In forma di vecchia
il destino sorride
attraversa la strada
si gira, mi arride,
e vedo il profeta
con volto ridente
caffe` con futuro
ti serve suadente
e lei chiromante
”le carte son meste
io vedo il tuo amante
o quel che ne resta
la donna di picche
che ti vuole male”
”chi e` quella donna ?
perche` non scompare ?”
Un gatto mi osserva
pensoso dal muro
sei tu quella donna…
…ne ero sicuro.
seguendo le orme di un vestito nero
ascoltando il respiro di una vecchia signora
Sono cerchi di un albero tagliato
quanti anni ho adesso
e dove porta questo sentiero..
ho addosso il profumo della pioggia
quella che tra foglie di alberi agitati
ti sussurra , non seguirmi.
cancellami in quei pensieri da me lasciati
non seguirmi.
Provai dolore
forse ho anche pianto
andai in luoghi da te sognati
in quei ruscelli pieni di tramonti
chiusi i miei occhi
per non rubarti luce
e asciugavo i tuoi
dalle lacrime bagnati.
Ti scrissi l’amore nel cuore
e ho amato tra mille rose
la tua anima donandoti
il mio tempo
e t’ho stretto in un ricordo
lungo il dolore
sillabando tra le ciglia il tuo nome.
Dominando il giorno
suonavo sulle note della vita
per poi rubare al mare
il suo canto dolce
gabbiani messaggeri
sotto una luna indemoniata
mi pregavano in quel rovo
ove nascondevo i miei dispiaceri
In questi cerchi dell’albero tagliato
mi sono assopita
quanto tempo è passato
e cosa sono io …
questo canto della rondine e i sussurri
tra foglie secche nel passaggio di una
vecchia signora
non seguirmi
non sono un respiro
seguendo l’ombra delle orme
di un vestito nero
diventai solo l’eco della vita.
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intenerisce gli occhi
spira il vento
e bisbiglia al mare
il segreto del loro amore.
Tu che cerchi una barca
io che in te trovo gioia,
fredda la sabbia
come terra che accoglie
la pietà dell’ultimo sonno.
Scivolano le mie mani
fin dove nascono i tuoi sospiri
bella sei bella, ed io mi sento morire;
il tuo corpo tutt’uno con il tuo respiro nascosto
e l’oscuro pensiero di Dio sopra di noi.
Noi due come tutti gli amanti a ballare una musica muta
un tango inesorabile,
forse il mondo è una ferita
e un Dio la sta disinfettando col nostro sudore
ce la sta cucendo addosso.
Vita mia
Vita mia,
squarcia il cielo e muoviti su di me
precipita, come grandine sull’asfalto
coprimi ,come vapore sul mio specchio.
Stanotte vorrei vederti fermare la pioggia
accendere con un sorriso il lampo.
Sei venuta e sono stato pioggia
come erba bagnata ti ho nutrito.

Alla follia ci
siamo amati
fa da padrone
sbiadito
finito...
dello scandire dei minuti
che si dissolveranno
di un fuggire lontano
e sigillare gli occhi
profondamente
per ascoltare un segreto
che forse mi dirai
fra nuvole di poesia
stilla vuota nel cuore
inutile per me
pur se passionale
e commovente
nel rischiararsi del mio cielo
mutando lacrime in un canto
di un desiderio
d'un chiarimento
Perchè hai abbracciato la nuvola
nera, anzichè la nuvola bianca?
Sera d'estate
fuggito altrove il temporale
quietato si è il vento
la pioggia ripulito ha
come brava massaia
le fronde degli alberi
dalla polvere,
il cielo ha ritrovato l'azzurro
una brezza soave
solleva dall'afa
Ed eccomi qui
davanti ad un video,
che l'elegante pergamena
ha sostituito,
le dita sulla sterile tastiera
non abbracciano più
le belle penne
con l'inchiostro
di un tempo che pare
così lontano,
a far piover parole
grondanti dal cuore
per farne poesia
nel silenzio intimo
della sera che avanza
Nell'aria vibra
la musica soave di Vivaldi
godo di questo momento
di pace armonica
alle spalle svanisce
il giorno passato
vissuto di momenti
stanchi, pesanti
ma pur di sorrisi
gioie condivise
di profumi e colori
che i giardini vestono
Perchè la vita solo non è
pesantezza, tristezza
ci dona momenti
da assaporare
come pasticcini alla crema
addolciscono il palato
e l'anima
e nel posar le membra
stanche e doloranti
sul talamo
aspettando l'abbraccio
di Morfeo
ringrazio Dio ...
un altro giorno mi ha donato
come terra arida lungo le sue piogge
in quel dissolverti in me dolcemente
sotto un cielo che tanto ci ama .
Come torrenti lungo tortuosi percorsi
travolgo i giorni che passano lenti
e ti stringo nei miei orizzonti
laddove cielo e acqua danzano prepotenti.
Ti sogno amore
nello scrigno delle lune nascoste
tra timide stelle di rara bellezza
e ti invento in quegli attimi di pazzia
diventando sospiro da una tua carezza.
E ti racconto cuor mio lontano
di parole mai dette e di sorrisi mai nati
di albe sopite nell’assenza di te
e delle tue mani che mi donavano
giorni di gelsomino lungo i prati.
In quel passaggio di calore sulla pelle
riposano baci celati d’eterno
sta spirando l’anima mia
coprendo gli occhi d’inverno.
Sorvolo maestose vette innevate
cavalcando un rigido vento
e lascio orme di ali spezzate
saranno sepolte
sotto valanghe da un urlo
che io non sento.
E io tra piogge sulle ciglia folte
stanche di chi nulla più spera
chiusa nello scrigno delle lune
dell’ultima nostra primavera.
+++++++
Esaltando l’ego fondato sul niente, si arriva
al niente si resta e basta che sembri migliore
di ciò che è altrui, disinteressa solo il perché.
E non ci appartenga, questo lirismo ostentato
Stridente in ogni strascico, resta e basta, strega
in prossimità di retina, c’è giustizia in conflitto
purtroppo, il respiro non ha mai traduzione.
Preferisco il rumore assordante in ogni sua variazione
Al tuo mutismo orchestrato, in privato si mercificavano spettri
di gloria in frastuono si svergognavano nani e saldi eufemismi
cliente di te stesso in stasi ricadi e già dovrebbe essere stato.
Fino al silenzio che vuoi
Sai di letargo interrotto di colpo
di nervo che affiora sai, si brucia
di me, sai, d’intreccio che occulta.
Fino all’orgasmo che avrai
Detesto versificare l’odio ma mi tocca
spero poi tolga la mano e venga a me
in preda al panico di forme, la grazia.
Figlio non leggi
la stanchezza del cuore
e la luce riflessa
in quegli occhi di madre?
Se ti soffermi solo un istante
puoi vedere le tue primavere
nei suoi occhi e ogni alba
del tuo giorno.
Un giorno forse lontano
leggerai nei versi di poesia
che tu eri per lei
il respiro del giorno
e vita della sua vita,
che ogni parola
senza amore
la faceva morire
per poi rinascere
nel tuo sole.
Allora vorrai fermare il tempo
andare indietro per entrare
in quegli occhi di madre
regalare quel sorriso
tanto desiderato.
Mah figlio!
Come vedi
è arrivato l'inverno
il sole si è spento
c'era tanta stanchezza
nel cuore di madre!
Danza d’autunno
danzano muti
ballan leggiadri
i miei sogni perduti
presente e passato
incrociano i passi
balli anche tu
credevo mi amassi
parole scontate
di un giorno lontano
danza anche lui
e ti prende per mano
ci sono tutti
i volti di ieri
gli errori banali
e i foschi pesieri
guida lo stuolo
di perse occasioni
l’inerzia mia stolta
con occhi sornioni
scandisce il tempo
di questo rondo`
l’amaro riflesso
di ciò che sarò.
Torna la quiete
non s’ode frastuono
ti volti mi osservi
lo sguardo lontano
non so chi sei
ma ti prendo per mano.
“Sai che non cerco il comando.
Disorientato dal tuo duro sguardo
Dalla tua intelligenza
Mi perdo dentro a un bicchiere.”
L’uomo nuota a stento
Dentro il suo alcolico mare
La donna si lamenta
Guardandolo annegare.
All’uomo rimane la forza
Si aggrappa alla donna
trascina rabbioso
nell’oblio silenzioso.
In due si respira
in due si annega.
“Compagna di viaggio,
voglio da te una promessa :
se ritorno uomo
mi prometti che abbandoni le tue paure
e ti lasci andare tra le mie braccia
in un pianto di liberazione ? “
Il carnevale è finito.
l’indimenticabile sorriso,
Immenso come l’universo
il caldo cuore,
Espanso come il sole
il profondo intelletto,
Eccelso come la vita di un eremita
il nobile animo,
Radiosa come la luce
la dolce parola,
Lontana come il cielo
ma presente nell’intimo di chi
ti ha amata e ti ama
GRAZIA, mia adorata sorella,
solamente un rosa, anzi un fascio, oggi posso offrirti
da questo svagato e triste mondo,
ove tutto parla di te
ma di te
io e il mio cuore più non sentiamo
gioia varcare la porta.









