Guardo fuori,
il mondo corre,
corre in fretta.
Strade tappezzate
da macchine nervose.
Gente disabituata a sorridere.
Sguardi distratti e annoiati
tra la folla.
Non c'é tempo
per ascoltare,
non c'é tempo
per dare un po' di se stessi.
Si deve andare,
andare,
Ma dove?
Poche buone notizie
un vagone di storie brutte.
Meglio stare per conto proprio,
meglio vivere egoisticamente
la propria realtà,
senza dare niente.
La natura calpestata
come se non fosse
la nostra casa.
La gente criticata,
allontanata,
senza dare una possibilità.
Si giocava in strada con un pallone,
mentre i grandi guardavano,
sorseggiando un caffé.
Si mangiava un gelato,
seduti sopra un muretto.
Mi presta il sale?
Ora chi ha lo smartphone
piú costoso ha vinto.
chi ha il macchinone
é un grande.
Come rimpiango
i giochi creati con la fantasia.
Legge un libro
seduta sotto un albero.
No!
Bisogna andare!
il mondo corre,
corre in fretta.
Strade tappezzate
da macchine nervose.
Gente disabituata a sorridere.
Sguardi distratti e annoiati
tra la folla.
Non c'é tempo
per ascoltare,
non c'é tempo
per dare un po' di se stessi.
Si deve andare,
andare,
Ma dove?
Poche buone notizie
un vagone di storie brutte.
Meglio stare per conto proprio,
meglio vivere egoisticamente
la propria realtà,
senza dare niente.
La natura calpestata
come se non fosse
la nostra casa.
La gente criticata,
allontanata,
senza dare una possibilità.
Si giocava in strada con un pallone,
mentre i grandi guardavano,
sorseggiando un caffé.
Si mangiava un gelato,
seduti sopra un muretto.
Mi presta il sale?
Ora chi ha lo smartphone
piú costoso ha vinto.
chi ha il macchinone
é un grande.
Come rimpiango
i giochi creati con la fantasia.
Legge un libro
seduta sotto un albero.
No!
Bisogna andare!
andare!
Ma andare dove!
Ma andare dove!
5 commenti
Muta o donna
Non favellare
Trattieni parole che vorrebbero allagare,
Tracimare dagli argini
Del tuo sentimento profondo
E riportare a galla, il tuo Io,
La tua essenza .
Non buttare sulla piazza come sei,
Nessuno raccoglierà le tue carte
Sparse al vento,
E ne farà un vanto per sé,
Né le elevera' ad esempio di purezza,
Né le custodira' nel suo cuore.
Muta.
Non sciogliere i nodi
Che travolgono la tua bocca
E non chiedere nulla,
Né al cielo, né al mare,
Grande è il tuo cuore,
E a te può bastare.
Non favellare
Trattieni parole che vorrebbero allagare,
Tracimare dagli argini
Del tuo sentimento profondo
E riportare a galla, il tuo Io,
La tua essenza .
Non buttare sulla piazza come sei,
Nessuno raccoglierà le tue carte
Sparse al vento,
E ne farà un vanto per sé,
Né le elevera' ad esempio di purezza,
Né le custodira' nel suo cuore.
Muta.
Non sciogliere i nodi
Che travolgono la tua bocca
E non chiedere nulla,
Né al cielo, né al mare,
Grande è il tuo cuore,
E a te può bastare.
Il suo sguardo era spento, vuoto
Il suo viso era delineato dai contorni della sconfitta, dello sconforto
Della voglia di arrendersi…
Ma poi lassù qualcuno decise per lei
Decise che quello sguardo non poteva essere spento
Decise che quel sorriso non doveva rimanere nell’oblio
E in quel momento
In quel preciso momento
Lei guardò il Sole
Ed il sole diventò Luna
Decise di mettere da parte la sua luce vitale
Poiché si accorse che l’universo doveva essere irradiato da un altro bagliore
Più forte
Più dolce
Più sincero
Il suo…
Il suo viso era delineato dai contorni della sconfitta, dello sconforto
Della voglia di arrendersi…
Ma poi lassù qualcuno decise per lei
Decise che quello sguardo non poteva essere spento
Decise che quel sorriso non doveva rimanere nell’oblio
E in quel momento
In quel preciso momento
Lei guardò il Sole
Ed il sole diventò Luna
Decise di mettere da parte la sua luce vitale
Poiché si accorse che l’universo doveva essere irradiato da un altro bagliore
Più forte
Più dolce
Più sincero
Il suo…
Stringerle la mano
mi rimembra quando ero felice;
forse quando ero un neonato
e tutto andava bene,
perché con le mie mani esili
stringevo le sue.
Forse l'ultima volta
in cui sono stato veramente felice,
fu prima che mi strappassero dal suo seno;
quando ho dovuto imparare
a sopravvivere da solo.
Forse sono egoista,
ma sarebbe stato meglio
spegnersi per sempre,
sul suo grembo caldo
quando mi cullava.
mi rimembra quando ero felice;
forse quando ero un neonato
e tutto andava bene,
perché con le mie mani esili
stringevo le sue.
Forse l'ultima volta
in cui sono stato veramente felice,
fu prima che mi strappassero dal suo seno;
quando ho dovuto imparare
a sopravvivere da solo.
Forse sono egoista,
ma sarebbe stato meglio
spegnersi per sempre,
sul suo grembo caldo
quando mi cullava.
Dal diario di Riccardo il nipotino:
13 dicembre: Santa Lucia!...
20 dicembre: Saggio a scuola
21 dicembre: Fine del mondo.
22 dicembre: Pizzata nuoto.
23 dicembre: Prove lettura messa.
Segue nota maestra Maria:
Oggi Riccardo invece di studiare
faceva le capriole.
13 dicembre: Santa Lucia!...
20 dicembre: Saggio a scuola
21 dicembre: Fine del mondo.
22 dicembre: Pizzata nuoto.
23 dicembre: Prove lettura messa.
Segue nota maestra Maria:
Oggi Riccardo invece di studiare
faceva le capriole.
Cerco la quiete e trovo apatia
di quei pensieri gagliardi,
sogni che nell'animo son occulti,
son scrigno di titanica paura;
voglio scoprirmi come albero spoglio,
emancipare da questo buio ego,
volar dalla realtà senza nesso
sino a giungere nell'altro orizzonte.
Bivio mentale privo di segnali,
nel cuore giaciono aitanti ricordi
ne rammento qualsiasi frammento
mutando in turista di fiumi tersi
deṣìo nel dejavu di quei tempi
li',anche quelle amare delusioni,
sono custodite nel prisco tempio
dove vi è più oro di Re Mida.
Or che son barca sguarnita di remi
vagabondo in dei smarriti sentieri,
oscillo la tra fobia e il coraggio
e il dubbio divenuto timoniere.
Il vuoto regnante del mio spirito
simboleggia una tempesta di vento
di pietà digiunante,soffia forte
d'ostilità ricco,deriva dona
il rischio capitano del viaggio
l'insicurezza vi è una ospite
ed io,di loro so' battello,vedo
la mia meta distante un oceano.
di quei pensieri gagliardi,
sogni che nell'animo son occulti,
son scrigno di titanica paura;
voglio scoprirmi come albero spoglio,
emancipare da questo buio ego,
volar dalla realtà senza nesso
sino a giungere nell'altro orizzonte.
Bivio mentale privo di segnali,
nel cuore giaciono aitanti ricordi
ne rammento qualsiasi frammento
mutando in turista di fiumi tersi
deṣìo nel dejavu di quei tempi
li',anche quelle amare delusioni,
sono custodite nel prisco tempio
dove vi è più oro di Re Mida.
Or che son barca sguarnita di remi
vagabondo in dei smarriti sentieri,
oscillo la tra fobia e il coraggio
e il dubbio divenuto timoniere.
Il vuoto regnante del mio spirito
simboleggia una tempesta di vento
di pietà digiunante,soffia forte
d'ostilità ricco,deriva dona
il rischio capitano del viaggio
l'insicurezza vi è una ospite
ed io,di loro so' battello,vedo
la mia meta distante un oceano.
Guardo alla vita e annego nei miei pensieri,
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.
Della fertile natura morta
Arresto di linfa!
Ed involve il verde
giallo imponente al suo piegarsi.
L'agonia è opera esile dal tono serale
che stacca grappoli freschi
- acini biondi dal luccicore autunnale.
Nell’icona crudele che assicura la quiete
-si chiude l’estate
-si chiude l’estate
-e la resa cieca è fatale.
Grave si posa una paura notturna
nelle stanze rossastre
da gran focolare che brucia d'impegno
- e l'osmosi continua
fino all’ultimo stento.
Muore ogni frutto- ogni fiore
sono terra su terra- adesso
- e nuovo sapore.

sono terra su terra- adesso
- e nuovo sapore.

Quanta paura nel pensiero
Quando allo specchio
Rifletto il mio amore perduto .
Un pezzo è fuggito
E nello straordinario
Affacciarmi a metà
Al cielo , ritrovo
Un disegno sinuoso
Come l'ansa incava
Che la mancanza ha cesellato .
Spazio aperto a cucchiaio
Che in attesa d'accogliere
Nuovo cibo , si nutre
Del rosso vivido
Delle rose in giardino .
E tra il profumo dei fiori
E l'odore del vuoto ,
Come un equilibrista
Attingo al coraggio di vivere
Per rivederti ancora
In ogni mio passo .
Quando allo specchio
Rifletto il mio amore perduto .
Un pezzo è fuggito
E nello straordinario
Affacciarmi a metà
Al cielo , ritrovo
Un disegno sinuoso
Come l'ansa incava
Che la mancanza ha cesellato .
Spazio aperto a cucchiaio
Che in attesa d'accogliere
Nuovo cibo , si nutre
Del rosso vivido
Delle rose in giardino .
E tra il profumo dei fiori
E l'odore del vuoto ,
Come un equilibrista
Attingo al coraggio di vivere
Per rivederti ancora
In ogni mio passo .
No, non penso alla gelosia,
forse sono un folle, a crederti mia!
Io ci credo che tu sei mia!
Perché ti amo alla follia,
dolce donna mia.
Sai questo sentimento,
è nato dentro di me piano piano,
trovandomi senza accorgermi
a dirti ti amo.
La mia vita è nata per te,
anche quando non sapevo chi tu fossi,
ma ero consapevole che tu c’eri.
Donna, donna mia,
come posso pensare che tu non sia mia?
Quando insieme a te la mia vita,
diventa poesia.
No, non posso pensare che tu
te ne possa andare via,
lasciandomi credere che il nostro amore
sia solo una follia.
forse sono un folle, a crederti mia!
Io ci credo che tu sei mia!
Perché ti amo alla follia,
dolce donna mia.
Sai questo sentimento,
è nato dentro di me piano piano,
trovandomi senza accorgermi
a dirti ti amo.
La mia vita è nata per te,
anche quando non sapevo chi tu fossi,
ma ero consapevole che tu c’eri.
Donna, donna mia,
come posso pensare che tu non sia mia?
Quando insieme a te la mia vita,
diventa poesia.
No, non posso pensare che tu
te ne possa andare via,
lasciandomi credere che il nostro amore
sia solo una follia.
Milite di pace,
milite di speranza,
operatore di giustizia
lontano da ogni mattanza.
Mentre sull'umanità
è scesa la notte,
tu o soldato ,custodisci,
l'amore in una piccola lucerna.
Un sorriso
ti è dato in riconoscenza.
Ingratitudine e rancore
raccogli da chi combatte
per empio furore.
Vai milite
per la rocciosa montagna;
morirai per vivere in eterno,
osservando con giubilo
l'odio che inalbera
il vessillo di resa.
milite di speranza,
operatore di giustizia
lontano da ogni mattanza.
Mentre sull'umanità
è scesa la notte,
tu o soldato ,custodisci,
l'amore in una piccola lucerna.
Un sorriso
ti è dato in riconoscenza.
Ingratitudine e rancore
raccogli da chi combatte
per empio furore.
Vai milite
per la rocciosa montagna;
morirai per vivere in eterno,
osservando con giubilo
l'odio che inalbera
il vessillo di resa.
Quel fossato saltato
un'occhiata ...
era tutto ghiacciato
un brivido
da far fermare il sangue
vitreo nelle vene:
rimandato il transito.
Certo lo riconosco
d'esser stato miracolato
ma anche non il solo
a concesso privilegio
senza però restare mai
privilegiato ....
Ringrazio invece
d'altra chance gratificato
curando che più giusta
ora spesa ... venga resa
un'occhiata ...
era tutto ghiacciato
un brivido
da far fermare il sangue
vitreo nelle vene:
rimandato il transito.
Certo lo riconosco
d'esser stato miracolato
ma anche non il solo
a concesso privilegio
senza però restare mai
privilegiato ....
Ringrazio invece
d'altra chance gratificato
curando che più giusta
ora spesa ... venga resa
È facile incolpare il fato,
la bestia degli inferi, dio.
L'uomo stolto vuole dare il torto all'altro;
riuscirà mai a capire
che l'mondo gira per sua mano?!
Quale demone?
Il male è lui che decide di ferire le creature.
Gli imperatori non entrano
nelle faccende dell'uomo,
quindi smettete di mentirvi
e ammettete che avete deciso il male,
perché è dentro di voi.
la bestia degli inferi, dio.
L'uomo stolto vuole dare il torto all'altro;
riuscirà mai a capire
che l'mondo gira per sua mano?!
Quale demone?
Il male è lui che decide di ferire le creature.
Gli imperatori non entrano
nelle faccende dell'uomo,
quindi smettete di mentirvi
e ammettete che avete deciso il male,
perché è dentro di voi.

Stanotte
in questa nebbia
sospesa all’infinito
ho fra le labbra aridi sorrisi
e nello sguardo solchi di dolore
perché oltre il muro del silenzio
non scorgo il faro acceso
che indica la tanto attesa nave
ma sento disperatamente
il suo gioco di distanze.
Mi hai investita
di questa terra oscura
ed il cielo non è diverso…
mi nutrono
di gran tumulto interiore
tundre gelide e deserte
accompagnandomi
in questo angosciante e silente
scorrere delle ore
che abbattendomi, mi avviliscono
corrodendomi… amore mio!









