Virus sociali mettono ali
diffusi su spazi digitali,
vignette in post virali
scrollate senza ideali
c’era una volta lo yo-yo
oggi arrivano i meme,
tra allegoria e metafora
portano beffarda allegria
in una campagna di hashtag
diffusi da infinite imitazioni,
ubiqui talvolta ambigui
geni dell’etere di internet.
affamato di verità.
Dove tutto era iniziato
dimenticando tutto quello che era vita,
erano emozioni, sensazioni.
Accetto di restare sospesa
senza cambiare idea.
Accetterò di perderti
accetterò il cambiamento del mondo
e resterò ancorata alla verita.
Lascerò andare tutto
nel disperato bisogno
di riaverti qui con me.
guardate 'o mare ncantate.
Vucate 'a ll'onne, ve cuccate,
vucate 'a ll'onne ve scetate.
Casarelle mprufummate,
'int'ô mare ve specchiate.
"Oi musichie', sona 'a nonna nonna"
a 'sta nenna, falle fa' belli suonne."
Duorme, nennella, senza paura:
'a luna ride, 'int'a notta scura.
'O mare ntona na sinfunia doce
e 'o canto d'‘a nonna, l’accorda c'’a voce.
giunto è al Sistema della nostra Stella
e va l'orbita di Giove a sfiorare
la sua presenza toglie la favella!
Durante il breve e intenso suo passaggio,
consentirà di scrivere la storia
per i terrestri recherà il messaggio
del tempo siderale la memoria:
se anche altrove si possano trovare
quegli stessi mattoni della Vita.
La coda il Sole farà evaporare
e la Scienza si gioca la partita!
Se apostrofassi il cielo
in gomitoli di rondini
incrinati d’addio,
settembre, scorza di mela rossa
come casa di un tramonto,
si aggrazierà ad una finestra
a giocar con le foglie stanche.
I fichi lividi di un buon profumo
morderanno polvere di terra
color d’ambra e nocciola
e nelle tasche del grembiule
di un piccolo scolaro,
settembre sarà dolce poesia
e di un vecchio contadino
strofa d’autunno a vendemmiare.
Quando la luce
si ritira
e l’ombra perde il suo nome,
non so …
se resta qualcosa.
Il giorno
lentamente si spegne
e la notte non viene
a prendere il suo posto.
Questo tremore, sottile,
contro il vetro del silenzio,
è voce senza bocca
che nell’oscurità
ancora ci chiama.
Le mani con cui
ho cercato
il volto delle cose
ricordano il calore
di ciò che ci fu vicino.
A volte resta anche
una parola mai detta,
ferma sulla soglia
come un viandante
che non sa se partire.
Restano …
gli occhi
dopo aver guardato
la cenere dei giorni,
le stanze vuote
che si allontanano
e un cielo senza colore.
Forse resta ancora proprio
ciò che credevamo perduto,
un filo d’erba
nella crepa della pietra,
un respiro che insiste
quando il respiro tace.
La luce si ritira,
l’ombra perde il suo nome
e siamo sabbia
senza forma.
E se qualcuno ricorda,
in questa oscurità
dove nessuno vede,
pronuncia ancora
il mio nome.
in balia di soffi e brezze...
seguo gli umori del tempo.
Mi inclino: talvolta cedevole,
a tratti sottomessa.
Poi mi rialzo: superba e altera,
poi torno a ripiegarmi
e poi torno a flettermi.
Tocco il suolo, ma non cedo.
Come canna al vento:
mi curvo, mi inarco, mi piego...
ma non mi spezzo.
Come corda di violino,
suonata dal vento,
mi fletto e poi torno a vibrare.
Sonetto classico, endecasillabi canonici a maiore con rime incrociate nelle quartine ed alternate nelle terzine in schema ABBA ABBA CDC DCD. Ateo, invalido e indebitato: ce le ho tutte per essere un paria :D
Nel mondo che ama guerre e religioni
un ateo che tranquillo vuol campare
e logica non vuole rinnegare
si sente preso a calci nei coglioni
da tanti d'ogni fede bei campioni
e da affaristi bellici che dare
l'ingiusta morte vedon per lucrare
migliore tra i possibili affaroni.
Rimango solo e sempre più isolato
in mezzo a complottisti e marionette
perché sempre ho studiato e ragionato
senza lasciarmi mettere alle strette
da dogmi, duci, dei, ma senza fiato
rimango ad ascoltare barzellette.
27/08/2026







