Aquila fiera dal volo maestoso,
Indomita sorvoli su noi,
Ti riempi di vento,
E nel tuo planare,
C'è il respiro del tempo,
E dei tuoi avi il ricordo.
Sulle rocce antiche
Forgiate dalla pioggia,
Deponi i tuoi artigli in attesa.
Nel tuo sguardo una fiamma riluce,
E il rostro ricurvo che incute,
Ti fanno più dura.
Incantesimo e magia
Ti sono sorelle.
Non hai limiti, lo spazio ti ricopre e ti assembla.
Ora..
Sospinta solo da penne e ossa fragili
Cancellando gravezze e gravità,
Nessuna folata dividerà il nostro volo.
Fianco a fianco,
Sarà aria e cielo, sarà libertà.
Indomita sorvoli su noi,
Ti riempi di vento,
E nel tuo planare,
C'è il respiro del tempo,
E dei tuoi avi il ricordo.
Sulle rocce antiche
Forgiate dalla pioggia,
Deponi i tuoi artigli in attesa.
Nel tuo sguardo una fiamma riluce,
E il rostro ricurvo che incute,
Ti fanno più dura.
Incantesimo e magia
Ti sono sorelle.
Non hai limiti, lo spazio ti ricopre e ti assembla.
Ora..
Sospinta solo da penne e ossa fragili
Cancellando gravezze e gravità,
Nessuna folata dividerà il nostro volo.
Fianco a fianco,
Sarà aria e cielo, sarà libertà.
4 commenti
… fossi nato da te
non dal tuo ventre
neppure dalle tue mani
o sotto le tue ciglia
ma dalla tua bocca…
avrei posseduto il mare
dalla tua lingua;
l’incanto della tua parola.
Mi sarei Intrattenuto
nel tuo recinto
dove nascono le correnti
per ascoltare l’oceano nell’aria;
camminare poi
sulle pareti in fiore
della tua bocca
e scavare un passaggio sotterraneo
e sbucare così nel tuo cuore.
Mai avrei assaporato
il contorcimento improvviso
della luce dei tuoi occhi.
Se fossi nato da te
non avrei lasciato a nessun altro
il sapore della tua pelle;
sarei divenuto
il dissidente sulle tue labbra,
il ribelle di mani non mie;
avrei reso un agguato a chiunque
avesse desiderato
attraversare il sentiero del tuo sguardo
Se fossi nato da te
tutto il mio amore
lo avresti trovato
nel lungo,
interminabile respiro mio
uscito da te.
non dal tuo ventre
neppure dalle tue mani
o sotto le tue ciglia
ma dalla tua bocca…
avrei posseduto il mare
dalla tua lingua;
l’incanto della tua parola.
Mi sarei Intrattenuto
nel tuo recinto
dove nascono le correnti
per ascoltare l’oceano nell’aria;
camminare poi
sulle pareti in fiore
della tua bocca
e scavare un passaggio sotterraneo
e sbucare così nel tuo cuore.
Mai avrei assaporato
il contorcimento improvviso
della luce dei tuoi occhi.
Se fossi nato da te
non avrei lasciato a nessun altro
il sapore della tua pelle;
sarei divenuto
il dissidente sulle tue labbra,
il ribelle di mani non mie;
avrei reso un agguato a chiunque
avesse desiderato
attraversare il sentiero del tuo sguardo
Se fossi nato da te
tutto il mio amore
lo avresti trovato
nel lungo,
interminabile respiro mio
uscito da te.
Tempi di marionette, i fili collegati al soffitto,
i pupi invece stanno al muro, in vendita
al miglior offerente. Chi alza il sinistro,
chi il destro e viceversa, tra un gesto e l’altro
non c’è più differenza, l’astinenza dalla libertà
è già nei libri di storia, la gloria della pestilenza
dura quanto un battito di ciglia, assomiglia
alla foglia morta che volteggia nell’aldilà.
E se è vero che infine un riscatto ci sarà,
che è nei geni dell’uomo farsi guglia
dopo aver sfiorato l’abisso, sarà resistenza
un’altra volta quando scopriremo la cecità
di chi scrive solo al presente. Il baratro
sfiorato sarà oscuro solo per il cuore maldestro:
vedi, vediamola così, siamo ancora in perdita,
ma ora lo sguardo può tornare diritto.
“Il riso abbonda sulla bocca degli stolti”
ed io stolta sono
e ne vado fiera
che mai si dica di me “donna seria”
con mano a sole unghie laccate
gelata di calli assenti
sorgente di freddo sfregare
Abbondano sorrisi tolti alla vita
Quella di tram
di bus ormai vuoti
di vite senza trama
di dolori ammazzati sotto a un ponte
e tu non moristi fuori
ed io stolta sono
e ne vado fiera
che mai si dica di me “donna seria”
con mano a sole unghie laccate
gelata di calli assenti
sorgente di freddo sfregare
Abbondano sorrisi tolti alla vita
Quella di tram
di bus ormai vuoti
di vite senza trama
di dolori ammazzati sotto a un ponte
e tu non moristi fuori
E tante lodi
alla pacifica vendetta del brachiosauro
il ponte d’ossa
sui turbamenti dell’evolvere.
Da quintessenza, muto
il citoplasma che s’espande:
non s’è negato l’atomo alla scienza,
così una macchia fragile
rivela che l’essenza
-d e s o s s i r i b o-
non è principio, ma un’accoglienza.
Raggiunto il bosco è il cielo il suo riparo
azzurro ancora intatto brilla vivo
quando il respiro fa tremare un faro
e il sale brucia il sonno del sollievo.
Sente il sicuro lui, la furia spenta
nel fumo nero al letto di metallo
nel sangue del fratello al cimitero
di Castelrosso, al prato del pastore.
Poi il nero-solo-nero come il cielo
e come i guanti stretti sul bastone.
Nebbia che cade - punta di un macigno -
la madre che gli tira giù il cappello.
Lontano inverno, la carezza cede
al vento e buio il bacio che ha strozzato.
azzurro ancora intatto brilla vivo
quando il respiro fa tremare un faro
e il sale brucia il sonno del sollievo.
Sente il sicuro lui, la furia spenta
nel fumo nero al letto di metallo
nel sangue del fratello al cimitero
di Castelrosso, al prato del pastore.
Poi il nero-solo-nero come il cielo
e come i guanti stretti sul bastone.
Nebbia che cade - punta di un macigno -
la madre che gli tira giù il cappello.
Lontano inverno, la carezza cede
al vento e buio il bacio che ha strozzato.
Sono aggregati fra loro gli organi interni e senza tende
e su su
su fino agli occhi spalancati,
gli alberi ingiallati, la parete verniciata della banca,
e oltre
oltre verso nord
dove so che si sono accumulati
rottami di ferro con assi disossate.
La notte vaga là un sogno oscuro
il forno andato in macerie
muove le sue erbe filate durante il giorno
pesa poco
poco di più
così qualche pezzo di ricambio
rotola dal sasso
o scivola in basso in un mezzo catino
dove la metrica si misura
a bracciate di cimice
e senza spera.
In un fuoco interiore
consumo i giorni ribelli
sulla lama calda di un rasoio
confondendo il sangue che sgorga
con la fiamma viva
- scuoto la vuota staticità-
e nulla in me è quiescente
se non l'apparenza
di una superficie liscia
ma l'incantesimo di calma piatta
si frattura nel maremoto sullo specchio
- la danza furiosa degli elementi ha inizio -
la pace seviziata annuncia sfide
e il mio cielo promette tempeste
mi fissa con occhi liquidi fatali
e cuore denso di nuvola
si abbatte su di me come mostro d'acqua
- e non esiste rifugio in nessun dove -
mentre inferni coagulano lava
nelle mie vene pulsanti
e il vento sputa la sua voce d'orco
per sostenere l'opera di distruzione
dei miei demoni volanti
- l'Apocalisse insorge nel fulmine-
bellicose urla di guerra
sul mio nudo campo di battaglia
cavalieri morenti le mie pallide difese,
il pianto salato della rabbia
cancro che divora le membra ferite
- e mi annienta il dubbio di non esistere -.
consumo i giorni ribelli
sulla lama calda di un rasoio
confondendo il sangue che sgorga
con la fiamma viva
- scuoto la vuota staticità-
e nulla in me è quiescente
se non l'apparenza
di una superficie liscia
ma l'incantesimo di calma piatta
si frattura nel maremoto sullo specchio
- la danza furiosa degli elementi ha inizio -
la pace seviziata annuncia sfide
e il mio cielo promette tempeste
mi fissa con occhi liquidi fatali
e cuore denso di nuvola
si abbatte su di me come mostro d'acqua
- e non esiste rifugio in nessun dove -
mentre inferni coagulano lava
nelle mie vene pulsanti
e il vento sputa la sua voce d'orco
per sostenere l'opera di distruzione
dei miei demoni volanti
- l'Apocalisse insorge nel fulmine-
bellicose urla di guerra
sul mio nudo campo di battaglia
cavalieri morenti le mie pallide difese,
il pianto salato della rabbia
cancro che divora le membra ferite
- e mi annienta il dubbio di non esistere -.
E ci sarò a seguirti
come fa l’eco con il vento,
ripetendo all’infinito il mio sentimento.
Ti cercherò in ogni istante, ...
desiderandoti in ogni momento,
perché tu sarai l’onda
che tiene vivo il mare.
Camminerò tra lo spazio del tempo,
altrimenti l’infinito resterà incompiuto,
fin quando non ti avrò trovata.
E non ci sarà alba o tramonto,
se non riuscirò ad alimentarmi del tuo calore,
perché nella notte sarai luna e di giorno il mio sole.
Mi lascerò illuminare dal nostro amore,
diversamente non vi sarebbe scampo
quando l’anima chiama,
se il cuore non risponde, muore..
come fa l’eco con il vento,
ripetendo all’infinito il mio sentimento.
Ti cercherò in ogni istante, ...
desiderandoti in ogni momento,
perché tu sarai l’onda
che tiene vivo il mare.
Camminerò tra lo spazio del tempo,
altrimenti l’infinito resterà incompiuto,
fin quando non ti avrò trovata.
E non ci sarà alba o tramonto,
se non riuscirò ad alimentarmi del tuo calore,
perché nella notte sarai luna e di giorno il mio sole.
Mi lascerò illuminare dal nostro amore,
diversamente non vi sarebbe scampo
quando l’anima chiama,
se il cuore non risponde, muore..
Oppure che vi dico:contiamo le finestre
e tutti gli uomini che piangono per un amore
e faremo sempre troppo presto per decidere di
sputtanare quei soliti giocolieri con le lacrime dentro
gli occhi e i pantaloni troppo stretti.
La cremina che t’ha fatto,il trucco che t’ha fatto,
il suo corpo è lontanissimo e non offende.
Il disprezzo scappa via con gli amici,
sorpassa il fiume e vomita,
le dita rosse di sangue buttate in gola
e la vodka che risale sul naso
fino a bruciare l’aria intorno.
L’umidità ti fa tremare,
la luce sfila tra i tagli delle case,
gli ultimi amanti ascoltano i rumori delle porte.
Lo sforzo di non toccarti la faccia per vedere se ora sei un uomo.
Ma poi piangi mentre Lui ti ascolta con il cappotto sopra il pigiama.
Qualcuno s’accosta ai muri mentre alcuni cambiano strada,
disteso parla col sangue ai cani che lo cercano e sospira
ancora d’amore irriconoscibile.
Ed è proprio perchè tutti ti conoscono che nessuno ti aiuta.
Ci vorrebbe proprio giusto uno che sia obbligato a farlo
con la sua bella divisa da poliziotto,vigile o becchino.
L’amore nasconde i vizi,
chiude gli occhi,
perdona gli amanti che non vogliono che si venga a sapere.
L’amore ti trascina sotto un muro dove non piove
e ti aspetta mentre muori con gli occhi aperti al padre del tuo assassino
che con una mano sulla bocca piange mormorando:
Non è successo niente.
e tutti gli uomini che piangono per un amore
e faremo sempre troppo presto per decidere di
sputtanare quei soliti giocolieri con le lacrime dentro
gli occhi e i pantaloni troppo stretti.
La cremina che t’ha fatto,il trucco che t’ha fatto,
il suo corpo è lontanissimo e non offende.
Il disprezzo scappa via con gli amici,
sorpassa il fiume e vomita,
le dita rosse di sangue buttate in gola
e la vodka che risale sul naso
fino a bruciare l’aria intorno.
L’umidità ti fa tremare,
la luce sfila tra i tagli delle case,
gli ultimi amanti ascoltano i rumori delle porte.
Lo sforzo di non toccarti la faccia per vedere se ora sei un uomo.
Ma poi piangi mentre Lui ti ascolta con il cappotto sopra il pigiama.
Qualcuno s’accosta ai muri mentre alcuni cambiano strada,
disteso parla col sangue ai cani che lo cercano e sospira
ancora d’amore irriconoscibile.
Ed è proprio perchè tutti ti conoscono che nessuno ti aiuta.
Ci vorrebbe proprio giusto uno che sia obbligato a farlo
con la sua bella divisa da poliziotto,vigile o becchino.
L’amore nasconde i vizi,
chiude gli occhi,
perdona gli amanti che non vogliono che si venga a sapere.
L’amore ti trascina sotto un muro dove non piove
e ti aspetta mentre muori con gli occhi aperti al padre del tuo assassino
che con una mano sulla bocca piange mormorando:
Non è successo niente.
Qualche riga traccia segni su di me,
Come matita distratta, tratteggia...
Cicatrici invisibili invece non hanno segnato.
Gli occhi luminosi vibrano come viva gioventù.
Sfuggente e libera questa età
Non mi appartiene,
Anche se sulle ossa c'è tutto il peso.
Ricordi senza più origini danzano
Lenti e poi vorticosi,
Ma non lasciano segni nemmeno loro.
Cambierò le mie stelle
Le renderò più luminose e belle,
A rischiarare la vita.
Fragile cammino che ancora mi attende..
Sono piena di ferite invisibili...
Domani,
Sarò goccia nel mare,
Il sale schiarira' la mia pelle,
Vivrò con il cuore tra le pieghe,
Non ascolterò gli anni..
Sarò foglia d'autunno.
Come matita distratta, tratteggia...
Cicatrici invisibili invece non hanno segnato.
Gli occhi luminosi vibrano come viva gioventù.
Sfuggente e libera questa età
Non mi appartiene,
Anche se sulle ossa c'è tutto il peso.
Ricordi senza più origini danzano
Lenti e poi vorticosi,
Ma non lasciano segni nemmeno loro.
Cambierò le mie stelle
Le renderò più luminose e belle,
A rischiarare la vita.
Fragile cammino che ancora mi attende..
Sono piena di ferite invisibili...
Domani,
Sarò goccia nel mare,
Il sale schiarira' la mia pelle,
Vivrò con il cuore tra le pieghe,
Non ascolterò gli anni..
Sarò foglia d'autunno.
Di tutto mi ritorna l'eco
ma non sempre
mi riporta il fatto.
Succede per esempio
che di un pianto
mi ritorni un riso
o di un canto un grido.
Adesso vado in cielo
e da lassù vedo
un fiore giallo; bello
bello e solo.
Un giorno mi ritornerà l'eco
anche di questo volo;
del fiore giallo intenso
bello eppure solo.
ma non sempre
mi riporta il fatto.
Succede per esempio
che di un pianto
mi ritorni un riso
o di un canto un grido.
Adesso vado in cielo
e da lassù vedo
un fiore giallo; bello
bello e solo.
Un giorno mi ritornerà l'eco
anche di questo volo;
del fiore giallo intenso
bello eppure solo.










