CHE ILLUMINI
IL NOSTRO GIORNO
CON IL TUO SORRISO
A TE RIVOLGIAMO
LE NOSTRE SUPPLICHE
INTERCEDI PER NOI
VERSO IL TUO FIGLIO
CHE SI E' SACRIFICATO PER NOI
AFFINCHE' LA NOSTRA VITA
SIA ILLUMINATA DALLA SPERANZA
DALLA GIOIA E DALLA CONDIVISIONE
NASO -7 -9 -2026
una nuvola solitaria
sta ad indicare
sospeso il tempo
d’uomini in pista
e piloti adesso in volo
partecipano alla rincorsa
il brivido
su quattr’assi di legno
e la voglia
giù per la discesa
delle monache
spigolo convento
anche paura
d’impattare
alla prima curva
contro la cinghia
di nostro padre
*
( il pilota Pironi venne sepolto a Grimaud, nei pressi di Saint-Tropez. Il fratellastro José Dolhem gli è sepolto al suo fianco dopo aver perso la vita in un incidente col suo monomotore, precipitando a Saint-Etienne. Sulla tomba di entrambi è stata scolpita un’epigrafe: “Entre ciel et mer”, “tra cielo e mare” )
Sonetto standard.
La bocca che non segue più la mente,
la vista che si spegne in buco nero…
cosciente ancora e quindi mi dispero,
farfuglio ma non si capisce niente.
Son attimi in cui paio forse assente
ma in preda ad un terrore veritiero
mi chiedo se è IL¹ momento e cosa spero:
che passi in fretta, sì, ma in cosa uscente?
Tornare o non tornare a questa vita
che non ha più da offrir nulla di bello
o spegnersi lasciando sia finita?
Ora è bruciato inutile cervello
e l’albagia² che aveva è già svanita…
provo a rimare ancora un ritornello.
¹: quello definitivo, finale;
²: presuntuosa boria.
04/09/2026
Infierendo sulle fronde.
Il caldo aumentava ogni dì
Infuocando le messi.
Il tempo passava
Inesorabile e lento.
Il cielo minacciava piogge
Improvvise tra nere nubi.
Il rombo d’un tuono
Il lampo precedeva.
Inerte la natura
Incerta attendeva.
Le tue mani mi cercano
I tuoi occhi brillano nei miei
E' tardo il mio meriggio
tanto quanto splende il tuo mattino
E la paura del tramonto
svanisce
nel calore del tuo abbraccio
tenero e vigoroso
Cullato dai giovani rami
di una forte pianta
Cedo alla notte stellata
padrona ormai del riquadro di cielo
che vela agli occhi altrui i nostri corpi
Notte, ultima vista, sigillo
di un oblio che
per un istante
si fa eternità
Non ho parole per questo dolore
gli echi di tanti poemi
sono ora bisbigli leziosi
le certezze che ci vestono si logorano
nella corsa su questi piani inclinati
cosa siamo?
i totem ci guardano impauriti finalmente
cosa saremo ?
Non parlo
senza sconti mi tuffo nel tuo pianto
mentre sento la pelle accartocciarsi in questa vertigine
aprirò un varco e risalirò
solo quando sarà il momento
per riprendere fiato
e guardarti mentre ti riavvii verso la salita
lasci la finestra aperta
l'aria sa di fichi spaccati
e la cicala si sente appena
Il sole tramonta prima
e capisci che il confine dell'estate
è una luce che non brucia più
ma accarezza la pelle
che non ha più l'odore
del sale marino
ma l'olezzo dell'attesa
posato tra le stelle
di un settembre addosso
Settenari a rime incatenate aba bcb cdc d.
Il tempo si consuma,
in fretta vola via
e troppo presto sfuma
in sterile follia
la consapevolezza
che a farti compagnia
non ci sarà carezza
ma grigio stordimento
che in soporosa brezza
mezzo cervello ha spento.
02/09/2026
E tu,
seduto accanto ai miei sguardi,
raccogli apostrofi dei miei baci
come margherite al tramonto
zittite dal plettro del vento
e poi, socchiuso in un pensiero,
carezzi la valigia disfatta
della mia nostalgia.
Le nostre mani dipingono
un tempo accasciato
sulla tela del silenzio
e tu,
seduto accanto ai miei sguardi,
accoccola nelle nostre tasche
rugiada d’infinito e pronomi,
quei breviari di luna che mi dedicasti
e poi straccia i petali del mio vuoto
e fanne corolle dei nostri nomi
ed il tuo amore per sempre mi aspetterà
sull’uscio socchiuso dell’anima mia.







