Io, che non son più io
da quando sei li, affacciato alla mia finestra
Io, che mi perdo nel riflesso della tua luce
impressa nella mia stanza.
Io, che quando fa buio in cielo
non vedo mai il nero
ma mille colori
riflessi tra i pensieri
e poi tu, tu che non ti allontani dai pensieri
li navighi dolcemente
come remo tocca l'acqua delicatamente
come brezza che sfiora la vela
in un sussurro di emozioni
Io che se vedo i tuoi occhi
mi perdo nel tuo mondo di sensazioni
e scivolo dolcemente
dentro la tua anima
già dentro la mia
in una danza di pensieri
oltre l'infinito.
inedito di Antonella Soddu & Franco Alejandro Luciano Sedda
può servire per crearti
mare intorno
lascia che il fascino del tatto
lusinghi arenili, in ritrazione
svapori
sofisticando respiri, l’onda s’adagi all’etere
il mio, in affanno lacero, bianco e sterile
rapisca
occhi cecchini su schermi carnali
mani scostanti, retto procedere
sillabe purgate, conforto assassino
macchine, stracci, ipocondriaci abbracci
squarci rossori
valige in attesa, traslochi da me
sgoccioliamo remoti
odori assorbiti
annusando petali real touch
lo stelo ancora fra le mani
sonda
la fame dell’inconscio che mi logorerà.
Non ti conosco e tremo mentre svisceri il mio tenue
amore recondito
in fondo cicatrice appena
in fase d’assorbimento dal petto all’inguine
ti prenderò
in rassegnazione le tue gambe andranno
sole
oltre questo gelo in lega
verso il nostro spoglio incrocio.
Senza apparenza...
solo fatti, contenuti,
senza pensare
a chi ho intorno
senza far per loro.
Solo per me
volere essere
non apparire
e scrivere per me
solo per me.
Senza acun vincolo
senza la metrica
o quella rima
rima baciata
e mai capito
poi perchè.
Domani io, sarò così
e, per chi mi vuole bene
sono qui
son solo io,
senza apparenza...
solo essenza.
Mi son trovato
tra le mani
un vecchio libro di storia
ho aperto a caso
a pagina 295
ho cominciato a leggere
si parlava di guerra
e di un soldato
che nella pagina ha seguire
veniva illustrato,
un eroe che poi venne dimenticato.
Ho ritagliato con cura
quella figura
ci ho fatto un soldato di carta,
incorniciato l'ho messo vicino al crocifisso
che ho in camera da letto,
ed ogni notte dico una preghiera.
Ora quel libro
che parla solo di guerra
è rimasto senza il soldato
che andava ricordato.
Io ci ho fatto un soldato di carta
e come ad un santo
ogni notte gli dedico
una preghiera.....
Queste...
ali non sempre volano < faccio capriole su questo letto>
E' solo una supposizione credibile
Come dire a ogni persona che ha le gambe
di camminare curva sulle ginocchia < impara il mimo del dolore>
Logica e ragione
essere un chiassoso duo clamoroso ... <ritorna a volte il boomerang>
a quale decibel acuto
la mente invia all'osservazione <sono pieni di pus i brufoli del cielo>
eppure, gli occhi non sono sempre chiari
per ciò che sta coraggiosamente a diffondere <sono in sosta le notti, stelle di origami accortocciate>
a piedi per tutta la vita
con i sogni destinati al pathos <occhi che si scrutono all'interno in ricerca del tassello che gode>
volendo abbiamo avuto le ali per volare
lontano dalla logica e ragione
questo ci riporta in ginocchio
ci <acceca e ci rende sordi> <devano ridere gli occhi in sintonia con la bocca>
altrimenti
è
la fine per le nostre anime <anime anima 3 grammi di un'inganno>
scuotendo la testa alla gente come noi
sapendo fin troppo bene che sia
la nostra unica via di fuga dalla paura <amore caccia via l'uomo nero>
all'interno della mia
............. inabilità al reagire.Fiori freschi che hanno il tuo odore
colti dal campo del mio Amore
e a te donati in segno d' affetto:
adesso è il momento di stringerti al petto.
Io ho girato intorno alla vita
fino a ieri, poi siamo ad oggi
e sono qui con gioia infinita:
tu del mio sole, sei tutti i suoi raggi...
E il tempo scivola come lacrima al viso
di una stagione che negò a noi il sorriso
ora io e te non più attenderemo
che fermi di nuovo questo nostro treno.
Appena giunto alla nostra stazione
lo prenderemo per quel posto lontano
dove tenendondoci il cuore col cuore
rincorreremo la vita:
mano nella mano.
Ora.
della donna eternamente ripudiata
da tutti i secoli, dai pugnali ai polsi
dai poeti che l'hanno minacciata
di sballarsi col cianuro
per scacciarla dai loro brividi
come un amore infinito mai corrisposto.
Ma sapete, madame poesia è morta
nelle librerie, nei formati economici
nelle letterature,
Madame poesia è schiattata
con la mano di una donna incinta
che saluta allo scaffale I fiori del male
"Ecco,
finalmente un libro di cucina".
Poniamo almeno noi
la sua salma martoriata dal buon gusto
e facciamo nostri i suoi lividi...
Amiamola, baciamola
riportiamola in terra, riportiamola in vita
come i Messia...
Se madame poesia è morta
io sono un necrofilo e un cannibale
me la sogno di notte
e me la mangio di giorno.
La sua salma la trovi
a Ravenna in un tempietto
proprio in quella città vecchia
abbandonata come quel pescatore
e non importa se ai bambini
non insegno questa morale
basta che ne prendo uno a caso
e in ogni braccio hanno un buco
un buco sky non ci credi?
ma d'altronde dio è come quell'albatros
lo vedo volare, ma sta nel cielo
nel cielo delle idee perfette
come questa poesia che ora è in fase di putrefazione
ed essendo una bambina morente
sarà vicino a dio
come dal sommo poeta volente
di questa pioggia incessante
posandomi gioiosa sulle tue labbra secche
piangendo l’anima del tuo arido domani
Amor sognato nell’ultimo respiro
di una colomba che ha dimenticato di volare
e io a piedi nudi che t’ammiro
camminando sulle spine nella speranza che m’assale
Amor bramato spirando dighe di emozioni
travolte dall’essenza di questa vita
nel fiume dell’eterno piangi e mi suoni
in quegli occhi velati di tristezza infinita.
Amor come petali di rose
nei giorni
assopiti e giardini sotterrati
calpestando papaveri
che muoiono ora…
ma muoiono abbracciati.
Amor diletto scoprendomi eterna
posando il tuo tempo al cospetto
nel battito del nostro dolce petto.
Amor tra lacrime di due corpi consumati
in un’ ardua carezza
amor ti lodo, tu che ci hai amati
in una vita che or’ appare
solo una dolce e sognata brezza
Amor di rocce
tra le nuvole sospese
per non scordare
alla gioventù che sa volare
le vette nel dolore
dovrà sempre conquistare.
Amor che nulla doni
se non l’eterno
senza pietà per chi ti perde
lo disseti nell’inferno.
Amor come aureola di luna piena
che tanto ci ha amati
nella notte sazia dei nostri corpi
velandoci di spruzzi e baci immaginati.
Amor…
trovando la pietra di quella luna
scolpendola da un deserto
ove scrivere t’ho amato,
oltre...
non vi è ragion nessuna.
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Pace in Terra.
Dall’altezza Lui urla.
Popoli di terra aria & spirito,
stiamo qui, vigili,
ascoltando il suono
dell’immateriale.
Unendoci in un arpeggio
ben accordato.
La fine non giungerà!
Da Eoni giaccio qui.
E tutti mi hanno cercato.
A voi rispondo,
ascoltate il suono
dell’immateriale.
Appaiono immagini di te
fra le nuvole bianche
e la coda azzurra di Giugno.
Sei come il set da quaranta
dei Caran d'Ache, ai miei occhi.
riflesso sulla buccia della frutta.
Viviamo in un acquarello io e te,
nascosti fra i fiori della bohem,
e ascoltiamo la sinfonia impercettibile,
ma per noi fragorosa,
del tempo che passa,
dell'erba che cresce verde
per poi mutarsi in iperboli
di vie di mezzo.
Sono tutte solo ipotesi,
ma anche i nostri riflessi,
e le nostre ombre,
e le nostre impronte
sono compagni di vita.
Perché l'amore non ha dimensione,
ma prende forma, e si insinua
In un angolo in cui solo siedo,
tanta allegra gioventù rivedo
passeggiare verso incerte mete,
belle forse e forse molto liete.
Ed io qui in quest’angolo da solo
Siedo, e il mio ricordo come in volo
cerca ma non trova tra i miei pianti,
quell’io che sapeva andare avanti.
esattamente come mi sentivo al mare da solo questa settima...
07/06/2012
Omaggio silenzioso
a chi nella sofferenza
ha sempre detto no
al patimento senza valore.
Doveroso rispetto
a chi l’estro poetico ha donato
per incoraggiare
gli sconfitti già prima di esserlo.
Dono semplice
a chi l’uomo ha scrutato nel profondo dell’animo
per amarlo e gli autentici valori fargli scoprire.
Sentimento profondo
a chi cultura con modestia ha armonizzato.
E' in questa fase che
mi vedo correre verso le stelle
senza aspettarmi nulla
e senza una fantastica meta,
senza nessuna fretta.
Scendo col dolore della sera
nell'imbuto a falce,
dalle pareti di roccia
a una luna sempre più gobba.
Sarà solo un flash probabile
di aghi di ghiaccio
e un ultimo
tenero sarcofago.









