preistorici!
striscia L'uomo collettivo
sulla strada percorsa da altri
pensando a pensieri già
pensati
Al tempo degli ideali lasciati
all' uscio con il vento forte
ci piace , in sovrappensiero,
guardar tremare le nostre piaghe
L'inferno siamo noi
Solo come il mare
che dall’onda
si sente abbandonare,
ma persiste ad andare a riprenderla,
perché con sè la vuol tenere.
L’abbraccia forte,
ma nonostante ciò,
si continua a divincolare
e a scappare,
esso però, imperterrito,
la va a riprendere e amare.
Scende silenziosamente
nell’oscurità glaciale,
senza esitazione
cristallino tappeto
in cima a quelle ripide scale,
dipingendo la via della bellezza
suscitando ogni vago respiro
un fulgido sogno,
sciogliendo momenti
di soave nostalgia, tra moti ancorati
al magico suono violini silenziosa sinfonia,
armoniosi fiocchi infiniti
astrali se potessi colmare ogni
attimo quella sbocciata venatura,
non esiterei ad imbiancare
ogni spazio di un esorbitante paura,
felice per il manto terreno innevato,
esulta clamorosamente il cuore
ventaglio vivente innevato,
Ode all’alba che rischiara
e foglie nuove,
Lascia respirare la tua libertà,
Fatta di respiro.
Sassi salteranno ancora
Sul pelo dell'acqua e formeranno cerchi.
Aspira profumo di cortecce
Avvolgenti e calde,
e ascolta la voce del silenzio,
Porta il tuo timbro, si riempie
Della tua risata.
Tu cammini nel mio presente
Oscurando ogni cosa,
Punto fermo rimani, e amplii
L'eco che si apre dentro me,
Come frastuono.
Verranno forse a visitarci
delle panchine in sogno-
i passi rumorosi ci scorderemo
alla prima neve.
-Inveni portum- così inizia la fiaba
di calici e di schiuse: a ogni stagione
basta il suo cuore scalzo.
Ci trascini una stella
a precipizio
nell'alfabeto d’oro.
Di un ricordo ho raccolto tutti i frammenti,
attimi d’un passato cuciti insieme con la mente,
speranze sognate ed espresse in pensieri.
Dov’eri tu al mio risveglio?
Mi son trovato solo in compagnia degli spiriti delle tenebre
anche durante il giorno,
dopo esser stato da essi tormentato per tutta la notte,
vivevo giornate buie nonostante camminassi sotto il sole,
tanto da morir al tramonto insieme alla luce.
Nulla di me ho perso, nemmeno un momento,
seppur io abbia combattuto e lottato contro l’orgoglio,
un mostro che trovavo pronto a nutrirsi al risveglio.
Crudele m’appare il vivere quando tutto tace,
ascolto il rumore della notte dopo essermi perso,
la pazzia innalza intorno a me alte sbarre,
nulla le sa abbattere se non c’è più il tuo amore,
quel sentimento che un tempo nutriva la consuetudine.
Un oasi di quiete vorrei divenire, pace e amor far trasparire
Come una bilancia in equilibrio perfetto……
Tra gli opposti muovermi retto e aggraziato
Come un usignolo e il suo cantar beato……
Compreso che con codeste qualità, posso plasmare al meglio questa realtà……
Emanando vibrazioni di benevolenza non potrai che attrarne di eguali
Se amore sei amore otterrai……
Chiaramente in queste parole ho finora ommesso la volontà
Senza di essa nulla avverrà……
Vorrei essere un faro…..
Una luce nell’oblio
Aiutare chi ne ha reale bisogno
A uscire da questo sogno di massa
Ove cechi sonnambuli marciano senza fare una mossa
Vivono a stento il sogno nel sogno perdendo altresì il reale……
Immedesimarsi nel materiale non può che far male…..
Tuttavia vi è il libero arbitrio da rispettare e certo non sta a me il poter giudicare…….
Il mio invito e desiderio è che ognuno si giudichi da sé…..
Migliori dove può la sua condizione e anche egli cominci a vedere……
Quando osservo lo spazio in una notte tersa e senza luna
Non potrei immaginare il veder nel buio una sola luce, una piccola stella…..
Ma nell’insieme di stelle che immani si mostrano davanti ai miei inesperti e languidi occhi
comprendo che l’unione fa la vera forza, nulla è staccato, è tutto un insieme…..
Ascolta fratello non farti pregare
Unisciti a me
Comincia a brillare.

Anche nei giorni più grigi coloro il cielo, perché io sono solare.
La vita è piena di problemi, ma io trovo sempre un motivo per andare avanti.
L' arcobaleno splende sul mio cammino, coloro la vita con il mio ottimismo.
Anche quando mi sento triste, il coraggio di sorridere resta in me.
E lo vedo lì il colore che dimora, in quella giornata triste e vuota.
scende lentamente
sul viso
per un amore lontano.
Scivola su una foglia
che il vento trasporta
verso il cielo.
Si posa per un momento
sopra una nuvola,
poi cade sulle
ali di un aquila
che vola verso il mare.
Un vortice di aria calda
l'avvolge,
spingendola
con briciole di stelle
verso la luna.
Ma lei non la vuole e
la spinge con un soffio delicato
sulla città illuminata.
Gira,gira,
non si posa mai.
Riprende il suo viaggio
verso il prato sconfinato,
la polvere la sporca
ma lei riesce a fuggire
senza danni.
Poi dopo tanto girovagare,
si trasforma
in una goccia di rugiada
che lentamente scende
dal petalo di una rosa.
La rosa che lui
regala alla sua dolce amata
che piangeva
del suo amore lontano.
A un poeta ragazzino, con la chitarra in mano
e il sole di luglio in faccia, un vecchio arrotino
con gli occhi chiari, fece ombra per un istante
con la sua bicicletta. “ Donne accorrete, forse
non tornerò più tra queste case, questa tosse
non mi lascia. Non sarò più il vostro amante
del mercoledì e nemmeno il gelsomino
dei vostri vasi, ma solo un altro artigiano
con dimora fissa sotto un cipresso”.
“ Togliti di mezzo vecchio, ho una canzone
da scrivere –lo vedi-, noi che nasciamo poeti
con la Luna all’orizzonte e la rima
in bocca, rose gelose e colline senza cima,
non sappiamo d’Hiroshima, siamo atleti
della parola, voci solitarie con controindicazione
per guitti e perdenti di successo.”
“ Dammi la chitarra e in cambio avrai un sorriso,
la bicicletta e la lista delle mie clienti migliori.
Vorrei morire suonando, al ritmo dei miei amori,
signori e signore, la musica non finirà mai,
se l’ascolterete col cuore. Una vita di guai,
si fa quel che si può per risentire gli odori
della giovinezza, il canto delle sirene, i sapori
dei primi baci, i racconti del paradiso”.
“ Lasciami il sole –vecchio-, che bruci la mia pelle,
che oscuri le stelle e torna ai tuoi coltelli.
Per chi lavori ancora? Assassini, taglieggiatori,
macellai a rischio chiusura, cesellatori di gioielli,
donne puritane? Guarda pure i miei anelli,
come quelli di Saturno, sono bagliori
nella notte, suoni e parole, gocce di ruscelli,
versi inversi sparsi a caso tra le zolle
del terreno”. “ Ti lascio tutto, ragazzo,
anche i miei occhi- se possono servire-
a vedere meglio le lunghe ombre
del tuo cuore. E i nomi delle donne
che ho amato, il loro profumo, le gonne
di ogni primo bacio, gli scherzi di novembre
e i freddi di gennaio. C’è altro da dire?
Vivi sulla strada e sogna da ogni spiazzo”.

Incantevole atmosfera:












