Sono arrivato sulla collinetta
illuminata dal tramonto,
mi sembra di esser a casa,
ma un amaro in bocca
mi vien a guardar il marmo;
lo sfioro come una madre
farebbe col figlio.
Ed è caldo, come il suo sorriso,
che riusciva a far convertire il peggior sentimento;
come quello che aveva quando era senza soffio,
che sembrava dormir beata,
tanto da far parere anche colei più dolce.
illuminata dal tramonto,
mi sembra di esser a casa,
ma un amaro in bocca
mi vien a guardar il marmo;
lo sfioro come una madre
farebbe col figlio.
Ed è caldo, come il suo sorriso,
che riusciva a far convertire il peggior sentimento;
come quello che aveva quando era senza soffio,
che sembrava dormir beata,
tanto da far parere anche colei più dolce.
Che gioia
la luce dei tuoi occhi
illumina ogni giorno la mia vita
che bella la luce dei tuoi occhi
la tua dolcezza accarezza il mio cuore
come un caldo vento che sfiora il viso e
nel vento ho raccolto
I tuoi pensieri
ascoltavo
il battito caldo del tuo cuore
sulle mura venete una sera d'estate che magia
emanava poesia mentre gli sguardi ammiravano un paesaggio
e le luci brillavano
Hai inciso nel mio cuore
Una magica parola
Amore
Ed ora risplende
come stella nel cielo
di luce profonda di luce vera
i tuoi bellissimi occhi
la luce dei tuoi occhi
illumina ogni giorno la mia vita
che bella la luce dei tuoi occhi
la tua dolcezza accarezza il mio cuore
come un caldo vento che sfiora il viso e
nel vento ho raccolto
I tuoi pensieri
ascoltavo
il battito caldo del tuo cuore
sulle mura venete una sera d'estate che magia
emanava poesia mentre gli sguardi ammiravano un paesaggio
e le luci brillavano
Hai inciso nel mio cuore
Una magica parola
Amore
Ed ora risplende
come stella nel cielo
di luce profonda di luce vera
i tuoi bellissimi occhi
Rose recise,
appunti di cielo
in gemme di vetro.
Sarò l’inverno del giorno,
scissione temporale
d’un riverbero di quiete
che allatta scenografia di stelle.
Le matite del pianto
confonderanno il passato
ed una risiera di parole
dipingerà l’orizzonte
come mercante d’amore
il baratto di lune confuse.
Saremo brina del pensiero,
un faro nel silenzio,
incendio d’ali nel vuoto,
assonanza d’abbracci e paure:
saremo l’eco del nostro momento.
appunti di cielo
in gemme di vetro.
Sarò l’inverno del giorno,
scissione temporale
d’un riverbero di quiete
che allatta scenografia di stelle.
Le matite del pianto
confonderanno il passato
ed una risiera di parole
dipingerà l’orizzonte
come mercante d’amore
il baratto di lune confuse.
Saremo brina del pensiero,
un faro nel silenzio,
incendio d’ali nel vuoto,
assonanza d’abbracci e paure:
saremo l’eco del nostro momento.
E poi se vieni
a portarmi un altrove
non lasciare spento un cantuccio
quel giro di parole
piccola stringa di una luce
sorretta insieme
una porta-finestra
in riva al sangue, devi aprirmi
al ritorno di una città
che gravita tra sé e sé
lobo d’un capestro, eppur carezza
al polso.
Ci si rimane in mente.
Bisogna viaggiare nell’incoscienza
delle nuvole, scalee di piume
da non calcare il peso
credere a stasi d’edere
più profonde, sul gelo.
Questa vita è una canzone da cantare in due
Ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole , cosi questa spiaggia ci accoglie nell'assordante silenzio dell attesa, mentre il vento distratto sfiora il mi cantino.
Hai un foglio bianco io avevo la penna ma sai quanto sono disordinato, forse l'ho lasciata sul sedile polveroso del treno, vicino alla poesia che non ti ho ancora letto, quella scritta senza usare parole ma solo fotogrammi dei nostri incontri.
Forse un giorno me la leggerai dagli occhi permettendo al mondo di scomparire.
Questa vita è una canzone da cantare in due, ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole, però ho ancora l dita anche se non tutte funzionano bene, quindi facciamo così, io inizio a suonare,tu chiudi gli occhi e lascia che le note tocchino il fondale, perché quando succede ti senti scuotere dentro e le palpebre diventano lo schermo di un cinema all'aperto su cui incessantemente si susseguono quei fotogrammi di cui ti parlavo.
Continuerò ad arpeggiare sulla piega delle tue labbra che sorridono fino a quando con le prime luci dell'alba, ne sono sicuro,ti tornerà la voglia di cantare.
Ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole , cosi questa spiaggia ci accoglie nell'assordante silenzio dell attesa, mentre il vento distratto sfiora il mi cantino.
Hai un foglio bianco io avevo la penna ma sai quanto sono disordinato, forse l'ho lasciata sul sedile polveroso del treno, vicino alla poesia che non ti ho ancora letto, quella scritta senza usare parole ma solo fotogrammi dei nostri incontri.
Forse un giorno me la leggerai dagli occhi permettendo al mondo di scomparire.
Questa vita è una canzone da cantare in due, ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole, però ho ancora l dita anche se non tutte funzionano bene, quindi facciamo così, io inizio a suonare,tu chiudi gli occhi e lascia che le note tocchino il fondale, perché quando succede ti senti scuotere dentro e le palpebre diventano lo schermo di un cinema all'aperto su cui incessantemente si susseguono quei fotogrammi di cui ti parlavo.
Continuerò ad arpeggiare sulla piega delle tue labbra che sorridono fino a quando con le prime luci dell'alba, ne sono sicuro,ti tornerà la voglia di cantare.
Dolce fregiarsi di vento
nelle notti in caduta nel nome di un Dio
ai loro riguardi
adorano miti
tributo in quel sole di fango
Celebrano l'odissea
nelle macerie di loro
gaio e' il traguardo
nel bel gesto d 'autore
Rimane veleno ora...
quello che è stato violato
triste è l'inchino
tra comparse e fanfare
Resta ...
mio dolce Amore
nello spergiurare ogni odio
Settembre vive
negli astri che non hanno sipario
in ogni tua rosa
che di spine non vuole morire!
nello spergiurare ogni odio
Settembre vive
negli astri che non hanno sipario
in ogni tua rosa
che di spine non vuole morire!
E volere volare sopra l’imprescindibile
verdi velluti a distesa - implacabile bellezza -
plasmati da vorticosi venti
e giallo, così abbagliante da sopraffare
Sapresti dirmi se un girasole piange
quando la stella va a dormire?
Campagne impazzite di colori
verdi velluti a distesa - implacabile bellezza -
plasmati da vorticosi venti
e giallo, così abbagliante da sopraffare
Sapresti dirmi se un girasole piange
quando la stella va a dormire?
Campagne impazzite di colori
e un ondeggiare lieve accompagnava i baci
Nell'imbuto che versa il tempo
da un universo all'altro
io precipito scomposto
nel tronco di cono in basso
e tu stai
- perché di te vedo la luce -
precipitando dal tronco di cono dell'imbuto
in alto.
Ti ritroverò nell'altro, lucciola o sole,
cura della mia acluofobia.
Non sarà l'altro, diverso da questo, ma
quantomeno non causato da un big-bang scoppiato
tra le mani di non so chi.
Ti aspetto.
da un universo all'altro
io precipito scomposto
nel tronco di cono in basso
e tu stai
- perché di te vedo la luce -
precipitando dal tronco di cono dell'imbuto
in alto.
Ti ritroverò nell'altro, lucciola o sole,
cura della mia acluofobia.
Non sarà l'altro, diverso da questo, ma
quantomeno non causato da un big-bang scoppiato
tra le mani di non so chi.
Ti aspetto.
Cammino lentamente senza sosta
nel bosco dove vi regna silenzio,
volano delle foglie verdi assenzio
dal vento che alla quiete s'accosta,
d'incanto la calma del luogo si sposta,
mutando in pioggia priva di licenzio
e con i miei curiosi occhi evidenzio
la tristezza che gli è stata imposta. (Al Bosco)
nel bosco dove vi regna silenzio,
volano delle foglie verdi assenzio
dal vento che alla quiete s'accosta,
d'incanto la calma del luogo si sposta,
mutando in pioggia priva di licenzio
e con i miei curiosi occhi evidenzio
la tristezza che gli è stata imposta. (Al Bosco)
In realtà quando te ne vai me ne vado.
Me ne vado non appena giri l'angolo ed il mondo nascosto arrossisce sul tuo volto.
Oppure quando hai gli occhi dipinti di malinconia
ed io non so riportarti al presente.
Nell'istante in cui vedo che i panni cuciti
dalla vita sulla tua pelle diventano troppo stretti,
mettendo in pericolo il tuo sorriso
e quindi la mia felicità, me ne vado.
Anche io come te riporto l'anima tra le ciminiere delle fabbriche per posarlasui sacchetti dell'immondizia semiaperti,
levo le radici dalla terra lasciandole seccare sull'asfalto,
se sono accanto alle tue.
Perché non posso esser spirito fino a quando sarai carne e non potrò esser giorno fino a quando sarai notte.
Ho un deserto di silenzi tra le mani che sarà sorgente se tu sarai parola.
Se quando me ne andrò, tu verrai via con me.









