ed il pino mugo disse
-via di qua
che non sono al tuo gregge-
Che dolore il distacco dagli arcaici deliri
Ed è un pino
ora un sasso
che mi scagliano in veste un passato
quello cieco
coi ventri accesi
le mani quasi stanche ad aderire al tuo
Serpeggiano voci -ora beffe-
sfilano il corpo mani -di lince-
e la greppia d'amanti disciolti ai numeri
è culla d'ossa vissute
strette
specchio a fatiche in odor di zagara
-via di qua
che non sono al tuo gregge-
Che dolore il distacco dagli arcaici deliri
Ed è un pino
ora un sasso
che mi scagliano in veste un passato
quello cieco
coi ventri accesi
le mani quasi stanche ad aderire al tuo
Serpeggiano voci -ora beffe-
sfilano il corpo mani -di lince-
e la greppia d'amanti disciolti ai numeri
è culla d'ossa vissute
strette
specchio a fatiche in odor di zagara
6 commenti
I vent'anni son morsi dati al vento,
sono una lite senza poste in gioco;
Vent'anni e su una mano poggia il mento:
forse un cielo per gli occhi è troppo poco.
I vent'anni son valigie semivuote
e son viaggi che non badano ai grigiori.
I vent'anni sono il rosso delle gote:
assorte in labirinti di ghirigori.
I vent'anni son soltanto una nave
che salpa i porti delle notti incerte.
Ti sia concesso d'aver perso la chiave:
tutte le porte, tanto, sono ancora aperte.
sono una lite senza poste in gioco;
Vent'anni e su una mano poggia il mento:
forse un cielo per gli occhi è troppo poco.
I vent'anni son valigie semivuote
e son viaggi che non badano ai grigiori.
I vent'anni sono il rosso delle gote:
assorte in labirinti di ghirigori.
I vent'anni son soltanto una nave
che salpa i porti delle notti incerte.
Ti sia concesso d'aver perso la chiave:
tutte le porte, tanto, sono ancora aperte.
Questa notte sapresti indicarmi
la via per l’infinito,
dove l’anima vive il tempo di una lacrima,
o di un sorriso.
Tenebre che avvolgete tutto il cosmo,
lasciando risplendere iridescenti stelle,
che come lucciole,
illuminano minuscole porzioni di cielo,
nelle notti buie.
Anima astrale e immortale,
che ai fili dell’ignoto destino sei collegata
e a noi ignari mortali, nulla vuoi insegnare,
lasciando a noi acquisire l’esperienza,
per maturare il nostro cuore terreno.
Da questa vita non porteremo via niente,
solo l’esperienza ci è data da immagazzinare,
per accrescere un cuore che impari ad amare
e nell’anima poi, si vada a riversare.
la via per l’infinito,
dove l’anima vive il tempo di una lacrima,
o di un sorriso.
Tenebre che avvolgete tutto il cosmo,
lasciando risplendere iridescenti stelle,
che come lucciole,
illuminano minuscole porzioni di cielo,
nelle notti buie.
Anima astrale e immortale,
che ai fili dell’ignoto destino sei collegata
e a noi ignari mortali, nulla vuoi insegnare,
lasciando a noi acquisire l’esperienza,
per maturare il nostro cuore terreno.
Da questa vita non porteremo via niente,
solo l’esperienza ci è data da immagazzinare,
per accrescere un cuore che impari ad amare
e nell’anima poi, si vada a riversare.
Nell'amaro dei giorni
sopravvive una certezza
e spicca il volo quel pensiero!
A raggiungere azzurrate strade.
Liberandosi dal buio
che con strisce tali a corde
incatenanti anime al silenzio
ognor governa i paurosi di ogni dove.
Dall'alto, ora tutto è chiaro.
Spazia lo sguardo nell'infinito
e non scorge giacigli
dove possa riposare un Dio.
sopravvive una certezza
e spicca il volo quel pensiero!
A raggiungere azzurrate strade.
Liberandosi dal buio
che con strisce tali a corde
incatenanti anime al silenzio
ognor governa i paurosi di ogni dove.
Dall'alto, ora tutto è chiaro.
Spazia lo sguardo nell'infinito
e non scorge giacigli
dove possa riposare un Dio.
Quante parole e fiato, si sprecano per insultare o per umiliare.
Il linguaggio è nato per lodare e amare, usiamolo correttamente.
Ecco , io vorrei catturare l' intero alfabeto per tramutare la rabbia in calma.
L' odio in amore, l' offesa in gentilezza, non sono l' unica a pensare queste cose.
Tutti noi, dobbiamo impegnarci a lavorare, su noi stessi , sicuramente si vive meglio.
Cari amici, questo è il mio modesto pensiero per usare l' alfabeto in un effetto più bello .
Io ci provo, funziona mi fermo a pensare prima di parlare.

E un giorno volerò via
da una terra insanguinata
dal sapore crudo di morte
baratterò l'ultimo sogno
con piume di luce
lasciando un corpo freddo
e mani di pietra
si apriranno spiragli azzurri
tra le nubi scure all'orizzonte
e nelle fessure illuminate
la carezza di dita sottili di sole,
mi scioglierò in essenza di farfalla
sulle ali eteriche del vento
perdendomi in un divino sorriso
da una terra insanguinata
dal sapore crudo di morte
baratterò l'ultimo sogno
con piume di luce
lasciando un corpo freddo
e mani di pietra
si apriranno spiragli azzurri
tra le nubi scure all'orizzonte
e nelle fessure illuminate
la carezza di dita sottili di sole,
mi scioglierò in essenza di farfalla
sulle ali eteriche del vento
perdendomi in un divino sorriso
Occhi o collo oro situati alti
le zampe ardesia che poi vanno
fino al nero nella gallina
come dire il tardo pomeriggio e
poi la vita,
poi la sera -
poi la sera -
scrivimi di betulle adorate
nel loro colore naturale
quando sono senza più le loro cappe
e senza quelle dei matti
a girare attorno al piolo -
scrivimi, write, love,
dimmi che il mondo è ancora silenzio d'ombra
e la maceria le fasce del granturco.
Il sussurro carezzevole che giunge dall’azzurra distesa
smuove i fluidi sanguigni che evaporano in echi d’aria pura
placando affanni ed ire
in quiete e in tempesta
rendendo sinuoso il tuo momentaneo esistere
e donandoti preziosi secondi d’immortalità.
Colpisce forte la pioggia
allo scemar della sera
mentre, una stilla chimera
audace, nella mente viaggia.
Lucignolo si logora
all’ardor di fioca fiamma,
che, a luminar sta
il trainar di frivoli pensieri.
Ci nutre di veleno, il sole
rigirando ogni sorriso
egli saggio e di tempo intriso
s’adagia tra le mensole.
Ti sento.
Ti vedo.
So dove tu sei in ogni istante della tua misera vita.
Ti vedo con gli occhi dei demoni
sull'acque dai legni di vela,
chiuso nei tini colmi del mar.
Ascolto le tue tempeste,
di te mi giunge il fetido alito di carogna.
T'osservo volare su ali sciolte
mentre la tua rabbia consuma finte piume.
T'osservo nei tramonti delle storie,
nelle lagune degli avi
nelle virtuosità del male.
Uomo inetto
che del putrido sei signore.
Mille e mille fiammelle ti trafiggeranno.
Seguirò il tuo respiro sino ai roghi dell'aldilà
godrò del bruciare tuo sul fuoco della perdizione.
Brinderò.
Oh sì brinderò quando morrai
e spargerò le tue ceneri sugli oceani
che esse tornino a casa,
fra gli abissi perduti.
Sarò vento e uragano che il nome tuo cancellerà dal ricordo.
Oh infausto Uomo.
Ti vedo.
So dove tu sei in ogni istante della tua misera vita.
Ti vedo con gli occhi dei demoni
sull'acque dai legni di vela,
chiuso nei tini colmi del mar.
Ascolto le tue tempeste,
di te mi giunge il fetido alito di carogna.
T'osservo volare su ali sciolte
mentre la tua rabbia consuma finte piume.
T'osservo nei tramonti delle storie,
nelle lagune degli avi
nelle virtuosità del male.
Uomo inetto
che del putrido sei signore.
Mille e mille fiammelle ti trafiggeranno.
Seguirò il tuo respiro sino ai roghi dell'aldilà
godrò del bruciare tuo sul fuoco della perdizione.
Brinderò.
Oh sì brinderò quando morrai
e spargerò le tue ceneri sugli oceani
che esse tornino a casa,
fra gli abissi perduti.
Sarò vento e uragano che il nome tuo cancellerà dal ricordo.
Oh infausto Uomo.
Mi riappacifico
accanto ad un filo d’erba
dove solo il vento accarezza
i battiti .
Mi riappacifico
accanto ad un filo d'erba
dove quel poco che vola
respira poesia .
Un canto d'ali !
All'unisono equinozi
arcobaleni e
rossi di foglie.

Foto Web
accanto ad un filo d’erba
dove solo il vento accarezza
i battiti .
Mi riappacifico
accanto ad un filo d'erba
dove quel poco che vola
respira poesia .
Un canto d'ali !
All'unisono equinozi
arcobaleni e
rossi di foglie.

Foto Web
E mi chiedo
Se ho pianto abbastanza
Se ho capito che tu non tornerai .
E questo vento d'autunno
E le foglie che cadono
Sono il messaggio di resa
Che ,con naturale bellezza ,
A terra si schierano
Per divenire letti
In cui i pensieri dell'inverno
Diverranno .
E il cielo si rischiara
E irrompe in me
Quell'acqua che ti costudisce
Così che ,fertile ,
Il mio cuore
Nel gelo diverrà .
Se ho pianto abbastanza
Se ho capito che tu non tornerai .
E questo vento d'autunno
E le foglie che cadono
Sono il messaggio di resa
Che ,con naturale bellezza ,
A terra si schierano
Per divenire letti
In cui i pensieri dell'inverno
Diverranno .
E il cielo si rischiara
E irrompe in me
Quell'acqua che ti costudisce
Così che ,fertile ,
Il mio cuore
Nel gelo diverrà .
Nemmeno un fiore sa il suo destino
Anche se né ha la percezione
Che lenta verrà la sua fine.
Ma del presente vive la bellezza, la perfezione.
Così io vivo, circondata da ali
Che mi solleticano il sorriso
Mi vibrano alla pace.
Non sono più capace
a reclinare il capo .
In me aspiro sole, in me risiede
Mi completa
E sotto questo cielo d'autunno
Che vuole scolorire
Io rifulgo di luce.
Ascolto la tua voce
E mi riempie come cibo che sazia.
Emano calore..
Circondata da profumo d'amore
Che quasi posso toccare.
Tra le dita farlo restare.
Come fiore delicato e non ancora sbocciato.
Anche se né ha la percezione
Che lenta verrà la sua fine.
Ma del presente vive la bellezza, la perfezione.
Così io vivo, circondata da ali
Che mi solleticano il sorriso
Mi vibrano alla pace.
Non sono più capace
a reclinare il capo .
In me aspiro sole, in me risiede
Mi completa
E sotto questo cielo d'autunno
Che vuole scolorire
Io rifulgo di luce.
Ascolto la tua voce
E mi riempie come cibo che sazia.
Emano calore..
Circondata da profumo d'amore
Che quasi posso toccare.
Tra le dita farlo restare.
Come fiore delicato e non ancora sbocciato.













