
Tra le querce ingombre
di ricordi
ti chiedi dove siano
le tue incastonate
furbe bugie
...
come ghiande
da dare ai porci
marciscono...
...
a gara frenetica
disseminati semi
d'innata follia...
ti ricordi?
eri quella che cadeva
dall'alto dell'Olimpo
segnata donna
che baciava Giove
sui calzari dorati
...
un'impresa salire
e ricadere ferita
tra le aguzze rocce
della presunzione
...
tra le foglie immote
non il vento che vince
solo un aspide che sale
a mordere il cuore...
...
a rinnovare la dose
mai sazia
del veleno in corpo...
Eh cosa vuoi che ti dica,
noi qua,
siamo al bar,
e non ci pensiamo,
consumiamo e parliamo,
e intanto siamo tutti nella storia;
ognuno coi suoi guai,
ognuno col suo passato,
ciascuno col suo segreto dolore,
con la rabbia,
e la tristezza
di essere soli
in mezzo agli altri,
e viviamo come possiamo,
tiriamo avanti,
e nessuno capisce niente,
mondo indifferente e
meschino;
ma il tempo passa,
ognuno in cammino.
di uomini comandati a
spararsi tra loro era gelida,
non si scioglieva fino
al disgelo.
Questa di oggi sembra
zucchero filato,
si disintegra come niente.
Solo tra monti dove vivono
impavide le aquile,
la neve diventa consistente,
si tramuta a volte in ghiaccio,
a ricordare eventi tragici,
di guerra o attentati.
Nemmeno uno porta a un "dove"
O ad un "chi"
Solo al "nessuno" e al "me stesso".
Non ci sono che vicoli ciechi...
Come rabdomante vado
In cerca di qualcosa che mi faccia
Restare sui piedi
Ma trovo solo scale che me li rompono.
Alla fine della rampa una voragine
Da cui non si può tornare indietro...
Questo è l'incubo della solitudine.
Se abbandonassimo l’idea di credere
che il diavolo sta nella breve pausa
di una virgola, le idee smetterebbero
forse di indugiare negli interrogativi.
I pensieri in sosta, o solo nell’intervallo
di un’esclamazione entrerebbero, forse
anche se titubanti, tra le caporali…
sognando un punto fermo dove riposare.
ai fianchi della strada,
liberando il passaggio,
per proseguire sul sentiero
in salita e senza ostacoli.
Riempirò poi...
le buche più profonde,
coi sassi e massi
che man mano troverò.
Faccio un piccolo mucchietto,
e sotterro tutto sotto al cuore,
che come lapide
ogni volta che lo guardo,
mi mostra i nomi incisi
di chi non l'ha mai amato.
ho confuso i giorni
vivendo in una stanza vuota
con le serrande abbassate
sdraiata sul molle pavimento
affogavo e riemergevo
senza mai fine
Ho afferrato
occhi, mani
piccoli sogni
che sarcastici e crudeli
mi giravano le spalle
Poi compresi che
l'unico gancio
ero io
nell'opaco del fiato che piano svanisce.
Gocce monotone fanno strada al silenzio.
Reggo la tazza insieme al mio umore,
sorseggio un po per volta la malinconia e
mi ricopro una spalla dal fresco trapelato.
il boato nel cielo accompagna il mio respiro.
Traccio col dito un disegno deforme,
di un cuore spezzato, che va cancellato
dalla mente ingannata e dall'anima afflitta
da un amore finito nell'oblio del tempo.
a me predestinato, poi rifletto... non è che
andando via, si dimentica ciò che è stato.
Posso cambiar vita, sensazioni e luoghi,
ma la pioggia rimane la stessa...
è una tempesta che fa un temporale!
Quando il giorno cade nell’ombra
E il sole sconfitto cede alle tenebre
Quando non vedi più alcuna luce
E il calore si perde nella notte
Se il tuo cuore trema al buio
Il bicchiere ti può riscaldare
La chitarra ti può rallegrare
Ma solo l’amore ti può salvare.
Per i diritti miei hanno lottato
Lacrime hanno versato
E oggi spensierato vado
calpesto con un sol colpo
I frutti del bel campo coltivato.
Hanno spento la luce?
Non disperare
La torcia del telefono
Posso attivare.
La morte di Dio
Gli hanno sparato
Come ha fatto il proiettile?
L'ha perforato?
Odi anche tu questa marcia?
Battono i piedi a terra.
La gente che urla
La folla che salta
Niente più silenzio in questo mondo.
O luce eterna che sola in te sidi,
L' incanto lucente da lungi hai smarrito.
Il tuo atomo opaco del male
Pian piano si va distruggendo.
Le docili bestie
Col cuore hai creato
Diamo loro la nostra plastica quotidiana.
Anime perse nelle tenebre,
Guardano in basso
E trovano schermi lucenti,
I soli che all'angosciante buio
Un senso riescono a dare.
Cercare il desiderio che si schermisce
osare perdere la parola che gorgoglia
infangare a piene mani i buoni ricordi.
La sera si sorprende del buio interiore
lascia una fiaccola accesa tra le mani.





