Buio, oscurità accecante dentro
le divinità non mi riconoscono più
a stento, con invidia
leggo la loro storia
mutevole, falsa & divina.
 
Dea incandescente dalle forme di ghiaccio
 
Orripilanti uccelli giganti
&
graziose bottiglie d'aria
son dipinti nelle loro stanze,
alcuni parlano con essi.
 
Il telefono è un organo genitale
e squilla sempre,
nessuno risponde,
sopra recita un cartello
"VIETATO PREGARE"
 
Annuisco e prendo nota.
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Profilo Autore: Stefano Ragazzo  

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Ricordi le lune contate d’inverno
nei timidi passi sorti all’improvviso
in quel partire continuo credendo
che la luna celasse il nostro sorriso.

Ricordi lo sguardo che trapassava
quel globo nelle distese celestiali
e nel riflesso della finestra lasciava
 sospiri bagnati che diventarono ali .

Ricordi quelle nuvole di sogni amati
dove affondavamo i nostri pensieri
e partivamo solo di un cuore armati
indifesi e fragili, nudi, ma così veri.

Ricordami sempre nelle notti del gelo
vestita di te  nel tepore del tuo cuore
eterea tua lacrima toccavo quel cielo
nel bagliore magico del nostro amore.
 
Mi allontano ora nell’eterna promessa
 tu, guardando  il creato mi lascerai andare
ma questa notte ingannando me stessa
ho lasciato i nostri ricordi … volare.

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Vivrò.
Vivrò per esaudire
i tuoi sogni vestiti
dall’anima nuda
vivrò per amarti
mentre mi baci
scende la notte
e ruba gli occhi
lasciandomi cieca
 fragile , sola
ma io mi fido
mi fido di te,
mentre mi ami
e mi porti altrove
oltre quel fiume
dove sorge il pensiero
e piove…piove amore,
 mentre bevo
le gocce dal cielo
che svegliano lo sguardo
assaggio la libertà
e danzo dentro di te
in quell’ altrove ci sei
ci sono
siamo realtà.

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Sospiri bagnati
negli occhi velati.
Graffi di piaceri
sul mio corpo
arso dai tuoi pensieri.
Labbra aperte
nel desiderio nato
da un tuo bacio
laddove ti sei soffermato
ad amarmi
nel desiderio di avermi
ti sei tutto donato.
Ora accogli
le mie membra
avide
ti regalo l’esplosione
nei rintocchi
sarò la tua
impazzita visione
e tu che porti gocce
del mio piacere
e profumi
della mia essenza
bevi la mia presenza
plasmando il tuo essere
con l’anima mia
e se deve finire
così sia
ma che finisca
nella più grande e
gagliarda pazzia.
 

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Mi aggrappo a te
come le radici
alla terra armata
fredda, ostile
arida e segnata.
Spunto nel deserto
da una fessura
dentro il tuo cuore
e non mi fermi
e non mi arrendo
finchè ancora
 mi chiami amore.
Il sole mi brucia
 la notte ruba il sonno
  e ride
la luna giocando
con le sue stelle
ma io ho fiducia
e ti respiro
finchè profuma di te
ancora la mia pelle.
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Innaffio il giardino
m’aspetto spuntar rami esotici, zampe d’uccelli
forme nuove di vita, exploit di stagione
 
la calura mi fa riva di sale, ad ogni modo
piango  a sprazzi sulle note di “cry me a river”
 
una lucertola si prende gioco di me,
si tuffa beata nel gorgo
 
mia madre ha interrato un fagiolo,
salvezza sarà, svanire domani
su una scala di nubi
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Un cosmo vorace
torrida gola

e nature morte
in un giorno

Prima del passato
restami
accanto
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Registro l'audio
registro le grida

un pavone là in alto
su ciò che mi resta

ha la coda d'ammonio
 è una guardia di luna?



(Hiroshima, 67 anni fa la prima bomba atomica)


 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Accostamento
 
Sembra più sicura
in terra una betulla
che conterà 
più soli all’orizzonte
del poeta la sua vita
i tremiti o la gloria
se non li lascerà
ai posteri in visione.

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Profilo Autore: meteora  

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Se tu, che sei un respiro mi senti
guidami fuori dal tunnel nero
qui i cuori da tanto sono ormai spenti
ed io vorrei essere un cuore vero.


Se tu, dici di essere la ragione divina
seminata in una lacrima di amore e pietà
sappi amarmi senza giudizio e cammina
al mio fianco portando luce e libertà.

Se tu creatura credi di non aver mai sbagliato
lungo il tuo cammino di albe nell’orizzonte
mura allora il varco della pietà che ti hanno donato
troverò altrove la luce costruendo tra me e Dio un ponte.

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

Questo autore ha pubblicato 276 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Scoppia la testa
il cervello in fumo
annebbia la vista,
sale la nausea
si ferma in gola
perle di sudore
pungono la pelle
appiccica i capelli,
annaspi nell'aria
ti manca la terra
anche nel letto,
quel malessere
ti uccide...
è
astinenza di te.

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Andò via
una sera di maggio
attaccata alla coda
di una cometa.
 
Forse ad agosto
tornerà sulla terra
sotto forma di stella cadente.
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Manto nero
di
feroce sgualdrina
attende
la sera.
Il dado
sprezzante
è stato lanciato,
rotolando comprime
attimi avviliti
annodati
all’ultimo piangente
rantolo,
pagano tutti
egual misura
i clienti suoi.
 
Nessuno vincerà
l’ultima partita
ghigno
di nera signora
con ridondante
campana batterà
dadi come
massi
rovinosi
giù dai dirupi
del destino,
solo lacrimanti
implosioni
di grida gelate,
grondanti
da chi non
ha giocato
faran da sfondo.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Ricordi quel bacio mai dato,
in quegli istanti segreti
nell'infinito dei tuoi occhi
...più belli delle stelle
lucidi, 
bruni come la tua pelle
con riflessi bollenti
come il caffè del mattino
che riempie il respiro
nell'abbracciare il giorno.
 
Quel bacio mai dato
sognato fra tende 
mosse dal tempo
e dal solletico allegro del vento 
che ci sconvolge l'anima
fra raggi di sole, piogge
e brillanti fiocchi di neve?
 
Quel bacio mai dato
inesploso fra emozioni inebrianti
cosi estasiate da ricoprire
la nudità dell'anima.
Il tempo si era fermato
nell'attesa del brivido
di quel bacio
nel vortice di pensieri 
inquieti
su labbra di desiderio.
 
Ricordi?
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Profilo Autore: elena leica  

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Una linea retta divideva la città dalla campagna,,,,
Quante volte il calessino arrivava fino al punto
e i pensieri ossigenati volavano a ritroso
percorrendo quella strada ancora vergine,
respirando aria buona di erba bagnata,
Impossibile valicare quella linea,
solo un pazzo l’avrebbe scavalcata.
Verso destra sfilava il manto dorato del grano,
più all’orizzonte la verde pineta rinfrescava la vista.
Vita mia, solo mia, inviolabile al traffico feroce!!!
Via lo stress dal mio quadro salutare.
Poi un giorno la notizia che più infausta non poteva arrivare:
cubature di cemento assassino
avrebbero violato quella gioia.......
vai gli alberghi, vai i mostri commerciali,
vai la civiltà progresso!!!
Quale mente perversa può ideare
questo scempio di morte naturale,
quale spettro civile può esser questo
se sacrifica la gioia della terra!
Civiltà la chiamano gli inetti,
assassinio del mondo lo chiamo io
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Profilo Autore: mary  

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