Per tutti i poeti e per me
Per rondini api e colori
Che vestono l’erba ed i fiori
Per passeri già piccolini
Che presto saranno uccellini
Per dolci sognanti fanciulle
Che gemmano come betulle
Nei sogni di tenue colore
Scoperta futura d’amore.
La stagione più bella che c’è
Rovinano LORO, perché
Bisticciano sempre a piacere
Scordandosi il loro dovere
Per cui sono stati votati
E non per scannarsi da matti
Scordandosi i tanti problemi
E non per trattarci da scemi,
Compagni di stesso colore
Odiandosi senza valore
Di uomini senza cervello
Che cambiano spesso mantello
Ma pur di tenere lo scranno
Causando ogni giorno più danno.
Ma aspettano forse davvero
Nel loro dorato maniero
Che al posto di allegri turisti
Arrivino…..folli scafisti?
Che Dio non lo voglia in futuro
E faccia che il tempo sicuro
Sia bello arrivata com’è
La stagione più bella che c’è.
di luna in luna, le prendo ad una ad una
le guardo in trasparenza e in filigrana
per luminarmi di lumine di luna:
di luminio lunare mi luneggio
ad ogni lumen lunae dico amen
perchè ogni lume ha pelle di luna:
e pelle di luna ha la mia amica luna
che in lunazioni e viatico lunatico
ha la bocca come mezza luna
e il sapore di luna sulle labbra:
luna di maggio sette lune omaggia
l'ululato del lupo verso la sua luna
in luminosa linea che illumina
il lumicio di un'anima di luna:
(un sonetto capovolto)
Cantilena della luna
Lemme lenta luna
e fioca lente
lusca e busca lunula
al crepuscolo:
lucìna ai lìmini
e limòsina di luna
lembo di caelo
e lungilucente lume:
lemma e dilemma
e lunense lallum
lumen animi
liscio come allume:
languide et leviter
a cantilena il cantus
come una lucciola
è la lusoria luna:
Chiacchierata con la luna
Me le chiacchiero in versi le mie preghiere con te
amica luna, e le suppliche che giornalmente ignori:
sono solo parole, messe sulla tua pietra pura:
ma tu prisca philosopha, tu nuncius sidereus, tu muta voce:
tu,della notte il limite che il giorno deve dissipare,
rifiuti i fiori curvi del mio alfabeto crudo
e proprio tu, amica, che mi sei bocca ed inguine,
etimologia ed emblema, capitolo di storia e atlante:
tu, che mi scuoi l'anima, mi lasci all'ossessione dei monologhi
al mono-mondo di un ocraceo occiduo oceano:
linciami allora, coi tuoi clavicembali, con le tue torture
con i tuoi riti e emblemi, col freddo e le vocali che non hanno suono:
sprofondami e risorgimi, dentro, con la tua struttura,
con le bombe del mondo: io sono qui, dietro il tuo sipario:
Crudele come il silenzio,
quando
in domanda,
senti la porta chiudersi.
Aspettando l'alba
lustrando le stelle
per non spegnere
la speranza.
Nel canto del rapace
che vive nella notte,
mi separo da te,
tra melodie di vita
e sogni cosi' reali
da sentirti ancora qui.
Sei stato mio
nel tempo...
diventando un ricordo,
quando passandomi
la mano tra i capelli
sei svanito con la notte.
per il mio corpo
sei stata inverno per le mie labbra
pensieri dispersi nella mente
e poi rifioriti
sei stata primavera per
le mie mani
sei stata autunno
quando non ti ho
sentita rientrare più
in un solo giorno
sei stata stagione
sei stata ebrezza e
sei stata delizia
non ti ho trovata
più
nei miei giorni da vivere.
un acuto rumore di silenzio
indica la mia assenza,
mentre proteso
verso l'estremo del sogno
impreco tutta la mia rabbia.
Mi ero scordato
della primavera,
dei suoi timidi frutti e fiori
appena accennati,
ma un colpo improvviso di germoglio
alla finestra,
di sicura rinascita,
mi fa precipitare lieto
e correre ancora a perdifiato
sulla morbida terra della speranza.
Bentornata Primavera
nell'incanto dei germogli,
nei mandorli in fiore,
nei sentieri di arbusti bianchi e
rosa magenta.
Bentornata Primavera
e mi lascio marezzare
dalle linee ondulate
sinuose e variegate dei campi.
Indossi anemoni,
ranuncoli , forsizie e purpurei ciclamini,
margherite bianche e gialle,
soffioni e biancospini.
Rallegri le bordure
con ronzii di api e farfalle,
pizzichi il rivo con giunchi e libellule,
al tepore sui muri,
sulle rocce esposte al sole
spaventi le lucertole
con tutto il tuo rumore.
Sai di vita
come un dipinto in movimento,
anche il cielo
è un vociare contento,
due usignoli agitano le foglie.
scuote l'aria statica
a braccia tese
e cambia il momento sordo
Avanza danzando
a braccetto col sorriso
solletica e ridacchia
di colori abbigliato
L'invito al passo a due pretende
solleticando dolcemente
e il consenso non manca
accarezza
e pian piano abbraccia
coinvolgente
È festa
capita ogni tanto
prolungarne l'essenza
è una dolce speranza
il vestiario l'umore muta
di guizzi d'iride e risate
se ne satura anche la stanza
Che sorpresa!
E il pensiero continua a volare
e stringe
stringe forte
senza far male
non mi voglio salvare
dal mare d'amore
dei tuoi occhi innocenti
sinonimo di solido legame
alla vita
della vita
Tu sei la vita
... la mia
singhiozzò parole sui desertici sogni
fece giri di storia in caldi ristagni
logori sottosuoli d’odio arrisi d’ali.
con la guerra nei cuori il sacro pianse
vivo come vita ai morti cari in memoria.
Scrisse rime su pagine di speranza in coma
e dipinse disperazione a festa prostituita menti.
Porta cigolante priva di suono
la morte danzò nero fumo vuoto,
impazzito colibrì di candido perdono
urlò libera la sua ombra dal manto di pace
schiaffeggiando il credo, fragile vello
e fu pianto umano , profezia trafitta di canto.
Ignara candida rosa divenne arpa di sorte
l’ultima lacrima al grido “La fantasia, il mio oltre!”
al mio gran Signore
nel profondo del cuore.
C'è un altare maggiore,
dove è bello pregare
e in silenzio donare.
Lì brilla una luce:
la mia vivida fede,
del Signore mercede.
Di rose e d'incenso
olezza il mio tempio,
dove prego per l'empio.
Adoro il Signore
e l'uomo rispetto,
fosse anche un oggetto.
Con Lui vicino
mi sento più forte,
non temo la morte.
Ti glorifico, o Dio!
Sei Tu che mi detti
della vita i precetti.
Ti ringrazio, o Signore,
è la lode più vera
ch'io canto ogni sera.
La chiesa di Dio
è una ricca miniera
di fede e preghiera.
L'oro e l'argento,
il commercio d'icone
son tentazione.
Ognuno di noi
può erigere un tempio
ed esser d'esempio
alla chiesa sfarzosa,
al clero non casto,
che vive nel fasto.
Scellerato quel prete,
che, non vocato,
poi fa mercato.
in questa primavera stanca
ho sorriso piangendo
al tuo sguardo incerto
mentre nel cielo terso
gia si aprono nuove margherite
e tra le distese del mio Salento
ruvidi giorni
si mescolano al dolce
nettare della vite
ho inseguito il tuo stare ferma
accanto alla mia distanza
ora sono
nel tuo tempo
abbracciami
ho raccontato (in tre minuti di fila), (quasi tutta) la mia vita
(alla tracciatrice di etichette al minimarket) e un bel po' di cazzi miei
(al ciesseemme della Asl, in cambio di triazolam e sertralina):
glie li ho contati (strisciandoli con l'indice) a uno a uno i centesimini
della crisi (la crisi del linguaggio con le parole della crisi, appunto):
ci potresti scrivere un libro, con tanto niente(ha detto, staccando lo scontrino):
certo (ho detto) se non fosse che manco le compro più le biro:
perchè (ho aggiunto) adesso me le scrivo a mente, in testa,
(come dire) a memoria le mie fortune editoriali, i miei manifesti estetici
e (se capita) me le scrivo dal vero le mie ostentazioni (e esternazioni) liriche,
i miei lampi empatici: in tempo reale mi recito e mi declamo:
(e dal vivo, in tre minuti, improvviso un poetry slam, senza giuria e giudici):
Le ombre della sera
la luce ingoiano del giorno
e dei suoi spazi, con le sue ore,
il silenzio si appropria.
E il muro del silenzio il mare infrange
e in urla di dolore
esplode
e in lacrime di sangue per vite violate
che, spente, fluttuano, inermi, nel suo ventre
marchiato da crudo terrore
che ne contamina il colore
e di nero lo tinge.
L'orrore
ghiaccia le membra, impotenti,
la mente inquina.
Nelle iridi velate
di sogni in fumo
immagini spietate
di crudele efferatezza
in cammini senza meta.
Finestre spalancate
nel vuoto degli abissi.
Approdi perduti!
Orizzonti svaniti!
Presenze serrate
in gabbie di terrore
di cui è scomodo parlare
e,
Assenze.
Indignazione che stride
e vuole urlare
di libertà negate
e speranze tradite.
Dolore, solo dolore,
cupo, profondo, soffocato.
Un po' di mare
via da quelle agonie
da storie nere che non sono mie
Un po' di mare
acqua salata
in una gola assetata
d'amore e liberta'.
E tu sole non ti fermare ci vuole luce per sperare.
Un po' di mare
via dalla noia
vestiti leggeri in cerca di gloria
Un po' di mare
onde agitate
sulle mani sudate
di passioni e liberta'.
E tu cielo non cambiare , ci vuole il blu per sognare .
Un po' di mare
via anche da Lei
gelida donna che esponeva trofei
Un po' di mare
sabbia bagnata
sulla mia vita cambiata
di colori e liberta' .
E tu allegria non mi abbandonare ,ci vuole gioia per continuare .










