ora la tua opera s'è spenta
fontana di cocenti riflessi
interrotti in canti rivolti
a una luna ombra di se stessa
Ombra.
L'oscuro incedere dei passi
ch'ebbero un destino
sciolto e ingiusto
mai frutto di miei rami
Il riflettersi di un attimo sprofonda
incombente
nelle tracce del passato
quando lo specchio irriflettente
ospitava la mia sete
di cui il suono dei tuoi pensieri
era liquido terso
che acquietava i tormenti
Gli oblii nati
dall'avanzare della poesia più pura
mai incastonarono i propri cristalli
nella roccia che chiude l'essenza
assopita
ma ancora in vita
Semina, soffia negli
occhi privi di anima
flebili
istanti prima che
a quell'ora tu svanisca
è così che nasce il sole.
I miei occhi si illuminano di te,
mentre le mie labbra,
cercano dolcemente le tue,
assaporandole
come un piccolo passerotto,
che mangia piano piano
le briciole.
Le nostre mani poi si cercano,
si accarezzano,
ammirando questo mondo d' amore.
Camminiamo mano nella mano,
percorrendo complicità e sentimento.
Rarità di un' animo sensibile e profondo,
che completa l' altro.
Ammiriamo assieme la notte,
diventando quel nuovo giorno,
con quel bacio soffice sulle labbra,
che fa scorrere quella dolce lacrima
che ci avvolge sempre più,
nel mistero della nostra morbida pelle.
Rimanimi accanto
carezza dolcemente
i miei pensieri
senza costringerli.
Cullali nelle tue mani grandi
ma non fermarli
lasciali volare via.
Fammi cantare
a squarciagola
le mie canzoni del cuore.
Poi
nelle notti insonni
portami dove l’unico
treno
é fermo
da tutta la vita.
E fingiamo un viaggio infinito.
Liberami
da questa ansia
che mi divora.
Stringe in una morsa
questa fame di vita.
Amami
di quell’amore
sensuale
come un ballo argentino.
Stringimi
forte
nel tuo abbraccio.
Desiderami
sempre
come fosse il primo incontro.
Ma
non legarmi
mai.
Tienimi con te
per mano.
E se inciampo
aiutami
sollevami
con tutto l’amore che puoi.
senza fiori
ombre nere
poesia morta
di un fuoco che bruciava
lentamente e si è fatto
inferno consumando
le parole
una chitarra elettrica
suona un requiem grunge
una bottiglia vuota
annuncia un dopo sbornia
di malinconia per le note scritte
e le parole lette
incise in una sanguinante
mancanza
buco nero d'ispide
ispirazioni
corre il tempo
interminabile consunzione
eterna discrepanza tra carne
e memoria
rimane l'inchiostro
battuto su fogli
la musica cantata
in locali sotterranei
il grande vuoto
steso sul Pacifico.
*Anno della scomparsa di Kurt Cobain e Charles Bukowski.
Come le mondariso che con i loro canti,
con le gambe immerse nell’acqua
per l’intera giornata trapiantavano il riso
con la tua sistematica pedicure
e le unghie votate alla nail art frequenti
da mane a sera i saloni, e rincasi col sorriso.
Con gli smalti ad opprimere la mia carta
di credito, con le creme abbronzanti
svolgerei, amore mio, sulle tue extension
la monda delle erbe infestanti.
Spingono gli applausi
e spengono
senza nessuna vera
e costruttiva alternanza
- soli
in balia del nostro niente -
Inferno o paradiso
dei trentadue il rito
merito solo di un sorriso.
Chiavi di volta
o grimaldelli
luccicanti gioielli
o per bocca ... leoni
- dolci
da gabbia quasi certa -
e quante volte
l'amaro è stato visto,
per amore, fondersi
prematuramente con la terra?
Placide menti
sguazzano il mondo,
come paludi
ma senza gorgoglio.
va verso l’estinzione,
poiché si sa, non esser opinione
la natural selezione.
osserva di quel pantano ogni cosa,
esso stagnante e orrendamente opulento
non si accorge del necessario cambiamento.
Non è granchè lo scricchiolio del braccio.
Solleva-uomo, ma fa
da violino in un buco di rumori.
Gli risponde un fruscio di aghi e più in là
persino un cardellino osa qualcosa.
I pini finalmente riprendono fiato.
Chissà dove saranno i parrocchetti
che amino gli scalpelli dei muratori?
E se l’erba riprendesse coraggio
l’ortica osasse e il cardo e la cicala.
Sapete?
Il martello pneumatico è in fila per il mare
e anche la gru solleva-palazzi
si porta la sua luna.
Così l’ostico Gerontion
riprende a germinare, come tigre
intendo, che la mente artiglia
nel vuoto di clamore divora
il nostro tempo
con il rumore della pioggia
che picchia sui vetri.
Volevo volare
sulle ali di un sogno
ma i tuoni
e la paura
mi hanno tenuta sveglia.
Quella voce
che mi tranquillizza
come fosse un sogno.
Apro gli occhi
e tu sei li con me.
Ti guardo...
Bello e affascinante
più che mai.
Mi fai cenno
di farti spazio nel letto.
Sento quasi il tuo calore
sulla mia pelle.
Il tuo dolce odore.
Un tuono
mi riporta alla realtà.
Ero a navigare
sulle ali di un sogno.
Ho vestito le lame di ardimento.
Indossato elmo, armatura
e inutili schinieri per vestire
la morte di gloria e sull’altura
Febo ha guidato vilmente il dardo
di quel battagliero sul garretto.
Perbacco, pareva un aspide la bilia
del moccioso e del suo amichetto
sul calcagno… e pensare che
quell’agente turistico incompetente
dava per certo che a Queimada Grande
avrei potuto sonnecchiare placidamente.
vicino al fiume,
che splendide parole
mi sussurra nella sera.
E qui non devo celare il pianto.
Il sole ha scelto un bel punto
per andare a morire.
L'acqua ora è sanguigna
come la mia ultima ferita.
Cantami vento la tua nenia,
qui non devo nascondere
proprio nulla,
tantomeno il dolore
eppure sai, assurdamente
sto così bene,
Una fronda di salice
complice mi accarezza il viso.
Riposo qui,
lascio andare via i ricordi
su una barca vuota.
Il tempo perde importanza.
Non dimentico ma perdono.
E se anche il tuo nome
resta sasso sulla nuda sponda
io sorrido al cielo.
un mondo irreale di cuori e farfalle, un filo ci univa nelle lunghe notti,
progettare un futuro non era tardi per noi, amarsi era facile volare di più.
Uniti per sempre lo credevamo, ancora lo siamo, ancora ci amiamo,
il destino fra noi arriva crudele a toglierci tutto, siamo planati
con il cuore in frantumi, pieno di cocci dal nome rimpianti,
Tu sogni il tuo mondo perso per sempre, lacrime mute mi accompagnano
nel labirinto dei rimpianti miei, ora ho paura solo a sfiorarti, lo desidero tanto
ma resto immobile, tu sei lontano coi pensieri tuoi,
io non entro son chiusa fuori, vorrei abbracciarti entrarti dentro,
essere tua essere mio essere noi,
facile perdersi difficile ritrovarsi
mancano le parole, amarsi comunque
è un dono per noi.










