abbracciami ,scaldami l'anima
fai che io mai ,mi stanchi di te
scarabocchio disegnato all'infinito ,su te
pura e viva linfa , che scorre in te
calpestata umiliata e a volte bruciata per nascondere verità paurose
che accrescano l'anima
arricchiscono i nostri pensieri
e fanno tremare i potenti
che ti imbrattano con parole ricattate
piange la grammatica la punteggiatura chiede asilo politico
le maiuscole sempre prime si alleano con la madre penna
anchessa torturata e sempre messa in ballo
da mani troppo rosse del tuo indelebile sangue
in soppiatto le frasi si uniscono
il potere trema
e cerca manipolatori esperti
cancelletto censore il tuo tempo è finito
sillabe e consonanti i punti esclamativi sono schierati
le parentesi si accingono a scoccare le frecce
e tu purissima madre
accogli i tuoi figli
trasformandoli
in orgasmi mentali
e per loro
carta da culo
Imperversa il vento e ascolto
la forza del cuore, in tumulto
e del lamento, un dì sepolto
ora quel sole, ha un singulto.
Un’armonia infinita di parole
si affaccia ancora alla finestra,
orchestra pregiata, che vuole
riavere fragranza di ginestra.
E curva commossa la voglia
di urlare, sorridere, scrivere,
cullar corso come una foglia,
offrendo vita senza barriere.
poca riflessione arresta il loro passaggio
ed esse sfuggono creando scompiglio
insinuandosi in menti fragili
ma a volte qualcuna di loro sfugge al nostro controllo
e comincia a insinuarsi nei nostri pensieri
e ci rafforza creando in noi il vero pensiero
non quello di chi racconta falsità ma quello scritto
indelebile alle menzogne e forse il vento
lo porterà ovunque
seminando menti fertili
creando ragione
tremuli neon rendono
il mio corpo intermittente.
Una silhouette scompare e poi ritorna,
dentro me;
baluginii invisibilmente tangibili.
Mi muovo
come presenza sfocata
in un fotogramma.
Divento
parte di un paesaggio urbano,
fatto di bianchi fasci
di luce e ombre,
di bianche strisce sull’asfalto grigio.
Di staglianti lampioni
che raddoppiano le distanze fra noi
e il cielo e le nuvole
che oscurano la fumosa luna
e le stelle che si confondono
con gli aeroplani.
In silenzio, lo schianto
del disincanto,
si fa strada in me.
Mi calco il cappello sulla testa,
accendo una sigaretta,
nelle mani vuote ci metto le mie braccia.
Incrociandole sul petto,
mi accorgo di essere in un quadro a grisaille…
In posa in quadro a grisaille,
fatta di milioni di punti
destinati a sfumare
negli occhi di ognuno di voi.
La pazzia coinvolge nelle mie vene tutto l’odio che ho.
Ho solo paura di te, e dei tuoi giudizi.
Potessi gioire con i tuoi sorrisi, No.
Non mi è concesso per niente, stare a mio agio in questo mondo.
Quanto più mi ribello, meno ottengo.
E intanto fuori dalla finestra, un campo desolato da ogni forma di vita mi passa accanto,scorgo nella lontananza, nella nebbia mattutina, un secchio di putridume.
Sembra che voglia essere qualcosa di gioioso,
Ma come può questo secchio fare finta che sia un cesto rose,e soprattutto come posso io fingere di poter amare?
Soprattutto amare te. Rimandare il tempo della depressione,
non risolvere i problemi non può essere, e non è uno stile di vita.Continuerò ad uccidermi, fino ad essere solo polvere.
Sarò completamenteAutodistruttivo;
Ma solo quando vedrò il sangue scorrere sul mio volto,
come fossero lacrime, io dirò che non sono felice.
Quanto desidero che tu estraessi a mani nude il mio cuore,
per poter finalmentecapire quanto nelle tue mani può battere sempre più forte, fino a esplodere.Esplodere di emozioni, di sensazioni immense.
E intanto.. quel pianoforte continua a suonare, con cadenze e con frasi in minore,ma forse è meglio così.
Man mano che il pianoforte avanza di tonalità, si abbassa il volume.Non voglio spegnermi proprio ora, No.
Ora in questa fusione di esseri, di spiriti e di un’apparente metodicità astratta, convenzionale, poco nobile, io sono disperso.
Odo Turpiloqui non inerenti alla corrente filosofica che io tento di seguire,cerco la voglia di essere tuo.
Essere finalmente tra le calde braccia di qualcuno,che mi protegga, e che con un bacio, con le sue mani, che accarezzano il mio volto,
cerco te. E non come un semplice acido che mi corroda le mie vene, ma comeuna bomba atomica di amore che esploda, e che continui a suonare le frasi giuste,con la loro giusta tonalità, fino a che non mi spengnerò con te.
Aumenta l’angoscia
l’incolor della goccia
che nell’animo piove.
L’attutita caduta
costringe lo sfogo
del diluvio a uggia.
Il letargico ritmo
ovatta i suoni
vivi dal mondo.
Né un tuono sveglia,
né un lampo desta,
né il riparo di una tempesta.
il tuo volto stanco
i tuoi capelli grigi
orgogliosi, di una vita vissuta
insieme a me, che li ho accarezzati di tanti colori
la mia mano stringe
il tuo dolore che mi ha trasformato
in tuo sostegno non sempre forte
ma apprendista volenteroso
è la mano accarezza
il tuo volto mentre dormi
e ogni ruga mi racconta
i nostri prodigi
ognuno differente
ma cosi unico
che si trasforma
in una piccola parte di noi
mi sembrava di sognare
ma la mia mano
stringe la tua
Trascendo
verbalmente
e sale subdola
La rabbia cannibale
ignoranza insegnata
da maestri cechi
di valori scritti
in pagine non lette
o nascoste
da abili artisti
costruttori di verità
così gli occhi non vedono
tale bellezza
lasciata a noi
e noi senza pensiero
ci lasciammo cullare
su baratri mediatici
costruiti ad arte
da finti poeti
e diveniamo statici
rabbia mangiami
Allora, cercami ancora
nelle foto, nei pensieri di ieri
nel riposo della follia,
perfino fra le inutili parole.
Cercami ancora, nelle pallottole
che, segnano orme sulle gote,
nella polvere di un vecchio grammofono.
tra le note, che si dileguano come aria.
Cercami ancora, nei rintocchi sordi
in dissenso, con il cuore
che soffre, per un'indolenza
dominata e mai nata.
nel chiarore di lei
che svanisce lenta
tra le macerie
di un corpo informe.
Nulla, del bagliore
che emanava, ora resta
oltre la soglia
di un grigio ricordo.
L'illuso suo
pregar sincero,
sfuma nello specchio
di un mondo che
oscurato tra le dolci
speranze
schernisce l'immortale.
Quel che resta,
è la cera,
opaca, viscida e informe.
Il nulla.
Odo la voce del mare profondo,
sospinta dalle onde sulla sabbia,
avverto ogni moto, ogni emozione,
ogni battito del suo cuore.
Ascolto…
Troppo breve istante
non consente di comprendere
quell’anelito di immensità…
un’onda giunge a sfiorare la sabbia,
la mia anima,
accarezza il mio cuore,
fugge via.
Ecco …troppo veloce
scorre il tempo della felicità,
troppo rapido perché tu possa accorgertene.
Arriva inaspettato come un’onda
Ti sfiora
Svanisce…
Resta nell’anima solo un’impronta:
tenace ricordo.
Oggi ci siamo svegliati, molto più tristi
i nostri fratelli, composti, piangono i loro morti
noi piangiamo, la nostra stupidità
il nostro progresso, Dio del nostro orgoglio, uccide ancora
un'onda anomala ha messo a nudo, le nostre coscienze
cancellando, in pochi secondi, tutto il nostro progresso
non è bastata Hiroshima come prova di grande stupidità umana
continuiamo ancora a volere fare dio
io continuo a piangere
La stupidità degli uomini
Imprigionata nella saliva,
senza tessere alcuna tela
dita leggere sulle mie labbra.
Eravamo quasi per pregare o...
Per piangere!
"Pensa ad ogni cosa,
purché non sia questa"!
Mi dicevo, ma la mia bocca si dischiudeva
in una risata e se mi frenavo,
sentivo la mia bava, lungo gli angoli.
Rinverdivano nella mia giovane memoria,
intuizioni improvvise, ingiallite,
come pagine di un vecchio libro.
Sensazioni che solo ora
comprendo, esploro.
Pensieri filtrati da un'altra vita, alla mia.
Un castigo lungo un'eternità.
ti risvegli dal sonno sognatore eterno ,
ti risvegli e pensi ai giorni recenti,
sforzi pesanti delusioni cocenti
se ti colpisce una luce accecante sempre ritorni nella penombra costante,
ma tu sognatore dimmi qualcosa,
dimmi se nella tua mente qualcuno riposa
quando la luce torna a colpire, chiudi gli occhi e torna nell’ombra ,
cosi vedi e non vedi ma soprattutto immagini, ti illudi e ci credi
no sognatore , non è ipocrisia è qualcosa che porti i dentro
è la tua fantasia
