Adesso lascio
le margherite al prato.
Il dilemma svelato
profuma di muschio
bagnato e nascosto.
Non tollero più
lingue strappate
tubolosi spogliati
gialli indecenti
peduncoli buttati.
Amo il blu dei Bluebells
con i rossi del bosco.

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Profilo Autore: francesco  

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Morde la paura
il senno spezzato,
perduta e' ormai
la ragione,
trascorrono giorni
eterni
come vite maledette
nel putrido
fetore dei miei resti.
Sono uomo
divenuto bestia
nell'intima
vergogna violata,
nell'eccesso
di speranza
noi cento
periremo
vittime di un Dio minore,
colpevoli viaggiatori
senza nome, senza volto.
Piangono i disperati
assediati dal panico,
le lacrime
gonfiamo il mare
si sgretola
lentamente la bagnarola
destinata all'abisso
scuro,
il silenzio assordante,
le luci
nel riflesso delle stelle,
voci, motori e uomini
come noi.
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Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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Sfoglio foglie
tramontate,
nel letargo intirizzite.
Nude,
 nel traguardo dirompente
  del pigmento rosseggiante.
  E’ una vaga insensatezza,
   quasi una lentezza malaticcia
che le moltiplica per mille,
poi le getta.
Si prostrano …
non è un inchino
   sulla terra calva e già in declino;
 le sfoglio,
 foglie sfumate
come chi ha perso tutto,
   anche le verità tanto sognate.
 Le Sfoglio,
 foglie d’amaranto,
 e in giro i loro grigi e i loro neri
 senza sforzo, creano incanto,
fino alla solitudine e i suoi umori,
fino ad accasciarsi tra i tremori.
  Fino allo sbadiglio delle nuvole
a disciogliersi...
a disseccarsi!

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Profilo Autore: Hera  

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Nella nebbiosa coltre di fumo

intravidi un volto di ragazzo

alterato e allucinato  che danzava.

Danzava, cantava e sghignazzava

brandendo qualcosa che baluginava.

Osservai incuriosito e spaventato

quel giovane saltellante e quell’arma

che sempre più al mio volto s’avvicinava.

Mi chiesi cosa ci facessi in quel luogo.

Compresi che il destino m’aveva preso per mano

Affinché la porgessi a quel giovane strano.

Mi ripresi in un baleno e

in quel trambusto lo osservai serio.

Afferrai la sua mano e l’avvicinai al cuore.

“Se hai coraggio prendi pure il mio

ma… Qua dentro c’è tanto amore

potrei versarne un poco nel tuo

sarebbe sprecato infierire cotanto dolore.”

Avvenne qualcosa d’inaspettato:

gettò l’arma e singhiozzando m’ abbracciò.

Da quel giorno il ragazzo mai più fumò.

Quella roba stava rovinando il suo destino

pietosa era  giunta la mano del Divino.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Immersa in un vociare di suoni
Voci...
Sollevata da piccole parole
Vivo..
In un mondo affollato e perso,
Perso in gesti senza cuore
Frenetico andante, senza amare.
Falsi poveri, venditori di sogni
Alla Corte del sultano,
Ladri e furfanti fatevi avanti.
In cerca, ma non convinti 
Di saper dove andare.
Sono strane le vostre gesta.
Baraccone di commercianti
Sotto falso nome.
Formiche prodighe
Ma senza costrutto, vendo tutto
I miei averi..
Voglio solo tornare a ieri.
Dove l'anima era pura
Sotto un cielo che scolora.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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E t'amo

Nel ruscello dall'acque chete

nei sorrisi d'ore liete.

T'amo nelle labbra stese al vento

che d'amor ancor sento.

Lascia le tue orme stese

abbracciami nelle frolle distese.

Oh amor che alla luce brilli

e fiera il riflesso mostri...

Oh... ohhhhhh!

Lascia quell'ascia che brandi tosta

non vorrai mica tranciarmi a bella posta.

Io scherzavo, no che fai...

la mano mi serve no dai.

Ahhhhhhhhhhhhh!

T'amai con una man sola

che l'altra in terra or vola

ma t'amai come non mai.

No ti prego sii pietosa

su dai l'attrezzo in terra posa.

Noooooo, l'altra mano nooooooo!

Ahhhhhhhhhhhhhhh!

T'amai monco

ma t'amai con tutto il tronco.

No per favore abbi pietà

lasciami stare quel piede là.

Ahhhhhhhhhhhhh!

T'amai senza pria arto destro, poi sinistro e monco.

T'amai tosto uomo tronco e senza piede

ma t'amai come un uomo che in terra siede.

No, no cosa fai amore mio

lascia il piede destro

non posso camminar così maldestro.

Ahhhhhhhhhhhhhh!

Monco, tronco e dei piedi amputato

t'amai in cor immacolato.

Ti prego ora,

non ho più scampo

no, non tirar giù la cerniera lampo,

noooooooooooooo!

Ahhhhhhhhhhhhh!

T'amai monco, tronco e amputato,

e pur di colpo evirato.

“Mo dimme amor mio ora co che cazzo te amo?”
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Fu il tappeto rialzato

nel foyer del teatro

a farci cadere.

Restammo scomposti

per qualche secondo

e fu lì che rividi quel lampo

che avevi negli occhi

quando ragazzi cademmo

tra il mare e la sabbia

braccati dalle  teste di morto.

Ma dove non mi sovvenne.

Fosti tu a sussurrarmi

un poco prima che i cigni

del lago prendessero il volo:

- a Forte dei Marmi... -

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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Per lunghe ore seguo
ghirigori degli occhi
fluidi pensanti
girano pagine, vagheggiano
di mappe antiche e nuove.
Sovviene lo scorrere di un treno
il bel fischio sull’erba.

Dov’è che andate
mentre sembrate a parlottare
ognuno questa lingua?

Prima che si voltassero
l’ho visto
avido e tenero il cipiglio
su porte audaci
“vorrei provare a dire e a fare
a sciogliermi dall’ordine”.

E poi, anche le foglie
avvolte al vento
fuori dai dedali a conoscere
l’altra metà del viaggio.


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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e ci sei autunno

fra le purpuree vigne

di braccia al cielo tese

-semi di gioie erranti-




e splenda in te l'oblio

un manto a farti veste

e gioia nel pigiar di te l'immenso ed oltre




e l'otre in me risacca

rosee labbra in chiusa

e voli

e venti

graffi

soffitti di te e di rose




Raccontami la vita di chicchi dolci e austeri

e chetami le onde che fan dell'alma un'alga

-che già son canto in foglia-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Game over, gioco terminato

finito, passato così come il tempo

del nostro amore.

Se mai ci sia stato un tempo

Il tempo di un nostro possibile amore.

Game over, love over ,

giorni svaniti, sbiaditi,

in una nullità di parole, MAI dette.

Gioco di frasi scontate

La spesa da fare, la cena, il lavoro.

Scene da un video games obsoleto

di una vita vissuta in un tempo sbagliato.

Game over, è tempo di decidere ,

clicca su arresta, seleziona chiudi,

sei offline.

E’ tempo di vivere.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Stretti i rimorsi
l'angoscia colma il vuoto,
profumo di vita
inonda l'inconscio
inconsapevole del pericolo,
vengo in pace,
vengo a voi fratelli,
fuggo dall'amara consolazione
di lasciare una guerra,
di trovare accoglienza.

L'assordante silenzio
nella notte scura,
viaggio nell'ombra
scomoda
d'un angusto pertugio
nascosto a gli occhi
di chi non vuol vedere.
Predico silenzioso
la mia verita',
foglia morta,
debole,
straziato dalla fame,
mi aggrappo alla preghiera
insieme a i miei fratelli,
simili e diversi
ma come me, come te,
come voi
esseri umani.
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Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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Pagliuzze di baci,

aquiloni sul mar del ricordo,

terrazza è il mio petto

di nuvole e dardi,

ala d’un tramonto

che fu grano del respiro,

meridiano d’anima,

sinossi del mattino.

 

Come apostrofo di sale

m’addiziono ai tuoi occhi

in un cieco maestrale d’astri

e stringo questo cielo senza nome,

carezzo un temporale di margherite

in questa assonanza di vento e dolore.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Che palle! La terra gira sempre allo stesso modo

e le stagioni si inseguono senza tregua

Il tempo non mi regala un attimo

e io devo inseguirlo sempre con il fiato corto



Che palle! E tutto grigio e non mi posso tuffate

in un dipinto  e diventare arcobaleno

C’è solo rumore ed io non posso

ascoltare il silenzio della musica



Che palle! Qua è già tutto scritto ed io

non posso attraversare l’infinito

Devo stare tutto il giorno sull’attenti

quando vorrei danzare sulle ali del vento



Non posso bere dalle tue parole

Non posso mangiare dalle tue labbra



Entro in un bagno pubblico e leggo sul muro: “scemo chi legge”

E’ vero, forse sono solo una scema!
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Profilo Autore: Barbara  

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Notte bianca, di terrore disperso tra le vie
Con negli occhi il fumo delle sigarette
Fumate e bevute dall’ultimo demone di turno.
Fra le mani un cencio di parole stanche
E ombre di smorfie alle spalle. Nell’intimo
Di una rondine ferita, tu eri la mia gota
Fiorita da mille dei tuoi baci. E parole
Non dette nel timore di troppo dire,
Soffocavano i nostri stessi pensieri.
Ed erano i tuoi occhi di lutto, blu
Nel mimetico del viso, a incoraggiare
A vivere sul selciato come un galoppo
Di emozioni e lamenti. Se spenti
Fossero quei lumi mi perderei nel pozzo
Della luce dei fanali diafani, a rincorrere
Un ricordo di materia al sapore
Delle labbra tue di rosa. Spine, verdi
E rigide, si conficcano nel cuore
Ogni volta che mi guardi e non parli.
Nell’attimo, in cui un ponte di nubi
Oscurava i nostri stessi cammini, la tua mano
Apparve più bianca e un sapore di miele
Frusciò tra le labbra, puro desiderio.
E io non cantavo più, contavo ancora
Le margherite spente dal lutto della primavera.
Ed era un sospingersi al di là del monte niveo-
Nube in espansione- ad accalorare il viaggio
Verso le ceneri del mare in tempesta.
Sirene dai lunghi capelli avvinghiavano
Le nostre membra e i loro canti
Canti di antichi nomadi.
Nel sogno, correndo sul fil di ferro
Della passione, colpì lo zoccolo duro
Del mio essere animale, e un goccio
Tondo come di vetro scheggiò
Le mie mani arse da febbre. Oltre
Il baratro della finestra un gufo, nero
Scuro nell’intimo, gracchiò una frase scarna
E brividi di gelso fiorirono nella carne.
Sentendo me stesso perdersi tra viole di parto,
Mi attaccai a un violino e ne percossi una corda,
Un sol diesis colpì il mio occhio e l’oscurità della notte
Rapì i miei pensieri.
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Profilo Autore: Gianluca Martalò  

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Vaghi nel nulla
nel tremore della gente
tra i passanti vivi
guardandoti senza esser
rumorosa. Tu, protagonista
di colei che ami
doni serenità a chi condivide 
con te questa quiete che assorbe
l'essenziale della vita
senza mai esporsi tanto
Si copre del necessario
e si ciba di aria pulita
che non inquina, mentre
contempla la natura
dalle sue forme sgargianti
ove si nascondono autentiche risorse
naturali animate dalle belle stagioni
che restano impresse per il loro stupendo
significato, in quelle anime bisognose
di sentir, un soffio leggero
rinfrescato dalla neve
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Profilo Autore: poesie profonde  

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