“ Scende sospirando una goccia di maestrale,
toccandomi una guancia chiede il mio pensiero;
sciolgo le catene e rendo a lui la libertà,
lasciando che scorra insieme al vento,
lasciando che si perda tra nastri e coppe di champagne,
bollicine danzanti che sollevano la mente da un anno in più sulla pelle
e aprono la porta a un anno ancora senza orme.
Pensiero che spazia sul tavolo imbandito,
accasciato negli spazi
spesso cerco una facciata
un confine senza dazi.
uno scorcio sull'esterno
parodia del sempiterno,
una fuga dalla quiete,
che prosciughi la mia sete.
sin da infante c'é l'istinto
di sbirciare arrampicato
L’ imputato si alzò.
Un cuore immobile restava
mostrando un’ impossibile fermezza,
affinchè dalla sue triste dolcezza
non trapelasse l’immenso amor che ancor provava.
Lungo i fianchi le mani tremanti,
lo sguardo a terra, cicatrici pulsanti;
in una stretta maglia di dolore,
si rincorrevan in fronte gocce di sudore..
se ho posato qualche sasso,
se ho mostrato qualche faccia,
era autunno che mi abbraccia,
era l'alto verso il basso.
era tratto, punto e adesso,
era maschera sottratta,
era spazio che si adatta.
fu e per questo sarà sempre,
fu la notte che fa luce,
S'è destato il torpore antico
della nuova età
trafitto inesorabile è il cuore
rovente bagliore di un giorno nuovo
s'è destato il chiarore di ieri
del nuovo domani
tra i sogni e la nostalgia
lieve scossa nelle vene
s'è placato il vento
nella fuliggine di un nuovo giorno
Ricordo aprile come fosse ieri,
giornata limpida, dolce scambio di pensieri.
Un sole maestro, direttore orchestrale,
guidava la sua luce con far musicale.
Ombre e colori in una danza sensuale,
intreccio cromatico, geometria inusuale.
Un angelo, in abito gessato,
percorreva l’ asfalto nero e consumato;
scivolava a lato il fiume e le sue sponde,
E mirando e rimirando
lungo l’immensa valle,
si chiudono e schiudono
gli occhi, abbandonati al vento.
La mente priva di pensieri
si mostra, non a quelli a più
ben alte cose s’appiglia:
il carminio risplender del sole,
"Appendo nuvole alla parete
affinchè solo il cielo limpido bagni il mio viso;
ho camminato a piedi scalzi,
lungo il sentiero dell’ anima,
inseguendo le impronte lasciate dal tuo cuore;
ho raggiunto la profondità delle emozioni
osservando la vita dall’ oblò costruito nel mio petto
e da qui, senza che nemmeno le ombre
intreccino oscure forme sul selciato,
Naufragando ho volato
Sui fuochi di ghiaccio
Tra realtà e sogno e
Tra sogno e fantasia
Volando ho naufragato sul deserto popolato
Di invidia ribellione e nulla
E come le aquiloni
Ho salpato i mari ancorandomi su navi
Che volavano nel cielo avorio
E colorato in bianco e nero
Naufragando ho volato
Nel ghiaccio bollente
Di un’estate polare
L’equatore freddo mi ha riscaldato
Tra i pavimenti di argilla e
ho abbandonato tutto ciò che è Altro
e ho saltato il burrone di Springfield:
un lungo respiro
prima della rincorsa,
l'ultimo contatto col suolo polveroso
e per un brevissimo istante
