Sonetto di endecasillabi canonici a maiore con quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate ABBA ABBA CDC DCD.


Tutto in me scorre lento e arriva tardi,
ogni pensiero o gesto che realizzo
(sempre se non del tutto paralizzo)
muove con passi lenti e non gagliardi.

Come di stelle luce che miliardi
ne disti di quettametri ed un guizzo
prenda il tuo cuore come suo indirizzo
quando di notte al cielo volgi sguardi

se scoprirai che sol per te brillavo
sarà quand’io sarò senz’altro spento
e forse in più dirai che se t’amavo

è sol perché il cervello ho troppo lento
e pur guardando ancora non notavo
stelle a te più vicine a cento a cento.

13/06/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Mi basterebbe
solo un altro sguardo 

per avere senza chiedere 

 altre parole

che non sono altro che nostalgia 

di una sera d’agosto .

Per dirti che il tempo 

non è una cura 

e l’amore 

una terapia 

senza fine . 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Sì, inseguo un’utopia
ché siamo importanti, noi
e nel raggiungere la u, io
sarò già salvo.



Con ut, la mia mano
inizia la scalata
esaudisce il desiderio
di raggiungere anche te.



Mentre uto chiede
di estendere la piazza
e chiama a raccolta suffissi
prefissi e infissi.



D’utop è un potu
indica tutte le strade
e i percorsi alternativi
anche i più nascosti. Invece



la successiva i
è il piffero magico
per far ballare anche l’utopi.


Consistenza d'utopia
è una tana libera tutti
e il caso

potrebbe tornare
a contare normalmente.



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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Ho forse la possibilità
Di scegliere con chi andare a letto
La magia è una porta obliqua
Tra le profondità del cielo
Ho forse la possibilità
Di dirti quel che sento
Brividi ancestrali congiungono
L'anima al travaglio
Il mio corpo allo sbaraglio
Un sasso rotola non si arrende
L'inesorabile natura
Prosegue nell'oscurità dell'amore
Sentimenti muoiono per risorgere
Faticando a navigare
Nel mare calmo della paura
Vorrei spogliarmi ma non posso
Mi vergogno del mio soffio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ah luna, luna, lunella...
bella, janca e ttonna...
allumma, schiarisce
e abbagliame 'e suonne.

Fa ca ogni ccriaturo
nun appena se sceta,
trova pace e ammore
'int'a ttutto 'o pianeta.

Fa ca ogni mamma,
ca p' 'o figlio sujo
lotta e ccumbatte,
tene sempe p'isso astipato,

tantu miele e llatte.
Fa ca vicino a ogni cconnola
nce sta na nunnarella,
ca canta na ninna nanna

a na bbella nennella.
Fa ca 'int'a ogni ccasa
nasce nu criaturo,
ca tene annanze a isso

nu granne e lluongo futuro.
Fa ca tutte ll'uocchie
abbrillano pe quaccosa c'abbaglia
e nno pe nu fuoco 'e paglia

ca c' 'o calore se squaglia.
Fa ca ogni vvocca
sarrà sempe 'e zucchero chiena
e nun pruvarrà maje

'o sapore amaro d' 'o vveleno.
Fa ca ogni nnaso d' 'e mmagnolie
sentarrà ll'addore e maje cchiù
puzza 'e cuorpe massacrate

e ccu 'e stentine 'a fore.
Fa ca ogni mmana,
astregnarrà n'ata mana,
pecché tutte aunite

se va cchiù lluntano.
Fa ca tutt'e 'e piede,
se nfunnarranno sulo
d'erba nfosa 'e rugiada

e nun calpestarranno
cchiù 'o sanghe 'e muorte accise,
d' 'e cuorpe marturiate.
Fa mmodo ca ogni nnave

quanno trase 'int'ô puorto
trova nu faro ca 'a guida
e lle dà cunfuorto.
Fa ca femmene e uommene

nun se faranno cchiù 'a guerra...
e cca nce starrà tant'armunia
fra tutte 'e popole d' 'a terra.
Fa ca 'stu quarto 'e vita

ca mm'è rrummasa,
pozza essere avvellutata
comm'a na stola 'e raso.
Luna, lunella prumiettene

ca quanno arriva 'o mumento,
me purtarraje ngiro
ncopp'a na connnola d'argiento.
Vieneme a ppiglià 'e notte,

po' nun appena
schiara 'a nova jurnata
puorteme arreto...
accussì pe n'attimo surtanto...

m'illudo ca so' tturnata.
'O ssaccio, 'o ccapisco...
ca ognuno fa chello ca po' ffa'...
però luna lunella, fosse assaje bello...
si mme putisse accuntentà.
Giovanna Balsamo



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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sonetto di endecasillabi canonici a maiore con quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate ABBA ABBA CDC DCD.


Ne esistono sicuro di peggiori
problemi in questo enorme e triste mondo,
Per questo son così cogitabondo,
in preda di pensieri assalitori:

sto immaginando quali nuovi errori
di cui l'agire mio sempre è fecondo
potranno trascinarmi ancor più a fondo
donando nuovi inediti dolori.

Se non esiste un limite all'abisso
di certo riuscirò sempre a cadere,
nëanche me lo fossi ben prefisso

di continuare a prender nel sedere
qualsiasi palo possa esservi infisso
come se tribolar fosse un piacere.

12/06/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Esili fili in rivoli pensieri,

lievi sfumature tonali,

soffi leggeri dolci rintocchi,

ali delicate, immateriali


scivola fresca scala cromatica,

affiorano suoni tenui dal suolo,

spruzzi di luce in sprazzi di cielo,

onde di colore in ondate di calore


incanti di linee,

rammento rammendi,

tocchi eleganti,

tinte distinte.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Si schiantano anime sulla terra
Occhi distruggono la melma
Brucia impotente il mio cuore 
Il piacere di uno spasmo interiore 
Accarezzo fiori di luce campestri 
Sotto la blanda coperta del sole
Fiumi incantati da dolci parole 
Rimarranno avvinghiate al mio dolore
Nell'aria salata un gabbiano stride
Disperdo il mio essere nel silenzio 
La solitudine sogna
Il sapore della sua bocca
Dopo un istante lei mi abbandona.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Non possiamo più nasconderci

dietro al solito dito

dell’ipocrisia:

la vita è un pettine


e men che meno di una media afasia

l’amore parla con il cuore

tra sguardi e gesti

e lascia le gesta ai proci.


Neppure ad anulare anestesia

… tra controindicazioni

e ritardo dei treni, poi l’effetto

è passeggero semplice.


Anche a mignola fantasia

seppure colma è la bancarella

per la vendita a realizzo

- ma tutto … dipende da noi -


Come all’indice

della solita autopsia. Non scappa

il respiro che manca e ci si accorge

che non scorre più sangue.


E nello sguardo esangue

senza più desideri, né emozioni

realizziamo di non poter più uscire

tranquilli la sera e forse


nemmeno di giorno e anche

restando …


- una testa fiorita

usa meglio le mani -


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Quattro quartine di settenari a rime alternate.


Non è questo l’amore
non son buono ad amare
ché soltanto dolore
ne riesco a ricavare.

L’amor sarebbe bello
da quel che sento in giro,
un dolce caramello
roba da capogiro.

Invece non ho nulla,
nemmeno nostalgia
perché quella fanciulla
non fu né sarà mia.

Ci penso sempre, triste,
nel cuore un vuoto immenso:
lei per me non esiste
e quindi non ha senso.

10/06/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Lento pede avanza la funebre vettura,
Dietro di essa un corteo a lenta andatura,
Dinanzi la chiesa di gioia avara,
Si apre il portellone con dentro la bara.

Quattro becchini senza parlare,
Issano la cassa portandola all'altare,
Il prete è li' che li aspetta ferale,
Si accinge a celebrare l'ennesimo funerale.

I minuti trascorrono in tutta fretta,
Al campo santo un muratore aspetta,
I becchini prendono un caffè al bar vicino,
Uno di loro si mangia anche un panino.

I quattro rientrano senza trasporto umorale,
Alla bara fan ripercorrer la navata centrale,
Ripongono l'estinto dove l'avevan preso,
Al cimitero da calce e mattoni e' ormai atteso.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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La sigaretta in un girotondo 
che respiro
Sul fondo si posa un pensiero.
Quasi finito.
Nell'attesa di un nuovo inizio mi muovo
In un cerchio spezzato.
Apro uscite.
Ma nel pensiero rotondo rinasce 
Il vuoto
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Profilo Autore: UnPensieroRotondo  

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Tazzine bianche infrante
Da schizzi di caffè
Ricordano graffiti
Senza gemere un perché 
Scorrono tatuaggi 
Su algide misture
Dal tramonto all'alba 
La loro pelle candida
Profumi dolci ancestrali 
Sbottano dai tetti
Tra nuvole struggenti
Il cielo fonde le ombre
Avvolte dalle angosce 
Una vagabonda apatia
Affonda nella battigia
Con ineccepibile maestria
Chiudo gli occhi e volo via.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Quanta vite stann'appese a nu filo,
pareno tanta foglie 'e giurnale,
ca scutuliate e sbrunzuliate d' 'o viento,
s'accartocciano comm'ê ffoglie autunnale.

'Sti vvite se vulesseno difennere;
ma nisciuno se nne mporta:
ha nna avé a cche ffa' cu facce brutte,
ca sputano pure nfacci' 'a morte.

'E parlà se metteno scuorno,
stanno 'int'ô scuro appaurate:
nne tenessero 'e cose 'a dicere...
però se nne stanno appartate.

Nisciuno maje 'e vvo' sentere
e ogneduno fa finta 'e niente:
se vasano 'e mmane ô nemico,
ntanto 'o friddo fa sbattere 'e diente.

Quanta vite rummaneno appese:
teseche comm'ê foglie 'e ggiurnale,
vulesseno scrivere e ddicere parole
a cchi nun vo' bbene e ffa male.

Comme foglie 'e giurnale stanno appese,
cu 'e pparole sculurite d' 'a pioggia;
aspettano d'essere liggiute;
ma nun se sape si dimane o ogge.

Se spera sempe ca nu bbellu juorno
na perzona onesta, sincera e ggalante...
scrivarrà ncopp'a 'sti foglie 'e ggiurnale
quacche nnutizia bbona e mpurtante.

E allora 'e pparole parlarranno:
alluccarranno cose 'a tiempo taciute.
Finarmente se cuntarranno tanti fatte,
se diciarranno cose maje lette e ssentute.

'A ggente accummenciarrà a ddicere,
scurrarranno sciumme 'e parole:
'int'ê rrecchie 'e tutte 'e crestiane,
se sentarranno 'e parpete d' 'o core.

Parlarrà pure chi nun teneva 'o diritto
parlarrà chi maje niente ha ditto.
Sunarranno 'e ccampane p'ore e ore,
a ogni rintocco spuntarrà nu sciore.

E cchiù nisciuno starrà appiso a nu filo,
comme si fosse nu foglio 'e giurnale:
pecché 'a vita 'e ognuno è mpurtante.
Pecché ogn'essere umano è speciale.
o
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sonetto standard, endecasillabi canonici a maiore, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.


Erano tempi in cui quella inferiore
quasi vuota appariva confrontando
la sabbia che da su stava cascando
ma già speravo in un tempo migliore.

Un ingegnere e pure un gran dottore
speravo diventare un dì studiando
ma in un tossico amore naufragando
mi stavo martellando questo cuore.

Verran tempi migliori, la bugia
che dagli anni novanta ripetendo
vado sempre con meno fantasia.

Senza sosta la sabbia sta scendendo
e la speranza appare ormai follia.
Ancora scende e il tempo sta scadendo.

10/06/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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