«È presente un blocco tra te e l'autore,
quindi non puoi commentare i suoi testi.»
Torno quindi a dirmi ch'è un grande errore
legger quei versi falsi e disonesti
ed è colpa mia perché lo spreco
non viene fuori del tutto inatteso:
vedo il tasto grigio, non sono cieco,
puro spreco è quello appena intrapreso,
non potrò segnare un apprezzamento,
messaggio mandare per correzioni,
né far qualsivoglia util commento
od avvïàre scambio d'opinioni.
Ma mi fan sentire persino peggio
quegli sparuti ma presenti autori
che rendono inutile, da dileggio,
aver cercato d'emendare errori
mandando missiva per lor studiata
(volendo sempre un aiuto donare)
che resta del tutto dimenticata
come scrivessi per bighellonare.
Ecco, quelle forse son le persone
ch'avrebbe senso mettersi a bloccare
così quando sparan composizione
mi sovvien subito di non guardare
per non gettar via di nuovo del tempo
con chi non ha propensione al confronto
ma schizza nel sito da perditempo
solo per farsi dei like lesto conto.
26/06/2024
Rosso come fuoco, che arde e brucia
è il colore dell'eros, simbolo di passione innata.
Rosso come il vino, che inebria i sensi, come il sangue, che scorre nelle vene.
Rosso come la rosa, che è simbolo d'amore e piacere, di gelosia indomita.
I suoi petali vellutati, sono carezzevoli, ma le sue spine, pungono inesorabili.
Rosso come labbra, carnose e seducenti, pronte a catturare in un bacio appassionato profondo,da lasciare senza fiato.
Rosso come l'orgoglio, l'eccitazione, il desiderio.
Essi infiammano il cuore, ed annebbiano la mente.
Rosso come l'energia che è dentro di noi, quando l'eros trionfa, in un'esplosione di puro piacere.
Rosso il turbinio di emozioni,
che ci travolge nell'estasi, il segno indelebile del godimento,
che ci marca, ci possiede, ci consuma.
Rosso come la passione, senza inibizioni, fiamma che divampa e mai si spegne.
Rosso come l'urgenza ad unirsi, di due corpi, quando il desiderio, diventa un incendio fatale.
Giusy leotta e Massimo R.
31/05/2024
ca passanno 'o tiempo se cunsumma.
Sott'ô friddo, 'a pioggia, ô viento,
s'astregne...e 'o culore stegne e sfuma.
A ogneduno 'e nuje vene data ndote...
però...se po' ausà sulo na vota!
Quanno si' gguaglione t''a puorte appriesso
cu chill'orgoglio verde 'e ggiuventù:
è bbella soda, te calza a ppenniello,
te n'avvante comme si 'a tenisse sulo tu.
Pelle gialle, rosse, janche e nnere:
pareno diverse, ma so' ttutte eguale.
Cagneno sulo 'e tunalità e cculore,
nun teneno copie, so' ttutte originale.
Pelle scippate e cchiene 'e ferite aperte,
chiagneno sanghe pe ppugnalate nferte.
Pelle vestute p' 'e ggranne occasione,
pelle agghindate e ccu 'o vestito bbuono.
Pelle cavere quanno 'o sanghe volle,
pelle agghiacciate cu 'o friddo ncuollo.
Pelle avvellutate, suntuose, alligante,
pelle sudate, chiene 'e gocce 'e bbrillante.
Pelle ca maldrattammo e sgualcimmo,
senza penzà ca è 'a sola vesta ca tenimmo.
Pelle ca tenimmo ncuollo pe ppudore:
pecché nun se po' sta cu ll'osse 'a fore.
Pelle senza manco ll'uocchie pe chiagnere,
ca vulesseno fa' na bbella vita agiata.
Pelle ca s'hanno levato 'e ppelle 'a cuollo;
pecché pure 'a pelle s'hanno mpignato.
Pelle ca se sonnano ogni nnott'o paraviso,
addó nce vo' poco, abbasta sul'a cammisa.
di Dio nelle terre
dove non ci sono gli ulivi
è opportuno che dove ci sono
gli abeti insieme agli ulivi
le querce e frassini d'alti fusti
ripeto lentamente i cipressi
insegnano la preghiera,
checché si preghi l'Onnipotente.
ci sono gli ulivi ed i cipressi:
ed è vero, poiché i fiori primaverili
sono belli sebbene immaturi.
Come mele a dicembre
- diventiamo frassini...
Che non ha né conserva né par degno
di nulla che riguardi noi primati
che in questo della vita grande regno
umani ci siam sempre dichiarati.
Adesso sul diario me lo segno
questo vocabolo e i significati,
di cui risuona forte, duro, pregno
che posso usare in casi disparati.
È un aggettivo incline a gran rïuso
in questo mondo troppo spesso strano
e con l'irrazionale assai colluso
tanto da far del male anche lontano…
un lemma di cui parmi non abuso
se ciò che vedo chiamo "disumano".
26/06/2024
Togliamo
sinistra e destra
dalla piastra
- le castagne dal fuoco -
sono ormai un biscotto
ridotto all’osso.
Il nero e il rosso
di una roulette … russa.
Due facce
della stessa medaglia
che quando può
comanda.
Si potrebbe ipotizzare utile
tornare al servizio militare
ché, col suo senso enfatico
ci potrebbe aiutare
destra march (dest-march)
sinistra march (sinist-march)
due strade
dello stesso piazzale
che gira che ti rigira
ugualmente
percorrerai
- salvo il soprassedere
o sedersi altrove -
Nato per dividere
usato per riunire
non lascia entrare
non lascia fuggire
simbolo passato
di un'epoca infinita
è solo un ricordo
è solo un pensiero
finché la pelle ingenua
come carta ti strappa
e la carne allora stride
alla sorpresa del dolore.
Rotta manopola di sintonia
non posso più cercare un'armonia
tra l'onde lunghe, medie e quelle corte
solo brusio misto a fischio di morte.
Resto in attesa d'andarmene via
guardando scorrere la vita mia
mentre ripenso a tutte quelle porte
trovate chiuse su cui picchiai forte.
inutilmente su tutte ho bussato
fintanto ancora riusciva il mio cuore
a conferire alle nocche la forza.
Solo un inutile spreco di fiato
che m'ha portato stanchezza e dolore
che sul mio letto a rilento si smorza…
25/06/2024
Sulla camicia
Fantasmi
Mostrano affanni
Il caldo esplode
Nel salone
La mia esistenza
Dentro una berlina
Corse inconcludenti
Ingranaggi senza denti
Sguardi ambrati
Sul muro degli inganni
Il sole cela
Il suo governo
Un giro di vite
Senza ghiaccio
Poca soda e coraggio
Le ore passano
Mentre cantano
I sassolini
Dentro scarpe
D'ossa rotte
Nella quiete della notte.
son finite purtroppo le ferie di Agosto,
al lavoro mi tocca ahimè andare,
in una lunga metro mi devo accomodare.
S'aprono e si chiudono le numerose porte,
non faccio caso alle persone scorte,
d'improvviso vien rapita la mia attenzione,
una pedana si poggia al portellone.
Sale una sorridente e balda signorina,
il suo deretano poggia su una carrozzina,
ci si sposta alacremente senza clamore,
colei che entra di handicap è un portatore.
Attorno l'area diventa insolitamente calpestabile,
come se allontanarsi da lei fosse indispensabile,
magari lei preferirebbe che urtassimo la carrozzina,
per sentirsi come tutti gli altri di prima mattina.
A guardarla ora par che essa sia in una bolla,
mentre lontan da lei la gente si affolla,
la sua fermata purtroppo è ancora lontana,
voleva solo esser come altri in una sporca metropolitana.
Contemporanei senza tempo,
tempo che sfuma, sfugge,
inganna, muta, è muto,
nel frastuono contemporaneo
non vedo l’ora, è già passata,
danzano le ore gioconde nei sogni,
risvegli scanditi da ritmi incessanti
è ora di alzarsi fra grilli cantanti
nel frattempo un contrattempo,
distante nella via appare un istante
un lampo nel cielo che se ne va,
una lancetta indica l’ora che non c’è.





