Credo sempre che alcune lanterne brillano per alcune anime perse.....
Nel mondo dei sogni e della fantasia....loro ti indicano la tua strada..
Non fa nulla se sei diverso...se sei sensibile..
loro cercano questo ed appena lo trovano cominciano a brillare come mille stelle in cielo per proteggerti nel tuo cammino.
Chissà quanti di noi restano allo scuro per paura di essere se stessi...
Ed ecco che ti mando una lanterna....
Una lanterna per te..per la tua anima speciale.
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Profilo Autore: Manuela Albricci*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 21-10-2026

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La tua sagoma si fonde
in un buco nero,
graffiando percorsi interrotti,
grovigli di desiderio
che si attorcigliano senza fine.
​Il calore sale,
una colata divora il grigio,
macchiando il lino
con una febbre senza nome.
Un turbine di note,
un sax che urla
nel silenzio della stanza.
​Un'armonia dissonante
vibra sul marciapiede.
Tutto il resto,
è solo rumore di fondo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Il tempo
cammina lento
sulla giostra delle ore.

Nell’immaginario d’ognuno
battiti d’emozione
scandiscono l’attimo
nel suo lento andare.

Tutto pare sempre uguale
tra sequenze diverse,
sequenze temporali
una dopo l’altra
mentre trova spazio
la diversità
delle piccole cose.
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Quartine di ottonari a rime alternate.


 

Quanto bella era la vita
quando con spensieratezza
stavo a legger la ritrita
«di doman non c'è certezza»¹

e con l'animo ripieno
di presunte verità
mi dicevo: «Nientemeno!
Ma domani arriverà!»

Ora invece l'orologio
guardo senza più capire
s'è pimpante oppure mogio
e a un domani voglia ambire.

Se stasera me ne scordo
di dargli una caricata,
domattina come un sordo
dalla sveglia inascoltata

resterò dentro quel letto
forse intento anche a sognare
una vita che, lo ammetto,
poi non riesco a ricordare.


¹: «Canzona di Bacco» (o «Trionfo di Bacco e Arianna») di Lorenzo de' Medici (il Magnifico), poemetto bellissimo, che piace credo a tutti quando lo si legge a scuola, ma che quando lo si capisce davvero fino in fondo… è un po’ troppo tardi per trarne insegnamento.


29/07/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Sotto la coltre opaca,
un profilo d'anca scotta,
raccogliendo blues
con dita bagnate di brividi,
tacendo una bocca disfatta.
Le sue curve sono di smalto,
mentre la carne si tende
al ritmo dell'urto.
Un contralto di fiati
affonda nell'oscuro bacino,
bagnato e profondo,
un geyser di pelle,
tracciato sulle sponde
di un'eco rauca del corpo
che s'inarca al suo volere.
Urla di piacere
si riversano nel cielo plumbeo.
Respiri corti, dissonanti,
contano gli istanti prima
che tutto possa finire.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Avete mai fatto caso che anche alcune note di una musica anche a noi non conosciuta possa far riemergere alcuni ricordi assieme alle lacrime....?
Ed è così che alle volte mi sento....per non dire che mi sento spesso ... in questo sentimento
Con il cuore avvolto da mille note di musica e di una tristezza quasi dolce..
le lacrime arrivano agli occhi...a volte scendono a volte no.
Rimangono lì...sospese come aspettassero il mio permesso per scendere.
Ed è così bello per me restare così e guardo sempre lontano come aspettassi qualcosa...ma ancora non so cos è..
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Profilo Autore: Manuela Albricci*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 21-10-2026

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E scorsi dall’abisso l’enimma

aliare su flutti profondi.

In vortici imi di mondi,

fulgido il serto e lo stimma.

La sabbia incrostata dal sale

scopersi emergendo dal vuoto,

del giglio, del giunco, del Noto

il movimento in flusso irreale.

E seppi aggiogare le belve:

in lotte mortali le strinsi,

poi l’acqua e il fuoco sospinsi

ad attraversare le selve.

La considera Vita la gente

che discerne il falso dal vero.

Io domino tutto e vo fiero,

lasciando ai miseri il niente. 

Mi pasco di gioia e di pena,

ché la prima all’altra cede.

Distruggo le cose e non vede

l’umano la ferrea catena.


0-35-0

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Profilo Autore: Oudeis  

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Doppie strofe di quinari e settenari a rime ripetute, in schema 5 7 5 - 5 7 5, aBc aBc.


 

Il mondo è in mano
ai fascisti, ai massoni
ed al denaro,

quindi l’umano
che s’illude ragioni,
tronfio somaro,

non è la bestia
dal migliore cervello
sopra la Terra,

solo molestia
pare sia grimaldello,
soprusi e guerra…

con buona pace
di Darwin che pensava
fosse l’arrivo,

il più capace…
ma solo della clava
l’uomo è votivo.


28/07/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Smuove il traghetto
una varicella di luna
e un leggero tic della bonaccia.
C'è abbastanza acqua e sale
per riempire una borraccia.

Non ho più grilli per la testa:
son tutti là fuori, in festa.

Tieni Caronte, tieni pure la mancia.
Purché resti ancora un po',
purché un'altra storia mi gonfi la guancia.

Bimbi ridenti e bui gommoni nello Stige:
è umano, dopotutto,
chi, indeciso, in ogni verso si dirige.

Resta, caro Caronte,
resta bonario e barbuto al mio fianco;
raccontami ancora un'altra storia:
io non mi stanco.



Grazie di tutto, Maestro!
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Nanonnu se ‘mbarchette criaturu
co’ na mappata ‘ncoglio e na giacchetta
‘ncoppa a na nave ch’era na carretta
e salutava co gliu maccaturu.

Voleva chiagne ma no lo facette
Pecchè la mamma ancora gliu guardava
Era ‘na mamma cara, tanto brava…
Co stu pensiero ‘ncapo, s’addormette.

Dopo nu mese de fame e pecundria
Sbarchette ‘nterra e sulu se trovette
Nu carteglio a gliu coglio s’appennette
Pe farese acconosce da ‘na zia.

Quanno arrivette era scurd’ormai
Ma dento era chiù scurdo che da fore
Gliu petto se stregneva de dolore
La casa e mamma gli mancava assai.

Quanta fatica, quante umiliazioni
Dento a ‘na terra ricca e forastiera
Senza la patria senza la bandiera
Co’ pori cristi de tutte le nazioni

De tempo n’è passato ma gli fatti
Che pe’ nanonnu mio se so’ aggiustati
Pe’ tanti songo ancora scumbinati
Stanno com’a gli suci co’ gli iatti

Succere spisso che co’l’abbondanza
Te scurdi de quann’iri povereglio
E che pe’ anni si stato ciucciareglio
E agli dinari steva la speranza

Si viri attorno ‘na faccia forastiera
Na faccia senza patria né bandiera
Penza che povereglje songo ancora
E fanno come tu facisti allora

Traduzione


Mio nonno s’imbarcò ch’era bambino
con un fagotto addosso e una giacchetta
sopra una nave ch’era una carretta
e salutava con il fazzoletto

Voleva piangere ma non lo fece
Perchè la mamma ancora lo guardava
Era una mamma cara, tanto brava…
Con questo pensiero in testa, s’addormentò.

Dopo un mese di fame e malinconia
Sbarcò in terra e solo si trovò
Un cartello al collo s’appese
Per farsi riconoscere da una zia.

Quando arrivò era scuro ormai
Ma dentro era più scuro che fuori
Il petto si stringeva di dolore
La casa e mamma gli mancavan’ assai.

Quanta fatica, quante umiliazioni
Dentro una terra ricca e forestiera
Senza la patria senza la bandiera
Con poveri cristi di tutte le nazioni

Di tempo n’è passato ma i fatti
Che per mio nonno si sono aggiustati
Per tanti sono ancora scombinati
Stanno come i topi con i gatti

Succede spesso che con l’abbondanza
dimentichi di quando eri poverello
E che per anni sei stato un somarello
E ai denari stava la speranza

Se vedi intorno una faccia forestiera
una faccia senza patria né bandiera
Pensa che poverelli sono ancora
E fanno come tu facesti allora



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Profilo Autore: MaricaR  

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Baciata dalla spuma del mare

l’onda si frange sulla sponda,

rivali due granchi sulla riva

branchi di pesce alla deriva


si scioglie l’acqua sullo scoglio

giunge silente un giunco di bambù,

gioca il cerbiatto al canto del cucù

cullano gli argini viole profumate


il sole rivela un’ombra nel fiume

arriva il riflesso di un salice bianco,

un gambero gioca allegro nell’ansa

danza nel cielo il pescatore Martin.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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E' GIORNO ED IO RINCORRO 
PER LE STRADE LE OMBRE 
DEL PASSATO 
E SENZA PIU' PAURA 
RAGGIUNGO LA CASA 
DOVE ORA SIEDI IN SILENZIO 
IL RUMORE DI PASSI LONTANI 
TI SCANDISCE LE ORE 
TI OSSERVO INCREDULO 
MENTRE LA NOTTE CONFONDE TUTTO 


-NASO -5 -8 -2026
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Profilo Autore: Antonio Sirna  

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Haiku.


 

Basta¹ pulsare,
cuore mio, è inverno:
basta soffrire!


¹: imperativo categorico, sperando dia retta.


25/07/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Quello sguardo
perseguita la mia ombra
ovunque.
Nella rabbia del giorno
tra le fiamme del tramonto,
i tuoi occhi
sono sempre
come quel cielo là in fondo:
ricolmi di tristezza
ma dolci,
dolci come il miele.
A volte,
ingiustamente,
vorrei assaggiare
il sapore
delle tue lacrime;
ma è così meschino
questo desiderio
che preferisco donarti
la mia vita
pur di vederti complice
di un semplice sorriso.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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E persa nel tempo in un silenzio assordante resto lì a guardare la luna.
Non vi è nessuno a parte me...il cielo le stelle ed una sedia a dondolo.
Non so in che mondo mi trovo ma so che sto bene...
Sono sola...come sempre oramai da tanto tanto tempo...
La tristezza mi fa compagnia assieme ai miei ricordi.
Il chiaro di luna così forte illumina la mia anima facendomi vedere cos ho dentro me stessa...
Ho tanto spazio, tanto tempo....come dovessi restar qui in eterno a vegliare qualcosa....
Che strana sensazione..
Eppure.. eppure io qui sto bene...
Sola.
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Profilo Autore: Manuela Albricci*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 21-10-2026

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