,
chiudo gli occhi
e dolci ricordi
tornano alla mente,
frammenti,
lacrime non raccolte,
parole che non ho mai detto,
pensieri,
ricami di una storia mai vissuta,
forse l'immaginazione,
ha fatto un brutto scherzo.
io c'ho creduto,
ho fatto mia una vita mai vissuta,
e i miei frammenti,
non son che coriandoli,
pezzetti di carta,
che vorrei gettare al vento,
dimenticare tutto,
considerlo un sogno,
un sogno ad occhi chiusi e aperti,
perche' si, ho sognato,
sognato tanto,
che quasi stento a capire,
s'è stato un sogno
e la realtà è ben diversa.
Non è mai troppo tardi,
ancora sono in tempo,
a dire basta!
ora son sveglia,
butto i miei sogni dalla finestra.
mi guardo allo specchio
e vedo gli occhi dell'amore che
fissano l'anima colpendomi il cuore.
Come una macchina
del tempo
la mente
torna indietro nei ricordi.
Ci si può innamorare
molte volte nella vita ma il vero
amore quello con la A maiuscola
lo vivi una volta sola,
se hai fortuna di trovarlo sarà
per tutta la vita oppure un estate
non importa goditi quel momento
anche se dovesse essere l'ultima cosa che farai.
Non sono così forte
come tutti credono,
senza il suo respiro
morirei.
Vorrei tutto fosse più facile
ma la semplicità
non fa parte
del mio DNA.
Vivere una vita
solo per toccarlo,baciarlo,
o dirgli ti amo
come non ho mai amato.
Vorrei essere ottimista
credere che un giorno
il mio cuore mi
dica cosa devo fare.....
hanno detto è la fine del mondo
tanto ne hanno parlato
ma questo è rotondo
continua a girare.
Ho esaudito un desiderio
ho chiuso gli occhi e mi son risvegliato
ma niente era cambiato.
Un anno nuovo sempre uguale.
Ho buttato roba vecchia dalla cucina,
é mattina....
I vecchi mobili non ci sono più
ma son rimasti i pensieri
quelli di ieri.
Il mondo gira
non servono messaggi
o vecchi presagi.
Ed io non ho avverato i miei desideri,
la luna....
E' rimasta sempre uguale
se questo mondo
nel suo mondo sarà
lo stesso mondo ?
Da domani chi
saprà prima del
momento appena vissuto
se ci saranno ancora albe ?
Chi saprà dire
se la piaggia nel suo
ticchettio scandirà ancora la
voce del tempo ?
Chi potrà dire
se il domani
ci onorerà del suo tramonto
e se la notte scenderà
accendendo le sue stelle ?
E chi ci dirà
se questo giorno sia
un giorno con il suo risveglio
di luce e amore
nella pace del Signore ?
Ed ora che non scriverò più cosa farò,
ora che hai ucciso anche la mia fantasia,
uscirò a prendere un po' d'aria,
spingo sull'acceleratore e vago senza meta,
piangono anche i lampioni sulle strade,
mentre i fogli bianchi
aspetteranno a lungo la mia mano
inutilmente,
non scriverò più versi che fanno male,
guarderò dalla finestra
il tempo appeso alla luna.
con la mia gelosia assillante,
strane storie mi rodevano dentro
anche se il passato
non doveva interessarmi.
Amo parlare chiaro
senza odiare
perdono per poi dimenticare.
Ombre diventano luci
ora tutto è chiaro.
Vorrei amarlo
stringerlo, accarezzarlo,viverlo.
Vorrei guardarlo negli occhi
e dirgli....
Ho chiuso col passato.
complicità e ricchezza.
Scrigno di affetti,
gioie e rinunce,
fedeltà e attenzioni,
ascolto e silenzio,
disponibilità e condivisione.
E’ un sentimento nobile e gratuito
e non conosce il linguaggio del prezzo.
E’ un rapporto che lega due persone
come il manico alla scure,
come il neonato alla mamma,
come l’albero ai rami,
come il lampo al tuono,
come la rondine al nido.
E’ un cesto di bontà
e accomuna gli uomini, irrefrenabilmente,
come la neve all’inverno,
come l’afa all’estate,
come la malinconia alla solitudine,
come l’inquietudine alla pazzia,
come il dubbio alla verità,
come la verità all’amore,
come l’infinito al colle,
come l’eclissi alla luna,
come il crepuscolo alla sera,
come l’aurora al mattino.
E’ un intreccio indissolubile
che stringe le pareti del cuore,
mette profonde radici nell’anima,
e vincola il ricordo alla bellezza,
il mito alla chimera,
la tristezza all’abbandono,
la libertà al vento di tramontana,
l’orgoglio al pregiudizio,
il diritto al dovere,
il vizio all’assurdo,
il mestiere di vivere al lavoro che stanca,
il sintomo al dolore,
il suggello al patto,
l’autunno alla caduta delle foglie,
la primavera al risveglio della natura,
la fame al pane,
la sete all’acqua,
la tenerezza all’amore,
la speranza al rosso di sera,
la felicità all’arcobaleno.
E’ un grillo parlante
che urla nella quiete delle coscienze,
tempestando il castello dei sogni,
di favole e racconti,
di fantasie e libertà,
di pianti e singhiozzi.
camminiamo in silenzio.
Camminiamo
nella tranquillità incontrastata
di un bosco di cedri,
misto a pini d’Aleppo,
che urla messaggi di pace
nelle nostre orecchie.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
Camminiamo
su antichi selciati,
in angusti vicoletti,
e, alla fine, rimaniamo storditi
dalla quiete circostante.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
L’incedere è una metafora centrale
del pensiero e della parola,
una semplice azione che va a braccetto
con filosofia, letteratura e religione,
ma anche con quotidianità,
tradizione, cultura e meditazione.
E racchiude in sé
mille e nessuna motivazione.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
Camminando apprendiamo la vita,
avanzando conosciamo gli aspetti delle cose,
spostandoci saniamo le ferite del giorno prima.
Non riusciamo a meditare
se non camminando;
appena ci fermiamo non pensiamo più
e il nostro intelletto
si mette in sincronia con i piedi.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
Il camminare è la cosa più ovvia
e più oscura del mondo,
è l’antidoto contro la vulnerabilità
che deriva dalla complessità della vita,
è un’attività poetica
che può guarire la società dai suoi mali.
Camminando superiamo la paura della fatica
e la mente diviene più lucida e aperta.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E i nostri passi smarriscono facilmente
nella religione, in politica, nella storia,
nel suono aulico di un pianoforte,
nel paesaggio, nell’anatomia,
lungo i dirupi e sulle colline,
nell’allegoria e nel crepacuore.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E non sono solo gli occhi
a cogliere la bellezza dei luoghi.
I sassi delle strade sono briciole,
la polvere dei sentieri è nebbia di cristallo,
giallo è il colore dei campi
e giallo è il colore di una masseria
risistemata da poco,
bianca è la luce
che arriva dritta nelle pupille,
mentre nel cielo avulso
si dimenano mandrie di nuvole.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E il cammino è una terapia antidepressiva
che realizziamo, lentamente,
a contatto con la natura
e nel cammino ritroviamo noi stessi
e l’essenza briosa della vita.
Così l’incedere diventa un caleidoscopio,
un fine, una sintesi,
un’alba luminosa,
un tramonto incantevole,
una connessione, quasi dimenticata,
tra corpo e mente,
tra gambe pesanti e testa leggera.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E dopo il cammino
portiamo a casa i canti,
i suoni del silenzio,
le parole non dette,
le risate con i viandanti:
tutti miti dell’amore
per il lento incedere.
E portiamo a casa, soprattutto,
la voglia di camminare ancora.
nelle mani senza età
lontano dall’addio
obliato nel pianto
Sorridono i pensieri
scemano esili nell’etere
strisciando tra le ortiche
e aroma di gelsomini
Evase carezze
rinchiudono l’amore
avvolgendo il volto
di allegra finzione
Temporeggia l’attimo
sul tocco d’inferno
sale alto l’urlo
tra fango e acqua
logorandomi l'anima
mi fa impazzire
togliendomi il respiro.
Come foglie secche
si staccano dagli alberi
il cuore muore d'amore.
L'attesa....
Straordinaria follia
sconvolge l'anima
passione che ti soffoca
aspetti con ansia
quell'unico cuore che ami.
Attendere anni, mesi, giorni,
sperando che quell'uomo
si fermi da me per sempre.
ma la sua luminosità permane.
Cipressi, pini, querce,
sono soltanto sagome scure
e il cielo assume tutti i colori del cambiamento:
un filo dorato sull’orizzonte
e poi l’azzurro trasparente,
l’azzurro più intenso,
il blu chiaro,
il blu indaco della notte,
le stelle che s’accendono a una a una
e la luna che, ancora pallida,
sovrasta ogni cosa.
Dall’alto della collina
contemplo la sua brillanza luminosa;
con i bordi rossicci
sale lenta sul paese,
sfiora il campanile della chiesa,
accarezza il monastero
e il suo luccicore, come una cupola di vetro,
si struscia, irriverente, sui tetti delle case.
E’ grande e bianca,
senza una macchia
e la sua luce è bassa
sulle strade vuote,
dove si vedono solo i lampioni
che perdono i contorni,
lentamente sfumando
in una polvere azzurrigna
densa di chiarore.
Ogni cosa appare bianca,
anche i monti del Matese,
nascenti da un lontano candore
come a festa.
Ritorno a casa,
percorrendo il sentiero illuminato
dai bagliori lividi della luna
e la malinconia degli alberi si riverbera
nello scintillìo incupito
dei miei passi affrettati.
Vaga nel buio
incosciente
della sera
che paura non gli fa
lo prende
approfittando di quegli istanti
viaggi a doppio senso
sulle ruote dell'oscura libertà
degli amici indispensabili
per vivere ancora
soddisfare i suoi giorni
comprandosi cose
morsi dimenticando
in silenzio aprono lo sguardo
catturano emozioni di bambino
dietro le ali di una farfalla
rincorro il cielo
aprendo una dopo l’altra
le porte sulle stagioni
ancora ricordo le corse
dietro alla vita
nella voglia di crescere
oltre la mia età
sono stato pittore
dei miei sette colori
sono stato musicista
delle mie sette note
poi mi sono ritrovato qui
tra questi prati verdi
così lontano dal mio mondo
prati verdi
eppure semplici
da sciogliere in un sorriso
ho visto il mare
e la montagna
ma tutto questo non bastava
sono stato re
nel mio regno segreto
sono stato soldato
nelle mie emozioni
ed oggi che sono qui
posso sfiorare e toccare
il colore di quei prati
che hanno accesso quel novembre
sono stato pittore
dei miei sette colori
sono stato musicista
delle mie sette note








