ILLUMINAVANO LA STANZA
PIENA DEL TUO PROFUMO
ERA FORTE IL DESIDERIO
DI AVERTI ANCORA
SALIVA DAL PROFONDO
IO INERME RESTAVO AD OSSERVARE
IL TUO VOLTO PALLIDO
SENZA ALCUNA COMPASSIONE
PER I MIEI SPASIMI
OH CUORE CUI TI E' SVELATA LA VERITA
NON URLARE IL TUO DOLORE
MA LASCIA CHE SIA
NASO - 10-09-2026
ho bisogno di un'altro viso
per esser sconosciuta.
Ma so che non riesco a toglierti dalla testa.
E so che non posso svegliarmi
e pensare che sia stato un sogno.
Non c'è nessuno che ti sostituisca
e mi faccia guarire dalla confusione del mio cuore,
dalle mie illusioni,
dalle mie emozioni.
invito di tutti i sentieri
anime intraprendenti
oltrepassano velocemente
Voci che non ritornano
si appoggiano nella confusione
Orchestrati
da una paziente canzone
i nove binari
ripetono gli strumenti
Malsano
sulla riva del grande fiume
nella terra di nessuno
Invecchio
ma son sempre
nuovo
Lacrime e sangue
aspetteranno settembre
a ripiegare il mio volto
Settembre
vero mattatore
dell'anno
-Ma guarda e passa-
mi disse
Volli l'Eneide
a sellare i portavoce
di Azio
Ma al momento
salperà Caronte
più leggero
nel suo traghetto
Allora
il mio nobile stile
sospirato alto e fioco
Mi renderà famoso
Virgilio
Si!
Giusto e opportuno
all'ingresso dell'inferno
Due strofe di ottonari rimati in schema abababcc.
Sarà pure intelligente,
ma lo vedo usar Tic Toc!
Credo quindi sia urgente
sottoporlo a elettroshock.
Mi ritengo anche indulgente,
non arrivo ad una Glock¹;
certo non si può vedere:
pare succube di pere²!
Forse dalla risonanza
può sembrar non vuoto il cranio
ma di certo la sostanza
non è grigia… forse uranio
a colmare la mancanza
sulla lastra in modo stranio³:
guarda e sbava per balletti
di rozzissimi culetti.
¹: sineddoche per “pistola”: Glock è una marca austriaca di pistole abbastanza nota;
²: sballato (le pere nel gergo erano le iniezioni di eroina);
³: «forse uranio […] stranio», cioè nel cranio magari c’è qualche fonte radioattiva che inganna il tubo della risonanza magnetica, ma in realtà non dovrebbe esserci la materia grigia tipica della corteccia cerebrale.
09/09/2026
Solo,
seduto su scogli salmastri,
sogna sospirando
sconfinate spiagge silenziose,
senza scatenati scugnizzi schiamazzanti.
Sdraiato sulla serica sabbia,
sente sciabordio soave,
sfiorante scintillanti sassolini.
Sinuose, suadenti sirene,
solcanti scie spumeggianti,
svolazzano senza sosta.
Saltellando,
scende sulla stretta spiaggia sottostante,
scordando saggiamente
superbi superiori,
storicamente sadici,
sentenze senza senso,
spudoratamente sancite.
Sfuggendo
soffocante smog, sordido stalking,
scaltre sanguisughe, stantie situazioni,
scacciando stress,
sorridendo serenamente
spera solo scoprire
scambievole, soddisfacente sentimento.
Esisto
in questo cielo sottochiave
che mi dedicasti,
in questo tempo
che giocava ad abitarci,
nel petto di un papavero
chino sul mio cuore,
nella poesia del vento
che scriveva del nostro amore.
Ora un furto di sguardi
è rugiada dei miei pensieri,
mordo capitoli d’anima
intrisi d’addio,
mi inciprio di solitudine,
esisto.
QUASI VOLESSERO DIRE
QUALCOSA DI IMPORTANTE
MA ERANO BACI CHE SI
PERDEVANO AL VENTO
MENTRE IO CHINO
SUIDI ME
RACCOGLIEVO LE FOGLIE
CHE ERANO CADUTE
NON MI ACCORGEVO
DEI TUOI GESTI DELLE TUE PREMURE
E MENTRE LE ORE PASSAVANO
STANCO SEI ANDATO VIA
ALZATO LO SGUARDO
SOLO IL VENTO SUL VISO
PORTAVA I TUOI BACI
E LE TUE PREMURE PER ME
strade vuote
serrande abbassate su vetrine inanimate
nel grigiore di un cielo basso
tra volute di una nebbia dispettosa
Aria stanca, aria ferma
pungente dei gas di scarico
eredità della frenesia
obbligata dei giorni di festa
Aria amara
intride l'anima
al pari dei polmoni
Alimentando il passo rabbioso
di rare figure stinte nella bruma
che a casa, già stanche s'avviano
Aspro si alza
il grido che accoglie il nuovo anno
nel peso di un augurio
che si scioglie nel silenzio







