Poter giudicare
ti fa sentire importante
ma rimani distante
da una verità impellente
quasi impertinente
capace di scapparti
di mano e spenta
ti giace la voglia d’inseguirla
se non matura frutto
… fuori stagione. E acerba
la realtà si perde
tra il marciume cogente
che con passi da gigante
si mantiene
tra i primi della classe.
È Giuda che insiste
a cercare gloria
nei trenta denari
- ma perché non s’impicca? -
Non come Dulcinea¹:
no, la mia bella
è bella per davvero!
Ma non è mia.
Lei è l'unica dea,
fulgida stella
del mio cuore sincero…
ma è follia².
¹: Dulcinea del Toboso, la dama amata da Don Chisciotte che la reputa la donna più bella e raffinata del mondo intero senza averla mai vista ma in realtà è una contadinotta sgraziata e brutta;
²: del resto il confine tra amore e follia è evanescente, non a caso si dice “folle d’amore”.
18/05/2024
Affiatati da afflati profetici
affetti da ritmi frenetici,
l’affetto di un cane sdraiato
un bimbo nasce in un prato
soffi improvvisi di versi,
stili diversi di vita,
musa del canto divina
ispiri il poeta in un fiato
giraffe col fiato sul collo
afflitte, la testa tra nuvole,
un flauto si pone traverso,
afflati di suoni tra versi.
Pensieri inimmaginabili
Scorrono nelle tue mani
Il cuore d'un sentimento
Estratto dal cemento
Migliaia di speranze
Sparse tra fiumi di passioni
Occhi e labbra
Illuminano qualsiasi amore
Anche se i nostri corpi
Mostrano stagioni differenti.
I giorni spesi tra queste lenzuola
con le mani giunte e strette al tuo petto,
le ombre delle tende avvolte ai tuoi capelli
Quanta vita tra i sussurri
così tanta da farci stringere e perdere il silenzio
per poi tornare sabbia stanca del Sole e del rumore
A volte ho paura di respirare troppo forte
quando suono là fuori,
perciò in questa stanza dove il tempo si è fermato,
ascolta la mia pelle.
Manterrò la tua nei fiumi di carta e di inchiostro
alla foce di questo dolce ed intenso mattino.
La vita non ha senso
vissuta senza te.
La vita non ha senso
perché non c’è perché.
Ti penso e ti ripenso,
vivrei solo di te;
da ciò questo scompenso,
ché son nulla per te.
12/05/2024
Riesce anche a me
stringere parole dentro un pugno
gettarle sopra un foglio casualmente
senza che suonino, senza dargli un senso
facendo in modo che sembrino poesia.
.
Sapranno di un orgoglio passatista
di amor tradito con un vecchio trucco
che piacciono nei salotti intelligenti
dove manca l’aria e vita è morta.
.
Ma non importa se non si respira
quel che si cerca è solamente assenza
parole messe insieme sui divani
dove ciò che esplode è riposante.
.
Meglio, io credo
metter lo sguardo dentro ciò che sale
scoprire errori fatti per la fretta
testimonianze che sappiano scoprire
tutte quelle parti che son morte
del mondo che si ferma all’improvviso
per la catena che ti lega al suolo.
.
Meglio, io credo,
che qualche verità ti salga al cuore
scoprendo luce dentro il tempo perso.
Ricordati di aprire
Quella porta
Il buio
Deve pur vedere
La luce
Le sfumature
Sono moltitudini
Dell'anima
Un sorriso ineffabile
Una frase inarrestabile
Un brivido sul collo
Emozioni disperate
Prelibatezze
Di un altro mondo
In cui posso vivere.
Assuefazione…
Non si sente più puzza
dal reo fellone:
sia macigno o pagliuzza
la morale rintuzza.
12/05/2024
Ottave di endecasillabi in rima toscana (ABABABCC-DEDEDEFF)
D’appetito giornate intrise sono
Quelle d’oggi e di ieri, ed ancor così
Sarà se non chiedo con cauto suono.
Con tremulo grembo, e strozzo altresì,
Allor mendico l’amistà in dono
E lacrima spinosa lungo i dì
Colgo tra tutti i mari. Da ora nulla
È più sapido di questa fanciulla.
È sera, il grillo bruisce e la tenebra
L’animo cela, ed ella si divien
Albore, così la gioia è terebra
Nella mia voce e di trangugio vien
Il palpito in gola. Ma come penetra
Questo momento. Tutto quel ch’avvien
Inchiostro sarà giacché vedo lei
Fondamentale dono degli dèi.
Son molto stanco.
Leggo composizioni
ed in qualcuna arranco
cercandone ragioni
mentre rimane bianco
foglio d'osservazioni
aperto a fianco.
Pensieri brutti.
Mi viene un gran magone
leggendo troppi rutti
privi di costruzione,
trascinati tra i flutti
senza una direzione…
'Nanottatutti!
05/05/2024
Volo incerto sul tuo grembo
Mi spezzo come un sogno
Ti porterei ovunque
Ma non ho un corpo
Le tue labbra
Sono frutti generosi
Che non oso cogliere
Nemmeno avessi gli anni
Il mio amore è illusione
Fuori da una porta
Che rimarrà per sempre chiusa.
dell'essere incostante
ove il chronos urge
e fluisce incessante,
si dispiega una danza
di affetti e aspirazioni,
come vortici di penombre
e chiarori da tessere
in boccioli che sbocciano
lenemente per divenire.
E in questa complessa
trama di intrecciati fati,
si nasconde l'enigma
di un'anima cinta di sofferenza,
sopprimendo i singhiozzi
in quei calici dolci e amari,
nelle visioni frantumate,
quali serafini dalle ali distorte!
L'esistenza,
un dedalo di ardue scelte,
dove il cammino
si dipana in vacillanti passi,
i pensieri si smarriscono
fra meditazioni e disinganni,
sotto sottili fardelli
e persistenti inquietudini,
a ornare ghirlande
di lacrime e speranze.
Qual flutto remoto
che defluisce imponente,
così si manifesta la vita,
radiosa e sfuggente,
fra carezze dell'alba
e patimenti funesti,
ci incanta e rapisce,
senza scampo né evasioni.
E nei meandri del crepuscolo,
nelle oscurità dell'animo,
le parole melliflue
divengono canto e armonia,
un concerto di sensazioni,
con accenti di tristezza,
fra amori perduti
e passioni irrecuperabili,
nelle perle della vita.
E in quelle allegorie
di questo cosmo lirico,
si intona la speranza,
ma anche il rimpianto,
come un vento furioso
che insegue le ore,
ove il passato e il domani
si amalgamano in concordia.
E così, fra versi labirintici
e termini esoterici,
ricerchiamo un significato,
un movente nell'essere,
poiché anche nella malinconia
come nello sforzo,
l'essenza bisbiglia parole
di perseveranza.
E questa vita,
un dipinto di cromie
e gradazioni policromati,
dove il gusto dell'affetto
si intreccia al tormento,
come germogli che erompono nell'agonia dell'esistere,
un aroma eterno,
che non segue sempre
il proprio flusso, segue la sua scia.
E così, in questa percezione,
il cuore si dilata
e si rivela nella sua tenerezza,
sonda gli affetti più reconditi,
come un oceano in burrasca,
dove lo spirito si emancipa,
nella sua forma più consona,
e accetta consapevole
ogni mutamento nel suo seno
come un inquieto infante
da nutrire e coltivare,
fino all'ultimo respiro.
Turpe chiunque in volto
travolto dagli eventi
e peggio l'anima risente
là dove viene tolto il dono
dell’essere umano per seminare
ovunque il vuoto, stolto
in pseudo arbitrio sepolto
a far d'erba un fascio folto
e continuar la strada
dell'incetta di vento
che, facile, in tempesta traduce
- e non può esser assolto -
Mentre lo sguardo
difficilmente distoglie, chi
colto, libero e sciolto
coltiva il proprio orto
e può regalare il frutto
parte del suo raccolto.




