Saranno gli occhi suoi
quel mare dentro il cielo
sarà che come il sole
brillano dentro te.
Sarà che avrai inventato
una nuvola nel vento
o che questi anni passano
veloci e non si fermano
lascia un bel sorriso
e pensa
quanto sarebbe bello
volare come un gabbiano
e cantare con le stelle.
Saranno gli occhi belli
che fan danzare il cuore
aiutalo a sognare
e domani sarà calmo
come un mare dentro il cielo.
sfreccia morte per Balder-
pianto di Freya
bacche bianche dà vita
auguri di natale
N.B. Per una corretta interpretazione alla mia composizione questo Tanka nasce da una leggenda secondo la quale la dea Freya aveva due figli, Balder il generoso e il malvagio Loki, così invidioso del fratello da volerlo uccidere con un ramo di vischio avvelenato trafiggendolo. Alla vista della morte dell’amato figlio Freya, disperata, proruppe in un pianto inconsolabile, proprio sopra i rametti di quella innocua pianta che aveva dimenticato di interpellare, poiché chiese precedentemente a tutti gli esseri viventi di ogni specie di proteggere il suo amato Balder. Sulla pianta le sue lacrime miracolosamente si solidificarono, diventando bacche bianche, e col potere del suo amore avvenne il miracolo più grande di tutti: Balder tornò in vita!
Da quel momento la dea Freya ringrazia chiunque si scambi un bacio sotto i rami del vischio, donandogli la sua protezione. Da questa antica tradizione deriva il significato di amore, fortuna e buon augurio che questa piccola pianta ha ancora oggi.
Perdutamente dal tuo viso ratto,
affascinato dal tuo modo retto,
ammutolisco a te di fronte ritto;
mentre il mio cuore in mille pezzi è rotto
trattengo goffo i singhiozzi ed un rutto¹
sentendo d’aver smarrito la rotta
che non è mai stata una linea retta.
¹: emozione »»» cortisolo »»» acido gastrico »»» ruttino
17/05/2023
C’è un cantuccio
appartato dentro di me
che tutto acquieta.
Forte nave
di semine e raccolti,
paure da colorare,
mani vuote da riempire ,
occhi da specchiare,
canti da mitigare e poesie cariche
da leggere
e il sonno accompagnare.
Stillan stanchezza tutti quanti i pori
di questa sporca raggrinzita scorza
mentre capitola qualsiasi forza
innanzi ai muti molesti dolori.
Non ci sono in ospedale dottori
capaci di dirmi cos'è che smorza
la voglia mentre l'angoscia rafforza
singulti in me suscitando sonori.
Accuso dopo pochi passi il male,
l'aria dal petto par che fugga via,
rantolo come ferito animale.
L'avverto come finale agonia…
temo che l'unico medicinale
sia la completa perenne amnesia!
15/05/2023
Non guardatemi amati sconosciuti.
Non darò un giudizio sul vostro amore.
Io sono vivo per me,
il mio amore non è scritto per essere letto.
Sono il buoi nelle lacrime d’amore
e vivo in questa privazione
nella miseria del dare.
Ma rinascerò dal buio con forza
e l’essenza prima della morte darò.
Risplende di luce e il chiarore è così forte che potresti farti male... Se avvicini la candela al mio volto, potrai vederlo bagnato di lacrime, le potrai bere, dissetandoti come a una fontana.
Perché voglio dissetarti col mio dolore che non comprendi, che giudichi superfluo.
Allora, trasformerò quelle calde lacrime in veleno, perché tu muoia, ma molto lontano da me.
Cinque minuti di telefonata,
conversazione giuntami inattesa
dopo un messaggio vocale a sorpresa
dalla tua voce dolce e vellutata.
La mia passione, mai addormentata,
m’ha reso duro realizzar l’impresa
di restar calmo: la mente s’è arresa
come viaggiasse su giostra incantata.
Purtroppo, conseguenza del discorso
è che ora so che per un tuo problema
lunedì non ci potremo incontrare…
ora c’è 'sta rogna da sistemare
che, come a te, pure a me dà patema…
ma parlarti è stato di gioia sorso.
Ho chiuso¹ col rimorso
di non averti detto quanto t’amo,
del resto, bene noi ce ne vogliamo
e questo lo sappiamo
ma sono consapevole codardo
che d’un rifiuto tuo non vuole azzardo
fino a dirmi, bugiardo,
che sono lieto che ti batta il cuore
per quel fortunatissimo signore.²
¹: ho chiuso la telefonata sentendo il rimorso di…
²: sicuramente uomo di successo, belloccio, ricco, intelligente… dovrei essere contento che nella vita della mia amata ci sia cotal fusto… ma ne son geloso in realtà.
14/05/2023
E la pioggia, la pioggia laverà i tuoi istinti e i miei...cavallo selvaggio, galoppa dentro di me, perché stupida è questa voglia di te, ma potente come il ferro e il tuono.
Ascolto musica ribelle, per esempio John Lennon, che trovo irresistibile...
Faccio e rifaccio venti volte solitari a carte, sapendo bene che i solitari siamo noi, due sciamani dispersi nel buio, due innocenti fanciulli saggi e selvaggi.
Riempimi il sesso e il cuore col tuo buio potente, col tuo sesso che sa di mogano e pietra lavica, con le tue risate così piene di vita, dolcissimo amico mio.
Cantava: “io lavoro e penso a te!”.
Io riflettevo con benevolenza:
“Bëato lui, ch’io penso SEMPRE a te,
anche nell’inoperosa indolenza!”¹
Non ho bisogno d’avere un perché,
è questo il succo della limerenza:
non vivo un secondo senza di te,
sei ben costante e profonda presenza.
Qualsiasi cosa io faccia, non manchi:
tu non sai nulla nella tua distanza
in misteriosi profondi calanchi²
eppure ti vedo qui in questa stanza
che in ogni mia azione, dolce, m’affianchi:
follia nel cuore e nella mente avanza!
¹: Non avendocelo io un lavoro…
²: Nel senso non letterale di calanchi scavati nelle rocce, ma più generico di percorsi per me impercorribili per raggiungerti, appiedato, lontano e senza una scusa ragionevole ed accettabile per venire da te.
12/05/2023
lontano da scene che si muovono
tra le parole della montagna
fermo è il lago
Sarà che questo cielo contagia
Sentinella, sentinella che vedi?
- Barbagli
come moniti
nella volta celeste
La forma dell'inverno
è un bianco
di piccole morti -
ognun che fosse, ancor più se da lontano, un priore.
E sì: tira e tira, tira quella corda che la rompi...
Ma poi: siamo tutti! Perché ci chiamate Ciompi?!
Dalla piazza odo un singulto:
"Non avere ansia da prestazione,
tanto resterà un tumulto!"
Sì, vero: c'han provato quei tuchini,
eran pure seri, eppure scherzati in mutande;
ma qui non si scherza: non siamo contadini:
abbiamo in prima fila le mani di filande!
Sogghigni che ormai spolverano l'aria,
le botteghe serrate dietro i loro vecchi legni:
nessuna marcia da processionaria,
ma se ne tocchi una lascia i segni.
L'importante è far capire il flusso degli eventi,
non importa se torneranno quei signori;
si ricorderanno delle nostre genti:
invece, fra due mesi cambieranno quei briatori.
Un figlio già morto sotto i tuoi occhi,
quest’altro miseramente fallito,
annientato, sfinito,
forse proprio quei su cui più contavi.
Sì, ci son gli altri che son molto bravi,
che sanno elargire soddisfazioni,
tutt’altro che coglioni
ognuno vincente in uno o più campi.
Ma dopo tutti i miei dannati inciampi
anche tu come me ti sarai chiesto:
“Che campa a fare questo?”
Dubbio per cui non ti posso biasmare!
Sopravvissuto solo per pesare
su familiare e sociale bilancio
oziando senza slancio
mentre la vita in fretta corre accanto.
Rinchiuso in camera, nascosto pianto,
unici testimoni la tastiera,
lo schermo e penna a sfera
che neanche tanto scorre sopra un foglio.
Del resto, questa vita non la voglio
avendo dei sogni perso il bagaglio,
m’è rimasta per sbaglio,
chirurghi impediron ch’andasse via.
Rieccomi in questa casa non mia
nonostante ci viva da ragazzo
ma ci sto come un pazzo
da quando ho perso la casa del sogno.
Sono vivo ma nessuno ha bisogno
della mia problematica esistenza…
stareste meglio senza
di me che sarò sempre più un accollo!
Dunque perché di respirar non mollo?
Rinunciando a parlare da enigmista,
perché sono egoïsta!
Non voglio lasciare la gente in pace!
Se questa vita così non mi piace,
se non sopporto noia e sofferenza
né d’amore l’assenza…
fretta avrei di raggiungere la fine.
Invece singhiozzo tra le mie spine,
m’ostino a sognare la mia sirena,
mi do del cuore pena,
m’addormento per svegliarmi domani…
Eppure vedo ch’a stringer le mani
ci resta dentro nient’altro che il nulla,
quel che in mente mi frulla
non lascerà neanche ombra d’un ricordo…
Non lo so perché ancora non demordo,
perché questo telefono non mollo
prenotando un controllo,
nuovi esami per le mie terapie…
Cliniche, ospedali, segreterie…
Ma no, non è la morte a far paüra,
ma che sia troppo dura
restante parte della vita mia.
09/05/2023
Il faro illumina la buia notte
tracciandomi un tremolante sentiero
da seguir nell’immenso mare nero
di cui da troppo tempo ignoro rotte.
Io nuoto con lo stile di una botte
verso cotanto faro lusinghiero
pronto a giurargli il mio amor sincero
perché mi salva dalle acque corrotte.
Lo so che non è per me che risplende,
meramente ha tanta luce da offrire
anche a più meritevoli natanti…
questo ceffo neanche lo scorge avanti,
so nei suoi pensier di non apparire,
ma la sua luce felice mi rende.
07/05/2023








