Servirebbe
  riprendere in mano il fuoco
avere nuovi giorni di febbre
 braccia convulse 
  lacrime senza freno .
Un nuovo abbaglio dell’anima
-pupille dilatate
-la vastità del petto
e forse- lo stomaco vuoto.
Servirebbe!
Servirebbe
una lunga stagione morente
e un caldo profondo
    per il fermento dei pensieri.
    Riconciliare- la primitiva educazione gotica
  con un nuovo Rinascimento -senza pari!


IL Quarto Stato: di Pellizza da Volpedo
L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, persone che camminano e spazio all'aperto
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Profilo Autore: Hera  

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Il sole era caldo
il verde manto del prato invitante
ci sedemmo, il mio sguardo triste
perso in un vuoto senza meta
Una dolce carezza posasti
sul mio viso, i tuoi occhi
davano voce al tuo cuore, mi avvicinai piano
posai un bacio leggero sulle tue labbra
La realtà sfumò tra le tue braccia,
il mio corpo cedette al calore
al desiderio da anni sopito,
ero donna come fosse la prima volta
Chiusi gli occhi, fu passione travolgente
tutto dimenticai sentivo solo il piacere
del tuo corpo sul mio, la tua dolcezza
nel farmi tua come un prezioso dono
mi riportò alla giovinezza ormai smarrita
Quando tutto finì, ti dissi “ora vai voglio star sola”
presa coscienza dell'atto avvenuto
la paura si impossessò di me
ti osservavo smarrito allontanarti adagio
La pelle strofinai come impazzita
vedevo gli occhi tuoi amore mio,
come avevo potuto
il mio corpo ho ceduto, tradirti così
il senso di colpa invase il cuore
Sentivo comunque una sensazione piacevole
ero ancora una donna, potevo ancora essere amata,
amare, che peccato mai ho fatto
mi addormentai presa dalla stanchezza
quando gli occhi riaprii il mio letto
mi avvolgeva morbido e caldo, un incubo oppure un sogno,
 serena che non fosse realtà ….
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Un istante, calore e poi freddo;
dolore e poi pace;
vita e poi morte.

Un istante per decidere
se smettere di soffrire e ricominciare;
un istante per premere il grilletto,
con la canna rivolta verso
il punto in cui nasce il dolore.

Un istante per disegnare sul terreno
una fra le più belle rose rosse,
mentre si è stesi sul suolo freddo
con gli arti che cominciano a intorpidirsi.

E aspettare che arrivi quella con la falce
oppure sua sorella con il nostro cuore in mano.

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Profilo Autore: Tommaso Alongi  

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Oh dolce rima, oh grandiosa passione

oh ghirigoro dello scrivere inutile

Vi amo



Si, perché nessun affabulare è all’altezza

del topo che gode

nessuno ha riprodotto le spalle affaccendate

e non è del tutto scontato che nel sesso

il rosso tramonti col blu



Oh mie gru, puntate il braccio alla luna

mettete in basso il biancore

come scorre sui ciottoli in riva

trovate il modo di nascondere

la meraviglia del mascara, la sofisticazione nelle guance

quel guardare insistente il passante

e cercare profitto in una siepe



Sia benedetto l’amore di sempre

non questo decadere impotente

di pianeta senza musica

nell’odore di cemento e impalcature fatiscenti



Ma non lo vedete?

Scorre il giorno banale

i bar si riempiono senza soluzioni accettabili

le vie se ne vanno per proprio conto

proclamando indipendenza dai palazzi



Soltanto un guizzo veloce è realmente eccitato

da una fogna all’altra accende la vita
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Profilo Autore: fintipa2  

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Non vorrei più visitare le pietre
per non calpestare i violini. Suonano
per anime, ghirlande e tutto il resto.

Dopo, l’aria del silenzio è la stessa

che viene a notte a coprirci- nessuno
chiamò indietro mio padre da radici di selci
né si attivò una linea segreta.
Quel fumo lento che ruba ciocche ai roseti
senza un sibilo, seguimmo
costernati di perdita.

Se almeno ora vedessi

gli incroci delle sue vie, dove svelto
va a cercare pane fresco per cena

ma è uscito lasciando le chiavi

e la porta getta altre spine
-un legno rinato per poco
appena a spezzarlo, il riposo.








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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Sbavano
lacerati
contusi


emo-dinamici
emo-statici
emo-rragici

Brulicano
presi nella rete
e s’intrecciano

Amori di Carta

così facili
veloci
infiammabili alternative
di restare copie

- incastrate nella stampante
 
gracchiante e rotta -
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Profilo Autore: sasha  

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Non è lo stesso il buio

sulle lapidi bianche 

del nero che torce la schiena dei vivi

come diverso è il sole 

che muove i colori dell'erba 

tra le crepe dei marmi.

Occhi aperti dal tempo

vigilano croci spuntate 

e l'olezzo dei fiori

inchinati alla terra

nel lamento dei morti.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Solerte viaggia la mente
Dentro una goccia di sogno
Trasporta pani lievitati e nocciole
A saziare la fame d'amore,
Che irrompe nel petto e chiude la gola.
Quasi fatta d'aria essa stessa,
Filtra tra pulviscolo e respiri.
S'insinua, toglie il fiato.
Pone mesti sorrisi
E pesante resta il cuore.
Non ancor doma di cercare
S'invola tra finestre socchiuse,
Poi si posa stanca su un cuscino,
Ad attendere la notte
Cesellata di stelle,
Per avere ancora sulla pelle
Il profumo di te.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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< Tuo per sempre >
Frecce e cuori
tatuati su cortecce
di grandi querce.
Da qualche parte
ci sono anch'io.
Ma non ricordo più
in quale bosco
ero principe azzurro
e in quale orco.
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Profilo Autore: francesco  

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E intreccio parole, verbi a complemento, rime

come arabeschi, suoni sincopati, fiabeschi

affreschi del reale, del nucleo in divieto di sosta

nel traffico del quotidiano. Per dirti cos’è l’amore

al tempo del tramonto, un segno nello spazio,

una porzione di cielo illuminata a giorno,

l’epicentro di ogni emozione, la regione

di ogni canto. E se come d’incanto ogni equazione

ha una soluzione e se vedo chiaro ogni contorno,

-le ombre insieme a barbagli, dono e dazio

agli angoli della tua figura- il petalo di un fiore,

la lente del talento, quei versi nella busta

abbinati ai confetti al pistacchio: siamo questi,

sensi come torce, lame di luce e gocce di sublime.

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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E poi c’è nel viso il tempo che deve,

ascoltando l’amato in clessidra di pianto,

risalire nell’occhio e buttarsi nel vento.

L’immenso Castagno dei Cento Cavalli

superò e vide avanti qual nuvola rena

sospesa nei caldi tramonti del Passo

diseguagliare nei venti il boato dei sorsi

che dal Mongibello suo apice perso

parlava al vapore di un sogno inumano e complesso.

La fila degli uomini incurvata sul Bove,

tra Musarra e Capra e le invitte Dagale,

se ne andò verso il Salto della Giumenta,

che tremante riposa come sanguine nuova.

Encelado all’istmo di lava accecava i passanti

e intorno al suo collo nel filo del perfido Crono

imbucava le teste come fossero palle di Urano...


…No Dante ti prego non lo faccio più te lo giuro Ahhh!!!


Mio fratello mi guardò come una macchina che non parte più
mentre mi stropicciavo gli occhi e risalivo lentamente sullo schienale del divano.
Prima che aprisse bocca per prendermi in giro gli spiegai: -Incubo fù-


Il Gran Premio e la digestione erano finiti,e per fortuna le nerbate di Dante Alighieri pure.
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Profilo Autore: Luciano  

Questo autore ha pubblicato 8 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un naufrago
sta per affogare,
solo in alto mare.
Non ha appigli
cui aggrapparsi
ma appare
un provvidenziale legno.
Chiissà di essere vivo son degno
penserà,
ma quel legno è maledetto.
perchè quando vuoi sopravvivere,
non guardi
se ciò a cui ti attacchi
è sano
o marcio.
Navigherai
sano e salvo
su un legno tarlato
dalla stoltezza degli uomini
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Barlami nella mia stanza
sono quelli del comodino
di una luce soffusa mentre guardo un film
Barlumi di una speranza
che non so cogliere troppo prigioniero
dei miei pensieri

Mi servirà una maschera o parleranno gli occhi
per quanto tempo ancora
arrabiato con me stesso
Troppo confuso stanco e teso
impaurito come non mai
a volte ti cercavo
ora non vorrei incontrarti più

Quanto mi abbatte questa solutidine
di una domenica tra me e me
davanti un mare di strade
che non so scegliere

Quanto mi spaventa  questa solitudine
ho perso un pò di forza e convinzione
Quanto mi spiazza  questa solitudine
l'ascolto dentro me non riesco a spengerla


Quanto mi merito questa solutidine
forse è giusto così
quasi un incubo senza uscita
che mi imbruttisce palesemente
e mi lascia lo sfogo di scrivere
in attesa che scenda la notte
e che mi consigli
dentro il cuore
mi prendo a botte
e un voce che mi dice " te lo meriti "
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Profilo Autore: simone corrieri  

Questo autore ha pubblicato 70 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
All'altezza sospirante
delle acacie: così finiva la poesia
con la maturità mia
delle mele astruse
 
suonare, come lungo le strade
la fisarmonica canuta non sa più fare -
se non quando fischiano gli antichi abeti

per diventare l'unica via
per lasciare il pianeta.





Risultati immagini per russian painters 1940
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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
C'è un silenzio argentato
sdraiato sui tetti
che sussurra a Novembre
parole sottili.

Sono piccole virgole nere
che tracciano il cielo e
si consegnano al tempo.

Ne origlio i rumori
mentre vanno .

Vanno e  raccolgono il vento

ed io passeggio dentro la nostalgia.






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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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