Odore di erba bagnata,
aria fredda che fa lacrimare
occhi attenti a nuvole nere
che rincorrono una parte ancora illuminata del cielo.
Quasi impercettibile un battito d'ali
e già il merlo è lontano.
La mimosa, elegantemente al vento,
muove grappoli di boccioli saldamente chiusi,
pare una ballerina che, timida, si stringe tra le balze del tutu.
Gli alberi nudi si piegano tristemente
sulle loro foglie adagiate su una terra
dura di zolle gelate.
L'anima attenta
percepisce ogni movimento intorno,
vibrazioni di passaggi silenziosi.
Luce spettrale, per un raggio di sole
filtrato tra due nuvole cariche di pioggia,
illumina una recinsione e la fa risplendere
come un'armatura medievale.
Il battito regolare del cuore
mi fa accoccolare su me stessa.
Nell'armonia della natura
ogni tassello dell'anima
trova la giusta collocazione.
Sorrido,
e abbraccio il mondo su di me.
Sono la pietra usata per uccidere ma ben levigata
e mi domando
non mi chiedi se io voglio
la mano mi afferra
ero in pace a terra
il sole mi scaldava
l'acqua mi lavava
un'uomo ne fece una dimora
ed io lo accolsi
voi insanguinate il mio corpo
uccidete il vostro
lapidate le vostre coscenze
l'amore non vi appartiene
lui che pregate
e parte del sangue
lui ha lacrime
da regalarvi
mentre lei muore
lui muore <A>
Du'a Khalil Aswad chiedo perdono per loro
Fanciullina vestita di bianco
ti affacci in punta di piedi e
poi irrompi come un vortice inebriante.
I tuoi capelli solleticano l'anima
i tuoi occhi penetrano il cuore
metti le ali alla fantasia,
mi fai innamorare.
Trasformi la realtà in lucciole dorate,
gradevoli odori solleticano l'olfatto.
Non hai pietà di me, non mi lasci dormire,
mi trascini verso ruscelli cristallini
e lasci che la mente galoppi all'impazzata.
Metti nelle mie mani una saetta
che scivola sul foglio come una pattinatrice piroettante
su uno specchio ghiacciato,
Con te, ispirazione, non esistono i deserti
trasformi una tela bianca in immagini mutanti
dai colori variopinti, ombre e primi piani.
Mi arrendo, fai di me ciò che vuoi.
E ci guardava dal fondo di una bottiglia
Colorati di verde ci vedeva
Sorridere e rincorrerci
Cadere tra gli oggetti di casa
e ci faceva le foto piangendo
parlando a singhiozzo ci diceva
“avrei voluto tutto diverso”
Le sere d’estate dal balcone affacciava i suoi occhi
Freddi come il ghiaccio di un agosto che muore
La gente guardava e parlava emetteva sentenze
Non la voleva nel quartiere
E noi crescendo ci chiedevamo il motivo
Poi ci guardava da dietro quel filo di fumo
Tra i cardi eravamo a sognare
E ci faceva innamorare di lei
Tanti uomini nella sua stanza
Tanti sogni gettati giu all’ombra del campanile
E Barbara poi una sera ci strinse tra le sue braccia
Voleva parlare d’amore
Voleva giocare con noi
Barbara si spogliava e noi fermi e sudati
Aspettavamo lei dentro il suo letto
Di seta e di chiodi e sorrideva per noi
Un giorno sulla spiaggia di luglio
Decise di ridere con noi i suoi occhi profondi
Gelavano i nostri affanni
Ci affrettammo a spiegare che ci faceva innamorare
Ma poi forse troppo bambini ridevamo sul serio
Un po’ di lei
E la bottiglia profumava di vita
Era vissuta sulla strada prima di noi conosceva le parole del vento
Sorrideva con noi mentre l’acqua limpida bagnava
Le isole della sua pelle e giocava con noi
Barbara si spogliava e noi fermi e sudati
Aspettavamo distesi sulla sabbia tra il sole e il cielo
Sognavamo con lei
Poi partì per un posto lontano più lontano di noi
Lasciò il suo numero e il suo calore dentro di noi
Era felice quel giorno in viso alla prossima stazione scendeva
E ci lasciò la bottiglia vuota e il tappo che sapeva di lei
E un giorno mi vesti d’azzurro e d’oro
E scrivendo una poesia ricordai Barbara
Che dipingeva i cavalli che come i sogni correvano nelle praterie
E Barbara oggi è tornata nella sua vecchia casa
Quella accanto alla mia stanza
I capelli carbone e i suoi occhi di malvasia
Sono sempre uguali
E ci vede inseguirci sulle spiagge inquinate
Tra rondini estinte e oggetti passati
Dietro gli anni pesanti ormai vissuti
Sdraiata a letto
guardo il soffitto.
Mi alzo
e vado in cucina
prendo un coltello
da uno dei cassetti
e torno a stendermi
dov'ero prima.
Circondo ciò che ho preso
con entrambe le mani
poi lo appoggio sul cuore
e premo.
Non un rivolo di sangue
fuoriesce dal mio corpo
ma un fumo nero e denso
si spande lento e sinuoso
e piano piano mi svuoto.
Sento puzza di dolore
e sofferenza.
E' la mia anima
è sporca, lurida
l'ho impregnata di tutti i miei peccati
l'ho lacerata con le mie oscenità
e adesso fugge via da me
dalla ferita infertami.
Apro gli occhi.
Sono sveglia.
All'improvviso
sento tutta la stanchezza del mondo.
T’amo, come qualcosa che non so dire
Perché mi stringo al tuo sentire
Perché mi aleggio delle tue parole
T’amo, come qualcosa che non so ascoltare
Talmente è frastornante il suo rumore
Perché è forte il tuo sapore.
T’amo, come fossi di colpo immersa tra le nuvole
E perché poi, alla fine ci scopriamo soli
T’amo e mi chiedo se m’ami aspettando che torni
T’amo e mi chiedo se torni aspettando chissà poi cosa
Se già dentro quella stanza c’è già l’impronta di noi.
Pensavamo d’averla cancellata
Ma, sta lì costantemente in noi, per l’amore che porta.
Un paio di scarpe vecchie
un cappotto sliso
un cappello antico
una sciarpa al collo
un ombrello
anche quando non piove
un giornale
che non verrà letto
maniere gentili
un'andatura d'altri tempi
pacatezza nei modi
un uomo d'ascolto
più che di parole
paziente e moderato
ecco questo è mio padre
un eroe agli occhi
di una bimba innamorata
anni incuranti e spietati
hanno segnato il tuo vivere
ma resta la grandezza di un faro
che segna la via sicura
ad una donna adulta
ecco questo è mio padre
e il mio amore è per te.
Stasera ho chiesto alla luna ...
Cosa pensi di me?
Lei beffarda col suo faccione
pieno e muto mi ha guardata
senza proferir parola...
mi ha solo indicato del sonno l'ora.
Allora l'indomani ho chiesto al sole
che stupito dalla mia ingenuità
ha aperto la sua bocca di fuoco
e senza parole mi ha scaldato di felicità.
Volgendo il mio sguardo sul prato
l'ho chiesto allora ad un fiore
che col suo fare un pò aristocratico
mi ha fatto segno di andare...mi dico
Che stupida !
alla luna , al sole e perfino al fiore
non importa nulla di me
ospite e parassita del pianeta
sono un nulla marginale
solo una donna banale
di fronte alla grandezza del creato
....il mio esistere poco vale !
Deserto negli occhi
Tra gli occhi guardai
Sorriso tra le labbra
Sulle labbra trovai
Carezzai l’idea
Che mi saziò di te in fretta
Cosi tentai l’ennesima mia
Fuga dentro me
C’eri tu in me sorrisi
Mi guardasti in silenzio non capisti però
Ciò che io di te pensavo
Poi cercai mille strade
Ne trovai una in più
Braccia su di me io sentì
Braccia tra le braccia abbracciai
Di te l’immagine limpida ricordai
Di te la mia idea incarnai
Radici, in vuoti conflitti
e introverse virtù
interrate nella polvere
di chi immaturo
disadorno di principi
avverso ai dinieghi delle parole
sventolava collera nel tempo.
Dei granelli remoti
germogliati con l’età
adesso è, tutto più cristallino
hanno fatto breccia
e con maschera diversa
rinnovati dal lato opposto
li ha riseminati.
Ora capisce e ringrazia
lottando per loro.
Non mi ama.
Se fosse diversamente
non potrebbe stare lontano da me
invece ci sta
e lo è anni luce
è irraggiungibile
come le stelle dei miei sogni
e io sono luna
si avvicinano a me
ma non mi toccano mai.
Questa non è la nostra vita
tu hai già il tuo finto amore
hai già quello che non so se vuoi
io invece aspetterò invano
un tuo insignificante clone
per sempre.
Forse, in una prossima vita
potremo amarci.
Sembrava così assente
con quello sguardo vuoto...
Provai a rispecchiare
un mio pensiero,
ma quel vuoto era
impenetrabile.
Aveva perso, capii,
anche la sua dolce voce,
nel tentativo vano struggente
... di richiamare a sé….
provai a sentire l'eco
per poter udire la speranza,
ma oramai
silenzio da brivido
regnava intorno...come non mai.
Cercai di sorreggerlo
un corpo stanco e martoriato,
portava nei secoli i segni
di un cammino assai tormentato.
Mi svelò con un ultimo triste sospiro
la sua identità
e nell'atroce solitudine
si dissolse nell'eternità.
Era il raccoglitore di anime pure.



