le mie paure fragili e trasparenti.
Anima piccola, ti soffermi sul ciglio
a guardare il tramonto, e sai che ne fai parte.
Ti rifugi tra le tue spine nascondendoti alla vita,
osservi dalla finestra la polvere sollevata,
si deposita nel tuo cuore, e fa da paravento
al dolore.
Tifa sulla riva, assorbi il nettare che scorre,
sotto il sole crescerai,
tenui saranno i fiori tuoi.
Tutto è immobile nella campagna,
tutto scorre...
Già mi vedo aggrappata al collo di una giraffa
per vedere più in là.
Mi vedo correre su prati sterminati
e poi godere dell'ombra di un Baobab.
Mi vedo calcare le onde dell'oceano
con una tavola da surf.
Mi vedo scivolare sui laghi ghiacciati
e perdermi nei loro riflessi.
Mi vedo sul monte Everest
ad ammirare la lussureggiante natura.
Mi vedo sdraiata tra leoni e orsi
per poi nascondermi tra i loro cuccioli.
Mi vedo chiedere un passaggio ad un elefante
per poter visitare tutta l'India.
Mi vedo coltivare e assaporare frutti in ogni stagione.
Mi vedo cercare albergo
sotto la fluorescente e misteriosa aurora Boreale.
Mi vedo sull'orlo delle cascate del Niagara
e carpire quella forza rumoreggiante
sentendomi eterna,
infinita...
con
corre,
profondamente
e

Giù, stai giù!
Hai l’ordine di non risalita
ti ho riconosciuta, studiata,
poi seppellita e buttata fuori.
Ti ho sciolta nei miei acidi
sei mio humus, ora,
mi servi per combattere.
E’ l’ora della tua resa
è l’ora in cui rinvengo chi sono.
Guerriera e forte, io,
tu, il niente ed il tutto
quando mangiavi le giornate
e bevevi le mia mente.
Tu, un dubbio costante:
chi, come, cosa…
Prendo posizione, mi spoglio
del tuo nulla e rifiorisco
bucaneve, stella alpina
nell’alto della mia roccia.
Non temo più da te che sperdevi
e spandevi il mio senno.
Paura!… Niente altro che paura,
quel che eri…
di lettere danzanti
su fogli bianchi .
Io vivo di colori e sogni
di profondi ed emozionanti bisogni.
Vivo di vita rincorsa
di sensi accesi ,
di una vitalità che sempre
sia per me risorsa.
Io vivo di sole e nel sole
di stelle notturne
e di aurore,
del vento calmo portato dalle onde,
della bruma ,dell alba
del giorno che muore,
del sussurro di zefiro tra le fronde.
Io vivo di vita ,
luminosa e intensa
La mia.
Ardite carezze ricorderemo
senza grinzose pieghe
intrecciando pensieri
nell'anelito dei desideri.
Se nel tempo che scorre
non ingiallissero foglie
e i rami non perdessero vigore
non sarebbe così prezioso
l'attimo trascorso con te
amor mio.
Non ho più voglia di tempo
ne del tuono seguito dal lampo
non ho più quiete nelle vene
e ho dissolto nel pianto la neve.
Non voglio più la stanca attesa
del pesante nulla
di un inesistente intesa,
ne il sonno assente di una vita sospesa.
Solitudine inquieta
landa desolata di una speranza
al sole impiccata.
Non ho più voglia
ne giorni o parole
solo la quieta notte
a riposarmi il cuore.
riempiono il cuore, gravitano dentro,
senza trovare un'uscita,
si frappongono fra te e me,
e fanno scura la vita.
Del tuo amore scudo,
ho ancora l'impronta, ma non riesco
a trattenerlo tra le dita.
E anche le mie parole non hanno più suono,
Sono note mute dentro ad un piano.
Vorrei ancora credere ed avere la certezza,
che le tue braccia saranno ancora nido,
saranno appoggio infinito,
sotto ad un cielo grigio e senza rumore.
Nasce una lacrima...come nasce un fiore.
Il tempo passa,
tutto passa prima o poi,
gli anni della scuola,
l’insolenza,
la ribellione della gioventù,
tutto passa,
ecco perché dobbiamo avere amici,
con cui condividere il tempo ,
che fugge così in fretta;
ci dobbiamo pensare,
ci dobbiamo fermare e riflettere,
finchè c’è ancora tempo,
tutto scappa,
anche se non vuoi,
tutto corre in fretta,
in questa vita breve.

Sospirosi e agonizzanti giorni
trascinano ore versandole
nel vuoto dell’esistenza.
Giorni senza amore
indossano veli oscuri
adombrando pensieri.
Dove sei amore della mia vita!
Tutto è vuoto e spento senza te.
Eri tutto per me
Ma… Sei sempre più lontano.
Il mondo è un pantano
di irrequieta dissolutezza,
mi manca la tua mano
per sollevarmi dall’incertezza
che scandisce inesorabile il tempo
tracciando solchi nel viso e nell’anima.
Nel tuo ricordo m’assopirò
per ritrovarti dove giacciono i giorni andati.
bambini spensierati
improvvisamente adulti.
Ieri giocavi a pallone,
con i supereroi,
ora devi decidere il tuo futuro,
devi entrare nel mondo
del lavoro,
devi prendere
la decisione giusta.
Non basta il bacio
della mamma
per rassicurarti,
non basta un cerotto
su un ginocchio sbucciato.
Tu sei il protagonista
della tua vita.
È faticoso,
pensi a quando
non vedevi l'ora
di essere grande,
di decidere tu.
Ora sei spaventato
cerchi di farti forza,
di essere all'altezza,
hai paura di sbagliare.
Poi pensi agli insegnamenti
dei tuoi genitori,
di come ti hanno
sempre incoraggiato.
Cosi prendi fiducia,
ti butti,
fai del tuo meglio.
Sorridendo nel ricordare
quel bambino
con la bocca sporca
di cioccolata.
E...
Ma che piuma leggera dissi...
Quando giunse sullo scritto.
Forse fu il vento a condurla,
forse la pazzia del momento.
Non seppi mai
e non mi chiesi il perché.
Lasciai che si posasse sul foglio
a scrivere rime senza senso,
a trovar nomi fra albi defunti.
Era solo una piuma
e nulla più.
Scucite nell'orlo del fare.
Mare e tramonto.
Rendimi il remo per la riva.
Toglimi di dosso la sabbia.
Scucite allora sono le scarpe
e non fanno
non sanno
dove nel cammino vanno.
Non sanno dove porre orma sull'acqua
che mai di loro rimane umana traccia.
Avevo un padre,
come altri.
E una madre anche.
Come tutti.
Mio padre a uno dei tanti
incroci ha preso la via
che porta al Signore.
Qualcuno li chiama lutti.
E mia madre non so dire
quando, indossato l’abito
dell’astenia ha chiuso la porta.
Lo chiamo uno di quei giorni brutti.










