chiederà chi veramente sono
sarà già primavera,
fioriranno gli alberi.
Quando morrà l'inverno
e il sole felice
comincerà a danzare
io parlerò con lei
di storie appassionate.
Racconterò che un giorno
quando la luna
ancor pur coperta dal gelo
disse che l'amore
è a sud del cielo.
Rumoreggia il cielo
pigramente il grigio
s’impossessa della luce
adombrando la vista
sulla terra le lacrime
disertano i pensieri
il volo degli uccelli
diviene caotico
si cullano le fronde
rimestate dal vento
e tra lampi di luce
s’innalza la musica
osservo dagli infissi
l’orizzonte svanire
il sole è in vacanza
folleggia il temporale
Ho la testa
in confusione
sembra quasi
un motore a scoppio
i miei denti
come ingranaggi
battono forte
dalla rabbia
la mia lingua
è una bronzina
vecchia stanca consumata
i miei occhi
son fanali
con due lampade
usurate
Ho la testa che mi gira
sarà il vento
oppure l'ira
questo mio motore
è stanco
vuol soltanto riposare
dopo un lungo viaggiare
Ho la testa
che mi dice
di ricominciar da qui
se c'è lei
che poi mi aiuta
andrò a mille
più di prima.
Se solo non ti amassi
come ti amo
non leggeresti le parole
dell'amore che forte
ti scuotono.
Se non ti amassi
aspetteresti in silenzio
un battito lontano
con la tristezza sul viso
e non guarderesti il sole
non aspetteresti l'alba
delle tue mattine
tutto rimarrebbe un sogno
solo un triste sogno!
Inutilmente
si vanno stringendo
nei pugni stretti garanzie.
Inutilmente si vive
ipotizzando un mondo
a misura personale,
immutabile,
che non sgarri dal percorso
solito e amaro,
di consuetudini pietrificate.
E si muore,
non correndo il rischio
del non conosciuto,
del non già fatto,
di ore diverse e strane
che non si susseguono
una all'altra uguali.
E si muore,
per un “io” immobile
al quale si vieta
mutarsi in “noi”,
quando il plurale
diventa obbligo
necessario e indifferibile.
E si muore,
quando il piangersi addosso
diventa accusa
per l'incomprensione di altri,
che dovrebbero
sostituirci nelle nostre
responsabilità e,
al nostro posto,
farsi soggetto e guida
per permetterci di guadare
acque che preferiamo
stagnanti, paludose,
perfino maleodoranti
purché sicure.
E si muore
quando la rinuncia
diventa filosofia di vita,
da esportare come insegnamento,
quasi imposizione,
per i nostri eredi
che niente hanno da imparare
salvo il come ed il quando
dello scarso uso
di un dono meraviglioso
e misterioso come la vita,
che si preferisce
pensare come solo tempo
da trascorrere in attesa.
Quando proprio l'attesa
è il luogo mentale
meno adatto e meno decente
nel quale vivere.
Eppure abbiamo menti
capaci di costruire
o evitare abissi
e di elevarsi
oltre ogni misura
e circostanza
menti e nobiltà di specie
che usiamo invece
solo per fare gli stessi errori
e agire ripetitivi comportamenti.
Arrivo a te
col cuore innamorato
come i primi giorni
di noi
Il fuggire degli anni
sbiadito ha i contorni
fisici, visibili...
ma l'amore no
intonso forte
caldo come l'estate
intimo come l'autunno
Invecchiare con te
godere del tramonto della vita
seduti su un vecchio dondolo
mano nella mano,
scorrere l'album del percorso vissuto
finchè morirà
l'ultimo tramontoL'
Tutte le notti
mi appare in sogno
una stradina
stretta e incantata
da tutti chiamata
via dell'amore
ci passano sempre
vecchi donne bambini
e tante coppiette d'innamorati
in fondo alla via
c'è una piazzetta
dove c'è in mezzo una fontanella
piena di mille
desideri e speranze
con monetine che ci buttano dentro
io in questo sogno
ci metto il cuore
quante monete ci butto dentro
chiedendo sempre il vero amore
via dell'amore
è solo un sogno
ma io non mi arrendo
la sto ancora cercando.
quel vociare di dubbi severi
non mi percuoteva
composta stavo
avanzando
come se non avessi sentito
pronunciare alcuna parola
temuta
in una figura che mi guidava
nelle tracce
d'insoliti sospetti
portati ad esaminare
nella quiete dell'estate
rifugiata nelle tenebre
della camera
che si confidava
tra le lenzuola
lasciate
per vedere il tramonto
del dubbio
che si abbandonò
nel silenzio
assoluto
Follia dell’umana specie,
disordini genetici di un albero
non più tanto sconosciuto.
Unità ereditaria
di un organismo animale vivente.
Frammenti di DNA
in modificazione,
espressività
di una nuova identità,
storia dell’evoluzione,
storia di noi.
ti ammiro
seguo i tuoi mutamenti
romantici
come sei tu
al battito
delle mie riflessioni
che camminano
nella mia fantasia
indorata di attese
ricordi
sfuggiti
scemati
nel tempo
infranto sui monti
visti
da non molto lontano
in quesiti
che non hanno un perchè
inseguito
e non preso
sfumato al tocco
di un capitolo
nuovo
di un poetar
dell'ora
che aspetta
la sera
armati di coraggio
scendi a valle
spalmata di calce
in tacite raffermi
all'apice di ingressi
noiosi
che sprizzano
vecchissima lezione
antico vascello
dal timone arrabbiato
della battuta scogliera
dei candidi percorsi
cullati
che tremolano
tra il biancheggiar
di giunchi piegati
al venticello
pungente
dell'avviarsi per cercar
un buco
nell'inseguire
la tua sopravvivenza
da ottenere
nel tuo impervio
desolato cammino








