Le bugie mi paion bolle di sapone:
durano il tempo di un respiro.
Quando si gonfiano
e baldanzose volano verso l'alto,
sembra che vogliano andare chissà dove.
Hanno l'ambizione del cristallo,
solo perché sollevandosi
mostrano tanti colori in trasparenza.
Talune durano un po' in più,
ma solo perché si attaccano ad altre bolle.
Quando si schiantano al suolo...
di esse non rimane altro che
una sparuta pozzetta d'acqua...
che prende il colore della superficie
su cui si appoggiano...gli ultimi riflessi
di un bugia...
tra le ombre di una silenziosa fiamma,
che fievole, stenta a restare accesa.
Mi ritroverai, forse, in un sbiadito giardino,
povero di colori ma... ricco di spine che
graffiano pelle e ruderi solitari.
Mi ritroverai;
tra vecchie foto raccolte,
in uno scrigno dimenticato,
in un nodo nella gola,
in una lacrima smarrita,
in un pensiero soffocato.
E ti sembrerà di udir la mia voce,
come una melodia nascosta nella mente.
E allora capirai.
Capirai e scoprirai il pentimento;
per quei baci mancati,
per quelle parole taglienti,
per gli errori commessi... e poi,
mi ritroverai racchiusa nelle pieghe
di una conchiglia morta,
come una madreperla preziosa,
come una manciata di sale,
come uno spiraglio di luce.
E ti scoraggerai perché t'accorgerai,
che non si può tornare indietro,
anche attraversando mille sentieri avanti.
Ritroverai poi... solo un amor ormai perso
tra le sfuriate di un tempo,
di un'anima ibernata nella solitudine.
Senza nuvole
e senza parlare con la bocca piena
di frasi stupide, scrivo a te
dal solito scrittoio di sghimbescio.
A te che vesti le parole con poca
eleganza, che se non
ce l’hai non puoi fingere di averla.
Che risali con lo scroscio
di un’immensa cascata a ritroso
nella mediocrità.
O solo ti sposti per metterti al centro
delle attenzioni.
E la malacreanza mi rammenta quanto
sia raffinato il silenzio come risposta.
La mia non è maleducazione… è che
mi piace la diversità tra rumori e suoni.
O muse solite alla bellezza
conoscete la volontà mia
e il fuoco che voglio rubare.
Parlatemi, che io scriva...
Non per gioco sentivo
la carità fra queste mani d'ombra
- mani d'uomo -
e nel petto sussultava
questo cuore di cenere.
Gli amici e gli inganni
la fede e le donne,
son giochi come di bambini;
O cuore, non t'affanni
il pensar troppo questo museo di farfalle
e di bruchi...
Una insegna all'ingresso dice:
"Prestate silenzio, fuori i fuchi!"
Cos'è l'amore... se non un gioco in bilico?
È un continuo smarrirsi tra peccati di carne
e sensi in profondi sussulti.
L'amore è la fiamma dell'anima,
che porta il sangue in ebollizione
e non riesce a trattenere
gesti pazzi, gentili ed inaspettati.
L'amore è il passaggio
dall'ultimo posto in fondo alla fila,
fino al podio del vincitore.
L'amore è un brivido... che dal fiato
sale e scende, dal collo al cuore.
È lo strattonarsi a vicenda e pizzicarsi
con l'aria ferma in gola,
per non esser presi di sorpresa,
da quel che potrebbe essere solo
un dolce sogno, da cui...
non volersi mai svegliare.
È un susseguirsi di istanti irrequieti...
che smaniano lontano da quegli occhi
che sanno come scrutare il proprio infinito...
la propria essenza.
Sono le parole che respirano
che danno fiato alle emozioni,
che restano indelebili nei ricordi,
che illudono cuore e mente,
che infrangono barriere,
che si sussurrano nel mare.
Sono le parole che respirano
che si urlano contro un cuscino,
che si imbattono tra i denti,
che si scontrano nell'inchiostro.
che mancano di tatto,
che sconvolgono la vita.
Sono le parole che respirano
che accomodano i fatti,
che aggrovigliano le storie,
che posseggono i concetti,
che giudicano con preconcetti,
che tra i sospiri si afferrano.
Sono le parole che respirano
che indelebili marchiano a fuoco,
che inaspettate uccidono speranze,
che delinquenti ti rubano l'anima,
che nel tempo si disperdono,
che se tacciono... valgono di più.
di tramonto rosso
e quel campo di papaveri.
L'aurora da contemplare
e le serate fresche da godere.
È sparita la distesa di grano,
quello specchio dorato
inclinato dal vento.
È tutto nascosto dietro
le pareti del cuore,
che fanno da paravento.
È tutto nascosto... qui,
nella mente e nel petto,
dove il divieto di accesso
è scritto in caratteri cubitali.
In questa estrema pausa tra i solstizi
io l’ho perso, le parole sono già finite,
in cerca di un obbiettivo di un calamaio
con cui scrivere febbrile le mie emozioni.
Ma sotto sforzo taciuto da queste imbracature
sto sospeso tra infiniti fili
sopra ad un abisso la cui paura genera cordoglio
profonda tale da rabbrividire le tante forze.
dai frutti acerbi
colma il vuoto
appare fittizia...sempre.
- profonda e riflessiva-
La parola non è che fango
misto alle subdole scorie
un becco lungo e affilato
qual dell'averla s'infigge
nella lingua arrotata.
- magica e riflessiva-
La stagione è morta
soffre la mente
ch'è rivale del nulla
la mela marcia si disfa
tra gli spazi dei denti.
Si finge timida e casta
la stagione non ha sipario
ché gli attori sono indecenti.
-magica e riflessiva-
Leccornie di sbavature
saliva sgocciolante
bocche slargate aperte.
Non c'è fama dove c'è fame.

Se il mare culla
con l'onda leggera
la musica dolce
giocando col tempo
malgrado l'età,
se il sole fuggente mi lascia
quel raggio d'amore
è le stelle lucenti farmi abbracciare
la mia libertà,
felice sulle ali del vento marino,
lasciando il profumo
di questo celato destino,
a chi mi ruba un furtivo sorriso,
canterò a squarcia gola
la gioia realizzando sul mio
vitale palcoscenico ancora inciso,
e con l'ispirata pace in azione,
rimanendo solamente
la febbre di una poetica illusione.
Che sia un "si"! Che sia un "no"!
Ma che non sia mai un "forse"!
Il "forse" ti lascia la speranza,
t'illude, fa male, ti lascia i dubbi,
tortura l'anima.
Il "forse" ti dona incertezze
mentre il tempo se ne va.
Il "forse" è dannato,
maledetto... diabolico, lascia trapelare
anche un po' di vigliaccheria.
Il "forse" impedisce i passi
e fa avanzare le lacrime.
Che sia un "si"! Che sia un "no"!
Ma che non sia mai un "forse"!
sulla ghiaia antica
e il tuo profumo
che un tempo cinico ha sbiadito
Sei passata come ruscello che
trascina foglie al mare
nel fugace disincanto
di questo incerto tempo
Hai dato una carezza
ai miei ricordi fragili ed ho
afferrato in sogno l'ombra
del tuo profilo
ma la mano è rimasta a stringer l'aria...
unghie sul cuore mi
hai lasciato...








