Chapeau chatbot
indovino digitale
sacerdote virtuale
assassino dell’attesa
sapiente alchimista
algoritmo bene in vista,
coscienza eliminata
dipendenza assicurata
sapere assoluto
voce impersonale,
il silenzio annullato
l’emozione cancellata.
Questi afflitti neuroni urgono di ritirarsi in ferie permanenti; le dita, ritenendosi libere, limerickano traballanti tautogrammi tendenzialmente troppo taccianti torpori telencefalici. Tuttavia, teneteveli!
Vi vidi veleggiare vagamente
verso vecchi vascelli veramente
vicino vorticosi
vacanzieri virtuosi
varando vecchie vele virulente¹.
¹: non sprecate tempo cercando una logica per i 5 versi; verificate soltanto che siano effettivamente tre endecasillabi canonici a maiore piani in rima perfetta tra loro, con incastrata una coppia di settenari piani anch’essi tra loro in rima perfetta. Dopodiché, che dire? Ogni singola parola comincia con la stessa lettera… che sia un tautogramma e non un limerick? Probabile, non saprei, la mia mente è ormai in tilt con 42° all’ombra del cerebro contrastanti con i -273 al centro del cuore cristallizzato.
14/08/2026
Acqua, clima e vento
vivificano quest’ineffabile ambiente
e il tempo ne costruisce e narra
l’incantevole storia.
È la magia dell’Antelope Canyon,
una strettoia splendente,
incisa nell’arenaria Navajo
in Arizona.
Davanti agli snodi, l’occhio umano
legge la stupenda prospettiva
di un luogo in costante
e vitale movimento.
Nell’intreccio di sinuose
e fluide forme di incantevoli curve
e pareti ondulate,
la luce coglie il brillio del sole,
che in raggianti fasci vien fermato.
Svanisce l’ombra
e l’ambiente
si accende di luminose tonalità
dal rosso all'arancione
e dal giallo dorato al rosa vellutato.
Acque in impreviste piene,
vento e tempo nel proprio lavorio
di demolizione e ripristino,
modellano la pietra
nel corso di millenni.
È la roccia maestosa,
che nel segreto cattura
dal sole lo splendore radioso
e racconta fiera la sua storia,
in un perenne incanto.

L’amore si veste d’armatura
che spesso non conosce misura.
Dona tempo.
Dona respiro.
Dona ciò che non possiede.
E se questo fuoco
che brucia ed arde
cessa,
nelle ceneri fredde senza calore
la sofferenza dimora.
Rimanere adesso
tra le polveri
è come abitare
nel tepore dell’abitudine
e nel ricordo di quella voce.
Andare, fuggire, volare
oltre il cielo,
dove l’unico suono è quello delle ali
che fendono l’aria,
e ancor morire.
Il pensiero
non conosce sentenze.
Gli anni
alzano il muro.
La stanchezza
lo rende alto,
duro,
insormontabile.
Ricominciare è
chiedere forza
a chi ha dato tutto
nel suo tempo.
Eppure
qualcosa rimane.
Non un’arma.
Non la voglia
di vincere.
Solo lo scudo
dell’amor proprio,
a difendere quel poco,
o tanto, di vita
che ancora ci appartiene.
Ma se un giorno
le mani potranno fermarsi,
vorrei guardarle
senza rimprovero.
Sapendo che,
non è stata la paura del silenzio
a scegliere
per me.
si fa strada e nasce..
Una poesia
sul libro del poeta.
Un quadro
sulla tela del pittore.
Un’idea
alla mensa dell’inventore.
Un motivo
sulle corde del violino.
In una pausa del tempo
tutto nasce..
nella mente del Creatore.
Quartine di rime alternate in versi dal metro anch’esso alternato, settenari e quinari.
Uccisi dalle accise…
o forse meglio
da quella che derise
popolo “sveglio”
facendo le promesse
più strampalate,
urlando frasi ossesse
di già scordate.
Con i suoi pari punta
sull'idiozia
e infatti poi la spunta!
Democrazia
ha un unico difetto:
un voto sano
val quanto quello inetto
e par sia vano
discutere programmi,
pianificare…
van meglio i melodrammi
e stare a urlare,
ché le urla in vuoti crani
hanno bell'eco
e per le tese¹ mani
fanno da speco².
Cresce intanto la fame³,
utile molto
allo squadrista infame
per buon raccolto.
¹: eh… i limiti del rimare! “Mani” vorrebbe essere una sineddoche che mantiene la rima con “crani”, che rappresenti l’infausto braccio destro teso; purtroppo la “mano tesa” dà più l’idea di una ricerca/offerta di aiuto, giustamente, che non della sottomissione cieca rappresentata dal saluto fascista, ma anche le rime a volte sono prepotenti;
²: antro, rifugio;
³: povertà, che purtroppo rende più fragili e di conseguenza più abbindolabili.
10/08/2026
Sei...
la luce che attraversa le mie pupille
quando ci svegliamo al mattino.
Sei...
il calore che il mio corpo avverte
mentre ci muoviamo tra le lenzuola.
Sei...
la guerriera che, giorno dopo giorno,
esce con energia ad affrontare ogni battaglia.
Sei...
la complice delle mie follie
e la compagna dei momenti di ogni giorno.
Sei...
molto più di tutto questo.
Per spiegarlo, non trovo le parole.
Lunghi capelli al vento..un bellissimo sorriso..due grandi occhi verdi che ti ci perdevi dentro.
Silenzi che erano più di mille parole...sguardi che dicevano tutto...
Piena di sogni..sogni che avrebbe giurato diventassero realtà..
E dopo mille anni...in un altro tempo e spazio essa ancora aspetta...in un mondo diverso .
Fatto di sogni di favole di sorrisi essa vaga..vaga ed aspetta...sa che presto lui arriverà.
Novenari in rima ABABABCC sgorgati così, spontanei e tristi, mentre mentalmente ricanto «Autogrill» con una malinconia immensa.
Incespicando incespicando
il meglio ormai va scomparendo;
restano scimmie che a comando
d'A.I. balbettano ridendo,
non pare a me che stian cantando.
Tutto decade, ormai m'arrendo…
oggi schifezze sopra il desco…
ci mancherai… grazie Francesco.
06/08/2026
non ci hanno chiesto nessun sacrificio
C'hanno regalato per ogni dente
una marca diversa di dentifricio
Tu pensa a quegli eroi mai stati in forma
Alle voci d'oro alimentare
dei poveracci come noi
con la sindrome di Stoccolma
Tu pensa a quante cose facciamo la tara
Per Zeno a questo punto è la prima sigaretta
Pensa a quanti punti non ci danno per questa gara
e il vuoto che riscuote l'impulso della fretta
Ora sono il mostro di The Clocks
distratto dallo stesso tempo
Un anemico raffazzonato,
arcobaleno d'un black-block
Disgustato da un dio che ha violato il suon tempio








