Anime solitarie,
Avvolte in una spira,
Fatta di parole, pensieri, sospiri,
Nati dal cuore…
Emozioni profonde, vissute,
Che rimangono…resistono
Nebbia sottile in un umida Venezia,
notte di maschere e di false identità;
si aggira per le calli un giovane uomo,
uscito è dall’ azzardo e in stanza tornerà.
Dal mondo si nasconde, con la maschera sul viso
nessuno in lui nota l’ assenza del sorriso.
Bellissime le amiche che gli fanno compagnia,
ma finto è lo svago, falsa l’ allegria.
Dio, un giorno, al tuo cospetto
non ti chiederò perché mi hai chiamato da te,
ma ti chiederò perché
hai lasciato cadere un angelo dal cielo
senza le ali per poter volare;
lo hai mandato sulla terra
con una valigia di sogni
che mai è riuscito a vuotare
lo hai lasciato solo,
Quante fiate mia madamina
T’ ei a quel balcon mirata.
Quanti sogni, mia Becchina
Volgean verso te, mi’ amata!
Quante fiate ogne mattina
‘l cor forte battea, adorata!
Morire a questa età è triste
quando si è pieni di speranze
quando si è ancora spensierati e liberi
quando il domani sembra sempre certo
ed ogni giorno è una conquista,
una scoperta per crescere.
Purtroppo resta solo un'utopia:
periodi bui son passati
dietro l'angolo eran ieri
più pericolosi degli sparvieri
ma adesso sembran diversi
un periodo nuovo sta iniziando
in cui i problemi si risolveranno
in cui gli animali rifugio cercano.
Generale che miete vittime innocenti
che fissa dimora non hanno.
E' l'inverno,
la stagione che ti colpisce
con il Gelo e con la Neve,
caporali che tregua sembran non avere.
giorni son passati
giorni che ricorderemo
ma che supereremo.
Giorni del dolore
giorni del massacro.
Vagoni straziati attraversavano
un' Europa dalla guerra divisa
Rotola l’ autunno sulla mia pelle
vento sottile,
ricordi di cose belle;
Alberi spenti,
foglie cadenti,
rami immobili,
steli dormienti.
Io sono albero nella tempesta,
io sono albero o quel che ne resta;
Allargo le braccia,
Anima
Tu,
profonda come il mare,
pelle sconosciuta
che la luna va a sfumare;
volto ignoto
autore di parole
sospese nel pentagramma
Or t’ ergi solo e silenzioso
Nel centro della mia città;
Tu, sì fiero e sì maestoso,
Per Verus e Priscus libertà.
Di risi e sangue rigoglioso
Nel mentre la vita sen va,
Stella cadente
nella notte d’ agosto,
lesta scivoli
sulla gota celeste
come lacrima lucente;
scia luminosa,
breve e fugace,
solchi l’ immensità notturna
Or la furia è rossa,
Nera è la visione.
L’ onta è grossa,
Forte è la tensione.
Stridon le mie ossa
Atte alla tenzone;
M’ avvio alla fossa
Colmo di passione:
L’ arma sua ostaggio
Stringe alla guerra.
