Mi sussurravi le parole

che un padre dice a un figlio

mentre percorrevi stanco

quell’ultimo miglio.

Non so se il tuo sia stato

scappare o partire,

non credo ci sia un modo

giusto per morire.

Mentre guardo i miei bambini

ridere, e fare improbabili capriole

con la brezza sul viso

mi pare di sentire quelle parole.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Se non fosse per quelle due,
tre matite nel viale che s'agitano, nulla... 
Tutto fermo!

Sposto la tenda e una brezza tiepida placa i pensieri.


Ho memoria di ieri 

delle ginestre irrorate di miele
 delle nuvole sfilacciate e disperse in libertà.

Ho memoria delle linee ondulate e
variegate dei campi 
dell'incanto dei germogli nei mandorli in fiore
dei passi nascosti negli arbusti bianchi rosa magenta.

E mi rifugio tra le bordure
 dove leggiadre farfalle si disperdono
 dove s'accende la bellezza malinconica dei ranuncoli e
cento occhi di forsizie giallo oro tracciano il fiume.

Tra le foglie d'acero
 canta la Primavera e il verso scende alle radici.

Anime taciturne passano.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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L’anno è cominciato

anche quest’anno e questo

di anno ha portato con

sé fin da principio problemi,

che però per la prima volta

affronteremo insieme.

Ecco perché non voglio starci male

ma rimediarvi senza modi estremi.

Soldi come fantasmi, il lavoro

ormai un pianeta malato e

ultima di oggi l’auto incidentata…

Certo che ho voglia di arrabbiarmi,

ma stai per darmi un figlio,

e dieci mesi fa, oggi ti ho incontrata.

Certo che hai voglia di arrabbiarti,

che vuoi che ti dica…

preferisco rimboccarmi le maniche.

Purchè sorridiate, preferisco la fatica.  

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Amore

in questo carnevale di tasse,

bollette, banche e spese

di fronte a famiglie

anche consolidate

che si sono arrese…

riesco a sorridere grazie

a te, e con te che mi riempi il cuore

come fa con gli occhi un arcobaleno.

Fiero della donna che sei,

felice delle tue attenzioni.

Con te non vacillo, né tremo.

Riesco a sentirmi realizzato e vero.

Con te e grazie a te, forte

come un temporale coi suoi lampi.

Privilegiato d’essere l’uomo che vuoi

e ricco come il contadino

che raccoglie i frutti dei suoi campi.

Questa giostra impazzita

che è la quotidianità

mi ha reso solo un po’ meno sereno,

un po’ come a quello stesso

contadino pare un sopruso che

nella sua terra ora corra un treno.

E di questo mi dispiace

perché ti posso apparire in qualche

frangente un tantino spento.

Me ne dispiace perché

con te ho imparato a guardare

il cielo, a sentire il vento…

Tesoro

il poeta è stanco

e fortemente combattuto.

Ma l’uomo, stanne pur certa, solo ora

dopo aver riposato al tuo fianco

sente di avere veramente vissuto.

Anima grande

a quest’uomo non appartiene oramai più

quella vita che gli faceva ombra una volta.

Il poeta si ritroverà: le coccole, le cenette

della domenica, la dolcezza quotidiana…

L’uomo sa che rappresenti la sua svolta.     

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Che colpo basso, che gran regresso
veder che la connessione virtuale
prevale su quella spirituale. 
Nessuno scrive più lettere d'amore, 
vedo pochi libri, solo tecnologia 
e tanta insoddisfazione. 
Ma i nostri avi, i benpensanti di una volta, 
cosa direbbero di questa svolta? 
Non oso immaginare...
Si potrebbe anche ridere 
se non ci fosse da piangere.  
Anche il caffè non è più un piacere, 
dove nei bar c'è solo musica e tanta confusione. 
Musica ad alto volume, per non dialogare, 
per riempir forse un vuoto esistenziale.
Quanta tecnologia che interferisce 
con la frequenza della coscienza, 
troppe invenzioni e cattive intenzioni. 
Ed io, sempre più triste e silenzioso,
in questa società di gregari
spaventati dalla voce dei loro cuori. 
Si, lo ammetto, ho bisogno di contatto, 
di vera presenza e magari anche di conforto. 
Teniamoci per mano, guardiamoci negli occhi... 
Ristabiliamo i veri valori, 
formiamo un grosso cerchio e apriamo i nostri cuori. 
Teniamoci per mano, salviamoci...
Purifichiamo l'anima e la ghiandola pineale, 
riattiviamo la nostra connessione primordiale 
e creiamo una stazione ricevente
che si connetta con il cuore e con la mente. 
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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      La nebbia di Vercelli, dopo

      il sole che stamane lumeggiava

      come su tela le creste nevose, 

      ha necrotizzato il mio buon umore

      come ha fatto con quelle sommità

      prima di diradarsi, allo stesso modo

      che, appena un’alba fa,

      con il tuo sorriso intessuto di calore.

      Oggi mi sento repleto di spettri,

      oggi che mi si è ammalata

      l’anima al telefono.

      Mi si è inondato di inezie il cuore.

      La nebbia si dissolverà

      per il regolare

      andamento delle cose.

      Ma al mio rincasare stasera

      mi parrà di guardarmi allo specchio

      dinanzi alla sfioritura di due rose…

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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ges cr1
Mio Signore

sacrificasti la Tua vita per noi

in remissione dei nostri peccati.

L’uomo rimase peccatore

non comprese la Tua sofferenza,

ancor oggi non comprende,

continua a infierire sui deboli

perpetrando azioni indegne,

mentendo  senza ritegno.

Eppure Tu, riesci a perdonare

non hai figli da abbandonare.

Vorrei poter comprendere

La Tua eterna  saggezza ,

la forza  nel perdono

di azioni abominevoli.

Ti prego, aiutami a comprendere

e donami la capacità di perdonare.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Ti innalzi a fatica con speranze future, 
umile pensiero d'amor divino. 
Voli sorretta da inconscie ali
e oltrepassi le porte di istinti primordiali.
 
Nel batter d'ali di un sogno evasivo
sottrai le spine da un gesto elusivo, 
decolli con la spinta di pensieri alati
planando sopra fili spinati di giudizi indiscreti.
 
Con desideri negati di amor passati, 
il vento accarezza il tuo splendido viso 
e conforta le ali da un volo improvviso 
sulla strada illusoria del tuo Paradiso. 

Non temer d'esser quel che sei
né di perder quel che hai;
illumina la mente con nuovi sensi, 
Dio è la luce... e la luce esige spazi immensi.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Carrozzabili e slarghi,

rivendite e stabilimenti

oltremodo affollati.

Noi tra loro,

del tutto allogeni,

in questo impiccio assiepati.

Scorpioni, Pantere e Morte

a piedi o in pariglie,

Diavoli e Mercenari divertiti

…Turchini e Scacchi con

i Credendari fomentati da

una calca di tizi dai buffi vestiti.

Noi ci sentiamo dissimili dal

Carnevale delle Arance che

di norma assaporo, ma calpesto

e in questi giorni dagli eporediesi.

Facciamo ritorno in consonanza

al nostro empireo quasi foresto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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      A questo punto del corso

      naturale della vita,

      nel caso specifico in simbiosi con la

      nostra storia, i tratti ancora a matita

      del suo musetto sono impaziente assumano

      i contorni decisi che sapevan dare un tempo

      piuma e calamaio; l’impazienza pulita

      che avevo al castello quando il vento

      accarezzava i tuoi capelli, e io

      aspettavo il mio turno… sicuro,

      come lo ero allora, che le nostre ora tre

      vite siano destinate ad un unico futuro.

      Nell’esatto frangente in cui ti poso la

      mano un po’ tremante sul pancione

      per non svegliarlo, e ti carezzo piano…

      in questo istante medesimo sono così

      curioso di stringerlo tra le braccia, insieme

      a te: sarà così meravigliosamente strano.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ho parlato a un angelo e l’ho

pregato di domandare a Dio

di darvi ogni giorno un altro giorno,

e di non essere troppo duro con voi.

Di fare in modo che siate

longanimi col mondo disadorno,

e di spirito probo.

Con la placidità di un fiume,

pacatezza per converso all’acredine.

Che siate risoluti, né oltre misura

morali né baldanzosi; utopici ma

non utopistici e che l’intercapedine

nel vostro animo abbia di egual

superficie debacle e riuscita.

Sfibrati nella psiche e nella materia,

ma mai orfani di avvedutezza; che

anche dinanzi alla giustezza snaturata,

la veridicità non cada in miseria.

Ho parlato a un angelo e l’ho

implorato di supplicare Iddio,

ma ho compreso dai reiterati cipigli,

che la sola malleveria è l’amorevolezza

senza riserve del padre verso

ciascuno di voi tre miei diletti figli.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Tu essere fragile,
un non nulla ti può frantumare.
Tu, ti sei immolato sull'altare della musica
e ti costringi a vivere giorni che non vuoi,
che non sai.

Tu diafano,
quando solletichi i tasti del pianoforte
e componi melodie, armonie divertenti
per un essere rubicondo quale io sono.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Volevi ancora sognare

riprovare ad amare.

Non è facile trovare l'amore

che fa palpitare il cuore.

Lo incontrasti una volta

pensavi potesse bastare,

era quello speciale.

Una volta perduto

rinunciasti ad amare.

L'amore è importante

per continuare a sognare,

riuscirai ad amare.

L'amore, quello che cerchi

dovrà essere sincero,

non legarti a un prigioniero

incatenato in altre storie,

non ti darà mai gioie

solo fugaci momenti,

passioni clandestine,

storie senza confine.

Riprendi la tua vita

riprendi a sperare

potrai ancora amare

incontrerai l'uomo giusto.

Tu lo incontrerai

ancora amerai.

Hai tanto amore da regalare

a chi il tuo cuore saprà conquistare.

Se il primo che incontri

ti farà i complimenti

assicurati non li faccia ad altre cento.

Sei semplice e pura

come il primo giorno

che donasti il tuo cuore,

attenta all'errore

potresti sprecare il tuo amore.

Sta sicura, un giorno lo incontrerai,

ancora amerai.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Su di una cima

immacolata,

tra le vette inviolate

si fa luce, sommi poeti

scapigliati,

così tenace

una fonte ancor più arrogante

del mio lussurioso demone.

Come ne fosse la cura

incurante dei ghiacci eterni,

dalla quale sgorga

perenne acqua gelida e pura.

I suoi zampilli nell’aria,

pungente come Lambrate

al crepuscolo per un forestiero,

tracciano, come l’impulso

che  è in me, nella candida

neve un sentiero...

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Timore...paura
occupano i pensieri 
superare la paura, 
il dolore, 
la confusione. 
La forza sembra svanita... 
scomparsa.
Affogo nel pianto, 
nella disperazione. 
Tocco il punto più basso...
il fondo... 
Dove sono scomparsi 
i gradini per la risalita.
Resto in piedi, 
ma per poco, 
mi accascio... 
quasi a sdraiarmi. 
Non risalirò mai 
da questo dolore. 
I lividi cospargono il corpo, 
il buio mi circonda,
mi sono arresa, 
sono finita. 
Segnata  ferita...
Ferite dure da guarire, 
le delusioni 
non fanno più sperare
nel futuro. 
Non sono più 
disposta a lottare 
non ne ho la forza.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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