Come una barca alla deriva
che si lascia cullare su onde di vento
così la mia memoria ondeggia
nei ricordi di un' infanzia lontana
asoltando i silenzi di un passato abbandonato
affogo in una improvvisa notalgia di profumi
che leniscono sorde ferite
rotto è il respiro da un singhiozzo muto
allo svelarsi di un ricordo
colmo il vuoto abitato
dal disincanto di lunghi anni trascorsi
nel tentativo di colmare quest'ansia di vivere.
Il soffio del vento in un canneto
Il tuo silenzio è rumoroso
Come il soffio del vento in un canneto
Le tue parole sono come pietre scagliate nell’acqua del fiume.
Lasciano cerchio che circonda i pensieri
Piano, piano, si dissolve
Portandoli via con se.
Il tuo silenzio
Non fa capire
Non racconta di niente
Non fa interrompere il soffio del vento in un canneto.
La pietra continua ad inventare cerchi
Cerchi che racchiudono i giorni
Cerchi che li dissolvono
Cerchi che si stringono e scompaiono
rimane il rumoroso silenzio del soffio del vento in un canneto.
La guarda dormire
accarezzandole il viso
e sospirare ai suoi risvegli
in una luce che illumina la notte
facendosi cullare
sulla sua spalla
in tiepidi sussulti
slacciando veli
che infiammano
la bocca
desiderosa di baciare
ardentemente
voglie represse
per tormenti inabissati
nell'abbraccio di un sogno
innamorato
impazzito
per lei
che si chiama amore
vivo
dal dolce sapore
tra nuvole rosa
al lume di candela
consumata
da un eccesso di passione
dalle mille grandi emozioni
nella tempesta
tele disfò
smascherando segreti
nelle sue strette
che cingevano il bacino
divorato dal calore
in fiamme
di umide labbra
come danze sorridenti
fiere e abbandonate
da un pubblico in delirio
giudice severo
emozionato
per gli artisti
eleganti
divisi
dagli spettatori
dal rosso sipario
che tristezza fà venir
eravate divertenti
incondizionatamente
sotto un cielo trasparente
nel mio sguardo
sorridente
in rombi di macchine
che si scontravano
come autoscontri
sulle piste rotonde
immaginate
dall'ascolto
appassionato
di essi
comici da strapazzo
mitici veri guaritori
di spettatori
inguaribili delusioni
della povera era
del dopoguerra
Scusate se è poco poetica
ma avevo voglia di scrivere cosi
e pensare appunto all'allegria
Dedicata a Stanlio e Ollio
Semplice su un gambo
cullata dal vento
ti lasci adorare.
Socchiusa attendi il giorno
per rilasciare fragranza.
Rivestita di petali di seta
avvolgi d’armonia
dell’essere al tuo fianco.
Delicata al tatto
ti lasci accarezzare,
peccato coglierti.
Lasciarla vivere
non farla prigioniera
ed ogni notte
si addormenterà
per risvegliarsi
al risorgere del sole
rilasciando fragranza
da inalare.
05/06/09
Distesa nel mio giardino
guardo il cielo.
La notte in estate
ha un profumo buonissimo.
Respiro forte e osservo il blu
illuminato da luna e stelle.
Chissà dove sei.
Da anni ormai me lo chiedo.
Chissà cosa fai.
Chissà com'è adesso la tua vita.
Forse non lo saprò mai
o forse si
ma so con certezza
com'è la mia senza te.
Mentre adesso
chissà dove
e chissà con chi
magari proprio in questo momento
stiamo guardando le stesse stelle.
Ed è stanco!
Gli avevano detto
che in quella casa
poteva riposare
ma la solitudine è forte
la nostalgia tanta.
Le notti sempre
più lunghe
nell'attesa
di quell'affetto profondo
le ore, i minuti
scorrevano lenti.
Ed è stanco
dentro una
disperata solitudine
con il peso nel cuore
attendendo impaziente
un qualcosa che ravvivi
quello sguardo
senza luce.
In quella casa
poteva riposare
ma soffocato
dalla stanchezza
e senza primavere
negli occhi
si lasciò morire!
E piove ghiaccio dolciastro
Mentre attraverso il molo
Il sole giallastro
Quasi spento verso il polo
E mi bagno le mani e la vita
E ricordo il tuo nome: MITA
Di un posto lontano
Passasti e scrivesti
Lessi le due righe lasciate
Bianche
MITA gridava quell’uomo
MITA supplicava quella voce
Va lontano da me
C’è ancora posto nel cuore
MITA sorridesti
Mi guardasti chiedesti
Se c’era posto in me
Ora sei cresciuta
E i tuoi lunghi capelli
Hai tagliato
MITA la vita è tua
Qualcuno t’aspetta
Prosegui avanti
Non c’è fretta
E dal mare col suo profumo..
deliziosa..
entro' in casa mia,
era il tempo dei miei giovani anni,
...irruento l'amore sboccio …
bella come un raggio di sole..
i suoi occhi scaldavano i miei pensieri...
la sua immagine animava i miei sogni
.. il cuore batteva forte
mai aveva gioito di tanto d'amor..
.. poi le gite in motorino
i tuffi in allegria
...gli occhi negli occhi..
...le mani nelle mani...
i dolci baci di salati...
il respiro, perso nelle sue lunghe chiome..
nei nostri balconi la brezza della sera,
era l'estate dell'amore e lei era la mia musa,...
il mio piu' bel sogno d'amor,
il suo nome ... Elsa..
..poi seppur vicina
all'improvviso l'addio,
l' attesi...la sognai,
era il mio dolce segreto..
invano pregai
..,cuore di roccia..
lontano ormai nel suo pensiero
il tempo di due decenni ci attraversò...
poi l'incontro...
i nostri occhi si parlan ancora..
le adultere labbra di nuovo a sfiorarsi
mi confida di un ancor grande amore.
un unico cuore il nostro,in due spezzato ,....
un destino amaro,
lontani,e piu' che mai legati..
Elsa ,vivi dentro me..
..stella di mare, che illumina i miei sogni,
fresca brezza della sera che accarezza dolce il viso...
..orizzonte lontano e irraggiungibile...
unico mio amore infinito,
come il nostro amato mare...
…......ti amo elsa.....
Mio padre ha paura della morte
Arrivo da terre, neanche tanto lontane
e non da racconti biblici, con i suoi antichi versi
e nemmeno da realtà e usanze poi strane,
siamo uguali eppure, scopro, alla fine diversi.
L'uguaglianza dell'aspetto
della vita di ogni giorno,
dei sentimenti odiare...amare
del piangere, soffrire.
Uguale anche la morte, ci unisce,
non riesce neanche lei a smistare
le nostre anime davanti alle sue porte.
Conosco la tua storia, arte, cultura
ho imparato a cantare le tue filastrocche
e l'inno col cuore in mano.
Ero bambina, adesso qui sono cresciuta,
Amo la tua patria, come se fosse la mia,
certo, non ho dimenticato di essere adottata
e non rubo il tuo orgoglio di figlio legittimo, così sia.
Concedimi la speranza, con amore, di essere accettata.
Ecco...tutto così uguale
dove, ti chiedi, ho scoperto che siamo diversi?
Caro mio fratello umano,
ho provato la realtà a snudare
e ho cercato a lungo la nostra diversità,
ho trovato che ..sì, non sei a me uguale
ma non lo è nessuno,
siamo unici e diversi nella nostra individualità.
un giorno appare
e scolora l'alba
il risveglio di scappare
meglio sparire
una sola parola
sconvolge il fatto
probabilita
ingranaggi interni rimescolano
portano a galla una vita tutto
in secondi
cogli all'impazzata il più
possibile ma.......
è poco per tutto
occhi
urli
la voce dei miei figli
i primi passi
l'energia di chi.....mi tiene
forte
senza lasciarmi
probabilità su quel foglio
Caronte in ombra
divento semidio e
pago l'obolo
sconfiggerò medusa
e col suo sguardo
bloccherò gli eventi
aumentando le mia
probabilità.
Tempo!
Che cos’è il tempo?
Un amplesso, un sorriso, una lacrima
una bambola rotta, di terracotta,
un esile velocissimo tocco,
un poema non scritto.
Tempo!
Che cos’è il tempo?
Un’offesa che perde equilibrio tra le dita,
una mela marcia, non mangiata,
tra i rimpianti di parole
mai, uscite di bocca.
Tempo!
Che cos’è il tempo?
Senza il tuo sguardo, senza le tue parole
veloci a ricoprire gli universi vuoti
e non vi sarà tempo, nel tempo,
se tu cessi nel mio tempo.






