Come spesso accade
piove fuori e dentro me.
Mi ritrovo ancora
a vagare nell'oblio
che è il mio mondo
lo stesso mondo
che non mi appartiene.
Non capisco
e nulla mi porta a capire
il buio sovrasta la luce
come di consueto
ma in fondo
è li che mi piace stare.
La mia unica sicurezza
è crogiolarmi
e lasciarmi andare
nella mia oscurità
dove vado continuamente
a rifugiarmi
perchè non conosco altra salvezza.
La notte
il buio
l'ombra
le tenebre
l'oscurità
sono l'unica casa che ho.
Ancora una volta sono vento.
Mi son trovato
sperduto....
in un tempo senza meta
lontano dalla mia esistenza
lontano dalle mie cose
sensazione d'abbandono
paura...
Mi son svegliato
hanno sorriso
labbra sincere
di chi ama
amo anche te uomo
che non t'accorgi d'essere nel tempo
sai..non siamo soli
perché c'è un tempo
il nostro...
Teniamocelo stretto.
Nel silenzio
della notte
ho promesso
questo amore
lo accarezzo
un pò lo bacio
me lo stringo
forte forte.
Nel silenzio
della notte
lo respiro
dolcemente
assaporo
quelle labbra
che si lasciano
scaldare
nell'abbraccio
di una notte
che si posa
senza fine.
Noi avvolti dal vortice di un uragano
catapultati nel vagone dell'amore
attraversato da attimi di carezze tremanti
sguardi di impressa passione nella pelle
silenzi svegliati da ansanti respiri
sensi persi e travolti
nell'attimo della carezza unificata
nel nostro rosso desiderio
rimandato al prossimo fugace incontro.
Gelidi fiocchi Vengon giù dal cielo
a raffreddar l’impeto e la passione
del ricordo di un’intensa notte d’amore.
Stringo forte il cuscino
e stringo il mio cuore
tra mille lacrime scelgo la prima
una goccia di dolore.
Ogni partenza seguita dal tuo ritorno
è una speranza,
allora Solo in quel freddo giaciglio,
ti penso,
stringo forte il cuscino,
di te sento l’odore,
tra mille lacrime scelgo la seconda
una goccia che tocca il mio cuore.
Finiscono i sogni finisce il tormento,
In quel giaciglio ormai caldo
continuo a pensare,
stringo più forte il cuscino,
prende forma,
trasmette calore,
tra mille lacrime scelgo la terza
una goccia ed è subito amore
Apparver sul viso
lacrime ...
come al dolor
voler dar voce
insopportabile sentire,
per trasformarsi poi
in lava giù nel core,
arreso...
a divenir al suo passaggio
terra nera fumante
di una fertilità perduta,
miser ricordo
fin giù nell'anima
a uso di lama tagliente
spietato divenir di
consapevole strazio
di chi lotta
per non esser così
ma che in realtà sa
nient'altro potrà esser
andare avanti sì,
si dice ...
cercando pur di vivere
e continuare in questo.
Ma brutti scherzi fa
il cor stupido e ignorante
che scuse non vuol sentir
e continua, pover tapino,
a voler tornare indietro
lì a quell'istante
dove ricorda
di esser stato felice amato
....... e amante.
affascinante
penetri silenziosa
cullandomi
delicatamente
prima di dormir
ove lo sguardo si posa
scartando
tempo e distanze
che al domani fan da padroni
a riflessi solari
del vivido nostalgico assente
dello striato pensiero
inafferrabile meta
Adesso basta
bisogna decidere
come fare progetti
da sogno...
e non serve pensare
fantasticare va bene
guadagna anche il cuore,
ho visto persone
inventarsi la vita
lontani anni luce
migliori di noi,
non serve fatica
odorando la terra
purtroppo per noi
qualcuno lo fa,
restiamo un po'umili
senza fare rumore
tenendo le mani
unite per sempre,
vinceremo paure
zittendo i potenti.
Spine bianche ed acerbe
miste a petali di rosa
si accompagnano
al calore sfilacciato
dei camini.
Esse leggere, si calano
dal pallore della notte
e cospargono
le strade deserte
adornate dai vetri appannati.
Ora, anche l'ansia
della gente ha smesso
di urlare
e si riscopre tra la umide
coperte il canto
degli amori
storditi dal tempo.
Le impellenze del domani
sbiadiscono tra i sogni
di una notte
che racchiude
l'imprevista pietà
in un alito di vità.
Delizioso incontro, quella sera, tra i nostri silenzi.
Ci guardavamo di furtive occhiatte mascherate d'indifferenza
Ci seguivamo, quella sera, negli angoli della sala
Era come la travolgente passione di un tango a distanza e, poi i nostri corpi si chiamavano;
Ah, si, come si chiamavano!
Era forte la voce silenziosa dei sensi
Che distraeva i presenti.
Lento danzare di sensi
Intricati,e languidi sospiri
Sguardi ansiosi
Mani audaci
Ah.., si d'audace amor!
Cos’è l’amore?
Sono annoiato dalla discussione
che viene fatta su questo sentimento,
tirato in ballo come un argomento.
Chi usa gli occhi, chi il cuore,
chi usa il tempo, i fiori, mille cose,
i sogni, il dolore, la luna, il sole…
infinite metafore, spesso sdolcinate
che prendono a pretesto tutto il resto.
Insomma opinioni personali trasformate,
non si sa bene se vissute veramente,
di certo spesso non sperimentate,
verniciate, abbellite, rese innocue,
per spiegare con arte un sentimento,
che è uno stato profondo, un cambiamento,
un invasivo e profondo cambiamento,
tutto il contrario di una fantasia,
ben altra cosa che farfalle e rose.
L’amore è di per sé, non include altro,
anzi, se c’è, esclude tutto il resto.
Non ha niente a che vedere con le stelle,
non è un deserto, non è un mare immenso:
se è amore vero esclude paragoni.
E’ una temperatura che fa star bene,
un ritmo giusto,
una fortuna che spesso fa soffrire
un esplicarsi di molte sintonie,
magari inconsce, ma certo sintonie.
Sono perplesso da tutti quei poeti,
magari grandi, talvolta anche immensi,
che vagano, cercano e trovano l’amore
nelle foglie d’acero di un bosco,
nella schiuma di un’onda che s’infrange,
nel canto di un gallo che ti sveglia,
nel colore del cielo che s’infiamma.
Infatuazioni della fantasia,
proiezioni grandiose di un bisogno,
distanti dall’amore mille anni.
L’amore non è altro che se stesso
e non si trova…
se hai fortuna te lo trovi accanto
e allora…
cadi, cadi fino in fondo
e non c’è salvezza da quel sentimento.
Piove e tutto rallenta...
la natura rispettosa e intelligente si apre all'acqua
mentre l'uomo concitato si copre
preso da una spasmodica ansia
chiuso nell'abitacolo di una prigione a quattro ruote
sbuffa inveendo insofferente
all' inattesa e seccante novità
lui che vive nell'arrogante presunzione
di poter controllare gli eventi naturali
vive la pioggia con un innaturale disprezzo
unità di civiltà ricche dove non vi è più distinzione
tra sacro necessario e blasfemo superfluo
una stridente contraddizione
con intere popolazioni assetate
morenti segnate da uno destino spietato
fatto di aridità , desolazione e morte
triste verità che vede così tanta ingiustizia
in questo mondo di inevitabili contraddizioni
ridicolo vivaio di superficiali menti umane.





