raccolta nei pensieri,
allungata sul suolo,
tu, malinconica ombra
solevi nel mattino
tenermi compagnia
e nostalgicamente
non osavi parlare
di quel seguirmi sempre.
Muta e silenziosa eri,
lungo le ore del giorno
a seguire il cammino
un passo dopo l’altro.
Ma poi, quando finirà
il tempo mio mortale
vedrò l’ombra svanire
tra le nubi del cielo
per mai più ritornare!
Ho pelato patate a palate e
parato palle a"pelota"ma
pulendo una pipa in opale,
impilata su un'elica a pale,
ho potuto potare poponi
al di sotto di un ponte a piloni.
Non potendo spolpare una pera,
ho spellato una suola di para,
tutta piena di porri di Piera
tra una pila di polli da fiera.
Alla fine, togliendo ogni orpello,
ho spostato il processo in appello
del fratello gemello di Otello
per il furto di un vecchio cammello.
Che bello!
Sonetto minimo, rime in schema abba abba cdc dcd.
Il passo è stanco,
corto il respiro
mentre qui giro:
mi duole il fianco.
Salgo ed arranco
con capogiro,
all’ombra miro,
l’albero affianco.
Il panorama
non è ristoro
degno di brama.
Civette in coro
con voce grama
danno il sonoro.
28/05/2025
una melodia di nostalgia
si leva verso il cielo
intona l'inno della vita
e del tormento
Il pianto della cicala
smarrito in strade mai prese
un gemito di passione
che si sperde
in un singhiozzo di libertà
senza paura o catene
Limerick, endecasillabi canonici a maiore e settenari rimati in schema AAbbA.
Li vedo sempre verdi di speranza
ma è daltonismo che sul cuore danza…
sfumano nella notte
e il buio se li inghiotte,
dimentico il colore in lontananza.
25/08/2025
onda bianca e spumosa
che, violenta, aggredisce
costa a picco brumosa!
L'energia che sviluppa
tutta in me si rapprende:
il mio corpo avviluppa,
la mia anima prende.
Liberato ho il mio grido
su nell'aria gioiosa
al mio cielo l'affido,
rende vita briosa!
mi fai fremere il corpo con queste mani.
Mentre accordi le corde degli strumenti,
si solleva una passione insieme al vento.
Sospiri e parole si intendono senza parlare:
canta l’anima… note del cuore stanno a suonare.
Lenzuola avvolte, bocche appassionate.
Fuori alla porta il tempo si arrende e aspetta:
conta i minuti, le ore… ma senza fretta.
Dentro la stanza due corpi innamorati…
vicino al muro un’unica ombra, solo un respiro.
Terzine di ottonari a rime incatenate.
Sballottato dalla vita
come lacero aquilone
che in procella mai finita
perde la sua direzione,
mi ritrovo qui vagante
pieno di insoddisfazione,
la memoria traballante
per non star sempre a pensare
che le sviste furon tante…
che mi son fatto truffare
in amore e nel lavoro,
nell’agire e nel pensare
tanto che senza decoro
devo onestamente ammettere
che mi merito l’alloro¹
di FALLITO a grandi lettere
in ogni intrapreso campo.
Né sfortuna val premettere
per cercar da colpe scampo:
il sistema sanitario
non si cura d’un mio crampo?
Troppo grosso quel divario
tra le uscite e il pieno nulla
nel riepilogo sommario
con cui la banca mi culla?
Sono sempre conseguenze
di quel ch’in testa mi frulla,
del non aver competenze
per gli studi mai conclusi
e per tante mie carenze.
Di fiducia tanti abusi
a partire dal datore
con i suoi contratti astrusi
quando ancora questo cuore
riusciva in petto a pompare
e oltre a fare ancor l’amore
pure andavo a lavorare,
frutti dell’ingenuità:
non sapevo diffidare…
Lei poi senza più pietà
quando non ci fu più paga
scappò via, mi mollò qua
dove alcuno più mi caga
come inutile scampato
alla morte e alla sua daga…
Mi si strozza in gola il fiato,
sale intenso il mal di mare
con un acido conato…
… … …
Neanche riesco a vomitare!
¹: la corona, il primo premio: il re dei fallimenti.
25/08/2025
nella vetrina della breccia di rancore,
che ramifica frustate di silenzi
sulla mia schiena, tremula al dolore.
Passi stanchi rincorrono memorie,
frantumate sul suolo di verità svelate,
tra figlie di lacrime, assetate di luce.
Dov’è il tuo sguardo d’amore per me,
che, travolgente, mi rapiva in estasi?
Estraneo, il tuo viso
ora mi sommerge,
senza respiro mansueto che scaldi
l’anima e il cuore, senza primavera.
Dondola la sedia vuota, senza calore,
nella tua ombra, che aleggia nel buio,
l’attesa senza fiato, che pronunci
la fine della dolce brezza d’alba,
dove ogni istante era eterno paradiso,
scalzo e fiero, nell’amore che cingeva.
Disegni di segni sfuggenti,
tracce appese senza peso,
intrecci di foglie intrecciate,
magici scogli su fogli stracciati
intricati ghirigori e cetrioli,
capriole di penna e caprioli,
sgorbi a matita e sgombri,
occhi limpidi di scarabeo
buchi neri fatti di niente,
chiazze di schizzi rozze,
arabeschi di luce intricati,
respiri di linee in libertà.










