Impassibile mi rassegno
all'esodo
determinato dal desiderio,
desiderio di sopravvivere
un giorno ancora
nella terra libera
che mi asseconda malauguratamente.
Spalanca il mare
le fauci d'un pozzo
senza fondo,
l'orizzonte accoglie il mio destino
clandestino nella terra
di nessuno,
ambasciatore di sofferenza
stringo nel cuore
il mio rancore,
aggrappato alla speranza
vivo la vita che mi resta.
Sognatore senza memoria
calpestato
dalla dignita' di chi si indigna
ingiustamente,
giustamente
prendo il largo
con altri cento
disperati assalitori
del diritto a vivere.
Se sopravvivro' vivro'felice.
all'esodo
determinato dal desiderio,
desiderio di sopravvivere
un giorno ancora
nella terra libera
che mi asseconda malauguratamente.
Spalanca il mare
le fauci d'un pozzo
senza fondo,
l'orizzonte accoglie il mio destino
clandestino nella terra
di nessuno,
ambasciatore di sofferenza
stringo nel cuore
il mio rancore,
aggrappato alla speranza
vivo la vita che mi resta.
Sognatore senza memoria
calpestato
dalla dignita' di chi si indigna
ingiustamente,
giustamente
prendo il largo
con altri cento
disperati assalitori
del diritto a vivere.
Se sopravvivro' vivro'felice.
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Il Poema
Canto il poema dell'amor e dell'essenza caduca.
Dell'essere che nel vagar dell'animo suo
segue il moto degli astri celesti,
a non tradir mai l'infinita forza che tutto muove.
REMINESCENZA.
Guardiano delle stelle
conduci l'anima mia per mano
tra quello che fu e il tempo che sarà.
VISIONI
Venne un caldo torrido
ed esso regalò alle notti
visionarie danze di lucenti astri.
Venne ad ascoltare i lamenti
di statue di ghiaccio che
si sciolsero al sorgere del sole.
Venne a incontrare giovani passioni
e ingenui sogni nel nascere del sentimento.
Bussò alla porta d'un immaginario
amore.
Dormì al canto delle lucciole,
si spense in un solo giorno lasciando
in pegno una scia incantata di ricordi.
SOGNI
“Sognai ancora orchidee nere
racchiuse in anfore d'argento.
Osservai mille altre volte
svanir le tentazioni
che i tuoi occhi suscitarono in me.
Sognai nella solitaria notte,
sognai d'una stirpe d' eroi.
Sognai il nome d'una mano
che scagliò nelle viscere dei vasi
di terracotta i resti di filamentose ragnatele.
Sognai il calore d'una carezza,
sprigionato da parvenze imprigionate in esili burattini.
Nell'etere ricoperto di aghi spezzati
trovai un pozza d' acqua riempita da menzogne.
Vissi un giorno,
perso per sempre in un diario blu.
Vissi e mi persi in un anfiteatro dove
rappresentavano la vita.
Sognai ancora,
in un lungo attimo della pioggia che calpestò
le briciole del tuo cuore.
Sognai luoghi incendiati dal fuoco,
sprigionato da matite impolverate.
Sognai immagini,
inventate dalla tragedia
di maschere dipinte dal sangue,
imbrattate dagli stolti.
Sognai un'irreale esistenza,
dove il tuo amore oscillava
appeso ai rami della speranza”
ASTRI
Tutto si concesse al vuoto andare
del moto degli astri.
Il buio d'una stanza racchiuse i ricordi,
mentre le note d'un assurdo dolore
trafissero quel poco di vita che rimaneva.
Un piccolo fiore visse dentro un sogno,
l'azzurro d'una rosa attraversò il fiume rosso
delle lacrime e si fermò ad ascoltare stralci di poesie.
Se le rocce avessero il colore dei sentimenti
si bagnerebbero di fine pazzia.
Le onde dei mari che mille volte bagnarono i volti
si sciolsero al cospetto di versi perduti per sempre.
Vidi l'acqua d'un ruscello tornare indietro.
Vidi i sassi sorridere alla tristezza che
il tempo disegnò sui cuori.
Vidi pensieri manovrare i nostri fili a piacimento.
Vidi gli occhi gettati in terra come pezzi di carta.
Infinite arcane orchidee dal misterioso senso
volarono nello spirito,
concessero la forza per rompere le statue scolpite dall'ipocrisia,
di chi si divertì a sfregiare i sentimenti,
di chi forgiò con la cera inutili
monumenti all'idiozia quotidiana.
RICORDI
“Quando il velluto che ricoprì
bambole di latta perse il colore,
quando tutto questo rimase solo
un lontano ricordo.
Quando, sepolte negli spenti sguardi delle conchiglie,
ascoltai le lacrime delle lucciole che
dormivano sui fondali della morte,
nell'eterna perdizione dei tuoi occhi,
trovai il coraggio di rincorrere ancora una volta
i giardini delle nostre paure...”
VERITA'
E in essi mi persi nuovamente a cercar la verità dell'essere.
A cercar ragione nuova che l'animo inducesse in migliori
pensieri.
Volsi di nuovo lo sguardo indietro come un uomo
che al contrario va nell'inseguire l'anima sua.
SGUARDI
“Strano,
cosa?
Si perse nel tempo lo sguardo.
Furono ricordi.
Anni trascorsi in un attimo.
In un attimo trascorsero tutti gli anni vissuti.
Passò l'esistenza, visse non sapendo di vivere.
Bussai alle porte dell'universo.
Alcun fato mi rispose.
Una voce poi sussurrò che quello non era il mio posto.
Strano fu il sentimento,
strana la vita.
Fiumi di passioni m'osservarono immobili
senza ch'io mai me ne rendessi conto.
Eppure loro erano li da sempre.
Percorsi strade,
viottoli.
Percorsi il tuo sorriso,
rubai il tuo volto
e nelle vicende mie furono ricordi imbevuti
dalle lacrime tue.
Granelli di sabbia soffiati via dal vento.
Aspettai appoggiato a un muro.
Aspettai cosa, non so.
Aspettai che tornassero a me quegli occhi
di cristallo che amavo tanto”
DIAMANTI
Cuor mio, che alzasti gli occhi sul futuro,
socchiudendoli sul tempo lontano,
cantami la parodia della vita.
Se pur una ne esiste ancora.
Or che gli eroi son morti,
or che conservar il ricordo
più non lenisce le pene.
Vorrei conservar frasi come uno splendente
diamante, ma la consuetudine della
vicinanza sua offuscherebbe l'esistenza stessa.
Cantami allora di ciò che sarà,
dimmi sincero guardiano delle mie stelle
dov'è il giardino delle orchidee nere
ch'io ancor cerco.
Canto il poema dell'amor e dell'essenza caduca.
Dell'essere che nel vagar dell'animo suo
segue il moto degli astri celesti,
a non tradir mai l'infinita forza che tutto muove.
REMINESCENZA.
Guardiano delle stelle
conduci l'anima mia per mano
tra quello che fu e il tempo che sarà.
VISIONI
Venne un caldo torrido
ed esso regalò alle notti
visionarie danze di lucenti astri.
Venne ad ascoltare i lamenti
di statue di ghiaccio che
si sciolsero al sorgere del sole.
Venne a incontrare giovani passioni
e ingenui sogni nel nascere del sentimento.
Bussò alla porta d'un immaginario
amore.
Dormì al canto delle lucciole,
si spense in un solo giorno lasciando
in pegno una scia incantata di ricordi.
SOGNI
“Sognai ancora orchidee nere
racchiuse in anfore d'argento.
Osservai mille altre volte
svanir le tentazioni
che i tuoi occhi suscitarono in me.
Sognai nella solitaria notte,
sognai d'una stirpe d' eroi.
Sognai il nome d'una mano
che scagliò nelle viscere dei vasi
di terracotta i resti di filamentose ragnatele.
Sognai il calore d'una carezza,
sprigionato da parvenze imprigionate in esili burattini.
Nell'etere ricoperto di aghi spezzati
trovai un pozza d' acqua riempita da menzogne.
Vissi un giorno,
perso per sempre in un diario blu.
Vissi e mi persi in un anfiteatro dove
rappresentavano la vita.
Sognai ancora,
in un lungo attimo della pioggia che calpestò
le briciole del tuo cuore.
Sognai luoghi incendiati dal fuoco,
sprigionato da matite impolverate.
Sognai immagini,
inventate dalla tragedia
di maschere dipinte dal sangue,
imbrattate dagli stolti.
Sognai un'irreale esistenza,
dove il tuo amore oscillava
appeso ai rami della speranza”
ASTRI
Tutto si concesse al vuoto andare
del moto degli astri.
Il buio d'una stanza racchiuse i ricordi,
mentre le note d'un assurdo dolore
trafissero quel poco di vita che rimaneva.
Un piccolo fiore visse dentro un sogno,
l'azzurro d'una rosa attraversò il fiume rosso
delle lacrime e si fermò ad ascoltare stralci di poesie.
Se le rocce avessero il colore dei sentimenti
si bagnerebbero di fine pazzia.
Le onde dei mari che mille volte bagnarono i volti
si sciolsero al cospetto di versi perduti per sempre.
Vidi l'acqua d'un ruscello tornare indietro.
Vidi i sassi sorridere alla tristezza che
il tempo disegnò sui cuori.
Vidi pensieri manovrare i nostri fili a piacimento.
Vidi gli occhi gettati in terra come pezzi di carta.
Infinite arcane orchidee dal misterioso senso
volarono nello spirito,
concessero la forza per rompere le statue scolpite dall'ipocrisia,
di chi si divertì a sfregiare i sentimenti,
di chi forgiò con la cera inutili
monumenti all'idiozia quotidiana.
RICORDI
“Quando il velluto che ricoprì
bambole di latta perse il colore,
quando tutto questo rimase solo
un lontano ricordo.
Quando, sepolte negli spenti sguardi delle conchiglie,
ascoltai le lacrime delle lucciole che
dormivano sui fondali della morte,
nell'eterna perdizione dei tuoi occhi,
trovai il coraggio di rincorrere ancora una volta
i giardini delle nostre paure...”
VERITA'
E in essi mi persi nuovamente a cercar la verità dell'essere.
A cercar ragione nuova che l'animo inducesse in migliori
pensieri.
Volsi di nuovo lo sguardo indietro come un uomo
che al contrario va nell'inseguire l'anima sua.
SGUARDI
“Strano,
cosa?
Si perse nel tempo lo sguardo.
Furono ricordi.
Anni trascorsi in un attimo.
In un attimo trascorsero tutti gli anni vissuti.
Passò l'esistenza, visse non sapendo di vivere.
Bussai alle porte dell'universo.
Alcun fato mi rispose.
Una voce poi sussurrò che quello non era il mio posto.
Strano fu il sentimento,
strana la vita.
Fiumi di passioni m'osservarono immobili
senza ch'io mai me ne rendessi conto.
Eppure loro erano li da sempre.
Percorsi strade,
viottoli.
Percorsi il tuo sorriso,
rubai il tuo volto
e nelle vicende mie furono ricordi imbevuti
dalle lacrime tue.
Granelli di sabbia soffiati via dal vento.
Aspettai appoggiato a un muro.
Aspettai cosa, non so.
Aspettai che tornassero a me quegli occhi
di cristallo che amavo tanto”
DIAMANTI
Cuor mio, che alzasti gli occhi sul futuro,
socchiudendoli sul tempo lontano,
cantami la parodia della vita.
Se pur una ne esiste ancora.
Or che gli eroi son morti,
or che conservar il ricordo
più non lenisce le pene.
Vorrei conservar frasi come uno splendente
diamante, ma la consuetudine della
vicinanza sua offuscherebbe l'esistenza stessa.
Cantami allora di ciò che sarà,
dimmi sincero guardiano delle mie stelle
dov'è il giardino delle orchidee nere
ch'io ancor cerco.
Se pur mi nascondessi
sulla montagna più alta della terra
o nel più profondo mare
non potrei mai non pensarti
mi raggiungerebbe ovunque
il pensiero di te che sei parte di me
il nostro destino deciso da sempre
Se pur mi trasformassi in statua di sale
disubbideresti anche Dio ... resteresti con me
Impossibile lasciarsi alle spalle
anche in frammento grande come un granello di sabbbia
ciò che tu eri per me perchè eri tutto acnhe di più
Quanto forte ti voglio ….
nelle notti buie quando il silenzio si fa eterno
quando chiamo il tuo nome
non vi è risposta ma sento la tua presenza
Non mi basta, non ancora … non più
Vorrei maledire questa vita che ha rubato l'anima tua
lasciando tra le mie braccia il tuo corpo esanime
ed una miriade di ricordi quanto sono le stelle in cielo
Quante parole rimaste nel vento
nei tuoi ultimi mesi di vita
ci amavamo con gli occhi, con un sorriso
forse avrei poturo fare ancora di più per te
per questo fortissimamente ti vorrei ancora
Uomo, rispetta la tua donna, la donna degli altri
e tutte le donne che incontri, perchè da una donna sei nato.
Una meravigliosa mamma ti ha dato nutrimento
prima ancora che tu nascessi, spartendo con te il suo cibo.
Una donna, per un lungo periodo di tempo ha avuto dentro di se
due cuori e un pezzetto lo ha consegnato a te, affinchè tu lo facessi crescere colmo di gioia e non di odio.
Una donna ti ha dato i suoi amorevoli occhi per permetterti di guardarti intorno e di capire e aiutare chi ha bisogno di te: non fingere di non vedere.
Una donna ti ha disegnato la bocca per farti baciare, ridere, scherzare: non usare le tue labbra per mordere.
Una donna ti ha fornito di mani per farti accarezzare: non adoperarle per colpire.
Una donna ti ha dato i piedi per permetterti di arrivare in cima ai tuoi
ambiziosi progetti: non adoperarli per calpestare.
Una donna ti ha dato le orecchie per farti ascoltare i pianti e le urla di chi ha bisogno del tuo aiuto: non assecondare chi urla e ti impreca contro.
Uomo rispetta la tua donna e accetta i suoi i preziosi regali: perchè se lei non ti avesse dato i suoi occhi, il suo cuore, i suoi piedi, tu non guarderesti, non ameresti, non andresti da nessuna parte e non saresti mai nato...
e tutte le donne che incontri, perchè da una donna sei nato.
Una meravigliosa mamma ti ha dato nutrimento
prima ancora che tu nascessi, spartendo con te il suo cibo.
Una donna, per un lungo periodo di tempo ha avuto dentro di se
due cuori e un pezzetto lo ha consegnato a te, affinchè tu lo facessi crescere colmo di gioia e non di odio.
Una donna ti ha dato i suoi amorevoli occhi per permetterti di guardarti intorno e di capire e aiutare chi ha bisogno di te: non fingere di non vedere.
Una donna ti ha disegnato la bocca per farti baciare, ridere, scherzare: non usare le tue labbra per mordere.
Una donna ti ha fornito di mani per farti accarezzare: non adoperarle per colpire.
Una donna ti ha dato i piedi per permetterti di arrivare in cima ai tuoi
ambiziosi progetti: non adoperarli per calpestare.
Una donna ti ha dato le orecchie per farti ascoltare i pianti e le urla di chi ha bisogno del tuo aiuto: non assecondare chi urla e ti impreca contro.
Uomo rispetta la tua donna e accetta i suoi i preziosi regali: perchè se lei non ti avesse dato i suoi occhi, il suo cuore, i suoi piedi, tu non guarderesti, non ameresti, non andresti da nessuna parte e non saresti mai nato...
Amori consumati contro i muri,
tra l’indifferenza della gente,
versan lacrime
che diventano schiave della mente,...
le catturano con le mani,
per poi gettarle tristemente
in fronte al domani.
Una vita con poco vissuto,
un conflitto mai sconfitto
di tante cose mai dette,
ma soffocate nella grida di dolore,
segreti nascosti per paura
di soffrire per un no
che non vorresti mai sentirti dire,
il nostro amore sta per finire.
Sogni cancellati su di un cielo
che sembra diventare sempre più nero,
un errore infinito
quello di non credere in te stesso
perché sulle labbra resti solo
il sapore del sesso.
Un amore però sa sempre crescere,
anche tra le ansie e il batticuore,
fatto di stupide gelosie
che alimentano scontri,
dove urli un’infinità di bugie.
Ma alla fine incontrerai quell’amore
che ti mette con le spalle al muro
e ti bacerai tra l’indifferenza della gente,
vivendo la tua vita con l’amore
maturato dentro il cuore
e non quello perseverato dalla mente.
tra l’indifferenza della gente,
versan lacrime
che diventano schiave della mente,...
le catturano con le mani,
per poi gettarle tristemente
in fronte al domani.
Una vita con poco vissuto,
un conflitto mai sconfitto
di tante cose mai dette,
ma soffocate nella grida di dolore,
segreti nascosti per paura
di soffrire per un no
che non vorresti mai sentirti dire,
il nostro amore sta per finire.
Sogni cancellati su di un cielo
che sembra diventare sempre più nero,
un errore infinito
quello di non credere in te stesso
perché sulle labbra resti solo
il sapore del sesso.
Un amore però sa sempre crescere,
anche tra le ansie e il batticuore,
fatto di stupide gelosie
che alimentano scontri,
dove urli un’infinità di bugie.
Ma alla fine incontrerai quell’amore
che ti mette con le spalle al muro
e ti bacerai tra l’indifferenza della gente,
vivendo la tua vita con l’amore
maturato dentro il cuore
e non quello perseverato dalla mente.
Riflessi sul muro di un raggio di sole
Strappa giochi di luce
Nel mattino solitario
Mi ritrovo da sola.
Quasi immersa nel nulla
Di una via senza sbocchi, senza tocchi
A decidere della vita da respirare
Circondata da moltitudini di persone
Affrettate nel passo
Perse dietro ad un suono, io chi sono?
Solo un anima piccola
Ma che ha tanto da dire
Sollevata da un sorriso
Che s'accende come riso.
Vaga il mio sguardo e si riempie di sole
Vaga...
Sa' che ancora c'è amore.
Strappa giochi di luce
Nel mattino solitario
Mi ritrovo da sola.
Quasi immersa nel nulla
Di una via senza sbocchi, senza tocchi
A decidere della vita da respirare
Circondata da moltitudini di persone
Affrettate nel passo
Perse dietro ad un suono, io chi sono?
Solo un anima piccola
Ma che ha tanto da dire
Sollevata da un sorriso
Che s'accende come riso.
Vaga il mio sguardo e si riempie di sole
Vaga...
Sa' che ancora c'è amore.
Avevo da bambino
un grande amico.
Abitava in un castello
dentro lo specchio
di un armadio vecchio
con Capitan Uncino
Paperino e Nembo Kid.
Un giorno mi fu detto
da qualcuno per dispetto
che l'amico nello specchio
ero io stesso riflesso.
Di allora ricordo ancora
lo stupore immenso
il dispiacere muto
e l'amico nello specchio
che con me da quel momento
non fu più lo stesso.
un grande amico.
Abitava in un castello
dentro lo specchio
di un armadio vecchio
con Capitan Uncino
Paperino e Nembo Kid.
Un giorno mi fu detto
da qualcuno per dispetto
che l'amico nello specchio
ero io stesso riflesso.
Di allora ricordo ancora
lo stupore immenso
il dispiacere muto
e l'amico nello specchio
che con me da quel momento
non fu più lo stesso.
Baciata dai mille soli
stretta tra oceani schiavi
a lambire coste
di vita o di morte
abbaglio di sabbie rosse
di fiumi e di fango
inquieti destini
di catene e di canti
galleggiavano i tristi legni
"Bolla Dum Diversas"
"Veritas Ipsa, Sublimis Deus"
"Uomini neri, uomini veri".
Hanno rigato volti insanguinati
e non sono ancora asciutte
quelle lacrime
aperte e infette le ferite
e tempo di eroi
dimenticati
L'AFRICA...A DIO.
stretta tra oceani schiavi
a lambire coste
di vita o di morte
abbaglio di sabbie rosse
di fiumi e di fango
inquieti destini
di catene e di canti
galleggiavano i tristi legni
"Bolla Dum Diversas"
"Veritas Ipsa, Sublimis Deus"
"Uomini neri, uomini veri".
Hanno rigato volti insanguinati
e non sono ancora asciutte
quelle lacrime
aperte e infette le ferite
e tempo di eroi
dimenticati
L'AFRICA...A DIO.
Nelle contrapposizioni d’aria
un sentire obliquo
-come asse d’anima inchiodata;
la tua forma abbozzata!
Nella passeggiata opaca
-separata
- e già lontana,
un' indiscreta aria
- troppo indolente
- troppo indolente
- di tonalità dell’ocra nel sorriso
-si!
d’autunno già appassito.
d’autunno già appassito.
S’ insinua- ricercata-
come una non felicità
come una tristezza vana
come malinconia che vuol strafare.
come malinconia che vuol strafare.
Cosa dirvi
del cuore quando duole?
Ormai sa rimanere
-solo-
e spensieratamente indifferente!

e spensieratamente indifferente!

Poesia è un alito di vento
che spira dall'animo
verso il firmamento,
quando incontra una stella
essa si espande:
davanti alla Bellezza
tutta si confonde.
È solo materia eterea
che cerca sensibil aurea
in cui spiegar le vele
per non dissolversi
in un effimero ricordo...
che spira dall'animo
verso il firmamento,
quando incontra una stella
essa si espande:
davanti alla Bellezza
tutta si confonde.
È solo materia eterea
che cerca sensibil aurea
in cui spiegar le vele
per non dissolversi
in un effimero ricordo...
Io scrivo.. quello che scrivo.
Semplicemente scrivo
con la mente.
Prendo foglio e penna,
finisce l' inchiostro
e allora scrivo
con l' evidenziatore.
Mi piace la simpatia
come una patatina fritta.
Che sia rustica, papricata,
salata come una frittata,
( o insalata)
sono gaggosa e mielosa,
o frizzosa come na ferrarelle.
Rido con gli occhi,
zeligo queste parole.
Come un quiz,
invento riga dopo riga,
mangiando i rigatoni.
Aggiungo sugo de buitoni,
preparando i maglioni.
Sta arrivando il freddo
e pe scaldarmi
devo sciarparmi,
assieme ad una bella maglia a v,
pronta per il party!
Semplicemente scrivo
con la mente.
Prendo foglio e penna,
finisce l' inchiostro
e allora scrivo
con l' evidenziatore.
Mi piace la simpatia
come una patatina fritta.
Che sia rustica, papricata,
salata come una frittata,
( o insalata)
sono gaggosa e mielosa,
o frizzosa come na ferrarelle.
Rido con gli occhi,
zeligo queste parole.
Come un quiz,
invento riga dopo riga,
mangiando i rigatoni.
Aggiungo sugo de buitoni,
preparando i maglioni.
Sta arrivando il freddo
e pe scaldarmi
devo sciarparmi,
assieme ad una bella maglia a v,
pronta per il party!
Ho di te
il fumo di una nuvoletta,
stretta e quasi retta,
fra le nocche
delle dita.
Ho di te
bocca
come lacca,
di nulla
alle mie labbra.
Aspiro e,
alla tua fonte,
ho di te
il sapore di niente.
Odio te,
il tuo evaporare
lentamente.
Oh Regina tra le concupite!
C'è uno
che ritorna al Passato
dal Presente
ogni qualvolta
scrolli cenere
-e Venere-
dalla mente.
il fumo di una nuvoletta,
stretta e quasi retta,
fra le nocche
delle dita.
Ho di te
bocca
come lacca,
di nulla
alle mie labbra.
Aspiro e,
alla tua fonte,
ho di te
il sapore di niente.
Odio te,
il tuo evaporare
lentamente.
Oh Regina tra le concupite!
C'è uno
che ritorna al Passato
dal Presente
ogni qualvolta
scrolli cenere
-e Venere-
dalla mente.
Ode.
Posa da peregrino moto
oh Poeta 'l passo tuo,
d'eterno sonno
fe lacrimar monno.
Freddo tumulo or ti copre.
Non più fur chiare acque
che pel scriver tuo non s'intinge vita.
V'è d'intorno silente vociare
e L'Aura giammai più appare.
Giace in viridi campi
alma sin desiati lampi.
Volge 'l guardo indove finestra perpetra
trovanno bianca e solinga petra
e 'sì pioggia discenne
bagnando pendii ch'al cor s'apprende.
Versi custodisce
sentiero d'alberi e minuti arbusti
in umettosi toni d'un ciel che brunisce.
Passo spirito rimira
è malferma imago giace in spira.
Vestigia fue di vetusta dimora
e pianne colui sanza in loco ora.
Pensieri se n' vanno
lentuli e grevi a ghermir affanno
Oh Poeta scrivi ciò a cui non v'è diniego,
fa' aurora per me che te priego.
Tra l'alte fronne inchiostro non dura.
In pura beltade trasforma poetare,
pria che omo smetta d'amare
nel venir repente d'una giusta cura.
I colli.
“Un laghetto placido se ne sta ai piedi
dei Colli, nell'Eugano rifugio, che fu patria tua senile.
S'aggrappa sul monte la via,
in curve strette che all'arco del vecchio borgo conducono.
S'apre innanzi una rupestre chiesa.
Rocce scure la sorreggono ed essa ti guarda
ancor stupita di cotanta grazia.
Su vanno i viottoli, spensierati nelle siepi,
fin quando alla vista compare l'antica tua dimora.
Quanti passi avranno mosso le tue stanche membra
pria del meritato riposo.
Quanti pensieri in te nel lasciar a noi cotanta grazia”
L'animo.
“Lacrimò l'animo e
parve scesero stille a confondesse
con tenue pioggia, sull'erba scivolando pei scoscesi sentieri,
nell'osservare la tua ultima composizione,
profonda come la morte
che oramai accanto a te siede,
oh Grande Petrarca”.












