Mi incanto dei doni della natura,
inizia a nevicare
il verde dei prati immerso in una miriade di diamanti,
gocce di rugiada filtrano i raggi di sole
poggiate su esili steli o impigliate tra artistiche tele.
Gli occhi del cuore oltre la materia.
Sbocciano fiori di neve su alberi spogli.
Suoni ovattati trascinano ricordi di nenie antiche,
la consapevolezza della presenza attraverso brividi gelidi.
Il paesaggio abbaglia e cala la realtà in una dimensione fantastica.
La sera spengo il televisore
porto il mio corpo stanco a riposare
Quando chiudo il libro
che prende la mie mente
e volo in altri mondi
Chiudo il computer
abbandono la navigazione virtuale
dei pensieri
La realtà della vita
mi crolla addosso
sono foglia morta
sbattuta dal vento
in un percorso incerto
e vero
L'acqua leviga rocce si incanala
nel corpo della terra crea
carsiche terre mangiate a morsi, pozzi,Foibe
fili di ferro ad ossi di mani legate
discarica di resti, urla in echi della terra
cranei che uniti si parlano e ci parlano
cunicoli ostruiti dalla follia della pulizia
in fila indiana sul baratro senza scelta
risparmio di umanità un colpo inesploso alla nuca
uno sopra l'altro si attenua la caduta all'inferno
ossa rotte sopra al figlio morto
madri ricoperte da madri
si abbracciano per ricordare al mondo
rocce insanguinate di affreschi umani
la vendetta la pulizia senza sprechi
ed io seduto scarnifico il tiranno
posso sentire il tonfo le ossa
le urla le preghiere i perchè
ascoltale oggi almeno provateci
quelle voci che tutti hanno evitato
per anni.
Maledetta abitudine
ci si abitua a tutto
odiosa idea
di una resa consenziente
maledetta abitudine
di non sentire più
le assenze più care
maledetta abitudine
alle fragilità più ignorate
subdola e strisciante
normalità truccata
giochi a far sentire vivi
là dove si è già morti
Odiosa maledetta abitudine
uccidi i sogni e le illusioni
sotto un mantello
di quotidiano vivere
Mi ribello a te
come solo alle peggiori calamità
non mi avrai perfida strega
con la tua aria rassicurante
infida bugiarda di false promesse di morte.
alla follia non risponderò
un aiuto risponderà
silenziosamente
staccando la spina
di un invisibile cuore
nelle volte di nuvole
grige
al diniego
che non pesa le parole
ma agita il vento soltanto
componendo canzoni
che non cantano
al mattino
sul petto
dello stanco sentir
La sagoma maestosa di un pino
s'innalza ai primi bui
di una sera d'inverno
la strada è lunga
e il sonno mi sequestra
immagino un tappeto di rose rosse
dove poter sdraiare il mio corpo
ascoltando il volo melodioso delle rime
di una poesia antica
dimenticata tra le curve di un sogno
mi cullo tra fate ed elfi
ma il risveglio improvviso
mi deruba impietoso
di uno strano sentimento di benessere
non mi resta che adagiare il cuore
in un pensiero di rimpianto...
crudele realtà che dei miei sogni mi derubi
ti ostini a volermi sveglia in un mondo che dorme.
Folle d'amore per te
vago di notte
per le strade deserte
luci appena accennate filtrano dalle finestre
di case abbandonate dal rumore
vago di notte
non riesco a dormire
mi hai tolto
la capacità di pensare
ogni minuto ogni istante
ti cerco ovunque
come se un attimo prima
mi avessi detto che mi vuoi lasciare
ho tanto timore
di perderti
che non mi accorgo di averti dietro
che mi rincorri per fermarmi
"aspettami pazzo
ma dove vai?senza di me dove vai"
io mi volto ,ti guardo stupito
ti cercavo davanti e invece eri dietro di me
quanta follia suscita l'amore mio per te!
Uomo della musica, sei in contatto diretto con Dio
che grande dono hai ricevuto, parlare una lingua universale che trasmette infinite emozioni.
Le note come barriere, attraversano la strada quando meno te lo aspetti, sbarrano il cammino e obbligano a guardare oltre.
Gancetti incastonati di pietre preziose, riescono ad illuminare il buio più profondo, intrisi di profumi soavi che arrivano al cuore
e stimolano la fantasia, lasciando assaporare una inebriante irrealtà.
Si può cambiare strada, incontrando una barriera, oppure saltarci sopra e lasciarsi scivolare oltre il grigio che ci attanaglia l'anima.
Note musicali come mani dalle dita sottili, che si tendono per portare fuori dala mediocrità.
Al cospetto della musica è impossibile stare statici, il tempo si comprime, si espande, crea e trasforma.
Le ombre entrano in un' autonoma dimensione.
Il pentagramma non ingabbia il pensiero ma come l'arco schiocca via lontano le briglie dell'anima.
Nella creazione dell'universo musicale Dio ha donato il meglio di se.
Musica, melodia divina, energia che fa battere il cuore tumultuosamente.
Quello che non riesco ad esprimere con le parole, implode dentro di me, ogni frammento crea nuova carne e sangue, senza tempo, fisicità e umana materialità.
Grazie uomo della musica, per me potresti non avere nome, sei la bacchetta magica, il pifferaio che conduce verso un grandioso arcobaleno e lascia assaporare tuti i colori dell'iride.
Ci si può perdere,
ma mai senza trasformarsi in farfalla dalle ali sottili, vivere un solo giorno abbracciando la pienezza di una vita intera.
Ho rinviato il tutto a data da destinarsi
il mio incontro con Dio, con me stesso
con il processo alla mia identità
E rimango di ghiaccio
ibrido, un sasso
a contemplare il silenzio
senza farmi scalfire dal vento
Capisco che questo momento
non può durare in eterno
devo far fronte alle scadenze in agenda
devo raccogliere tutte le forze
e il coraggio che a volte mi manca
E così divento vulnerabile
mi faccio trascinare nel pozzo di sete
dove uno sciame di insetti appestati
ronza nelle poche chiazze di luce
E così nelle baraonde di sangue
ci nutriamo d'amore e carezze
sotto un cielo di piombo
che comprime le nostre teste.
E fuggire a che serve?
La morte sfonda tutte le porte.
Amore rimani stasera
acquieta quest'uomo che ha paura del buio
ma nel cuore ha un frullo d'uccello
che vola nel cielo della sua libertà.
su di te
troverebbe ristoro
la bufera fosca
del mio inverno
tutto ciò che mi serve
sta lì da qualche parte
tra le tue labbra
e il petto
se mi fai dono
godo
come la sabbia al sole
mi dilato i fianchi
intorno al tuo calore
e cado
nel sopore mite
chiuso
il suo abbraccio
sulla stessa vita
ho una mano sul petto
con dei fiori per il mio vuoto;
non siamo più a Venezia.
L'oriente s'è ghiacciato
sulla guglia della porta
oramai chiusa all'amore
nel labirinto marino.
Non siamo più a Venezia,
non siamo più a Venezia...
Per una donna
si può morire
ci si perde pure il cuore
la conquisti di parole
quando sai parlar d'amore,
la trasformi dolcemente
quando le regali un fiore
e diventa quotidiano
dirle amore...io ti amo
Per una donna
si può soffrire
quando hai capito
quant'è importante
non ci perdi nemmeno un minuto
a raccontarle storie d'amore
metti in gioco il cuore...volentieri
se ti dice si! ti aspetto
Per una donna
mi son fermato
senza rimpiangere il passato
poi il destino ha fatto il resto
spiegando a un uomo
cos'è una donna.....
Precipita l’addio
in un infinito irreale
nell’iride vacillante
color rosso fuoco.
La rabbia brucia
come argilla disfatta
e veleno di parole
feriscono l’istante.
Il buio intrappola
flash eterni
in una tela bianca
esile, priva di colori.
E pugnala il tuo nome
modellato senza inchiostro
sul quaderno di sabbia
che l’onda, spazza via.








