la rivista patinata,
così ad ogni ora del giorno
voli charter pieni zeppi
si alzano in volo.
Sarà sufficiente
dimenticare la povera gente
e sarà di fuoco
un'altra estate felice.
A che serve chiedersi
come eravamo
e ricordarsi il motivo.
Sinceramente
è mancato il coraggio.
Ho avuto fortuna
e sfruttato il momento.
Partiremo anche noi,
destinazioni esotiche.
Come tanti commetto un reato
e non ho sensi di colpa.
Dentro di me
non c'è niente di niente.
ladri di parole
che le rubiam al cuore,
per scrivere poesie d’amore.
Noi poeti,
che ci aggrappiam ai sogni della notte,
per scrivere, con le mani,
libri pregni di fantasie.
Noi poeti,
che abbiamo l’infinito dentro il petto
e l’andiamo a raccontare
a chi ci legge e vuol sognare.
da te strappato come un fiore perso
erra col viso aperto in cento veli
a precipizio invade un lago terso.
Molecola che germina nell’ora
più cupa della terra quasi oscena
nel fondo che ristagna, come spora
in grumi gonfi esplode dalla vena.
La briciola d’un verbo coniugato
evaporata in gola da un poeta
per il palato evasa in uno iato
è nota sola di colore strato
nell’ombratura che la luce asseta
e atterra in zolla fertile al conato.
devo ammettere pure che mi dispiace per molti che invece hanno perso.
E dunque il dispiacere è assai più grande del piacere
E a conti fatti non so se quel poco piacere mi fa effettivamente piacere
o mi dispiace per il dispiacere enorme che mi procura.
Palindrome sequenze
di un volo a mezz'aria
vuoto l'intorno
sospesi respiri
nel restio fraseggio.
virgulti nuovi
s'intrecciano innalzandosi
vacue speme
come tremori
non danno risposte
e sale verso il cielo
nebbia e sussulti.
rumori fischiano
e portano lontano
nel mezzo del cammino.
mentre sul far della sera
il Grecale vento, sussurra piano
in attesa di una tua carezza.
Cosi...
si librano le dita sui tasti
cullando ora i bianchi, ora i neri
a frantumare il tempo rimasto
tempo, che amalgama nuvole e lacrime.
Nel frattempo...
celo gli occhi al tramonto
mentre una mano mi cinge la vita
e immergo il mio sguardo nei tuoi occhi
che taciti affiancano i miei passi
verso la luce del mattino.
E...
in quel bagliore ti ritrovo
a sfiorar le mie membra stanche
ed io mi beo dell'arcobaleno
del tuo viso
che ancora oggi, vicino a me ritrovo
Ora non ho fame
Non ti devo spiegare il perché
ma spiegami tu la ragione che ti blocca alla porta
ai valichi delle mie alpi
sorgenti da valli arruffate come manto d'ovino
Avorio è la mia ombra che d'ombra vive
riflettendo negli occhi saturi l'immagine tua e del levante
e parlami
di cosa vedi dall'occhio e dal cuore.
II
So che la scorta d'anima tua sorride al limbo
ed io sorrido a te qui
fra le mie note stonate senza pazienza
ma ti sorrido
e dormi
Un disco orario nel bosco, l’ingresso
è permesso solo di mattina, col pagamento
di un pedaggio. Di notte è gratis per i licantropi
nelle notti di luna piena, gli zombie senza fissa dimora
la mora senza reggiseno, il prete con la sciarpa rossa
il figlio ribelle dell’arcivescovo, il cuoco depresso.
E le telecamere a registrare tutto, anche il bosco
è connesso col wi-fi, una chat anche di notte
non si nega a nessuno. Il post dei pini marini
è stato un successo, c’è pure il like dei delfini
e la foto delle scimmie in tutù con le gatte
a dare di matto. Le farfalle sono a un congresso
di partito, stanno preparando la riscossa
le lucciole prendono nota, hanno comprato il casco
per difendersi dalle pietre volanti, verrà anche la loro ora
è scritto nella profezia. C’è carestia per i topi,
tra le siepi di bosso chiedono la carità: lo sgomento
corre per il web, è proibita la visione del sesso.
Ha catturato un raggio.
Ora tutto è luce nell’anima.
Sbircio discreta...
Il padrone è seduto.
sorseggia -annoiato-
un bicchiere di vita.
Si volta; io tremo, mi scosto,
aspetto il calare delle mie
palpebre stanche...
Furtiva, aggiungo nettare
alla coppa vuota...
Forse domani avrà arsura.
ammanti la mia finestra chiusa
Il tempo scandisce il mutamento
le tavole accordano mani
tra profumi e sapori.
Da chiacchiericcio
cento gatti e poi cento
All’imbrunire
Intoni l’Inverno in un fiato diamantino
Poi l’ombra si fa luce
Dov’eri offuscato ora sei cristallino
E quando piove
degli occhi di Dio.
Rugiada d'amore in una lacrima.
ripetuti giornalmente, come fossero un Mantra,
parole sempre uguali,
seppur ogni giorno, per vergarle, vengano girate e rigirate,
esprimendo sempre lo stesso concetto.
Egoistici esibizionismi dell’apparire,
fatti del dire e non dire,
milioni di poeti e scrittori,
danno sfogo alle loro menti drogate d’inchiostro,
su incolpevoli fogli di carta bianca,
riportando annotate le loro pazzie.
Non vi è silenzio che copra il fruscio della scrittura dei dannati nell’anima,
che stanno a scimmiottar i sommi poeti,
rincorrendo il sogno di un libro pubblicato,
per essere a loro volta, annoverati nell'effimera gloria.
Sian intellettuali forbiti dalle eleganti parole,
oppure ignoranti dal semplice scrivere,
passano ore nel voler raccontare al mondo quello che si nasconde dentro di loro,
elaborato e dettato dalla mente o dal cuore.
Milioni di parole che qualcuno forse leggerà
e, in fretta, dimenticate subito le avrà.
semplice crema come diresti un sorriso di bimbo
Virale quanto basta per giungere a te e convincerti
che non c’entra il sesso
Queste cose le sanno le madri
che spingono il cielo dentro maggio
chi altro?











