La città è una cosa assurda
Con i suoi fetori e le voci assordanti
Lanciati
Da balconi ed edifici sempregrigi 
Da auto e moto e velivoli simil-giapponesi
Da bambini e carrozzini ibridi uomo-astronave.
Ma
Dalle città provengono luci
Veloci
Scattanti
Altro che fulmini
Sono i NEGOZI
Riempiti di schifezze e opere d'arte
Colmi di gente tra cui puoi trovare
Poeti
Puttane
Artisti
Doppiogiochisti
Squallore
E altra bella gente.
Avete mai provato a guardare
A girarvi se siete in auto
Verso la città che vi si staglia dietro
E
Coprirvi gli occhi
Per le milioni di luci
Che vi accecano
Vi bruciano le pupille?
N O N F A T E L O
Dove sarebbe il divertimento dell'abbandono altrimenti
  Dove sarebbe il gusto del lasciare
    Dove sarebbe quella magnifica sensazione
Come Si Chiama...
Ah
Nostalgia
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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La migliore delle cose
innalzata
a calmare le facce
a coprire le fessure
abbattere le alture
permalosa
esagerata
da creare pianti
fino a sentirsi alti
poi scomparire
promesse zittite
eco di parole
sentite e ritrite
plagi o accomodate

sentimenti smemorati
seppur d'interiore forza
allontanati
felicità blanda
diradata
dal poco nervo
di pochi istanti
una manciata
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Eppure guardo ancora li
dove ogni passo
mi ricorda il tuo, 
dove il muretto siede la tua ombra .

Mi soffermo
e abbasso gli occhi
 lasciando al vento
la carezza più dolce.

Quel soffio 
è l'unico rumore rimasto 
del tuo andare...

A piccoli passi .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Guardo il calendario: oggi è il 30 di dicembre

lo guardo ancora e ci vedo l'estate

Vedo il colore di un verde che si spegne

vedo occhi tristi riflessi in uno specchio




Vedo tanti fiori tante nuvole di fumo

tanti colori in quest'immenso cielo

tante luci che si spengono al mio passare

Vedo tante cose da raccontare




L'aria si fa pesante il poco cielo grigio

tante gocce gelate sono a terra

e bagnano i colori di un nero

che non va più via




Bolle di sapone color vermiglione

verde speranza e rosso amore

bolle che ti scoppiano sotto gli occhi

accecati ormai




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Divagazioni aritmetiche
spalancano angoli smussi
d'entrate secondarie
dalle sensazioni primordiali
sui guangiali precotti
appoggiati ai lati del cuscino
e i capelli arruffati disciolti
pettinati con corde d'avorio
dei tappewere reconditi
ultrasuoni le mani
poi brame artigliose
graffiano schiene gia ruvide
appoggiate a fili spinati delimitanti
amore ed odio
e conditi con lame di limone
a caratteri insinuati
sperduti nelle parole
groviglio solo di lettere
messe a caso per costruire parole
inutili
e divergenti
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Profilo Autore: fgl  

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C'era solo una strada

di fronte a me

e con lo sguardo, la seguivo,

come ogni giorno,

camminando tra molta gente che,

come me, ciechi,

si muovevano in tutta fretta,

come formiche indaffarate,

in scatole chiamate città.

Casualmente mi trovai

a distogliere lo sguardo dalla via,

dove eravamo tutte marionette.

Svoltai ad un incrocio della vita.

Mi accorsi che i miei occhi vedevano,

per la prima volta,

cose nuove e non ero cieco.

Vedevo che, oltre le consuetudini,

esisteva un nuovo vivere.

Vidi che, oltre il grigio e il fumo,

c'era l'azzurro del cielo infinito,

dove i sogni volavano liberi

e non confezionati dai media

o arrotolati sui giornali.

Assaporai l'aria della libertà,

liberandomi da tutti i mali

che ci avevano dato in dotazione,

per restare schiavi di noi stessi,

perché non c'è miglior servo

di colui che vuole rimanere servitore,

per paura di volare.

Quel giorno incontrai te, libertà e,

con te, portavi un grande dono,

l'amore e il perdono.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Piccola e tremante ti vidi il giorno
che bussasti alla mia casa.
Coi capelli tuoi arruffati
i piedi scalzi e infreddoliti,
mi tendevi la manina
ed in bocca: un'amara filastrocca.

<<Ti prego signora, ti prego!
Fai la carità a una poverella
di fame e di freddo sto morendo.
Dai qualcosa a chi non ha fortuna
e la tua, più grande diventerà>>.

Povera, tenera bambina!
Non è molto che sei nata
ma già fuori sei dal gioco.
I tuoi occhi azzurro mare
non ti possono aiutare.

Io ti diedi un eurino
di mia figlia, un abitino
ed un paio di scarpine.
Poi ti diedi un biscottino
e richiusi la mia porta.

L'indomani ch'ero uscita,
ti rividi in una strada.
Eri scalza e infreddolita.
Ti guardava una signora
a cui tendevi la manina
e di nuovo avevi in bocca
la tua amara filastrocca.
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Profilo Autore: Ibla  

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Plettro d’aurore sgrammaticate

dimenticato dal tempo giace,

ed io son zaffiro nella notte muta,

nuda strada di cera

fra pianto di nuvola ed orchidea

e nell’orchestra del silenzio

ricordai d’amarti come neve,

come fuliggine di stella

cancellata da una luna cieca.

 

Ah, se fra le nebbie del cuore

fiorisse orlo imbiancato di marea,

se il giorno fosse labbra di ghiaccio

su questo tappeto d’abbraccio:

sanguina scrematura d’immenso

in questo quaderno d’universo

ed io ricorderò d’amarti davvero

come sguardo d’anima e tempesta.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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C'era una volta
sul pronao di una chiesa
una sposa promessa
e un bambino per caso.
Rapito dal lungo 
e bianco vestito
il bimbo esclamò:
" Principessa! "
Udì la fanciulla
quel sogno svelato.
Lo guardò e gli sorrise.
Poi divenne regina
di non so quale regno.
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Profilo Autore: francesco  

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Sì, litighiamo spesso io e Te, mio Dio,

o meglio con vigore discutiamo;

non è forse anche questo essere amici,

gettarsi in faccia senza alcun inganno

quel che dell’uno sta pensando l’altro

a rischio poi di battersi ed urlare
o consigliare fino allo sfinire

senza diplomazia, indugio o tatto

quale cammino, quale scelta fare!

Non è amicizia semplice la Tua

che pur celato lì nell’oltrespazio

sei ovunque intorno a me e dentro il mio io

ma senza mai mostrare quel Tuo volto

che tanti hanno cercato e tanto cerco;

non è del tutto facile parlarTi

quando gli umani sensi non aiutano

sapendo tuttavia dentro il mio cuore

che Tu realmente sei pur non essendo.

Che dire poi di tutte quelle colpe

che Tu con il Tuo Verbo metti a nudo

cercando di redimermi e guidare

e degli orrori di cui Ti chiedo conto

(pene, martiri, infanticidi, guerre)

seppur sapendoTi innocente e puro,

chè l’anima non può veder più sangue!

No, non rispondi o forse non Ti sento,

o forse non m’è dato d’ascoltare

quella Tua voce ch’altri ben più degni

hanno attraverso il fuoco, nel deserto

o nelle sofferenze del martirio

udito come un tuono od un sussurro.

Sì, litighiamo spesso io e Te mio Dio

ma nonostante tutto noi ci amiamo

io perché so che sei fedele e retto

Tu perché nella grande onnipotenza

credo altro non sai far se non amarmi.


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Profilo Autore: Marco Magistri  

Questo autore ha pubblicato 10 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 
 
 
 
Vorrei un quasi maggio
d'ombrosità dei tigli
puro ascolto e ideogramma
in quel poco di ora e qui
rastremare correnti
da greti di zavorre.
Restare, oh quanto
nel canto ludico
da smarrimento!
Chiedere scusa
delle dimenticanze.
Dimenticare
ch’è vita e troppa
e tu graziosa spora
cacciata da deliri d'acque
con il viso che affaccia
in quale forma?




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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Concedo gli artigli
ai silenzi
sul comodo manto
della notte;
le piccole ombre
appaiono nitide agli
occhi,
dove il freddo
è pietoso e richiama
la morte.
Mesta, la vita;
s'adagia al mio giorno
d'inferno,
dal volto nero
e sorriso impuro.
Ed io
dilato pupille
alla paura,
con la faccia sempre
rivolta alla luna.


 
 
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Profilo Autore: Ryan  

Questo autore ha pubblicato 22 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Mesto e' il cuore
che s'allontana
lasciando note d'amore
passi stanchi
varcano confini
e tratteggiano come bambini
parole racchiuse
confuse nel silenzio

di un amore sconfinato
che non dà sollievo.
frecce lanciate
da abile guerriero vanno a segno
facendo sanguinare anche l'anima
in ascolto di una voce
che cerca piano
di cancellare come mano.
addii e rinunce
lasciano il posto

da fermentare come mosto,
la distanza che divide
che svuota e recide.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Distratto, mi muovo
nel mio piccolo universo
Solitario, volo
nel mio piccolo cielo
Sono solo energia
sparpagliata
in miliardi di cellule
annacquata
da qualche litro di sangue
Movimenti ritmici
retaggio di un passato
che ancora invoca
il suo futuro
Voli pindarici
segno di un futuro
che mai
avrà un suo passato
E così,  distrattamente
mi muovo e volo
e cerco... cerco
raccolgo cellule
che qua e là
come frutti maturi
cadono
È un piccolo universo!
Ricordi schiacciati
come frutti maturi
in un frutteto dimenticato. 

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Profilo Autore: Loris Marcato  

Questo autore ha pubblicato 214 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
index.jpg

Temo la notte

il gelido vento
il nero silenzio.

Temo pensare
ad un futuro incerto
fumoso, incoerente,
incosciente.

Temo la mia mente silenziosa
temo l'infima strada
il profondo mare
temo i tuoi occhi
che come due fiammelle
mi tremano davanti
dalla tristezza posseduti.

Temo le nostre mani
che si cercano
mentre sfuggono
ed ho paura.
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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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