d'essere migliori.
Cos'è che ci fa pensare
d'essere arrivati...Onnipotenti.
Oggi ho visto un barbone
non ci ho fatto mai caso
ma ho guardato i suoi occhi
eran pieni di lacrime.
Non ho fatto come sempre
che facendo finta di niente
me ne andavo....
Ho dato quel che potevo
al vecchio barbone
poca cosa, ma data col cuore,
immedesimandomi in lui,
ho pensato:
come ci si può sentire
soli,abbandonati.
Che cos'è che ci fa credere
d'essere noi, quando non siamo niente
solo polvere...
E quel barbone,le sue lacrime
m'hanno fatto riflettere.
Chi siamo noi
che giudichiamo,invidiamo
straparliamo,rubiamo,
ammazziamo....
chi siamo...Nullità!
Che finisce in una buca
puoi essere ricco o povero
li ci finisci,
venendo presto dimenticato.
mai scritto e mai narrato...
Mi hai atteso, come promesso,
ai tempi in cui cercavo
un battesimo sotto ogni pioggia,
dietro ogni arbusto un nuovo mondo.
Cammino rallentando il passo
e finalmente col sorriso,
che prima disegnavo solo sui quaderni
o con le dita sopra il vetro
della mia anima appannata.
Com'è facile ora,
da questo limpido fiume,
ritrarre la mano con la pietra
su cui incidemmo il nostro nome.
La stessa pietra che scagliammo
in un vortice nero
al principio di ogni baratro,
maledicendo il cielo.
Com'è facile voltarsi e senz'affanni
rilanciarla tra le acque,
sapendo di trovarla li per sempre,
sotto uno specchio che mai muta
e mai è scomposto dalle onde.
Eccomi infine tra le rocce
baciate dal raggio eternamente tiepido.
Chi ha saputo farsi pestare il cuore
venga a cibarsi di tutti i nettari leggeri,
qui dove il peso è un ricordo ormai sepolto
e la polvere dei sogni risplende
ardendo lieve tra le mani.
Le nostre mani...
Sempre più vicine...
Cammino e per la carezza del mio passo
non lascio impronte...
Che sgorghino senza requie
le acque ristoratrici
che levigano le divine sponde
e la più alta fonte
della cascata del fato che ci sfiora.
I miei occhi brillano come i tuoi,
fari nella nebbia per un disperso
sognatore,
brillano come i tuoi,
come la mano che ogni volta
mi salvò la vita.
Padre dei viali smarriti,
dei chicchi di grano sul sentiero,
Padre che col tuo canto
proteggesti le notti
dagli ululati del vento.
Padre dal mantello lungo un sogno,
custode delle litanie più tristi,
Padre, ultima luce al fine
d’ogni poesia,
che allontanasti lo splendore
del pugnale
e le lusinghe degli occhi oscuri
che riempivano i mie specchi.
Padre,
eccoci ora...
Questa corrente ci ha portato
al nostro abbraccio,
al soffio di mille candele che si spengono,
al suono di carillon
che copre del cielo
il frastuono di una pioggia di stelle,
alla fiamma del tempio che si eleva a incendio
consumando la carta antica
d’ogni nostra prigione.
Ci fu un assalto di seta
da una nuvola grigia sopra la falce di luna
e sono andato pazzo.
La luna ha detto... tornerò
per il trucco scintillante
Quando il sipario si disegnò.
Tatuaggi indelebili sul mio petto
ti perseguitano tutta la notte.
Mordesti le stelle nel frattempo.
Dopo in giugno sparisti
con macchie di luna sulla camicia.
ti ricordano il numero di notti
che hai dormito con me.
La logica finisce col dilavarsi
sotto una pioggia che azzera,
cuori convinti si sfatano
uno dietro l’altro
passaggi archiviati
gli abitanti e i destini in tasca
I nomi degli insetti,
vedi come ronzano via
dall’epicarpo
e i nostri, rune per gli occhi,
suonano nelle menti al sangue esplicito
sottratti se stessi al verme
ripidi viaggi passano, per i semi
presto nei solchi dei cicloni
fuggiaschi e vinti, non tornano
ma a volte intravedo germogli tesi al vago,
mani splendenti aprire e chiudere
carezzandosi il dorso
Una carezza sfiora
in una bara fredda
caduta dal mio dolore
il tuo viso
sorridente al mio vuoto
tra le mani un rosario
serena falsa espressione
addormentata nella morte
la tua pace per un attimo
ho invidiato
la tua luce sai
nel buio mi ha accecato
come solo i vivi sanno fare
poveri mortali
che si affannano a volere
amare e vivere
deboli in balia di emozioni
effimeri e caduci involucri
invece di capire
che dopo la morte
tutto è così chiaro
tanto che ridicolo
appare persino l'ultimo pianto caro.
Conservo con forza
nel mio cuore il tuo amore
tutto quello che mi hai lasciato
ingannando la morte
nell'anima mia vive beato.
in attimi chiusi tra le labbra
e non c’è acqua che disseta gli occhi
solo, pioggia d’immagini, menzogne, follia
lungo le spiagge del silenzio.
E cercando ragioni per vivere
volano, meriggi levigando poesie
ubriachi di sangue, impotenti
davanti all’odio che, semina morte
e spegne stelle innocenti.
Scava fosse la vita, ridendo e danzando
come funambola, su corde invisibili
dispersa come foglia tra soffi
nei freddi inverni, di cuori senza pace
all’ombra di un sole, che non scalda.
L’attesa mi sta uccidendo
e` come un pugnale
piantato fra il polmone e il cuore.
Ma io non posso morire adesso,
non prima di averti gridato
tutto l’amore che vomita
la mia ferita.
L’attesa mi sta soffocando
e` come se avessi
ingoiato una spugna.
Ma io non posso perder fiato adesso,
non prima di averti mostrato
quanto amore sta strozzando
la mia gola.
L’attesa mi sta accecando
e` come un perpetuo abbaglio
puntato sul mio sguardo.
Ma io non posso rinunciare alla vista adesso,
non prima che i miei occhi
ti abbiano narrato di un amore
che non conosce il buio.
L’attesa mi sta assordando
e` come un ancestrale lamento
che mi accompagna in ogni dove.
Ma io non posso salutare il mio udito adesso,
non prima di aver ascoltato con le mie orecchie
se il tuo cuore canta le mie stesse note
di nostalgia e di amore.
Sto nascendo in te…
ho bisogno del tuo battito forte
saziami
respiro rara verità
sfuggendo alla morte…
Nasco germoglio nel tuo cuore
tu amami se puoi anche nel tuo dolore
nuoto nel mare dentro i tuoi occhi
sono lacrime cosmiche e io mi nutro d’amore.
Ora fermati uomo saggio
io sono note di uno spartito
ove scriverai la mia vita
spazia in te anche il malvagio
ma tu sappi suonarmi con le tue dita
un pianoforte smarrito
in questo spartito di vita
che mi stai donando
soffia in me le ali
io arrivavo un tempo volando
ascoltami…
Sono il tuo pensiero
nel tempo
la mente
il più grande mistero…
accarezza il vento
e vestimi della tua luna
nel sole battezzami
fammi danzare
sii il mio condottiero.
Ti sei scordato dei tuoi poteri
nel cerchio infinito
ora sei solo
ti sei smarrito
MA IO SONO
sto nascendo
scrivimi dentro di te
il tuo silenzio diverrà luce
esplodendo
in me.
Ascoltami….
+++++++++
Che silenzio assordante
provoca l’incertezza,
parole in chiaro scuro
dette e non dette,
tra i sogghigni e le occhiate,
di chi del dire fa professione.
Resto sospeso
tra l’incazzato e l’offeso,
con l’incubo
di una grandinata di parole
senza senso.
E’ giusto vivere nel dubbio
Tra i sorrisi ironici
di chi non ti da risposte?
Vorrei dar certezza a un’esistenza
piena di dubbi,
senza dover mai
mascherar la mia insicurezza
di eterno fanciullo.
Son solo un sognatore,
troppo spesso indeciso
con mille sogni da realizzare
e mille altri da creare
osservando il fiume della vita
scorrere lentamente nel suo percorso.
Urgnano 29.04.2012
Noi donne...
abbiamo energia da vendere,
e non c'è più nessuno
che sappia farlo piangere
partorito nella solitudine
non ha volto nè voce
ascolta immobile il silenzio
giace nella terra del pensiero
fiorisce rose nere
si apre all'inverno della vita
cresce sotto la superficie
con le radici scoperte al dolore
potato nel dubbio si nutre di buio.
Muore in vita e vive nella morte.
Dorme senza fede e senza speranza.
Assaporo la sua fine lenta senza pelle
e lascio che lo spirito evapori sotto terra.
Voglio amarti
questa sera
come non ti ho
amato mai
voglio lasciarti la mia
essenza
e farti scivolare nell'oblio
dolcemente
farti perdere la ragione,
nella tua orbita
sarò universo...
né prima di me
né dopo di me
nessun pensiero ti sfiorerà
soltanto io sarò
il tuo sole
la tua luna
il tuo mare
solo io sarò parte di te
perchè io sono in te
come tu sei in me
lega indissolubile
Grazie perchè
sei entrata
nella mia vita
con passo lieve
e dolce fermezza
Grazie perchè
ogni tuo pensiero
espresso a parole
o creando poesia
è freccia
dorata per il cuore
le conservo preziose
Grazie perchè
il tuo sorriso
illumina l'intorno
come il sole all'alba
dai tuoi occhi
rispecchi amore
per ogni creatura
vivente
per te nulla esigendo
Grazie perchè
dalla tua vita
sia nella sofferenza
che nella gioia
hai pennellato
di coraggio
e mai hai chinato
il capo
se pur il cuore
tremava
dipingendo un quadro
che nessun pittore
mai potrà creare
Grazie perchè
cambiando nel tempo,
nel corpo,
l'anima tua
non hai mutato
sempre limpida
pronta a raccogliere
a dare e pagarne
anche le spese
Grazie piccola
grande stella
del dono dell'amicizia
che mi fai
dono divino
che uguali non ha
Dio ti ha donato
un involucro bellissimo
che racchiude un'anima
di rara bellezza
AD UN'AMICA COSI' SPECIALE CHE MAI HO INCONTRATO
NELLA VITA ..... GRAZIE DEBORA ....










