Mi sussurravi le parole
che un padre dice a un figlio
mentre percorrevi stanco
quell’ultimo miglio.
Non so se il tuo sia stato
scappare o partire,
non credo ci sia un modo
giusto per morire.
Mentre guardo i miei bambini
ridere, e fare improbabili capriole
con la brezza sul viso
mi pare di sentire quelle parole.
tre matite nel viale che s'agitano, nulla...
Tutto fermo!
Sposto la tenda e una brezza tiepida placa i pensieri.
Ho memoria di ieri
delle ginestre irrorate di miele
delle nuvole sfilacciate e disperse in libertà.
Ho memoria delle linee ondulate e
variegate dei campi
dell'incanto dei germogli nei mandorli in fiore
dei passi nascosti negli arbusti bianchi rosa magenta.
E mi rifugio tra le bordure
dove leggiadre farfalle si disperdono
dove s'accende la bellezza malinconica dei ranuncoli e
cento occhi di forsizie giallo oro tracciano il fiume.
Tra le foglie d'acero
canta la Primavera e il verso scende alle radici.
Anime taciturne passano.
L’anno è cominciato
anche quest’anno e questo
di anno ha portato con
sé fin da principio problemi,
che però per la prima volta
affronteremo insieme.
Ecco perché non voglio starci male
ma rimediarvi senza modi estremi.
Soldi come fantasmi, il lavoro
ormai un pianeta malato e
ultima di oggi l’auto incidentata…
Certo che ho voglia di arrabbiarmi,
ma stai per darmi un figlio,
e dieci mesi fa, oggi ti ho incontrata.
Certo che hai voglia di arrabbiarti,
che vuoi che ti dica…
preferisco rimboccarmi le maniche.
Purchè sorridiate, preferisco la fatica.
Amore
in questo carnevale di tasse,
bollette, banche e spese
di fronte a famiglie
anche consolidate
che si sono arrese…
riesco a sorridere grazie
a te, e con te che mi riempi il cuore
come fa con gli occhi un arcobaleno.
Fiero della donna che sei,
felice delle tue attenzioni.
Con te non vacillo, né tremo.
Riesco a sentirmi realizzato e vero.
Con te e grazie a te, forte
come un temporale coi suoi lampi.
Privilegiato d’essere l’uomo che vuoi
e ricco come il contadino
che raccoglie i frutti dei suoi campi.
Questa giostra impazzita
che è la quotidianità
mi ha reso solo un po’ meno sereno,
un po’ come a quello stesso
contadino pare un sopruso che
nella sua terra ora corra un treno.
E di questo mi dispiace
perché ti posso apparire in qualche
frangente un tantino spento.
Me ne dispiace perché
con te ho imparato a guardare
il cielo, a sentire il vento…
Tesoro
il poeta è stanco
e fortemente combattuto.
Ma l’uomo, stanne pur certa, solo ora
dopo aver riposato al tuo fianco
sente di avere veramente vissuto.
Anima grande
a quest’uomo non appartiene oramai più
quella vita che gli faceva ombra una volta.
Il poeta si ritroverà: le coccole, le cenette
della domenica, la dolcezza quotidiana…
L’uomo sa che rappresenti la sua svolta.

Che colpo basso, che gran regresso
La nebbia di Vercelli, dopo
il sole che stamane lumeggiava
come su tela le creste nevose,
ha necrotizzato il mio buon umore
come ha fatto con quelle sommità
prima di diradarsi, allo stesso modo
che, appena un’alba fa,
con il tuo sorriso intessuto di calore.
Oggi mi sento repleto di spettri,
oggi che mi si è ammalata
l’anima al telefono.
Mi si è inondato di inezie il cuore.
La nebbia si dissolverà
per il regolare
andamento delle cose.
Ma al mio rincasare stasera
mi parrà di guardarmi allo specchio
dinanzi alla sfioritura di due rose…

Mio Signore
sacrificasti la Tua vita per noi
in remissione dei nostri peccati.
L’uomo rimase peccatore
non comprese la Tua sofferenza,
ancor oggi non comprende,
continua a infierire sui deboli
perpetrando azioni indegne,
mentendo senza ritegno.
Eppure Tu, riesci a perdonare
non hai figli da abbandonare.
Vorrei poter comprendere
La Tua eterna saggezza ,
la forza nel perdono
di azioni abominevoli.
Ti prego, aiutami a comprendere
e donami la capacità di perdonare.

Ti innalzi a fatica con speranze future,
Carrozzabili e slarghi,
rivendite e stabilimenti
oltremodo affollati.
Noi tra loro,
del tutto allogeni,
in questo impiccio assiepati.
Scorpioni, Pantere e Morte
a piedi o in pariglie,
Diavoli e Mercenari divertiti
…Turchini e Scacchi con
i Credendari fomentati da
una calca di tizi dai buffi vestiti.
Noi ci sentiamo dissimili dal
Carnevale delle Arance che
di norma assaporo, ma calpesto
e in questi giorni dagli eporediesi.
Facciamo ritorno in consonanza
al nostro empireo quasi foresto.
A questo punto del corso
naturale della vita,
nel caso specifico in simbiosi con la
nostra storia, i tratti ancora a matita
del suo musetto sono impaziente assumano
i contorni decisi che sapevan dare un tempo
piuma e calamaio; l’impazienza pulita
che avevo al castello quando il vento
accarezzava i tuoi capelli, e io
aspettavo il mio turno… sicuro,
come lo ero allora, che le nostre ora tre
vite siano destinate ad un unico futuro.
Nell’esatto frangente in cui ti poso la
mano un po’ tremante sul pancione
per non svegliarlo, e ti carezzo piano…
in questo istante medesimo sono così
curioso di stringerlo tra le braccia, insieme
a te: sarà così meravigliosamente strano.
Ho parlato a un angelo e l’ho
pregato di domandare a Dio
di darvi ogni giorno un altro giorno,
e di non essere troppo duro con voi.
Di fare in modo che siate
longanimi col mondo disadorno,
e di spirito probo.
Con la placidità di un fiume,
pacatezza per converso all’acredine.
Che siate risoluti, né oltre misura
morali né baldanzosi; utopici ma
non utopistici e che l’intercapedine
nel vostro animo abbia di egual
superficie debacle e riuscita.
Sfibrati nella psiche e nella materia,
ma mai orfani di avvedutezza; che
anche dinanzi alla giustezza snaturata,
la veridicità non cada in miseria.
Ho parlato a un angelo e l’ho
implorato di supplicare Iddio,
ma ho compreso dai reiterati cipigli,
che la sola malleveria è l’amorevolezza
senza riserve del padre verso
ciascuno di voi tre miei diletti figli.
un non nulla ti può frantumare.
Tu, ti sei immolato sull'altare della musica
e ti costringi a vivere giorni che non vuoi,
che non sai.
Tu diafano,
quando solletichi i tasti del pianoforte
e componi melodie, armonie divertenti
per un essere rubicondo quale io sono.

Volevi ancora sognare
riprovare ad amare.
Non è facile trovare l'amore
che fa palpitare il cuore.
Lo incontrasti una volta
pensavi potesse bastare,
era quello speciale.
Una volta perduto
rinunciasti ad amare.
L'amore è importante
per continuare a sognare,
riuscirai ad amare.
L'amore, quello che cerchi
dovrà essere sincero,
non legarti a un prigioniero
incatenato in altre storie,
non ti darà mai gioie
solo fugaci momenti,
passioni clandestine,
storie senza confine.
Riprendi la tua vita
riprendi a sperare
potrai ancora amare
incontrerai l'uomo giusto.
Tu lo incontrerai
ancora amerai.
Hai tanto amore da regalare
a chi il tuo cuore saprà conquistare.
Se il primo che incontri
ti farà i complimenti
assicurati non li faccia ad altre cento.
Sei semplice e pura
come il primo giorno
che donasti il tuo cuore,
attenta all'errore
potresti sprecare il tuo amore.
Sta sicura, un giorno lo incontrerai,
ancora amerai.
Su di una cima
immacolata,
tra le vette inviolate
si fa luce, sommi poeti
scapigliati,
così tenace
una fonte ancor più arrogante
del mio lussurioso demone.
Come ne fosse la cura
incurante dei ghiacci eterni,
dalla quale sgorga
perenne acqua gelida e pura.
I suoi zampilli nell’aria,
pungente come Lambrate
al crepuscolo per un forestiero,
tracciano, come l’impulso
che è in me, nella candida
neve un sentiero...
occupano i pensieri
superare la paura,
il dolore,
la confusione.
La forza sembra svanita...
scomparsa.
Affogo nel pianto,
nella disperazione.
Tocco il punto più basso...
il fondo...
Dove sono scomparsi
i gradini per la risalita.
Resto in piedi,
ma per poco,
mi accascio...
quasi a sdraiarmi.
Non risalirò mai
da questo dolore.
I lividi cospargono il corpo,
il buio mi circonda,
mi sono arresa,
sono finita.
Segnata ferita...
Ferite dure da guarire,
le delusioni
non fanno più sperare
nel futuro.
Non sono più
disposta a lottare
non ne ho la forza.





