Se potessi rubarti, ti ruberei,
pur di averti in questa vita mia
un ladro diventerei.
Con te inseguirei tutti i sogni tuoi ...
per poi unirli ai miei.
Se tu sapessi quanto ti voglio,
in questi giorni che non ci sei,
grido al vento dove sei
e se può portarmi da te,
perché ora più che mai ti vorrei.
Se potessi per te il tempo fermerei
e a prenderti verrei
per donarti tutto quello che vorrai.
Se tu fossi qui,
la felicità spodesterebbe la solitudine da queste mura,
riportando di nuovo il sole,
quello della nostra unione.
Di più non chiederei
se non altro che te, vorrei.
pur di averti in questa vita mia
un ladro diventerei.
Con te inseguirei tutti i sogni tuoi ...
per poi unirli ai miei.
Se tu sapessi quanto ti voglio,
in questi giorni che non ci sei,
grido al vento dove sei
e se può portarmi da te,
perché ora più che mai ti vorrei.
Se potessi per te il tempo fermerei
e a prenderti verrei
per donarti tutto quello che vorrai.
Se tu fossi qui,
la felicità spodesterebbe la solitudine da queste mura,
riportando di nuovo il sole,
quello della nostra unione.
Di più non chiederei
se non altro che te, vorrei.
6 commenti
Cammina nell'autunno ancora acerba
mattina di bambini e di pacciame
attorno gonfie viscere – letame -
il male vomitato dentro serba.
Il marciapiede scotta di ferocia
il transito singhiozza nella buca
con la foga tatuata sulla nuca
indifferenza è carne che s’incrocia.
Adombra il vento un'oasi che acquieta
d’altare assente altrove - dolce grata -
e s’apre al soffio d’alberi la meta
come il grido di bile macinata.
Sul sangue della lama sparge seta
e un cordolo di tregua alla giornata.
mattina di bambini e di pacciame
attorno gonfie viscere – letame -
il male vomitato dentro serba.
Il marciapiede scotta di ferocia
il transito singhiozza nella buca
con la foga tatuata sulla nuca
indifferenza è carne che s’incrocia.
Adombra il vento un'oasi che acquieta
d’altare assente altrove - dolce grata -
e s’apre al soffio d’alberi la meta
come il grido di bile macinata.
Sul sangue della lama sparge seta
e un cordolo di tregua alla giornata.
Spuma di vino stillante
Scorre tra i tini di rovere
Profumo di mosto,
Violaceo nettare di chicchi.
La vendemmia è arrivata.
Alacri mani raccolgono
Tralci e grappoli pieni,
Sotto canti e risate
A raccolta sotto il sole d'ottobre
Si lavora.
Menti leggere e buon umore
Scorre come bevanda.
Crescono le ceste colme
E il raccolto và scemando
Tra le dita zuccherine e schiena rotta.
L'oro viola si tramuta a festa
Sotto l'aranciato della sera.
Scorre tra i tini di rovere
Profumo di mosto,
Violaceo nettare di chicchi.
La vendemmia è arrivata.
Alacri mani raccolgono
Tralci e grappoli pieni,
Sotto canti e risate
A raccolta sotto il sole d'ottobre
Si lavora.
Menti leggere e buon umore
Scorre come bevanda.
Crescono le ceste colme
E il raccolto và scemando
Tra le dita zuccherine e schiena rotta.
L'oro viola si tramuta a festa
Sotto l'aranciato della sera.
Spoglie
Sul reperto della terra
Simulacri.
Citazioni
Segni.
Lacerti contemporanei
Segni.
Lacerti contemporanei
Le Ombre
I Riflessi.
I fuochi ellittici.
Le intersezioni, le giustapposizioni
Le sovrapposizioni
Di catene di pensieri
Evaporati!
E i sensi?
Interrotti
Nei ritmi sincopati…
Deviati!
L’inconscio è stato dirottato
E ci sente soli, dislocati.
E ci sente soli, dislocati.
Si va di la' e di qua
Nell'aldilà
Ma l'aldilà dov'è?
L'aldilà di chi, di che?
Nell'aldilà
Ma l'aldilà dov'è?
L'aldilà di chi, di che?
Senza tetto né parola
Confusi,
Perseveriamo
Confusi,
Perseveriamo
In un effetto angusto
Che ha il nome della noia.

Rallento un poco il passo,
appena percepisco
il non rumore,
dei vostri gesti.
Sosto, sul gradino,
come indeciso.
E la porta, cigola ancora.
Qui, tutto parla di voi.
Anche la pallida luce
del vecchio lampadario
che, baluginando,
mi invita a spegnere
anche il tiepido sorriso,
apparso, dietro al ricordo.
... Clic!
Con quali versi
mi abbracci?
mi abbracci?
Pensieri come aquiloni
abitano le mie labbra.
Con quali versi
mi parli?
Con quali versi
mi parli?
Faccio appello al mio cuore
ma traspare un pianto
di rugiada.
Ti vivo
ma non mi appartieni
sai di ali
sai di vento.
Rimani un riflesso
nel tramonto
e una piccola
goccia di mare .

Foto Web
Calore, dolcezza, infantile baldanza,
diffuso tremore, sudore e fragranza,
umore celato,
pudore, esultanza di sensi.
Amore,
sapore di piacere, candore bruciato,
fine odore pungente,
faro lucente, velato, oscurato,
caro disordine, gusto raro,
galantuomo e baro;
pozione dolce e tisana amara.
Confusione di carne,
amalgama di dolore,
sdegno e rancore.
Dare e avere,
concedere senza avere
o avere senza cedere
Amiamoci di rumore assordante
tanto da non saper cosa farne,
come chi ci ha donato la vita,
come colei che davvero ci amò,
e s’immolò per noi
in questo tunnel senza uscita.
diffuso tremore, sudore e fragranza,
umore celato,
pudore, esultanza di sensi.
Amore,
sapore di piacere, candore bruciato,
fine odore pungente,
faro lucente, velato, oscurato,
caro disordine, gusto raro,
galantuomo e baro;
pozione dolce e tisana amara.
Confusione di carne,
amalgama di dolore,
sdegno e rancore.
Dare e avere,
concedere senza avere
o avere senza cedere
Amiamoci di rumore assordante
tanto da non saper cosa farne,
come chi ci ha donato la vita,
come colei che davvero ci amò,
e s’immolò per noi
in questo tunnel senza uscita.
Amami
sulle alture pietrose
senza alcuna remora
sui deserti senza miraggi
e nei campi inariditi
Amami
nelle vigne innevate
d’aprile, quando i fiori del pesco arrossiscono
E se la morte ancora
si presenta sulle onde del mare
amami, perché del tuo canto soave godrò
sugli eterni soffi dei venti che dolci
ma possenti di spinte
nella linea di fuga del tempo
- l’Amore smerigliano -
sulle alture pietrose
senza alcuna remora
sui deserti senza miraggi
e nei campi inariditi
Amami
nelle vigne innevate
d’aprile, quando i fiori del pesco arrossiscono
E se la morte ancora
si presenta sulle onde del mare
amami, perché del tuo canto soave godrò
sugli eterni soffi dei venti che dolci
ma possenti di spinte
nella linea di fuga del tempo
- l’Amore smerigliano -
Quante volte ci chiediamo
“Chi sono?”
“Chi sono?”
Socrate diceva “Conosci te stesso”
non solo corpo e anima,
ma coscienza viva, l'anima incarnata in noi
prendere consapevolezza di ciò che la vita dà,
proiezione di ciò che in noi succede
e la vita può cambiare
Per ritrovar se stessi inutile è
fare eremitaggio, chiudersi in monasteri
il quì ed ora è il segreto
il passato ed il futuro sono proiezioni
che pur esistendo creanno danno all'animo
La domanda dettata dall'ego
nega le risposte per rinfrancarci
non cercare nuovi luoghi, ma osservare con occhi nuovi
tanto da sopportare anche il dolore più grande
negando la schiavitù della mente
trovare la positività nel profondo di noi
L'Io più grande è uno solo e sempre sarà,
“Dio” onnipotente, conosce ognuno di noi
i nostri pensieri più intimi, i bisogni
come un padre che a dismisura ama i suoi figli,
asciuga le nostre lacrime se cadiamo
gioisce se siamo felici
Affidandoci a Lui sapremo sempre “chi siamo “ ...


Sapessi che per averti
mi perdo nei sogni,
di un desiderio,
con il quale mi catturi, costantemente,
l’anima e il cuore.
Per averti, sai,
spesso mi trovo a bere acqua
dal sapore dello zucchero e del sale,
come sa essere l’agrodolce dell’amore,
talune volte gioia, altre dolore.
Per averti, farei di tutto
andrei persino all’inferno o in paradiso,
forse chiedo troppo al destino,
pur d’avere un tuo sorriso,
che asciughi le mie lacrime dal viso.
Forse sarà follia pensarti
di averti mia,
solo perché ti scrivo una poesia,
se lo facessi alimenterei solo la mia fantasia,
essendomi innamorato di te,
vedendoti su di una fotografia.
mi perdo nei sogni,
di un desiderio,
con il quale mi catturi, costantemente,
l’anima e il cuore.
Per averti, sai,
spesso mi trovo a bere acqua
dal sapore dello zucchero e del sale,
come sa essere l’agrodolce dell’amore,
talune volte gioia, altre dolore.
Per averti, farei di tutto
andrei persino all’inferno o in paradiso,
forse chiedo troppo al destino,
pur d’avere un tuo sorriso,
che asciughi le mie lacrime dal viso.
Forse sarà follia pensarti
di averti mia,
solo perché ti scrivo una poesia,
se lo facessi alimenterei solo la mia fantasia,
essendomi innamorato di te,
vedendoti su di una fotografia.
Ero una sera
col mio pensare
sulla spiaggia quieta
di un grande mare.
Mi destò un bambino
con la sua mano
chiusa e levata
verso il mio pensiero.
Celava una conchiglia
piccola e comune.
Mi disse: - ascolta
c'è dentro il mare.
Se vuoi te la regalo! -
Conservo ancora
quel dono del bambino.
Forse potrò anch'io
un giorno ascoltare
da una conchiglia il mare.
col mio pensare
sulla spiaggia quieta
di un grande mare.
Mi destò un bambino
con la sua mano
chiusa e levata
verso il mio pensiero.
Celava una conchiglia
piccola e comune.
Mi disse: - ascolta
c'è dentro il mare.
Se vuoi te la regalo! -
Conservo ancora
quel dono del bambino.
Forse potrò anch'io
un giorno ascoltare
da una conchiglia il mare.
Fra il montante
e la portiera semiaperta
fila luce il pentagramma
del ragno
dall'alto del leccio,
in questo spiazzo deserto
quasi a impedirmi
di andare.
La solitudine
delle sue ore in attesa
con gli occhi sottovento
alla Bud Spencer
ma adesso: dove si è nascosto?
fa il timido?
Muoiono piantaggini
nei buchi
del vecchio marciapiede
e, qui accanto,
la scarpa di un bambino
sarà il loro placebo,
un pallone volante
oltre un cancello
di periferia.
e la portiera semiaperta
fila luce il pentagramma
del ragno
dall'alto del leccio,
in questo spiazzo deserto
quasi a impedirmi
di andare.
La solitudine
delle sue ore in attesa
con gli occhi sottovento
alla Bud Spencer
ma adesso: dove si è nascosto?
fa il timido?
Muoiono piantaggini
nei buchi
del vecchio marciapiede
e, qui accanto,
la scarpa di un bambino
sarà il loro placebo,
un pallone volante
oltre un cancello
di periferia.

Sugli scogli del passato,
sospeso nel vuoto di quei brevi discorsi,
osservo le onde dei ricordi, dei rimorsi...
Sbiaditi dal tempo inesorabile,
li osservo danzare, seri, muti, senza parlare.
Li penso e li cerco, li vedo e li odio;
la mia mente li accoglie sotto mentite spoglie.
Mi siedo al centro in segno di arresa,
guardo nell'acqua la mia immagine riflessa
e senza alcuna difesa,
la mia anima si fonde tra solitudine e pretesa...
Rapito dall'amarezza d'un ieri ch'è perduto
in piena assenza di ciò che è accaduto
tra volti e voci che non vedo e sento più,
tra scene ed emozioni che non rivivrò mai più.











