Mi colorai la notte
sfiorando i tuoi sogni
nel candore restituito ai miei anni
cosicché presto
fosse giorno dipinto di sole.
Puntuale la pioggia
scombinò quel quadro
e i colori mescolati
casualmente
si sparsero sulla tela
e più furon gli stessi.
Ma ancora nei miei occhi
disegno quel prato
in cui le mani ed i passi
si alternano coi tuoi
e dove le parole
portano il peso di un tempo
che inesorabile avanza
senza mai attenderci.
Sotto un cielo
che adesso
sento un po'
ancora mio.
stefania
E BOOM!
Bomba, colpo forte,
BOOM! BOOM! BOOM!
quel minicicciolo 10 anni fa
poi il fuoco d'artificio
e BOOM!
Lo schermo si fa rosso
la radio fa crsshsrsh
e il mondo trema
terremoto
Mi ritornano frasi dette
che fanno BOOM! con me
in effetti è lecito per l'idiota di turno
dire adesso che sono uno "scoppiato"
o che meglio sto scoppiando
e BOOM! e BOOM!
Figura da fumetto
e un fungo nucleare
e il tramonto BOOM!
e la retta si fa tonda poi a zig-zag
poi penso di essere un visionario
poi BOOM! BOOM! BOOM!
sento di volare e poi
cadere
nella pace divina
ed io rinasco per te
che immenso sei
nell'aldilà della luce
terrena
per il popolo
umano
invisibile agli occhi
nemici
approfittatori
di insoddisfatte
circostanze
sbagliate
Ti penso e mi domando
quanto è durato il flagello
sul tuo corpo martoriato
insanguinato
pulito dal cielo?
ritrovo la mia pace
quando sogno
e faccio l'amore
con le mie falene.
Solo di notte
m'acquieto
quando con l'anima
consumo l'incesto
quando le parole non contano
e nemmeno il gesto.
Solo di notte
sono un uomo perfetto
la perfetta imperfezione
tra l'equilibrio dell'essere
e la libertà di decidere.
Solo di notte
dipingo con gli occhi
respiro sott'acqua
e parlo coi pesci
libero l'istinto
e volo leggero
senza carne
senza ossa
e m'incarno
nell'eterno femminino.
Solo di notte
io non sono
non mi accorgo di me
e vivo una vita da morto
pur respirando
e non penso, non parlo
non conto le ore
non amo e non odio
vivo al buio
di un mondo colorato.
Solo di notte
non sono sostanza
divento Spirito
e si chiude il cerchio
sono figlio e sono madre
sono il Dio del mio risveglio.
Inizia il gioco
Tu!Vai di qua,
lui va di la
il più piccino
rimane con me.
Dai su!Bambini
venite venite,
v'insegno un gioco
il più bello che c'è!
Saltate la corda
ricordate bambini
non si rimane
per sempre piccini.
Un due tre stella
o nascondino
non fermeranno il vostro destino.
Lo so!E' un discorso da grandi,
credete a me
che son stato piccino,
saltate la corda,
sognate, gridate
il mondo è dei grandi,
rimanete bambini.....
E’ vero c’era il sole ma l’aria
sembrava di autentica bufera
io la guardai negli occhi, aveva
la stessa malinconia ch’é a sera.
In quella passeggiata riscoprimmo
di poter dare del nostro gran tesoro
mi dava lei brandelli del suo mostro
ed io i miei le riversavo addosso.
Con quella pizza avvolta tra le mani
camminavamo appresso a quei pensieri
fin lì esternati pensando già al domani
quel bacio poi sul ramo ci vide passeri.
degli operai,
l'andirivieni di faccie
più stanco,
l'aria più fresca,
la luna si mostra,
i fiori del pruno
si fanno più bianchi,
stentano appena
una danza leggera.
Su nel cobalto, tra i rami
s'accende
il cinguettio della sera.
Ho tracciato rotte verso immagini sbiadite,
posando pietra dopo pietra,
innalzando anime per strade infinite,
tra cieli di fiaba e di cartone,
per sfiorarti
e sentire le curve del mondo.
Chilometri di foglie e vento separano
il tuo azzurro dal mio viaggio...
Chilometri di stelle e di paura,
di notte e sogni, di strade chiuse,
chilometri di materia e di avventura,
di miti affogati in un tombino,
di tenerezze appese a un filo,
di grotte allagate, di odissee in una stanza
alla ricerca di una tazza da caffè.
Vorrei fare colazione con te,
ma ci sono chilometri...
È così facile predire il futuro del prossimo passo,
ma qui i passi sono molti
per raggiungere il mio tesoro tra le colline,
per vedere nuovi alberi e calpestare altri insetti,
e nuove spine, e nuovi arbusti, e nuovi viaggi...
Io costruirò le mie ali per poterti guardare,
anche se non ti toccherò,
se per alzarmi dovrò rinnegare il suolo e i monti,
l'erba e gli stagni,
col sole in pugno e sotto il baratro,
Io Partirò...
Volerò così in alto che in quell'abisso non potrò specchiarmi,
ma i tuoi occhi, cristalli del cielo riflesso,
mostreranno agli astri il rosso fuoco di un dipinto,
di due angeli avvolti in un abbraccio, dei loro occhi,
braci dalle fiamme ardenti,
dell'eterno bagliore di chi ha vinto.
Ho visto il limite dei nostri pensieri.
Esiste.
E’ un limite diverso per tutti.
E’ triste.
Tante immaginazioni si sono
fermati già…alle prime stelle.
La pigrizia umana
che uccide sul nascere
fantasie stupende,
le fa soffocare
con i nostri occhi
che riescono a vedere
solo quando sono aperti.
Ho visto quelli
che sono nati
e subito dopo
si sono fermati
chiusi per sempre
in quadri astratti.
Pensieri profondi
da interpretare attentamente
poiché sono creati
dalla parte misteriosa
della nostra mente.
Vagavo tra le galassie
e so che niente
si perde realmente…
nubi dense, di sospiri,
desideri splendenti
strappati e volati via
formano un infinito cuore
che…pulsa e trasmette amore.
E’ un unico battito
di un’anima
composta dai nostri pensieri
quelli di oggi e quelli di ieri.
Conosce il nostro domani
e ciò che pensiamo è già scritto
sulle sue mani…e c’è chi lo chiama destino
anche questo
un disegno mentale carino.
Il mio limite…dei miei pensieri
dove è?
C’è anche quello
ma non lo vedo adesso.
Sono semplicemente…
andata oltre,
sorretta da un amore immenso.
Quel giorno d'aprile
di tanti anni fa,
lo rivivo ogni anno,
le stesse sensazioni
il battito del cuore
di una donna bambina,
ci giurammo amore eterno
davanti a Dio
Felici un po incoscienti
desiderosi di affrontare la vita
insieme,
superare montagne
navigare su limpidi mari
Sentivo scalciare nel giovane ventre
il frutto del nostro amore
percepivo il suo sorriso
nuotava felice in quella
sua primordiale casa
Nasceva quel giorno
qualcosa di mio, di nostro
la promessa nel cuore
di essere madre e moglie
perfetta,
dissolta nel vento la ragazzina
poco considerata
senza futuro decente
senza amore
che poco parlava
esente da sentimenti
No, serviva la chiave giusta
per aprire lo scrigno
segreto del mio essere
e fosti tu amore
a compiere il miracolo
mutandomi in cigno
Marchiato a fuoco il ricordo
di quel giorno d'aprile di tanti anni fa
nel mio cuore
tatuato sulla mia pelle il mio amore
che come la rosa di Gerico
mai muore
Sabato 7 aprile è il nostro anniversario
di nozze ... 33 anni insieme .....
Avevo 18 anni e lui 21, giovani
si ma tra alti e bassi, burrasche e albe meravigliose
siamo ancora insieme ..... l'amore vero
supera ogni cosa e vive in eterno
Auguri amore ...

... Lo stesso batter d'ali...
Con il tuo languore,
mi desti dal torpore
del primo raggio,
mi avvolgi nel più dolce
abbraccio...
...Sento sfiorarmi,
da morbidi ed eccitati
seni,
le tue labbra,
ancora con il sapore
delle mie,
iniziano lentamente
a scendere sul collo,
le mani che mi cercano
provo a muovermi
ma, con uno sguardo
perentorio,
nel silenzio di respiri
affannosi,
suggerisci di
rimanere immobile...
...Il calore delle tue mani,
mi raggiunge,
in quel lento crescere,
mi avvolgi,
in quei delicati movimenti
mi senti pulsare...
...Inaspettatamente,
le mani lasciano,
quel eccitato posto
al dolce calore umido
delle tue labbra,
per un breve contatto...
...Le tempie iniziano
quel battere ininterrotto
del desiderio,
smetti quasi subito,
non ho il tempo
per deludermi...
...Sento tutto il calore,
del tuo splendido corpo
invadermi,
le vibranti gambe
stringermi fianchi,
schiudo gli occhi,
lentamente svanisco
in te...
...Percepisco,
ogni tua più piccola
emozione e contrazione
nel prendermi...
...Iniziando a volare,
con lo stesso
batter d'ali,
verso quel cielo
dell'infinita estasi
del piacere,
nel sentire ed essere
nell'altro...
in quel silenzio
di parole
le grida delle
anime
Lontano,
struggermi vorrei, esplodere
in un' infinità di atomi
come una creatura folle,
nei ritagli dello spazio,
sì, lontano da ogni
futile sguardo.
Ma poi,
un'energia mi riassembli
con la stessa forza
con cui sbocciano le gemme e
boccheggia la marina, risciacqua
e s'asciuga la terra bagnata
dal quel languido pianto.
Mi rigeneri questo informe
sole pallido.
Lontano
correre e correr forte
e rallentare a stento e fermarsi
barcollare stanca,
ebbra di pensieri.
Lontano,
oltre le fessure del bosco
di pini, uno sciame di luce infranto,
un bagliore ceseste, si distende
flebile, la mia anima nel manto.
Acoltare lo sbadiglio di un lago
che scioglie le sue membra
e sentire
sola
la mia essenza.
L'albero
con cui dalla finestra parlo spesso
mi risponde, con passione e sogno...
Buongiorno amico, come te la passi?
Che te ne pare di questo nuovo giorno?
Io sono qui, non penso mai al dopo,
Io vivo di memorie soprattutto
...e tu come li vivi i tuoi ricordi?
Semplicemente, rispondo,
sono un vigliacco, pertanto li nascondo,
non è materia che mi piaccia tanto;
i ricordi li tradisco e poi li pianto
sulla collina dove non ritorno.
Voglio tu sappia questo:
se gli concedo spazio,
se li faccio riaffiorare
mi sembra di aver perso quasi tutto
mi stanco presto, mi viene nostalgia,
si presentano pensieri che non voglio,
mi sembra di invecchiare un po' più in fretta
da ieri ad oggi un soffio, un salto,
decenni, anni, volati in un secondo.
Il mio tempo, dice, è lento in apparenza
ed ogni giorno, anno, sembro uguale,
ma non è vero, cambio di continuo,
se tu sapessi quanto odio il vento.
Tu odi il vento? Credevo foste amici;
pensavo ti piacesse quando scuote,
quando sembra piegarti e si fa forte
o quando accarezza con dolcezza le tue fronde.
Ci conosciamo da sempre, ma non siamo amici,
spesso soffiando mi riporta indietro,
agli odori della vita che trascorre,
alle mie prime radici nella terra,
ai primi rami, alle mie prime foglie,
alla gente che mi è passata accanto,
che se n'è andata via, che non ritorna,
cuccioli d'uomo dalla vita corta.
Mi vedi verde, giallo, nudo,
poi di nuovo verde,
mi vedi al sole, sotto la pioggia,
in piena luna, al buio di una notte senza stelle,
ma è un'illusione, solo un'apparenza,
è quello che non vedi che è importante
io come te, ho i miei capelli bianchi.
Io come te avrei da dire tanto
sul tempo che trascina la mia vita
e sulla sua violenza frettolosa.
Una per tutte?
Le foglie ancora verdi che ho perduto.
Capisco, amico, ma non so che dire,
io sono un uomo,
uno di quelli che passano veloci,
ma non vivo di rimpianti
e amo il tempo
Mi piace il vento,
apprezzo le sorprese e i cambiamenti.
Certo, di errori ne ho fatti proprio tanti
niente di grave,
piccoli errori che cambiano la vita.
Uno per tutti?
Quando per orgoglio ho detto addio
invece di dire che l'amavo tanto.
L'unica foglia verde a cui tenevo.









