Vale quanto un'onda
che s'infrange su uno scoglio.
Oppure vale
quanto un raggio di sole
che non riesci ad afferrare.
O quanto uno sbadiglio...
Quanto vale una vita,
qual è il suo valore
per chi non sa parole
come libertà e amore?
Quanti Euro devi dare
al tuo caporale
per spezzar le catene,
per lasciare la strada
e poterti riscattare?
Quanto tempo è passato
senza più un sorriso
ricoprendoti il corpo
d'insulti e veleno...
Quanto vale il tuo sogno,
quanto vale fuggir via?
Nel listino non è scritto
il tuo vero valore!
Quanto vale fuggire
dalla tua terra,
quanto vale un sospiro?
Trattieni il respiro
e non buttarlo mai via...
(ordinati, composti)
Chiazze d'assorbito vissuto impresso al tronco
tra baffi di sferzate in tela (taglio netto)
nell'intravedere squagliarsi di neve
sullo scorrere il verticale muro
Indossati
Ogni giorno gli stessi
Con lunghe lingue d’acqua
Dal sapore ultramarino, mi chiedevi:
Vieni con me
Dalle strade verso il mare…
Saremo sempre vivi
Naviganti!
Con i flutti dentro il vino
Scrupolosi, semplici e caparbi
Come i dubbiosi e rossi pentimenti.
Gli Amanti di: Gustave Courbet.

Frinir di cicale
nella canicola del giorno
e' canto d'estate
che profuma di mare
e pelle salata.
gridi di gabbiani
fanno da coro
sul fruscio della calma onda
rarefatta l'aria
miraggio di luce
confonde gli occhi
e l'arsura si pone tra le labbra.
aspetti la sera
foriera di refoli
a rinfrescare il rovente asfalto
e i sogni a cavallo di una stella
si fanno piu' dolci
salendo più in alto.
« Noi tutti dovremmo cominciare a vivere prima di diventare troppo vecchi. La paura è stupida. E' così che nascono i rimpianti. »
(Marilyn Monroe)
Avanza,
lento ma avanza.
È il binario su cui viaggia
(ai bordi di una pozzanghera)
la nostra umanità indolente.
È il treno che non ferma,
che non cambia rotta,
che però ci offre
la vana illusione
del campo lungo,
di scorci e panorami
che mozzano il fiato.
Lo avevi detto tu
che viaggiare
era bello,
e
che
gli occhi,
non il pensiero,
ci avrebbero portati
davvero lontano,
in un attimo.
Forse
avevi
ragione
o forse no,
ma eccoci qua,
ancora assieme, tu ed io,
sulla via dolorosa del ritorno.
È volata via così, per noi, la vita:
si è presentata coi suoi rimpianti,
ci ha attanagliati coi suoi rimorsi,
e ora ci uccide come un ricordo.
Non ci sono altri viaggi, sai?
Solo questo. Solo questo
incomprensibile,
seducente,
effimero
amore
.
.
« Let the dead bury their dead and mourn them. On the other hand, it is enviable to be the first to enter the new life alive; that is to be our lot. »
(Karl Marx)dalla rabbia funesta
mista di delusioni,
illusioni e amarezza
Avvolto nella trappola
dell'odio reattivo,
incapace di liberarmi
cado silenziosamente
Attirato dalla negatività
impotente ad ogni felicità
oramai mi rassegno
a questo destino crudele
Nessuna abilità innata
infelice di professione
ripercuoto il mio tragitto
in questa bipolare vita
Intorno è natura aspra...
fenicotteri rosa danzano
intrecciando cuori,
dolci melodie accompagnano...
momenti sereni!
In un cielo ancora nascente
la natura si ricompone solerte
quasi che un richiamo ancestrale
indichi momenti e colori diversi!
I colori si mescolano sapientemente
nell'incontaminata vegetazione.
Rigoglioso il bosco sonnecchia
e vallate si rincorrono
attraversate da fiumi di tranquille acque.
Si odono là verso i monti,
ancora ricoperti dalla polvere di stelle,
i melodiosi e stupendi canti
della dolce e cara Sardegna...
terra baciata dal mare che il buon Dio
ha concesso, per la sua bellezza,
una carezza per un sereno vivere!
che le stelle, in te, fai brillare,
al pari degli occhi dell'amore.
Notte, che dalla luna,
tua figlia prediletta ti fai illuminare.
Notte, che tutto rendi uguale,
come i mari nei quali navigare.
Notte, io mi perdo in te,
nell'ammirare il tuo cielo,
intriso di tutto il tuo mistero.
guardando la mia stella
scegliendo nei cieli miei
splende sempre quella luce
che consuma i giorni miei
solo per noi due
raccontando la vita è credere
in un idea ed il mio sorriso non si spegnerà mai
Mentre il destino ci accompagnerà dove vivere
per sempre io sarò presente e risplendera nell' alba incoronata in noi
L’oro nero e noi al verde
anche la poltrona di pelle fu creata
La notte del quarto movimento*
anche il fico fu creato
Il fico nano a cui doveva l’ombra
la poltrona a cui doveva una puttana
Anche le labbra creò e allargò le gambe
perché bevessero le spine d’uomo
e nascessero le ortiche dallo sputo d’uomo
e mise cartone dove era carne
coltelli nelle tasche degli agnelli
e li chiamò magnaccia
per quel che doveva al viaggio
Il primo violoncello nel ciliegio
il terzo movimento* nel trifoglio
durò tutto gennaio
perché solo l’inverno era creato
E mise paglia sul cranio nero
perché doveva oro al collo di farfalla
e la volle donna per la rotatoria
perché doveva un corvo al canto d’usignolo
un solo istante al terzo movimento
per quanto si poteva stare
accavallando gambe
per quanto si poteva
mischiare al cardo
il viola della passione
il viola delle calze sulla poltrona
creò queste cose perchè c'era lì uno
che doveva un topo a un cassonetto
e bisognava rosicchiare foto
cuscini
lenzuola:
"c'è del rifiuto prezioso nei cassonetti
se ci sono impressi lo sposo la sposa siano benedetti
non sia perso il lenzuolo d’amore
il sudore
il calore del pube
se scivolano carezze ancora l’una sull’altra
e se i baci hanno generato siano benedetti e conservati
il distruttibile abita in loro"
perché doveva sale ai cristi sulla terra
come fosse luce nelle trombe dei cipressi
e doveva un grido al giallo del trifoglio
* V Sinfonia di L.Van Beethoven
Con facilità mentre s'appoggia
la gamba sull'altro ginocchio
in un movimento che si fa spesso
sul treno o nelle sale d'aspetto
seduto raccogliere le pesche e le albicocche
e voler piangere, ma invece rallegrarmi
in un movimento di lacrima e secchezza
in una stagione a venire - si pensava -
di chissà quale increspatura fresca
di un dimenticato frizzare di greca menta.













