scrivo su di un libro suadenti parole,
narrò di te mia amante.
Le tue labbra vanno oltre ogni immaginazione,
son stato tenebre e tu ora sei il mio sole,
toccandomi siam diventati amore.
Bella da svegliare ogni passione,
mi son guardato attorno
e con te ho visto nascere la mia follia.
deviando dal percorso stabilito
l’ombra del sole passeggiò sull’erba
facendo da corona all’imbrunire
ed una coltre di nuvole assassine
si levò dando contro al divenire
della terra screziata di colori;
poi rosseggiando l’alba se ne andò.
Rimanemmo, attoniti e stressati,
ad aspettare il tempo dell’amore.
Avvolto in un luminoso variopinto abbraccio, con enfasi porto cariche elettrostatiche di pensiero
Nella fabbrica di materia elementale……..
Vivo creando tuoni d’inerzia concentrica, formatrice autonoma di smeraldi in carne e ossa
Che si muovono, esistono e alcuni anche arroganti credono alla fortuita casualità della loro esistenza…..
Ovviamente dormono eretti sulle loro stesse convinzioni
Applicate solo per ciò che vedono e screditanti per ciò che non credono……
Bizzarra cecità crea l’ignoranza, tuttavia a credenza o meno è una scelta anche quella…….
Comunque l’eterno rimane e in ovvia statistica continuerà a permanere……
Se si vuole partecipare alla roulette, basta andare al banco ove si troverà uno specchio
E noi riflessi in esso, scegliamo di giocarci tutto ciò che abbiamo…….
In genere si torna a casa alleggeriti per le tante cose futili accumulate nella vita
Ma indubbiamente più ricchi, non di ori o argenti vari, ma di esperienze coscienziali e fatti ancor più rari….
L’incredulo materialista si sentirà sconfitto e ricomincerà l’accumulo compulsivo
Di falsità piombata, ancorandosi da se……
Colui che comprende ne uscirà unico re……
Dai su gioca anche te!
Ho incontrato il Bello, ma non era cristallino
e poi di questi tempi aveva il naso rotto
una trafittura nelle spalle tutta invernale
di ghiacci e collo tagliato a mano
l’avevano appeso a un filo spinato
e portato via l’ondulazione dei capelli
l’indiscreto dello sguardo
la tendenza a sedurre
delle labbra.
Poi è rimasto un baco nell’ottaedro
forse un pizzico di violenza tra le gambe
uno squarcio simile al passaggio sull’Oder
-il fare del vincitore con diritto allo stupro
e chissà che rimando a Guantanamo
specie nell’arancio dello sfondo-.
E dire che tutto era iniziato ad una curva della sedici
con una foto di boccioli decisi a nascere sulla palizzata
una bravata di cui non trovo la ragion d’essere
ed è finito con uno spicciolo che irrompe nel mercato del sublime
-e lo fa crollare come se avessi sorriso in un selfie
davanti a quel cancello-
luna che attanaglia la periodicità al passato
ma senza una ragione sufficiente per sentirsi ancora in forma
foggiato per una pallottola di sorriso
o una mandorla

Vorrei gridare al mondo
che non ti amo ma,
devo tacere, non posso farlo!
Sarei un falso, un bugiardo!
Vorrei poter gridare a tutti
che non ti voglio ma,
non è così perché ti voglio,
ti cerco, ti sento dentro!
Vorrei far credere a tutti
che ho smesso di aspettarti,
di crederti di sperare ma,
ti aspetto, ti credo e spero!
Vorrei gridare agli altri
che non ti penso mai ma,
nessuno mi crederebbe,
in ogni istante, io ti penso!
Sento sul mio viso e dietro al collo
ogni tuo respiro, ogni tua carezza,
mi giro ma non ci sei, sei lontana,
chissà dove, è solo una illusione!
Brividi che scorrono lungo la schiena!
Sentimenti e passione ardente!
Un amore profondo che lascia il segno,
i graffi, il desiderio di non finire mai!
Vorrei gridare al mondo
che t’amo tanto da morire ma,
anche su questo devo tacere!
Nessuno mai, lo dovrà sapere!

Tutto nella città ormai tace
e solo qualche luce flebile
taglia la bruma, assottiglia
e cela dell’oscurità gli spettri.
Incalzati dal mugghiare del
vento calcano le strade gelide
due sagome strette
nei propri zucchetti.
Lasse nell’incedere e tra loro
distanti meno di un palmo,
sentono le caviglie dentro ai
calzari braccate come da cani
nell’ombra, e boffonchiano una
melodia celata dietro un salmo.
Il lampione di fronte al Vescovado
mostra le svastiche sulle mani
e quel concetto di ariano, svela gli
spettri: i soldati di Odino di ritorno
da una sortita e tra le mani di uno
dei due prelati un rosario di loppa.
L’aurora inevitabilmente cancellerà
le tenebre e le sue larve, e farà giorno
ma ora la notte rende loro gli zucchetti
tediosi alla stregua di una kippah.
Quando cantan le armi,
si metton a tacer le parole,
non c’è più tempo per l’amore,
allorché chi spara mira al cuore,
alimentando il mondo di dolore.
L’eroe lotta con ardore per salvar l’anima,
tenendola con i denti ben stretta,
difendendo la vita con veemenza,
pur di viverne tutta la sua bellezza
con candor e saggezza.
Allorché il poeta al glorioso,
con la penna, su di un foglio bianco
verga le sue nobil gesta,
elevandolo all’imitar esempio,
per sconfiggere il vil indegno.
nel giradischi un disco suona,
così vere.
Che emozione.
Sdraiata a guardare nel vuoto,
facendo sogni ad occhi aperti.
Un sogno incontrarlo
é troppo lontano,
alla tele non é facile vederlo
si é fortunati se é ospite
in qualche trasmissione.
Tutto si concentra sul disco
su quel sorriso attaccato al muro.
La vita prende il sopravvento
le sue canzoni.
Poi all'improvviso,
ho voglia di ascoltarlo di nuovo
Adesso si può
ascoltare o vedere
vecchi video.
Tutta l'emozione sopita
travolge una donna
non proprio adolescente
ma che riscopre vecchie sensazioni.
Ricordo ogni parola,
ogni canzone.
È come vedere la scena di un film.
Mi rivedo ragazzina
fino alle lacrime.
Quanto tempo é passato,
come é cambiato il cantante
tanto adorato.
Ma come sono cambiata io.
La malinconia mi avvolge
dov'è quella bambina.
Nonostante la vita presente
é serena,
c'é tanta tristezza,
per aver perso per sempre
quella bambina.

Dolore e sconforto
Naturalmente sospiro più volte d’innanzi alla magnificenza della natura
Tutto si lega in trame complesse di gran finitura……
Anche la cosa più brutta è fatta con cura…..
Il piumaggio di un volatile, Un sasso nero come la pece, La peluria sul dorso di una farfalla
La più lontana stella……
Tra me e me mi chiedo se anche io come parte ancora incosciente di un vasto creatore
possa aver contribuito a questo creare…..
in teoria si, non dovrebbero esservi dubbi
la mia linfa immortale non una parole ma si fa ben capire……
se osservo attentamente la perfezione
in un petalo o un fiocco di neve che subito scompare appena piove
o investito da un raggio di sole, davvero non trovo parole…..
ammiro silente, quanta armonia, complessità e equilibrio vi è nelle cose…….
Dalle più candide alle più pericolose
L’occhio di un aquila, di una tigre, di un serpente velenoso…….
Davvero lo trovo maestoso…..Vorrei andare oltre, oltre il 5 senso……
Per addentrarmi in profondità differenti ma collegate tra loro……
Cosa fa battere un cuore? Cos’è esattamente un pensiero? Cosa è realmente l’essere umano per intero?
Spero e voglio trovare un giorno queste risposte…….
È tutto troppo bello per non farne attiva parte…..
Voglio direzionare atomi e fotoni……
Per dare forma a un diamante, a uno stelo di fiore, a una goccia del mare…..
È troppo bello ripeto, per stare inerme a osservare……
Prima o poi ci arriverò…..
Lo dico davvero…….
Dall’oggi al domani entrerò nel mistero.
A quest'ora il cielo
avrà decorato le stelle
frugando desideri.
A quest'ora la luna
avrà rubato ancora
un bacio al mare .
In quella carezza
l'essenza
la corposita' dei temporali
i riverberi chiaroscuri
gli odori della pioggia
il vento mescolato ai fiori
il rumore dei pensieri
intense cromatiche sfumature .
A quest'ora
la notte è un rintocco
che si addormenta
tra le ciglia.
... e tutto questo bianco mi stupisce ancora
Non importa se un brivido
percorre la schiena
- forse il linguaggio degli angeli -
che m’attanaglia nel candore
della pura magia, lieve
come quando la neve nel mare
torna ad essere acqua
e tutto si ricrea
come il tuo sguardo che m’invade
se ti vesti di Luna
nei perdoni di Giugno
risorgi più in alto
nelle giovani terre
gridano le onde
deserti e promesse
carezzandoti per sempre
ora nei tuoi sogni di latte
Più in alto da ogni libero blù
accogli gli orizzonti coperti
proteggi la voce
di Stelle in caduta
nei brividi di un'alba
dagli occhi socchiusi !
ho bussato per seicento anni alla tua porta,
sotto la pioggia, il vento e il sole;
non mi sono arreso,
nonostante, dopo essermi perso in mille domande,
avessi avuto duemila inutili risposte.
Non credevo d'avere un’anima,
ma soltanto un indomito cuore;
seicento anni ad aspettarti,
per avere un minuto del tuo amore.
Se tu sapessi quanto incredibile sia stato
veder scorrere i granelli di sabbia,
mentre segnavano il tempo;
dovevi ancor nascere e poi morire.
Nell’attesa, mi son mutato in una lacrima,
un giglio, il profumo di un fiore,
per trovare la mia anima nascosta dentro il tuo cuore.











