
Hai presente il mare quando e' calmo?
quasi sembra fermo
lento sciabordio
giunge a riva
a lambire sabbia o scogli
li accarezza e si ritrae
lasciando il suo bacio.
leggera schiuma si forma
e raccoglie sul cammino.
la sua voce è mormorio
che s'ode..a ripetersi
e il suo profumo ti pervade
lo respiri.
quando il mare e' cosi
la mia anima tace, si calma e riposa
di blu si dipinge
e fa a gara con il cielo.
hai presente il mare?
vive mi dà pace
perpetuo ritmo d'onde dentro me.
in tutte le distanze arrese
ed in tutte le stanze arse
ghiacciate dal nebbiolo
volli i miei stalli di cielo
alterandomi le manie;
se vuoi resto integro di voluttà spente.
E, stanza, ripetimi la notte
e quanto d'ombre a interferenza piana, appai;
(ho paura di usarmi le stelle a doppia punta, sopra).
Quasi è giorno, muoio; erigimi a festone
in chiavi d'arido schema
e scrollami.
M'indossai su di me
in notti freddamente calde
scesi milioni di anni
per concepire il presente
ad uno ad uno
restai nudo
sull'oltretomba ad osservare
la falce bianca danzare
ed è qui che mi fermo
amandoti più dell'odio
come i miei strali astrali
Notti trasparenti
Attendo
Mi sconvolge
Mi devasta
Aspetto l'orizzonte
Quando le nuvole
in fiocchi d’agosto,
vento di luce negli occhi,
ombre di zucchero
ai porti del sole,
fermagli di baci
sulla scrivania della pelle,
stuoie di parole accese
fra equazioni di cuor sospese.
Pensieri e cromie,
latitudini e poesie,
rintocchi di sé
e lacrime d’inverno,
scrivo d’addii silenziosi,
son tramonti intrappolati
in portafogli di luna abbandonati.
rimanendo fra cirri di bambagia a snocciolarsi il giorno
Cadono sette rime di quattro settimane
riverse sul giglio che mi condanna il bianco
esule di ganci e accappatoi appesi
La guancia del settembre mi ricondanna al limbo
in terra di nessuno
I miei occhi, come duro marmo,
staranno volti invano al cielo;
coperto per sempre da un legnoso
sipario. Allora -mi dicono- ci sarà
un nuovo tempo, fatto solo di sogni.
Ecco il tempo in cui confido.
Perché chissà!
Forse -perduta al mondo-
ne inventerò di nuovi.
Sarò in qualunque storia,
le cambierò tutte
e in ognuna
t’incontrerò per caso.
Non vorrò lasciarti andare.
Mi farai ridere di te
dei tuoi stratosferici amori
delle tue sciocche lacrime per lei
Si. Ne riderò, vedrai!
Com’è vero che qui -seduta stante-
me la rido anche di me
che magari esisto nel non tempo
ed è l’ennesima volta che t’invento.
richiama alla mente i ricordi
tesse le spoglie di noi poveri mortali
le amalgama in sequenze
cospargendo gli occhi di miscele sconosciute
lasciando lo stupore
quando s'arrotonda in tutta la sua magnificenza.
Una bomba di schizzi dolorosi
ripetè il cuore al dolce amante.

e i momenti di attimi
e gli attimi di secondi
e ogni secondo è imperdibile e irripetibile.
Aiutami a viverlo con te e per te …
Aiutami a non dimenticare,
a non dimenticarti,
e a non dimenticare il nostro amore …
Il nostro amore
così semplice, soave,
per bene, e veritiero,
che sa di buono e che non fa frastuono.
E’ proprio vero, la vita è fatta di momenti
e i momenti di attimi
e gli attimi di secondi
e ogni secondo è imperdibile e irripetibile!
Pensi ancora a lui?
Mi lascerai ancora da solo, a pensare a te?
Perché te ne vai via da me?
Nulla di nuovo l'alba ti porterà, se torni da lui.
Dimmi dove vai che io ti seguirò,
per non abbandonare i sogni miei,
in cui unicamente tu, ci sei.
Se resterai e lo vorrai, potrai unirli insieme ai tuoi.
Ti chiamo al tuo telefono, ma non mi rispondi mai.
Dimmi perché, se l'ultima volta mi hai giurato:
"Non ci lasceremo mai".
Dove sei andata?
A me non pensi mai?
Sei tornata da lui?
E' questo che tu vuoi?
Sei fuggita dai sogni miei,
eppure fai parte di me
e qui, adesso e per sempre, ti vorrei.
sulla sedia a dondolo
il ciondolo sul collo
l’aria da balaustra nera
lo schermo listato a lutto
un getto d’acqua sulle pelle
per vedere le stelle del mattino
al risveglio dopo la notte.
ma la notte dorme proprio
quando cede l’ora nona
quella degli incolti
e delle balene arenate
quella degli astri stolti.
Gli squali con i denti affilati
i poeti con la canottiera
la filiera dei pretendenti all’uscio.
Tutti scomparsi dopo la tempesta
di scirocco, dicono che sono a godersi
l’estate al polo, dopo un volo
di diecimila miglia.
Nel ghiaccio del polo tra i cieli
noto le strisce degli anelli.
E le figlie delle balene col corpo da acciughe
e quelle dei poeti con naso all’insù
a guardare le rotte del cielo
dopo il passaggio delle comete di turno.
Silenzio ora
anche il cuore tace
le parole son dette
non ha piu' grido la voce
s'alza la nebbia
sottile come tulle
e copre senza peso
copre ciò che era speranza
e non c'è stato
copre e bagna
come lacrime perse
cadenti come stelle
nel cielo d'agosto
e l'anima china
ora sfiora la terra
s'imbeve di peso
e non riesce più ad alzare
quel suo volo inatteso
che sapeva di mare.












