Rivisitazione e interpretazione personale dei vari miti di Aci e Galatea. I nomi dei personaggi sono cambiati per motivi di metrica, rime e altro ancora.
Poliscemo un ciclope di Sicilia.
Galantina una ninfa affascinante.
Aciaugello un bel giovin aïtante.
Questi gli attor che questo mito affilia.
Poliscemo che amava Galantina
volle un dì dichiararsi alla sua bella,
“Stai con me, dolce ninfa pastorella,
che ho di pecore almen ‘na novantina
che vivono con me nell’antro mio
e latte danno e cacio in abbondanza
sicché di cibo non avrai mancanza
e d’altro bene non avrai disio”.
Ma Galantina al ciclopaccio disse:
“Ma tu non sai di avere un occhio solo?
Come amarti potrei se non per dolo
come se l’anima mia solo ambisse
ad aver cacio e latte per la vita?
io sono amante in ver di poësia,
d’essa vivo e d’amor e, chiaro sia,
la minchia d’Aciaugello m’è gradita”.
“Vuoi metter la sua minchia con la mia?
Son ciclope e ho tutt’altre dimensioni,
per non parlare poi dei miei coglioni,
Tu credi che sian doti purchessia?”
Lei rifiutò e allora Poliscemo
che, pur grezzo, sapea suonare il flauto
col suono l’attirò, però fu incauto
ché gli sfuggì “Insieme suoneremo
io col mio flauto e tu con l’ocarina”.
Lei tosto scappò via, poi di nascosto
Aciaugello raggiunse nel lor posto.
Ma il ciclope cercando Galantina
di notte la trovò che al chiar di luna
facea con Aciaugello un bel duëtto,
l’ocarina avea lei, lui il clarinetto,
ma nol conclusero per ria sfortuna
ché Poliscem, di lava preso un masso,
massacrò d’Aciaugello il bell'augello
subito dopo l’attimo più bello,
ultimo canto suo, ultimo squasso.
Morì pur Aci senza più l’augello
e da Zeus Galantina infin ottenne
il sangue dell’amato aver perenne
qual acqua che formasse un fiumicello
che ancor dall’Etna vien col nome d’Aci
e fino al mar precipitoso arriva
dov’è ferruginosa una sorgiva
rossastra polla detta “ ’u sangu d’Jaci”. (*)
(*): il sangue di Aci
La nobiltà di un vero credo
quanta sofferenza nel
vedervi soffrire.
Le cattiverie corrono veloci
ed io che guardo , il mio cuore
fa colmare di dolore.
Perché amici belli a quattro
zampe sempre di più non vi amano
non hanno quei gesti gentili
per voi che l'unica colpa è starci
vicini. Vi annullano ,vi schiacciano
mentre in voi nessun odio.
Ci amate nonostante tutto
ma noi non consideriamo
più nessuno immagini da far star
male
invadono il web ,perché tanto
odio ,perché ,basta a tanta violenza
il mondo si ribella.
Amore per voi amici così
speciali vi deve accarezzare
per un dolce domani.
Combatteremo faremo
confusione per voi che non avete voce.
Due strofe di settenari rimate con schema “intrecciato” abababxx yxyxyxbb.
Tra poco vien Natale
ma io sul calendario
già cerco Carnevale
ch'essendo gran falsario
la maschera speciale
con riso straordinario
mi lascerà indossare
invece di frignare.
Ma c'è San Valentino
in mezzo da scansare
e quello è un gran casino
che porta a rimarcare
il solito destino:
non la potrò baciare…
E il cuore più precario
si sfoga nel diario.
10/12/2024
è ggià aria 'e festa 'int'ê strate, int'ê ccase.
A Nnatale luceano ll'abete addubbate...
e ttutte 'e presepie c' 'o bbammeniello nato.
Splenneno 'e llumminarie pe ttutto 'o paese.
'A Madonna surride ê fedele 'int'ê cchiese.
Na zampogna se sente 'int'a nu vicariello,
sona doce doce: "tu scendi dalle stelle..."
Oh Eirene
Oh signora della pace
Quando pensi che la guerra sia finita
Finita non è.
In questo grigio inverno,
Piegati dagli oppressori d’animo vuoti
Che han tradito i giuramenti scritti col sangue,
Siamo prigionieri di dogmi indistruttibili,
Guardandomi attorno
Il giorno sembra notte,
Nasciamo piangendo,
Viviamo piangendo,
Moriamo piangendo,
è tutto un diluvio di lacrime
Che ricopre la Terra intera,
Che pace è mai questa!
Se nella pace c’è la guerra!
Il mondo chiama,
Non ha smesso di sognare,
Un coro di voci si innalza nel cielo,
Gli occhi si accendono,
La furia si infiamma
E forte soffia un vento senza fine,
Tutto trema.
Non è follia,
è l’energia di Libertas,
Oh Libertas
La tua energia brucia nei nostri cuori,
Col tuo diamantino sguardo
In un cammino eroico ci guidi,
Con astuzia sfidiamo la tempesta
Trasformando la realtà.
I cuori si apriranno,
Dal buio arriverà il giorno,
Di un azzurro limpido si tingerà il cielo,
Sarà tutto un gran risveglio
E il regno dei colori
Avvolgerà la Terra intera,
Eirene e Libertas fondendosi vinceranno
Perché non c’è pace senza essere liberi,
In questa gioiosa unione
La vita trionferà.
di alberi sonnolenti e sempreverdi.
S'imbiancano i sogni,
rimangono gelati
a tanta freddezza climatica.
Nella casa
il tepore
di un ciocco di legno che arde nel camino.
Come sarà il mio destino
da oggi all'eternità?
Risveglio dolce al mattino
con un bacio della mia amata.
Ora so dove sei andata.
A darmi amore e solo amore.
Respiro che cresce di piacere
al sol pensiero del tuo unico odore
Con la guerra si perde
con la guerra si muore
di fame e di sete
la sete di dominio vive
la follia umana imperversa
la mente umana perversa
“si svuotino gli arsenali
si colmino i granai”
stragi infami di bimbi innocenti
bombe lanciate su ospedali
barbarie, terrore e morte
“l’Italia ripudia la guerra”
SALAM esplode la pace
SHALOM proiettili di pace
MIR un ponte per la pace
PAX disarmo in armonia.
di un giorno stabilito
i veterani si affannavano
sulle tavole imbandite
accolti ad ogni invito,
scartavano la merce
dietro un antro di velluto
portami tra i silenzi
dei tuoi versi meridiani,
pensavo mentre bevevo
da coppe umide e ammuffite
ho un asse terrestre
resistente alla torsione
membrane e nuove nevi
prosciugate dalle vene
e cento corvi morti che
strisciano sui muri
tra spigoli di ossa
e lapidi di vele.
si innalza un albero
Le sue fronde
abbracciano il cielo
sui rami
telati d'argento
ogni luce tremola
scintille di stelle
in un respiro magico
colmo di prodigio
Si narra
che le notti di Natale
si stringono
attorno a questo albero
i sogni di bimbi
come frutti maturi
e l'amore come linfa
scorre dentro alle radici
in un manto di rispetto
L'albero di Natale
sereno e fatato
l'albero immortale
simbolo eterno
un faro di speranza
in un eco infinito
La poesia
lavata e stirata
… inamidata
per essere ammirata
in quel suo ricercare
d’incantare il vento
è di un evo ormai lontano
andato.
È rimasta nel credere
di una Marchesa
nobilmente adagiata ai margini
della realtà e del tempo
tra la vanità dei luoghi
e le arti dei modi
artifizi
e consonanti mobili
per l’incremento dei poveri
nel convincere del contrario.
Evoluzioni ipocrite
che nel frattempo
ancora
non sono morte.









